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Nicola Gratteri: stanno rimettendo mano all''ordinamento penitenziario ma nel modo esattamente opposto alle mie proposte


Polizia Penitenziaria - Nicola Gratteri: stanno rimettendo mano all''ordinamento penitenziario ma nel modo esattamente opposto alle mie proposte

Notizia del 26/04/2016

in Attualita

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Scritto da: Redazione

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Il pm anti - 'ndrangheta, appena promosso procuratore a Catanzaro, entra nella polemica su tangenti e politica sollevata da Davigo. "Mai discusso in aula il lavoro commissionato dal premier. Norme che toccano centri di potere e manderebbero in galera molti colletti bianchi". Rispetto all'inchiesta Mani pulite "c'è stato un abbassamento dell'etica una sempre maggiore legittimazione delle mafie, che danno risposte più credibili della politica"

All’indomani della sua intervista a Otto e mezzo, a stupire Nicola Gratteri, neo procuratore diCatanzaro, è che tra tutte le sue dichiarazioni solo una sia stata ripresa dai principali quotidiani: “È vero,ho detto che Davigo ha sbagliato, ma nella forma, non nella sostanza. Piercamillo è un provocatore intelligente, brillante, perbene e indipendente. Uno dei pochissimi che può permettersi di parlare. Provocatore nel senso che vuole smuoverci dall’apatia, aprire il dibattito sulle falle del sistema. Quando dico che ha sbagliato a generalizzare, intendo che ha dato modo a chi vuole parlar d’altro di attaccarlo, anziché rispondere nel merito. A ogni modo non ha bisogno di difensori, vista la sua storia professionale”.

Quindi concorda con Davigo sul fatto che, rispetto a Tangentopoli, la corruzione in politica non è diminuita?
La situazione è molto più grave rispetto a 20 anni fa, come documentano diverse indagini degli ultimi anni. C’è stato un abbassamento dell’etica e in parallelo una sempre maggiore legittimazione delle mafie, che danno risposte più credibili della politica.

Com’è cambiato il rapporto mafia-politica?
Ormai sono i politici a cercare i mafiosi, non viceversa. I candidati alle Politiche, Regionali e Comunali vanno dal capomafia a chiedere i voti. Solo nella Locride le ultimi indagini han detto questo e altro.

La sua commissione ha depositato 16 mesi fa le proposte per far funzionare la giustizia. Dove sono adesso?
La relazione si trova a Palazzo Chigi ed è stata anche inviata, su richiesta della presidente Bindi, alla commissione Antimafia. Quasi tutti i parlamentari ne hanno copia. Qualcosa, come il processo a distanza, è stato approvato alla Camera e aspetta di passare al Senato. Si discute anche dell’Agenzia dei beni confiscati. Ora è sotto esame l’ordinamento penitenziario, anche se stanno scrivendo l’esatto opposto di quel che abbiamo suggerito noi (volevamo la sostanziale abolizione del Dap per dare più poteri alla Polizia Penitenziaria, in nome di una maggior trasparenza). A occhio, han recepito circa il 5% del nostro lavoro.

Ma non è stato Renzi a volere questa task force?
Io mi aspettavo, o quantomeno sognavo che almeno parte delle riforme che Renzi mi ha chiesto passasse per decreto. come quella più urgente, che dovrebbe essere meno controversa, per abbattere tempi e costi del processo penale.

Invece nulla. Perché?
Abbattere i tempi del processo significa non arrivare alla prescrizione, specie per i reati ordinari, i tre quarti dei quali oggi non fanno in tempo ad arrivare in Cassazione. Rimettere in piedi un sistema efficiente è fondamentale anche per la lotta alla mafia. Se risolvi il problema di una truffa, magari l’imprenditore prende fiducia e la volta dopo ha il coraggio di denunciare un’estorsione. Forse, per questo tema così delicato, Renzi non ha i numeri in Parlamento. Queste riforme toccano centri di potere: se implementate, manderebbero in galera molti colletti bianchi.

Renzi ha ceduto pure a Napolitano, che non la voleva ministro della Giustizia.
Quella faccenda è andata ogni oltre previsione. Il veto c’è stato solo su di me, ma le ragioni non sta a me commentarle. È una domanda per l’ex capo dello Stato.

