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Non ci sono più i Comandanti di una volta ...


Polizia Penitenziaria - Non ci sono più i Comandanti di una volta ...

Notizia del 22/09/2014

in Accadde al penitenziario

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Scritto da: Nuvola Rossa

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Nel  Gruppo FB “Gloriosi Agenti di Custodia” nato per ricordare questi eroici eroi in divisa, nostri antenati e che per un secolo hanno portato avanti le carceri, con una paga misera e con tanto spirito di sacrificio, inevitabilmente si iscrivono anche poliziotti penitenziari, pensionati freschi e datati, ma anche gente che nulla ha a che fare con la Polizia Penitenziaria o che aveva a che fare con gli AA.CC, ma anche figli e congiunti di agenti di custodia che postano, per ricordarli, le foto dei loro cari.

Tra i tanti post che parlano delle cose più disparate o per cercare vecchi compagni di corso o di lavoro, ma anche talvolta per accusare il sistema, per sfogarsi per come vanno le cose nell’attuale mondo penitenziario, uno oggi mi ha colpito particolarmente, infatti iniziava così:

“NON CI SONO PIU I COMANDANTI DI UNA VOLTA, ADESSO SO TUTTI DOTTORI, INGEGNERI, PROFESSORI E GRANDI ILLUMINARI ... NON HANNO FATTO UN GIORNO DI GALERA CON I CARCERATI DOPO LA LAURA IN ARCHITETTURA FANNO UN CONCORSO E DOPO UN ANNO SI RITROVANO LE STELLETTE E UNA DIVISA .... COME FARANNO A CAPIRE DI CARCERE ... BOOOH!!!!
ALLORA GLI ASINI SIAMO NOI CON 30 DI GALERA ... CHE IGNORANTE CHE SONO !!!!”

A parte gli Illuminari, la signora Laura e l’architettura (sic!) dal post traspare una rabbia repressa, probabilmente espressa da un assistente capo nei confronti dei Commissari, accusati di non capire di carcere.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Tantissimi sono i post nei gruppi più disparati dove agenti e assistenti accusano, nemmeno velatamente, i poveri Commissari come se fossero loro il problema del sistema penitenziario o forse perché la truppa (ma non è detto in modo offensivo) credeva che con il loro “avvento”  si sarebbero potute ribaltare le sorti di un sistema allo sfascio che non ha più né risorse né mezzi né uomini; quindi da qui nascono commenti rabbiosi o forse talvolta solo invidiosi o che comunque nascondono un risentimento personale nei confronti di qualche Commissario.

Non nego, per ragioni di correttezza, di aver anche cancellato qualche membro del gruppo inibendogli l’entrata per i suoi commenti velenosi verso la categoria dei Commissari Penitenziari che, a mio parere, non merita di essere così aspramente e ingiustamente criticata.

Certo il carcere è un mondo complesso; gestire le poche risorse umane è assai difficile e quindi solo l’esperienza che si acquisisce giorno dopo giorno potrà fare di questi Commissari dei buoni Comandanti.

Certo, come tutti gli uomini e donne, poi, ognuno ha la sua personalità: c’è chi è autoritario invece di autorevole, c’è chi è più portato per le indagini di p.g. e ad avere quindi contatti continui con il Procuratore o i suoi Sostituti (quasi tutti credono che sia l’unica cosa gratificante della professione), altri sornioni fanno di tutto per essere distaccati al DAP (e ci riescono), altri stanno in prima linea nelle carceri ad affrontare la quotidianità che, secondo il mio punto di vista, è l’aspetto più sacrificante del ruolo.

Da qui però a dire che non ci sono più i Comandanti di una volta è una eresia.

Il carcere è cambiato negli anni e negli ultimi mesi addirittura si sono rivoluzionati metodi lavorativi e concezioni della pena che andavano avanti da un secolo.

