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Ministro Orlando vigili affinchè il DAP non ritardi anche nell’attuazione del riallineamento


Polizia Penitenziaria - Ministro Orlando vigili affinchè il DAP non ritardi anche nell’attuazione del riallineamento

Notizia del 13/06/2017

in Il Riordino

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La prassi dei ritardi che si registrano nelle operazioni di scrutinio per la promozione alla qualifica superiore, in particolare per il ruolo funzionari del Corpo è una costante nella loro progressione professionale, già fortemente penalizzata da una posizione di partenza svantaggiosa rispetto agli omologhi della Polizia di Stato, che verrà superata solo dopo l’approvazione del riordino.

Per fare un esempio, i Funzionari del II Corso Ruolo Direttivo Ordinario, avevano maturato maturato la qualifica superiore (commissario) a decorrere dal 23 febbraio 2012, e purtroppo tale promozione è pervenuta dopo oltre 4 anni di ritardo, nel 2016. Stessa cosa per i funzionari del III corso RDO che hanno maturato il grado di commissario già dal 29 dicembre 2013!

Considerato che per tutti i corsi si registrano in media questi ingiustificabili ed eccessivi ritardi  sarebbe opportuno conoscere, le ragioni di tali gravi reiterati ritardi ed il relativo cui addebitare le responsabilità di natura amministrativa, civile e  contabile. A tal riguardo si ricorda infatti che l’articolo 2 bis della Legge n. 1990/241 recita “1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’art. 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.

1-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 e ad esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento ad istanza di parte, per il quale sussiste l’obbligo di pronunziarsi, l’istante ha diritto di ottenere un indennizzo per il mero ritardo alle condizioni e con le modalità stabilite dalla legge o, sulla base della legge, da un regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. In tal caso le somme corrisposte o da corrispondere a titolo di indennizzo sono detratte dal risarcimento.”

L’articolo 28 del Decreto Legge n. 69/2013 (“Decreto del fare”) prevede che “la pubblica amministrazione procedente o, in caso di procedimenti in cui intervengono più amministrazioni, quella responsabile del ritardo e i soggetti di cui all’art. 1, comma 1-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento amministrativo iniziato a istanza di parte, per il quale sussiste l’obbligo di pronunziarsi, con esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, corrispondono all’interessato, a titolo di indennizzo per il mero ritardo, una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo con decorrenza dalla data di scadenza del termine del procedimento, comunque complessivamente non superiore a 2.000 euro”.

La P.A. ed i suoi responsabili (che possono in base alla medesima norma subire anche pregiudizi per gli avanzamenti) hanno pertanto l’obbligo di concludere il procedimento amministrativo in attuazione dei principi di buon andamento, ragionevolezza e proporzionalità e, alla luce della novità introdotta dall’articolo 28 del Decreto Legge n. 69/2013, è tenuta ad indennizzare per il ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo.

Il Consiglio di Stato con Sentenza 7 marzo 2013, n. 1406, ha sul punto evidenziato che “La richiesta di accertamento del danno da ritardo ovvero del danno derivante dalla tardiva emanazione di un provvedimento favorevole, se da un lato deve essere ricondotta al danno da lesione di interessi legittimi pretensivi, per l’ontologica natura delle posizioni fatte valere, dall’altro, in ossequio al principio dell’atipicità dell’illecito civile, costituisce una fattispecie sui generis, di natura del tutto specifica e peculiare, che deve essere ricondotta nell’alveo dell’articolo 2043 c.c. per l’identificazione degli elementi costitutivi della responsabilità. Di conseguenza, l’ingiustizia e la sussistenza stessa del danno non possono, in linea di principio, presumersi "iuris tantum", in esclusiva relazione al ritardo nell’adozione del provvedimento amministrativo favorevole, ma il danneggiato deve, in ossequio dell’ex articolo 2697 c.c., provare tutti gli elementi costitutivi della relativa domanda”.

