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Nicola Gratteri: ho consegnato la mia proposta di riforma a gennaio e da allora non se ne sa più nulla


Polizia Penitenziaria - Nicola Gratteri: ho consegnato la mia proposta di riforma a gennaio e da allora non se ne sa più nulla

Notizia del 08/06/2015

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Redazione

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"Se diventassero legge il 50% delle proposte contenute nella mia bozza di riforma sarebbe una rivoluzione sia nella lotta alla mafia che nell'aumento delle garanzie processuali per tutti": Nicola Gratteri, procuratore a Reggio Calabria, è persona seria e non è un estremista.

"Nel luglio 2014 il governo mi ha chiesto di stilare una bozza di riforma della giustizia, con una commissione entro il successivo mese di dicembre l'abbiamo finita e a gennaio 2015 l'abbiamo consegnata. Da allora non ne ho saputo più niente", dice, rispondendo ad un'intervista pubblica di Panorama, nella tappa varesina del "tour" del settimanale mondadoriano.

Domanda. Perché una rivoluzione, dottor Gratteri?

Risposta. Abbiamo proposto la modifica di 150 articoli di legge. Con tre regole: non abbassare il livello delle garanzie, applicare l'informatica al processo; eliminare la carta dai tribunali. In generale, rendere il delinquere non più conveniente. La bozza è pronta, ed è un articolato di legge, non una relazione.

D. Qualche esempio di innovazioni?

R. Ogni anno lo Stato spende 70 milioni di euro per gestire le traduzioni degli imputati in attesa di giudizio dal carcere dove sono rinchiusi ai tribunali sedi dei processi. Mobilitando in permanenza 10 mila uomini della Polizia Penitenziaria per garantire le traduzioni. Così, molte carceri devono tenere vuote, inutilizzate, intere sezioni perché mancano gli agenti per gestirle. Se invece le testimonianze e gli interrogatori venissero fatti in videoconferenza dalle carceri ai tribunali, tutto questo non accadrebbe, e sarebbe un vantaggio enorme per i tempi e i costi della giustizia, oltre che per la funzionalità delle carceri.

D. Impressionante. Poi?

R. Proponiamo una modifica importantissima sulla gestione dei collaboratori e testimoni di giustizia. Quando un imputato diventa collaboratore di giustizia viene nascosto in un luogo segreto, conosciuto da una sola persona, appartenente al cosiddetto ufficio protezioni, un organismo interforze costituito da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Abbiamo proposto che quest'ufficio sia invece gestito dalla Polizia Penitenziaria. Perché? Semplice. Poniamo che un 'ndranghedista di Reggio Calabria diventi collaboratore di giustizia e venga nascosto ad Ancona. Un dirigente della Questura di Reggio vuole interrogarlo ancora, chiede a un collega amico che lavora all'ufficio protezione di dirgli dove si trova, e spesso lo viene a sapere. Sa com'è: tra colleghi, i reciproci interessi di carriera, la solidarietà Il protetto si vede raggiunto dal poliziotto e gli condiziona le nuove rivelazioni alla concessione di favori. Questo discredita tutto. Se le tutele fossero gestite da una polizia diversa, che non prende parti alle indagini e non ha relazioni con gli inquirenti, sarebbe molto meglio.

D. E sui beni della mafia?

R. Le aziende vanno confiscate subito dopo la sentenza di primo grado.

D. Ma spesso poi falliscono

R. Perché spesso sono state costituite o acquisite per riciclare a qualsiasi condizione, ma se gestite come aziende pulite si rivelano non profittevoli!".

D. A proposito di mafia. Nel suo libro "Oro bianco" traccia un quadro impressionante del traffico della cocaina

R. Milano è la più grande piazza europea per il consumo di cocaina. Ma è la Spagna il ventre molle europeo della lotta alle mafie. Un terzo delle banconote da 500 euro circolanti in Europa si trova in Spagna. In Spagna ci sono vere e proprie colonie di colombiani, e depositi segreti da dieci tonnellate di cocaina ognuno. Abbiamo indagato su agenzie che chiedono il 5% di provvigione per fare arrivare i soldi sporchi in Sudamerica ad altre agenzie riceventi che trattengono un altro 5%. Ma solo il 9 per cento di questo denaro sporco torna in Sudamerica, il resto rimane in Europa, e questi narcotrafficanti stanno comprando di tutto in tutta l'Unione.