I Comandanti di una volta? Beh, ve li raccomando…… a parte qualche raro esempio da seguire e da ricordare non posso non sottolineare, da vecchio agente di custodia, l’arroganza, le vessazioni quotidiane subite da taluni comandanti che, in confronto a quelli di oggi, avevano molto più potere sugli agenti, basti pensare solo alla facoltà di cambiarti repentinamente da un posto all’altro per punizione (eravamo militari) tipo mandarti di sentinella perché eri in ufficio e ti sei ammalato, o se andiamo ancora più a ritroso di farti trasferire solo perché eri un agente “mormoratore e istigatore di malcontento”.

Lasciamo stare quindi i Commissari al loro lavoro: "... nessuno nasce imparato" diceva mio nonno Toto Aggiuccàto.

Impareranno anche loro.

 

 


Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 25


carissimi nostalgici dei vecchi comandanti degli agenti di custodia, io sinceramente leggendo i vostri commenti, mi chiedo come possiate partorire determinate affermazioni. Come si suol dire, non ho mai sputato sul piatto in cui ho mangiato e mangio tutt'ora, ma credetemi, se dovessi tornare indietro di 32 anni, sinceramente non so se rimarrei a farmi comandare dai"GLORIOSI" comandanti. Personalmente ho conosciuti tantissimi bravi e valorosi colleghi, distrutti dai suddetti gloriosi, solo perchè non accettavano vessazioni e ingiustizie di ogni genere, dalla reclusione vera e propria, con la scusa della consegna, ai trasferimenti senza giustificato motivo. Bei tempi, quanto per godere di un riposo settimanale, trascorrevano anche quattro mesi, ovviamente per i comuni mortali, mentre per gli amici degli amici non vi era alcun problema. Si doveva dire soltanto si Signore, guai a lamentarsi. concludo dicendo che ognuno di noi è libero di pensare ciò che vuole, io dico solo: VIVA LA POLIZIA PENITENZARIA, se il nostro Signore ha voluto che si sciogliesse il Corpo Degli Agenti di Custodia, un sacrosanto motivo ci dev'essere.

Di  paolo  (inviato il 21/10/2014 @ 16:11:59)


n. 24


ho letto alcuni commenti sui funzionari del Corpo che svolgono le funzioni di comando. sono uno di loro, ruolo direttivo speciale. ragazzi, per alcuni aspetti avete ragione, lo penso anch'io. ma non serve buttare in giro commenti del genere quanto invece aiutare il comandante a ragionare in termini di maggiore concretezza. immaginatevi a 30 anni di essere sparati in questa delicata e quasi disperata funzione, senza esperienza alcuna, mal visto a prescindere da una sistema malato. non è facile ragazzi. ho sempre detto al mio personale che ciascuno, nella catena di comando, ha il diritto di esprimere la propria opinione essendo cliente dell'organizzazione; ma ha anche il dovere di aiutare il superiore (primo fra tutti il coordinatore dell'unità operativa), a lavorare meglio. da alcuni mesi lavoro a concretizzare a questi concetti, misurando la qualità dell'organizzazione dei reparti. misurando in condivisione per avere eguaglianza e parità di trattamento, evitando che posizioni forti la facciano da padrone a discapito di chi, da sempre, lavora in silenzio. meditate ragazzi. costruire, non distruggere.

Di  diego barresi  (inviato il 05/10/2014 @ 12:01:24)


n. 23


come dice il titolo:non ci sono più i comandanti di una volta! qualcuno si è dimenticato di più qualche paio di anni fà quando i comandanti di istituto sono andati a fare il corso da commissari con rimborso forfettario di100eur al giorno dentro una sfapp x quasi un anno ed hanno avuto anche a fine corso"promozione" trasferimento d'ufficio circa 20000eur!! e poi con qualche presenza ed un pò di malattia sono andati in pensione! l'amministrazione nostra è bella! xchè dà sempre il pane (gradi) a chi non ha i denti! A CHI TE CAPA CAPISCE!!!