Peraltro , in data 30 maggio 2017 (atto n.395) il decreto legislativo di riordino è stati promulgato dal presidente della Repubblica. L’art. 42 dello stesso decreto legislativo prevede che con decorrenza giuridica ed economica 1.1.2016 si attui il riallineamento dei funzionari della Polizia Penitenziaria, prevedendo in modo analitico all’art. 42 per ciascun corso di funzionario, il grado superiore maturato e la decorrenza. Si tratta pertanto di norma non solo direttamente applicabile essendo completa nei contenuti, ma di facile esecuzione in quanto la norma non prevede scrutini in quanto il grado superiore deve essere conferito in base alle attuali graduatorie. Peraltro il riallineamento, che decorre dal 1 gennaio 2016,  dovrà essere applicato prima dell’entrata in vigore delle norme sul riordino generale, che dovrà avere effetti a partire dal 1 ottobre 2017.  Pertanto considerati i reiterati ritardi nelle promozioni ai gradi superiori si spera che il Direttore Generale provveda immediatamente al riordino, sulle orme dell’amministrazione della difesa e dell’interno che addirittura ancora prima dell’emanazione del riordino avevano diramato circolari per l’adeguamento ai nuovi gradi. Peraltro mentre il riordino per diventare esecutivo entro il 1 ottobre, avrà necessità dei decreti interministeriali che istituiscano le nuove qualifiche, per il riallineamento non sarà necessario neanche tale decreto interministeriale ma esclusivamente i provvedimenti della competente direzione generale.

Si spera, che almeno questa volta, senza interrogazioni parlamentari o altri strumenti di legge si addivenga con celerità al conferimento delle tanto agognate promozioni, propedeutiche al successivo riordino a far data dal 1 ottobre, ed a tal fine si chiede al Ministro Orlando un intervento in tal senso alla stregua dei ministri Pinotti e Orlando che addirittura hanno emanato delle circolari.

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 8


Tutto a posto sta vigilando molto molto bene tante che i risultati sono visibili già dai cedolini stipendiali

Di  Anonimo  (inviato il 22/11/2017 @ 21:04:36)


n. 7


Vigilare anche sui pensionati esclusi da tutto

Di  Anonimo  (inviato il 13/06/2017 @ 19:23:03)


n. 6


Grazie sovr. Convegno con te. Svegliamoci.

Di  Mortificato  (inviato il 13/06/2017 @ 18:26:27)


n. 5


Penso che la colpa è nostra, perchè dovremmo anche noi scrivere dei nostri problemi, così come fanno i commissari. Non possiamo dargli colpe se loro lamentano i loro sacrosanti problemi e noi no.Svegliamoci

Di  sovr  (inviato il 13/06/2017 @ 15:46:30)


n. 4


se avessi letto con attenzione ti saresti accorto che l'articolo in questione fa riferimento alle promozioni di tutti i ruoli con particolare riferimento ai funzionari verso cui si stratificano ritardi più degli altri... visto che un anno non sono 4 anni di ritardo

Di  x mortificato  (inviato il 13/06/2017 @ 15:16:12)


n. 3


Sono disgustato fa questa notevole attenzione per gradi apicali. Qualcuno pensa alla truppa? Sov C maturato lo scorso anno.... Fra poco col grande riordino mi passano pure avanti. Non ho parole.

Di  Mortificato  (inviato il 13/06/2017 @ 14:06:05)


n. 2


IL COMITATO ANZICHè PENSARE A GIUDIZI COMPLESSI E DALL'ESITO INCERTO PERCHè NON PROPONE UNA ISTANZA DI MESSA IN MORA ???? PERCHE NON SCRIVE CHE NON è PASSATA LA DENOMINAZIONE DI VICE QUESTORE? MENO MALE CHE CI SONO I SINDACATI...

Di  CONSTATAZIONE  (inviato il 13/06/2017 @ 10:13:18)


n. 1


piu di 4 anni di ritardi????? è vergognoso!!! e la cosa tremenda è che per tutti i corsi si reitera tale ritardo!! L’art. 2 bis della l.241/90 quindi, dispone che la p.a. e i soggetti equiparati siano tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento e che le controversie relative all'applicazione del presente articolo siano attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.http://www.altalex.com/documents/news/2011/07/25/danno-da-ritardo-della-p-a-e-art-2-bis-l-241-1990-introdotto-dalla-l-69-2009
E POI Art. 2-bis. (Conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del procedimento)
(articolo introdotto dall'art. 7, comma 1, legge n. 69 del 2009)

1. Le pubbliche amministrazioni e i SOGGETTI di cui all’articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.


Di  ANONIMOUS  (inviato il 13/06/2017 @ 10:03:38)




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