D. Ma quanto denaro contante circola in Europa?

R. Una montagna. Il 36% di tutto il valore monetario degli euro circolanti in Europa è in banconote da 500 euro. E un milione di euro in banconote da 500 pesa solo 2,2 chili, sta benissimo in una valigetta 24 ore. Lo stesso valore in dollari pesa 11 chili e mezzo e sta in 5 valigette.

D. Gli altri Stati europei, Spagna a parte, capiscono la gravità della piaga delle narcomafie?

R. No, non abbastanza. Quando vado a Strasburgo mi arrabbio sempre e mi esprimo con durezza perché vedo e dico che c'è un'Europa solo economica, che s'interessa soltanto delle norme bancarie e finanziarie, o delle quote latte. E attorno, intanto, cosa accade? In Europa non c'è cultura del controllo del territorio. L'Unione non è attrezzata per contrastare le mafie. La legislazione antimafia italiana è la più evoluta al mondo, e non basta, ma nel resto d'Europa è assao peggio. Nei Paesi dell'Europa centrale c'è il nulla, è quindi sono paesi pieni di 'ndranghetisti e camorristi, indisturbati. Quando leggete di qualche arresto in uno di quei paesi, siamo sempre noi, dall'Italia. Ad esempio: in Olanda non si possono fare provvedimenti di ritardato sequestro, appena si sa che c'è qualcuno in possesso di 2 chili di droga bisogna arrestarlo. Questo significa non poter mai risalire dai pesci piccoli a quelli grandi. Con simili premesse, figuratevi cosa mi capita ad andare a parlare a Strasburgo dell'articolo 416 bis: quando al Parlamento europeo ho detto che in Germania c'è la 'ndrangheta un gruppetto di parlamentari tedeschi mi avrebbe sbranato. Lo stesso in Svizzera".

D. Parlando d'altro: che ne pensa della lista degli "impresentabili" stilata dalla presidente della Commissione antimafia Rosi Bindi, che ha influenzato l'esito delle elezioni regionali?

R. Non posso dare valutazioni politiche. Rilevo solo che ogni volta che ci sono elezioni di qualsiasi genere c'è sempre questo ritornello sul codice di autoregolamentazione. Ma poiché chi fa le liste conosce chi ci mette, è evidente che fa un calcolo cinico, mette in lista pregiudicati o faccendieri perché prevede che una fetta dell'elettorato comunque li voterà. Quindi ogni volta ci si meraviglia, ma io mi meraviglio che la gente continui a meravigliarsi.

 

Italia Oggi, 4 giugno 2015

 

Tutti i collaboratori di giustizia alla Polizia Penitenziaria: Bubbico e Mattiello (PD) contro Gratteri

 

 


Scritto da: Redazione
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n. 4


bravo Pasquino. gli ultimi governi ci stanno volutamente consegnando nelle mani dei grandi privati, concludendo quanto iniziato da prodi ecc.
sulla riforma gratteri, non so, perchè non sono informato, ma sono molto perplesso.

Di  Antonio  (inviato il 11/06/2015 @ 16:15:15)


n. 3


L’Obiettivo è stato perseguito dagli ultimi 3 governi che si sono succeduti: Monti, Letta e Renzi.
Svendere il paese in nome del debito pubblico e dell’austerity.
E così come primo passo sono state messe all’asta Poste Italiane, Telecom per poi arrivare ad Eni, Enel e Finmeccanica.
una delle fette grandi della torta riguarda la rete elettrica, quella idrica ed il gas.