Di  Anonimo  (inviato il 01/10/2014 @ 21:49:58)


n. 22


quella delle palle di Abramo è davvero forte. Ciò non toglie che la colpa del disastro non può essere imputata ai soli Commissari. Se passa la riforma voluta da Gratteri poi ve li ritroverete a fare i direttori.

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 01/10/2014 @ 15:45:30)


n. 21


PARLIAMO TANTO DI UNITA' DEL CORPO ED INVECE TUTTI A CRITICARE ED A GENERALIZZARE SUI COMMISSARI.
QUANTA IGNORANZA (INTESO CHE SI IGNORA L'IMPORTANZA DELL'UNITà E COESIONE......SPECIFICO SI DOVESSE OFFENDERE QUALCNO CHE SI SENTE TOCCATO)

Di  abaticchio  (inviato il 29/09/2014 @ 10:12:19)


n. 20


ha il grande COMANDANTE MUNNU.Altro che palle.se li fumava a sti commisssssari

Di  gigi  (inviato il 28/09/2014 @ 14:33:07)


n. 19


non vale la pena criticarli sono dei poveri uomini senza palle

Di  Anonimo  (inviato il 27/09/2014 @ 20:28:13)


n. 18


quando vede i detenuti scappa va solo codice in mano e i colleghi li tratta male i comandanti di una volta prima erano padri di famiglia e prima farti un una sanzione disciplinare ci ragionavano sopra o ti mandavano a quel paese e allora a questi nuovi commissari prima gli farei un anno di sezione e un po di tutto e dopo un anno corso

Di  nuvola nera  (inviato il 26/09/2014 @ 10:37:34)


n. 17


i comandanti di oggi tutti laureati che non il posto e si buttano a fare i comandanti ma non sanno che non si diventa capi bisognia avere le palle sotto ce uno in una regione va la mattina in ufficio ed escie

Di  nuvola nera  (inviato il 26/09/2014 @ 10:10:02)


n. 16


Il D.A.P ed i lo è gislatori, ci avrebberro pensato quando hanno istituito il ruolo dei commissari e dato un calcio in culo agli ispettori comandanti.
A adesso mi viene da ridere.....e più avanti si andrà e più pesci pescheremo.....AhAhAhAh!!!!!!!

Di  Leonlory  (inviato il 25/09/2014 @ 19:10:51)


n. 15


Non ci stiamo sbagliando tutti, ovvero tutti sbagliano, non sbaglia solo chi non fa un caxxo....
Nell'Amministrazione Penitenziaria, infatti i dirigenti non sbagliano mai.....

Nessuno difende a prescindere una categoria, la critica però deve essere scevra da preconcetti.
Che strumenti ha in mano ora un funzionario della Polizia Penitenziaria?
Che formazione è stata fornita ai funzionari del ruolo ordinario per metterli nelle migliori condizioni di capire che ruolo avrebbero avuto nella scacchiera?
Nessuno difende nessuno, ci stiamo confrontando.
Molti sono inutili, ma lo sarebbero anche da agenti.
Come molti agenti sono inutili, ma lo sarebbero anche da ispettori o funzionari.
Io non appartendo al ruolo dei funzionari, ma posso comprendere alcune difficoltà, ma sono anche sicuro che molti ci mettono del loro.
Come noi non dovremmo avere preconcetti verso i funzionari, è anche vero che i funzionari non dovrebbero avere preconcetti nei confronti degli altri ruoli, mentre alcuni funzionari si sentono partoriti dalle palle di Abramo, ma è bagliato generalizzare.
Discorso a parte va fatto per la casta dirigenziale, li ci sono le carte che parlano chiaro.

Di  PASQUINO  (inviato il 25/09/2014 @ 08:50:40)


n. 14


strano. Ci stiamo sbagliando tutti.