La sua commissione ha lavorato gratis per 6 mesi. Perché Renzi ve l’ha chiesto, se sapeva che avrebbe ignorato le vostre proposte?
Perché all’inizio era fortemente conscio della necessità di queste riforme. Quando ne parlavamo era entusiasta.

E adesso?
Non so. Una volta consegnato tutto, il mio compito è finito. E francamente questa situazione m’imbarazza: non sta a me convincerli a portare avanti un lavoro chiesto da loro.

I casi giudiziari che hanno investito la Guidi e indirettamente la Boschi gli avranno tolto un po’ di entusiasmo.
Non dispero. Il lavoro resta attuale, non è superato. Il problema sono i centri di potere interni al Parlamento che non vogliono cambiare le cose.

Eppure il premier accusa solo i magistrati: “25 anni di barbarie giustizialista”.
I magistrati non sono marziani, sono il prodotto di questa società. La quasi totalità è perbene, onesta, preparata. Ma è ovvio che capita anche a noi di sbagliare, come al medico o all’avvocato. Solo che certi errori sono molto gravi, perché incidono sulla libertà delle persone. Abusi ce ne sono stati, ma han riguardato una minoranza della magistratura. E ricordo che, se sono venuti fuori certi “comportamenti” di magistrati infedeli, è perché altri magistrati li hanno indagati, rinviati a giudizio e in certi casi arrestati.

Renzi attacca i giudici, accetta i veti di Napolitano sul Guardasigilli e subisce un Parlamento che lavora per bloccare la giustizia. A un certo punto lei riconoscerà una responsabilità anche al premier o gli darà per sempre il beneficio del dubbio?
Io racconto la storia, le valutazioni fatele voi. Il mio dispiacere sta nella consapevolezza che molte di queste riforme sono determinanti.

Riforme – 416 bis e ter e autoriciclaggio – che ha sostenuto al Csm che la valutava per la Procura di Milano.
Urgenti e fondamentali. Basterebbe la volontà politica

Cosa deve pensare un cittadino di questi paradossi?
Lo so, la gente percepisce questa situazione e si pone delle domande, ma non spetta a me puntare il dito. Io faccio il magistrato, non il politico.

Ma non si arrabbia mai?
Io ho l’entusiasmo di un trentenne, ma quando ti scontri e vedi il mondo, capisci che oltre a un certo punto non si può andare. Fare il Masaniello non serve. Perché poi ti etichettano come un pazzo – è successo a molti – e quello che vuoi comunicare non viene più preso sul serio. Io posso solo continuare a lavorare, adesso ho la Procura di Catanzaro a cui pensare. Ma, di fronte alle polemiche degli ultimi giorni, la risposta saggia sarebbe discutere. L’approccio campanilistico della politica è sbagliato. La guerra non possiamo permettercela. Renzi dovrebbe cogliere l’occasione per discutere dei grandi problemi della giustizia, per aprire un dialogo con i magistrati in appositi incontri di studio. Invece pare ci sia una gara ad avvelenare il clima. E sono certo che non era questo l’intento di Davigo.

di Beatrice Borromeo, Il Fatto Quotidiano - 24 aprile 2016

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 13


Ciampi cancellò il 41-bis per i mafiosi, fu una macchia.
Purtroppo è così, fa parte della storia di questa nazione, di un triste periodo composto da gruppo di uomini che non vollero assumersi grandi responsabilità (anche a costo di rimetterci la propria vita), cosa che invece accadde a tanti altri.
Eppure verranno ricordati per sempre come grandi uomini per tutt'altre faccende.
Entrando in istituto, guardo la bandiera della Repubblica posizionata a mezz'asta, c'è nebbia stamattina da queste parti, il meteo dice che il sole non spunterà, e mentre ascolto nella mia auto "voci dal silenzio" di Ennio Morricone, il mio cuore diventa triste pensando a tutti quegli uomini e donne coraggiosi che ci hanno rimesso la pelle a causa della mafia.
Buon lavoro e buon inizio di settimana.

Di  Mauro  (inviato il 19/09/2016 @ 09:34:17)


n. 12


Evidentemente a qualcuno in quel famoso "tavolo" 15 (sembra di essere in un casinò di Las Vegas), è sfuggito un piccolo particolare.
La Polizia Penitenziaria nel ruolo di Marshall italiani (proposta condivisa dal SAPPE), era già stata prevista da un certo Francesco di Maggio, con regole di ingaggio ben precise a tutela degli operatori di polizia e dello Stato, forse qualcuno la ha rielaborata e "disegnata" a propria immagine e somiglianza "castrando" il Corpo.
Stranamente di certi personaggi si parla e si attaccano solo quando non sono più in grado di difendersi (morto per una epatite non diagnosticata sic!! circostanza direi alquanto strana).

