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Non fatevi raccontare quello che succede in “miniera” da chi lavora dietro una scrivania. Il GOM visto da dentro


Polizia Penitenziaria - Non fatevi raccontare quello che succede in “miniera” da chi lavora dietro una scrivania. Il GOM visto da dentro

Notizia del 20/04/2018

in Il Commento

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Scritto da: Giuseppe Imbimbo

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Si parla sempre di "miniera" e spesse volte si abusa con l'uso di questa parola per definire il normale lavoro della Polizia Penitenziaria.

Tante volte si scrive questa parola come se il nostro compito o il nostro lavoro fosse un altro.

Si dimentica, tantissime volte, l'importanza del nostro lavoro, in tutti i ruoli previsti, ma è pur vero che spesso, tantissimi colleghi, parlano di "miniera" dopo che nella stessa "miniera" hanno lavorato per pochissimi anni.

Nel caso dell'interpello per l'accesso al G.O.M. vi è da dire che cosa più sbagliata l'Amministrazione non poteva fare.

Lavorare al G.O.M. e soprattutto nelle condizioni in cui ci si trova negli ultimi anni, con uno stallo che ha dell'incredibile dal punto di vista dei tagli, sia di Personale e sia di fondi, non vuol dire soltanto stare in "miniera". Vuol dire mettere in primo piano e davanti a tutto, il lavoro. Vuol dire, tutto il resto viene dopo, la famiglia, gli impegni con i figli, con i genitori, con la vita privata. Tutto questo non può essere risolto e affrontato con un "interpello"!

Il G.O.M. fin dai tempi della sua creazione e ancor prima lo S.C.O.P. o ancora prima il Battaglione Mobile, era formato da Unità "scelte" per "conoscenza diretta" di coloro che ché ne erano le fondamenta e non certo per "interpello" questa "tecnica" adottata era vincente perché chi era "chiamato" a far parte del "Gruppo" era Persona di fiducia e non poteva "fallire" gli obiettivi, era Persona affidabile e non doveva far fare figuracce a colui che lo aveva "segnalato" "scelto".

Persone che tiravano fuori tutte le qualità che avevano, a qualsiasi costo, pur di non fallire. Dava e da ancora, tutto ciò che c'è da dare, a qualsiasi costo. Sempre la, in prima linea. Si, io lo posso dire, sempre in "miniera".

Grazie all'epoca moderna degli interpelli, ci ritroviamo a gestire e coordinare una massa di Persone che non possiede nessuno dei valori di una volta.

Mette lo stesso impegno della "massa", ma il lavoro che si svolge al G.O.M. non è quello che svolge la "massa".

Visto da fuori, potrebbe anche essere così, ma vi assicuro che dall'interno non è così.

Potrei scrivere all'infinito, riportando tanti fatti reali, ma l'interpello ci porta colleghi che appena richiamati ad una maggiore attenzione nello svolgere una tale mansione, rispondono che il richiamo gli ha "appesantito la giornata" o ancora, stare in sezione mi mette "l'ansia".

Questi frutti acerbi diventeranno marci senza essere stati mai maturi.

Infine, un consiglio a tutti, non fatevi raccontare i fatti da chi lavora dietro una scrivania, che con tutta la buona volontà, non può sapere effettivamente, come si sta in "miniera".

Un Generale dispone di scavare più trincee e avanzare, ma chi scava è il soldato!

 

 

Leggi lo speciale Gruppo Operativo Mobile sulla Rivista del Sappe:

https://issuu.com/poliziapenitenziaria/docs/pp_n.234_dicembre_2015_web

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 17


Allora ci racconti per quale motivo tutt'oggi la sorveglianza generale viene effettuata dagli assistenti , e quale motivazione esenta dai turni serali notturni festivi i tanti sovrintendenti e ispettori nonché sostituti commissari.