Di  Anonimo  (inviato il 24/09/2014 @ 21:26:04)


n. 13


Io penso che i Commissari debbano solo avere un pò più di umiltà proprio perchè hanno bisogno di capire ed imparare tante dinamiche.
Dal Commissario che è a capo del Reparto dell'istituto , il personale si aspetta molto in termini di tasparenza nella gestione dei servizi, nella distribuzione dei carichi di lavoro, invece si assiste alle vecchie logiche utilizzate dai vecchi marescialli di una volta dove a prevalere è la simpatia personale, l'amicizia ecc. ecc. ED E' QUESTA L'ATTUALE E PRINCIPALE DELUSIONE DEL PERSONALE DI POL PEN.

Di  MARIA  (inviato il 24/09/2014 @ 16:55:33)


n. 12


rivedere la norma?
E' troppo difficile per il DAP, oppure è una situazione di comodo?
Sapete perché non funziona la Polizia Stradale?
non per colpa dei Commissari come qualcuno vuole fare credere.
Non funziona per una serie di ragioni, prima fra tutte la mancanza di volontà, che mai è punita se messa in atto da dirigenti.
Il c/c dove vanno versati i poventi delle sanzioni, è "PIGNORATO", avete capito bene PIGNORATO, perché qualche genio al DAP, lo ha intestato semplicemnte "MINISTERO DELLA GIUSTIZIA", senza la doversosa estensione "POLIZIA PENITENZIARIA", quindi un creditore ha chiesto ed ottenuto un decreto di ingiunzione, che diventato esecutivo ha "congelato" il conto, a causa di debiti contratti dal DOG.
Peraltro, la Direzione Generale Bilancio e Contabilità del DAP, investita del problema, non ha minimamente preso in considerazione neanche l'ipotesi di trovare una soluzione.
Il danno oltre che di immagine, è all'erario. Ma nessuno si è preso la briga di emettere una costituzione in mora nei confronti di chi ha creato il danno e nei confronti di chi essendo il "tecnico" della Materia, ignora il problema insabbiandolo.
Andate a controllare sul sito giustizia quanto guadagna quel dirigente generale e quanto guadagnano i suoi dirigenti sottoposti.
Se arriva l'ISIS a Roma come minaccia, ce li lasciano al DAP, nun so boni manco come ostaggi....

Di  PASQUINO  (inviato il 24/09/2014 @ 16:35:54)


n. 11


L'intenzione del mio articolo era proprio quella di pacificare gli animi e cercare di aprire un dibattito serio sul ruolo dei Commissari e sulle aspettative del personale. Quello che non accetto, come dice La Monaca è il sarcasmo, l'ironia gratuita sul ruolo che è rispettabilissimo e sicuramente inviso a tanti, compresi i Direttori, che una volta (come mi disse uno) fino a prova contraria l'unico laureato sono io!!!!!! Oggi probabilmente i Commissari (come disse un'altra famosa direttrice) gli fanno "ombra" intendendo questa ultima parola come un qualcosa di fastidioso che li segue ovunque.......... Ribadisco che non si può imputare il disastro carcerario ai Commissari, semmai il disastro è da imputare a vent'anni di politica scellerata o NON politica seria sulle carceri, tagli di bilancio, sovraffollamento, età anagrafica elevata, senso di abbandono dalle istituzioni, decisioni sempre più restrittive nei confronti del personale (vedi divise, mensa, buoni pasto, fatture, missioni ecc.). Non si possono accettare commenti dispregiativi sul ruolo apicale, solo per levarsi qualche sassolino dalle scarpe o perché magari un Commissario ha fatto rapporto disciplinare. Io penso che anche i Commissari sono stati abbandonati a loro stessi, eppure quelli che sono rimasti nelle carceri come La Monaca o come il mio amico Commissario Ultimo lottano giornalmente col sangue agli occhi, senza mezzi e senza uomini. Riflettiamo su questo anziché dare addosso con critiche gratuite. Ironia si, sarcasmo o accuse gratuite NO.