Di  Daniele Papi  (inviato il 28/04/2016 @ 16:27:34)


n. 11


"Il carrozzone va avanti da sé con le regine i suoi fanti i suoi re", per citare qualche frase di una vecchia canzone del grande Renato.
Una qualche riforma probabilmente ci sarà, sicuramente non quella "GRATTERI" viste anche certe considerazioni uscite dal tavolo 15 nei confronti di quella riforma.
Buona giornata e buon lavoro a tutti


Di  Utopia  (inviato il 28/04/2016 @ 14:31:32)


n. 10


Il Dr. Gratteri, così come altri magistrati illuminati di questo paese, dice semplicemente, ed in parole molto povere, che va seguito il "flusso dei soldi". stop!

Di  pino  (inviato il 28/04/2016 @ 12:46:15)


n. 9


Sicuramente il progetto non era perfetto, ma da perfezionare, le procedure seguite non avranno rispettato pienamente i ruoli e le competenze altrui, gli uomini saranno stati pieni di difetti..., ma intanto è stata sprecata un'occasione almeno di provarci a cambiare il brutto anatroccolo in un bel cigno.
So perfettamente che alla fine esiste solo il sappe. Almeno dal punto di vista progettuale è l'unico sindacato che si pone il problema di una visione strategica nel breve e nel lungo periodo. Peccato che però altrove sia il deserto e non parlo solo di sindacati di Polizia Penitenziaria.

Di  luca sardella  (inviato il 28/04/2016 @ 10:47:49)


n. 8


Forse Gratteri aveva pensato che in qualche modo lo avrebbero accontentato facendolo sedere ad un tavolo, il N°15.
Tutto quel lavoro.....peccato. Un vero spreco di intelligenze.
Sarei stata felice nel VEDERLO a capo del nostro Dicastero...certamente sarebbe stato nel bene e nel male meglio di altri.
Avrebbe dovuto capire subito però.
E' lui stesso che afferma: "...capisci che oltre a un certo punto non si può andare"....ci manca solo che passi in politica prima o poi!
Quindi credo che anche per lui sia già suonata la "tromba".
Questa cosa la dice lunga in merito alle dichiarazioni di Davigo, non ultimo all'atteggiamento di Napolitano. Ma per quest'ultimo occorre fissare bene il periodo politico, e le inchieste sulla trattativa Stato-mafia. Si sarà rotto i cogl.....dei magistrati anche lui.
Intanto spero che nascano altri come Scaglione, Terranova, Costa, Ciaccio Montalto, Chinnici, Saetta, Rosario Livatino, Falcone, Borsellino ecc.
Nessuno me ne voglia, ma sentire parlare finalmente Davigo senza peli sulla lingua, mi fa davvero bene.....anche se penso che alla fine ci si mette sempre d'accordo.
Ho la netta sensazione che, [si stanno prendendo le misure dei polsi].
Scusate, lo dico da donna....non sopporto gli spacconi.

Di  Angela  (inviato il 28/04/2016 @ 10:19:04)


n. 7


Sia Gratteri che Ardita hanno ricevuto un'accoglienza "tiepida" da parte dei sindacati della Polizia Penitenziaria - a parte il fatto che ci sarebbe da discutere se esistono realmente altri sindacati oltre al Sappe - , ma anche qui, invece di uscire allo scoperto solo dopo che la sua proposta non è passata, il signor Ardita e il signor Gratteri, potevano forse concordare con il Corpo di Polizia Penitenziaria o almeno con il suo più rappresentativo sindacato, oppure avremmo dovuto accettare il Verbo caduto dall'alto? Ricordo benissimo qual è stata la reazione del Sappe alla proposta Gratteri e non c'è stata una chiusura, anzi. Gli si è chiesto solo una maggiore e preventiva condivisione prima di pretendere di stravolgere un Corpo di Polizia dello Stato dall'esterno.