Prima di poter (s)vendere però bisogna prima toglierli al legittimo proprietario, ossia i comuni.
Ed è proprio per questo che interviene la riforma del titolo V.
Una riforma partorita durante il patto del Nazareno, stipulato da Renzi-Berlusconi che ha evidenziato come si voglia evitare il “pericolo” democrazia, dato che tra le altre cose il patto prevede il taglio del senato e una legge elettorale ad personam.
Nel Settembre del 2013 per la verità, il segreto di questo patto è stato svelato dalla penna di Filippo Barone, come segnalato dal blog “senza soste”: «Siccome la svendita delle quote statali di Eni, Enel e Finmeccanica farebbe racimolare solo 12 miliardi di euro, il governo e i tecnici dei ministeri hanno individuato nelle “utilities”, cioè le società di proprietà di Comuni e Regioni che gestiscono beni comuni e vitali – acqua, luce e gas – come la vera miniera d’oro da vendere ai privati per fare cassa».
Con la “riforma del Titolo V” della Costituzione, in poche parole, «lo Stato scippa ai territori della gestione di questi beni, da poter poi vendere: tutto questo sarà fatto da un governo illegittimo formato da persone non elette, grazie all'allora Capo dello Stato Napolitano».
Quest'ultimo, aveva dimenticato l'altra fettona del buon profitto,che può realizzarsi "appaltando" servizi dello Stato, come gli istituti di Pena, e allora da Presidente Emerito, tuona contro la riforma penitenziaria del 1975, chiedendone, testuali parole: "va riformata la riforma"...
Intanto iniziamo a svendere gli immobili di Difesa e Giustizia
vds pag. 118
http://www.mef.gov.it/doc-finanza-pubblica/def/2014/documenti/DEF_Sezione_III_Programma_Nazionale_di_Riforma_xParte_IIx_a.pdf

Insomma, si va avanti, nonostante il patto del Nazareno si sia "scompattato" e nonostante una buona parte degli elettori abbia dato imput diversi circa l'orientamento in favore del PD.
Altro particolare non trascurabile, è quello che la maggioranza assoluta degli elettori, sono i non votanti, ai quali aggiungere le schede bianche, segno evidente, ed incontestabile, che la classe politica ha fallito sotto ogni profilo, per cui non ci sarebbe nessuna previsione logica, che le riforme proposte funzionino.
Infatti, la riforma proposta da Gratteri, proprio perché controtendenza alle logiche speculative non vedrà mai luce...

Di  PASQUINO  (inviato il 10/06/2015 @ 13:30:15)


n. 2


Come esce qualcosa di sensato, la politica cerca sempre di fermarne la naturale evoluzione.
Davide Mattiello PD (e come te sbaji), insorge contro l'ipotesi Gratteri, circa la gestione dei collaboratori e dei pentiti, manco la proposta arrivasse da REIINA, PROVENZANO o altri..
Spiegate, a questo professore del diritto (è laureato in Giurisprudenza), che la gestione di soggetti sottoposti a qualsiasi forma di detenzione, se effettuata da un organo di Polizia che non ha competenza diretta nelle indagini è una solida forma di garanzia.
Evidentemente non siamo ancora pronti a diventare un Paese evoluto...

Di  PASQUINO  (inviato il 08/06/2015 @ 11:45:59)


n. 1


Grande dott. Gratteri!
Ma lo immaginate a capo del nostro Dicastero?
Ripete questo ed altro da quindici anni almeno.......
Una sua mail del 9 Luglio 2013 recita testuali parole:"Continui ad avere fiducia e non abbassi mai lo sguardo".
Buona giornata Ispettore".
Ovviamente la proposta di riforma toccherebbe numerose Istituzioni, non sto qui ad elencare quali e le motivazioni che la rendono quasi impossibile da realizzare.
E dire che Renzi lo voleva a capo del Ministero della Giustizia. Infatti si è visto!... ma per cortesiaaaaaa...!!!
Ottimizzare risorse umane ed economiche si può.
Ritornare ad essere un Glorioso Corpo, si può!

Di  Gianni  (inviato il 08/06/2015 @ 11:25:53)




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