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 24/09/2014 @ 13:08:29)


n. 10


Caro Anonimo Vincenzo,
condivido la premessa del Tuo discorso.
Non so come la pensano i miei omologhi, ma Ti posso dire come lavoro io.
Ahimè, sono uno di quei funzionari che:
- se non ci sono i requisiti per un reimpiego non lo chiede ai colleghi del proprio e di un altro NTP e si inc***a col Prap e col DAP che ignora le regole del modello organizzativo;
- a tutela dei colleghi controlla i fogli di viaggio per vedere se le 8/12 ore di missione sono state fatte come Cristo comanda e non alla "volemose bene" (se sei intelligente come credo, capirai...);
- ha scritto alle AG competenti (dicembre 2012) che non avrebbe fatto uscire i detenuti per assenza di mezzi per il trasporto dei detenuti;
- sfrutta come un dannato le traduzioni congiunte, per corrispondenza o aeree per risparmiare risorse e lavoro (e per questo riceve reprimende sindacali perchè non fa lavorare i propri uomini);
- ha chiesto al PRAP, facendo adirare il proprio provveditore, l'aumento a 60 ore dello straordinario da porre in pagamento;
- è riuscito a portare in istituto non solo le convalide, ma pure le direttissime, mettendo a disposizione dell'AG il proprio ufficio per scrivere le sentenze;
- ha chiesto la patente di servizio per sè, così da essere una risorsa in caso di necessità.
Questo mio modo di fare indispettisce inferiori e superiori, ma non mi interessa: ho dalla mia parte la norma e la coscienza.
E' vero, i furgoni sono scassati, non ci danno le uniformi (pure io ho la vecchia...), ma io faccio il commissario e non il Ministro dell'economia: l'ultima "mediazione" con la contabilità del mio prap è avvenuta ieri...
La sensazione di molti di noi commissari è quella di sentirsi una Ferrari parcheggiata in rimessa e tirata a lucido solo per le grandi occasioni!

PS: il coraggio delle proprie idee è la forza del cambiamento, per cui quando si conversa con qualcuno non abbiate timore di firmarvi come faccio io...

Di  Vincenzo Lamonaca  (inviato il 24/09/2014 @ 07:37:52)


n. 9


Caro Lamonaca devi capire che se un “appuntato “ fa male il suo mestiere fa danno a se stesso e forse a pochi altri. Mentre se a far male il proprio mestiere è un funzionario, tu converrai, farà del male a molta gente.
Mi sembra tu sia uno di quei coordinatori che se una traduzione di ritorno sfiora la tua citta gli spari un reimpiego ( o ci provi ) anche se i colleghi hanno 12 ore di servizio alle spalle. E magari ti incazzi anche se qualcuno ti dice no. E vero o no che nonostante le innumerevoli difficoltà nessuno di voi a mai fatto saltare una traduzione. Cosa dite dei furgoni sporchi, dei furgoni scassati, delle porte che non si chiudono e dei ragionieri che se ne fottono. Cammina sempre, o non è così.
Le nostre speranze erano state riposte in voi, fatevene una ragione se proviamo un senso di abbandono. Vi sentiamo distanti, vi vediamo accettare supinamente tutto ciò che vi piove dall’alto.
E’ vero quello che hai detto, bisogna guardare alle persone non al ruolo, ma voi avete una responsabilità in più. Non me ne volere, ma a volte dirsele fa bene.
Un sincero saluto Vincenzo.