Di  Federico  (inviato il 28/04/2016 @ 09:19:18)


n. 6


Caro Luca, nessuna polemica da parte mia, almeno non gratuita. Evidentemente leggiamo i documenti in modo diverso e probabilmente ognuno di noi due conosce aspetti diversi. Ma è proprio questo il punto. Secondo me Gratteri e il suo gruppo hanno partorito delle proposte in parte validissime e per altri aspetti irrealizzabili, ai limiti della fuga dalla realtà. Ha ragione quando dice che le videoconferenze potrebbero essere adottate subito e darebbero risultati eccellenti, ma chiediti veramente se l'ostacolo sono i sindacati oppure un'amministrazione che potrebbe procedere d'ufficio se solo lo volesse. Ma la direzione detenuti e trattamento, di cui ti ricordo Ardita è stato direttore generale per quasi un decennio con Governi di ogni colore, cosa ha fatto realmente. Avrebbe potuto essere più incisiva? Per quanto riguarda invece la proposta dei Marshal della Polizia Penitenziaria. Tu, Gratteri e Ardita, pensate veramente che un'amministrazione penitenziaria e una buona parte della "politica dei filosofi", ampiamente rappresentata negli stati generali dell'esecuzione penale, a cui viene l'orticaria appena si parla di Polizia Penitenziaria, possa davvero avallare un corpo dei mashall italiano? Ma lo sapete quali sono le "regole d'ingaggio", i mezzi e gli uomini che hanno a disposizione gli americani?

Di  Federico  (inviato il 28/04/2016 @ 09:09:59)


n. 5


I rumors evidenziano che la proposta Gratteri sia stata "leggermente" cambiata......
Principalmente per l'aspetto funzioni di pg e di ps

Di  PASQUINO  (inviato il 28/04/2016 @ 09:03:12)


n. 4


Non per polemica, Federico, ma per precisione, non è un segreto che Gratteri abbia lavorato al progetto di riforma insieme a Sebastiano Ardita e che quest'ultimo sia stato il coordinatore del tavolo 15, dove ha cercato di far passare il suddetto progetto, ottenendo invece una spaccatura dello stesso tavolo che ha addirittura partorito due proposte contrastanti: uno che non è altro che il progetto Gratteri e l'altro che tende a burocratizzare più di quanto non sia già la nostra amministrazione.
Indovina quale è stato considerato "il migliore"..?
Ardita in una recente intervista ha reso pubblica tutta la sua delusione per l'affossamento della riforma, lamentando il mancato appoggio da parte della Polizia Penitenziaria (quindi dei sindacati).
Io non ho letto neanche un intervento da parte dei sindacati a favore del progetto di riforma di Gratteri. Se ne hai notizia ti prego di ricordami chi e quando si è esposto a favore.

Di  luca sardella  (inviato il 28/04/2016 @ 08:51:30)


n. 3


Ovviamente, non si ascolta chi può dare una soluzione, che per caratura morale, competenza professionale e senso dello Stato può essere persona ritenuta al di sopra di ogni sospetto, quindi disinteressato al raggiungimento di scopi personali, ma proiettato verso il raggiungimento di un risultato a beneficio di tutti...
Continuiamo ad ascoltare chi ha fatto del "mercimonio" intellettuale il proprio scopo primario............
Che tristezza!!!

Di  PASQUINO  (inviato il 27/04/2016 @ 15:39:56)


n. 2


Ma quale trabocchetto? Le proposte di Gratteri sono be altro rispetto a quello prospettato dal tavolo 15 dove si voleva creare un "golem" ad uso di chi sa chi. Le indicazioni di Gratteri sono molto incisive, per questo non verranno prese, ma non certo per l'ostruzionismo dei sindacati. Finitela con confondere Gratteri con il tavolo 15.

Di  Federico  (inviato il 27/04/2016 @ 09:24:57)


n. 1


Purtroppo le resistenze al cambiamento sono tante e c'è ancora troppa gente che vede come il fumo agli occhi un comando generale della Polizia Penitenziaria al posto del vecchio d.a.p.
Il progetto ambizioso di Gratteri aveva bisogno anche del sostegno delle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, cosa che non c'è stata e anzi, molti, cadendo nel trabocchetto di chi mira ad "andare in senso opposto", l'hanno attaccato come un pericolo.
Così a breve ci ritroveremo o il nulla o una controriforma che peggiorerà i problemi esistenti.

Di  luca sardella  (inviato il 27/04/2016 @ 09:10:34)




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