Di  Anonimo  (inviato il 23/09/2014 @ 20:22:59)


n. 8


Carissimi,
nuvola rossa ha ragione.
Ho imparato sulla mia pelle il "mestiere" di comandante prima e di coordinatore (ho rinunciato al primo per problemi familiari), sbagliando (molto) e facendomi consigliare (tanto) dai più anziani (di servizio o di età): ho ascoltato, ma ho deciso a modo mio, perché spesso i consigli sapevano di “ammuffito”.
Il mix è l'umiltà da ambo le parti: in altri Corpi di Polizia lo "sburracchiello che non ha mai pisciato in galera" ce l'hanno da 200 anni, ma il sistema è collaudato. Da noi deve essere rodato e assimilato (da tutti).
La fuga verso i posti al PRAP e al DAP c’è e da commissario capo mi inquieta: prima del Prap o del Dap il funzionario dovrebbe farsi un po' di sana galera (sapere cos'è un detenuto, una traduzione, come si gestisce il personale... Insomma l'ABC del ruolo), così da dare il proprio contributo esperienziale nella "sala dei bottoni", evitando di pretendere di organizzare il lavoro altrui quando non sanno organizzare il proprio.
Il sarcasmo dei colleghi (i commissari ahahah) mi infastidisce: io non ho mai riso dei miei uomini. Li cazzio, mi inc***o, ma non derido nessuno.
In caso di casini (evasione, suicidio…), il primo scemo che cercano è il comandante/coordinatore e per questo mi sto assicurando per RC e tutela legale con i soldi miei.
Qualcuno ha detto che non c'è da imparare dai comandanti: se io imparo da un "appuntato", accade anche il contrario.
Quello che ci frega è la saccenza e la presunzione, ma quella riguarda le persone non il ruolo.
Con stima.

Di  Vincenzo Lamonaca  (inviato il 23/09/2014 @ 19:00:44)


n. 7


Ci sono varie scuole di pensiero in merito al ruolo dei Commissari. Tanto di cappello a coloro che hanno conseguito una laurea e vinto successivamente un concorso che ti porta "immediatamente all'apice della carriera".
E con questo penso di aver detto quasi tutto!
Tra coloro che oggi esercitano questa funzione a salvarsi sono soltanto coloro i quali provengono da un contesto umile e laborioso. Molti di questi ragazzi hanno estrazioni sociali medio alte, niente a che vedere con i tanti colleghi che prima di arruolarsi avevano già imparato e fatto almeno un mestiere. Una volta si usava dire: "tutto chiacchiere e distintivo"...poi se c'è il recluso che va in escandescenza e magari sfida apertamente due, tre, quattro colleghi in presenza del comandante, si rimanda tutto per fare si che qualcun altro si prenda la responsabilità sul da farsi...é storia di ogni giorno. Ci si confronta con l'equipe del trattamento, volontari e dulcis in fundo con il d i r e t t o r e!
Tutto assolutamente scientifico e quotidiano. Ed intanto i detenuti pensano che ci siamo rincogl.... tutti!!!!!
Infine c'è la categoria più odiosa e meschina, cioè quella dei codardi che si trincerano dietro ai direttori. Il bypass per eccellenza, ciò che ti rende immune da ogni decisione. Con molta umiltà vi dico che in ogni ruolo e professione occorre una buona dose di rigore morale, equilibrio e come nel nostro caso anche di coraggio innato. Molti di noi anni fa ed anche oggi in talune realtà deve affrontare eventi critici di ogni genere, SPORCANDOSI le mani senza se e senza ma. Ma pensate veramente che
nel 90% dei casi qualche comandante possa insegnarci qualcosa e sul come assolvere alcuni compiti?
Non vorrei essere patetico, ma credo sia tutto finito oramai da un pezzo, infatti dopo tanti anni ho deciso a malincuore di gettare la mia spugna, intrisa di sacrifici e sudore.
A coloro i quali pensano al passato in maniera ricorrente, dico solo di aggrapparsi con tutte le forze a quel passato, brutto o bello che sia. Sempre meglio di questo IMMOBILISMO presente, fatto solo di iposcrisia e"chicchiere senza fatti".
Con immenso affetto.


Di  Tindaro Rosario  (inviato il 23/09/2014 @ 17:47:27)


n. 6


E' doveroso dire che lo status militare, agevolava il comando e la gestione, ma più di tutto erano le competenze del "Comandante di Reparto" che erano "pregne" di significato e contenuti.
R.D. 30 dicembre 1937, n. 2584.
Regolamento per il Corpo degli agenti di custodia degli istituti di prevenzione e di pena.

Capitolo VIII

DOVERI SPECIALI DEL COMANDANTE O CAPOGUARDIA

Art. 170. Regolamento del servizio.

Intervenuta la riforma, si è dovuto attendere il 1999 per avere un regolamento di servizio dove la figura del Comandante di Reparto, è come dire "accessoria".
Nulla in confronto delle responsabilità e competenze che avevano i "vecchi Comandanti"
Meno male che ho navigato di bolina, traverso e ora passato il giro di boa sono con il vento in poppa...

Di  PASQUINO  (inviato il 23/09/2014 @ 16:00:18)


n. 5


Cari amici, vi ringrazio per le parole di stima, ma le critiche non possono essere solo a senso unico. Ribadisco che l'attuale disastro penitenziario non può essere imputato solo ai Commissari o Comandanti di reparto, siamo onesti almeno in questo e non prevenuti. Per quanto riguarda i vecchi comandanti, ribadisco e senza ombra di smentita che lo status militare agevolava il comando e si poteva disporre del personale come si voleva. Oggi non è così e quindi non è giusto dire che i commissari sono dei burattini ecc. Il mio articolo non è una difesa d'ufficio dei commissari e nemmeno vuole tessere gli elogi ma è solo la constatazione di un dato di fatto: i Commissari hanno meno potere dei marescialli di una volta, che piaccia o no, poi ripeto il comportamento è soggettivo e in tutte le categorie ci sono i buoni e i cattivi........

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 23/09/2014 @ 14:37:18)


n. 4


Giusto che nessuno nasce imparato. Ma quanti anni ci vogliono per capire le cose? E che caizzer...come scrive Giovanni :)


Di  alessandro  (inviato il 23/09/2014 @ 09:17:55)


n. 3


Ma chi i Commissari ............... ha ha ha ha

Di  Anonimo  (inviato il 22/09/2014 @ 23:20:54)


n. 2


Egregio Nuvola Rossa, fino ad oggi ti ho sempre ammirato per gli articoli che hai pubblicato, stavolta mi dispiace, ma i vecchio comandanti si facevano rispettare per quello che erano.
Oggi la nuova funzione di comandante non vale niente sono dei burattini che stanno seduti nelle loro sedie e non capiscono un caizerrrrr. Ciao

Di  Giovanni Costa  (inviato il 22/09/2014 @ 22:04:58)


n. 1


nuvola rossa, sei particolarmente ottimista. Ho già detto in altre occasioni che alcuni commissari hanno fatto più danni di uno sciame di cavallette. E confermo. Detto questo, è vero che ci sono ottimi comandante oggi, come, una volta, pessimi marescialli. Solo che ho l'impressione, girando tutto l'Italia con le traduzioni, che quelli buoni siano particolarmente rari. Quando un commissario ti dice che la stanza dove dovrai dormire è pulita e confortevole, quando in realtà è una latrina, quando in commissario non ti fa accompagnare in centro anche se il carcere dal centro dista 10 km, è veramente difficile pensare che quello con cui stai interloquendo sia veramente un tuo “simile”. Vogliamo parlare dei coordinatori?. Lasciamo perdere. Per non parlare di coloro ( commissari ) che hanno contribuito alla scrittura del nuovo modello organizzativo del servizio traduzioni.
Sono solo dei mostri. Perciò “bravi” quelli “bravi”, a quelli cattivi dico solo congedatevi, non ci meritate.

Di  Anonimo  (inviato il 22/09/2014 @ 19:31:35)




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