Di  Anonimo  (inviato il 29/04/2018 @ 13:39:05)


n. 16


@Giuseppe IMBIMBO: io lavoro ormai da quasi 30 anni solo ed esclusivamente all'interno di Istituti penitenziari ed ho ampia conoscenza delle peculiari situazioni soggettive da lei descritte. Non riesco però a capire il suo ragionamento, probabilmente per miei limiti. Mi spego: se coloro che hanno problemi di varia natura, come da lei descritti, non sono in grado di vincere un interpello interno, come potrebbero aggiudicarsene uno esterno bandito a livello nazionale per l'assegnazione al G.O.M.? La riduzione di organico non e' una valida motivazione, poiche' ha colpito tutti, ma maggiormente le carceri a 'media sicurezza' e solo marginalmente il G.O.M. proprio per la specificita' dei compiti assegnatigli. Quanto alla diversa capacità individuale di ognuno di noi, é assolutamente normale e fisiologico che esista, niente di più naturale; ma cosa c'entra con quanto sostenuto nell'articolo? Ribadisco comunque che la 'selezione per conoscenza diretta' ci farebbe fare un salto indietro nel tempo, riportandoci ad un'epoca che, francamente, é stata buia e che sarebbe meglio non tornasse.

Di  Tony  (inviato il 22/04/2018 @ 22:02:31)


n. 15


Si vuole ritornare ai vecchi tempi amici degli amici . Tempi per fortuna appartenenti al passato

Di  Anonimo  (inviato il 22/04/2018 @ 20:37:05)


n. 14


Chi ha la buona abitudine di raccontare storie di miniera la maggioranza sono anziani sui 30 anni di servizio

Di  Anonimo  (inviato il 22/04/2018 @ 16:35:27)


n. 13


Assolutamente non mi faccio raccontare storie di miniera da chi sta dietro una scrivania , ne tanto meno dalla vecchia zimarra .
I giovani d'oggi sono ben istruiti e non credono nelle favole e leggende.

Di  Anonimo  (inviato il 22/04/2018 @ 15:43:27)


n. 12


Caro Tony, ma dove lavori tu hanno tutti le stesse capacità lavorative? non si distingue nessuno per capacità intuitive, d'intervento, legge prima dell'altro una criticità, sa svolgere mansioni superiori, sa coordinare gli altri se ce ne bisogno? Tutti svolgono tutto? C'è una giusta rotazione dei posti di servizio? tutti ruotano indistintamente tra i vari uffici e posti di servizio?
Se è così non lavori in un carcere italiano oppure non lavori in carcere! Perché negli oltre venti istituti che ho lavorato la situazione è diversa da come la immagini tu.
In ogni carcere c'è quello che può fare solo servizio esterno e non può varcare neanche il primo cancello verso l'interno; ci sono quelli (tanti) che non vogliono far servizio all'interno delle sezioni per vari motivi (ed è meglio che non elenco i motivi); ci sono quelli con la cosiddetta "parziale"; ci sono quelli (tanti) con problemi economici che è meglio non tenerli a contatto con i detenuti; ci sono quelli (tanti) con problemi di dipendenze varie (droga, alcool), qualcuno che è stato sospeso dal servizio e poi riammesso dopo, al quale certamente non gli viene affidato un di responsabilità; ecc. ecc.
Questa "massa" se partecipa agli interpelli all'interno dell'istituto non li supera e continua a restare dove sta, se invece partecipa all'interpello GOM supera di sicuro le selezioni per la scarsa adesione, per l'enorme mancanza di Personale ridotta al minimo.
Comunque rispetto il tuo punto di vista, ma non lo condivido.

Di  Giuseppe IMBIMBO  (inviato il 22/04/2018 @ 13:00:13)


n. 11


Per fortuna ci sono l'interpelli , senza interpelli si farebbe un salto al passato, quel passato di padroni . Dispiace che ancora oggi alcuni rimpiangono il passato , il passato lo ricordo bene quindi nulla da rimpiangere del passato . Chi comandava all'epoca faceva il bello è cattivo tempo per fortuna oggi non è più permesso l'interpelli non lo permettono più .spiace il sindacato apprezzi l'articolo è non difenda l'interpelli che danno pari opportunità per tutti indistintamente.
Di solito i sindacati garantiscono pari opportunità .

Di  Solidale  (inviato il 22/04/2018 @ 11:20:30)


n. 10


Condivido con Tony e mi astengo dal commentare ulteriormente l'articolo in quanto già bene commentato da Tony

Di  Anonimo  (inviato il 21/04/2018 @ 20:43:21)


n. 9


Quindi, se ho ben capito, l’autore di questo articolo ritiene che la selezione tramite interpello sia sbagliata e che si dovrebbe tornare alle ‘segnalazioni per conoscenza diretta’. Tesi interessante, che però mina alla base uno dei principi sindacali, cioè quello di mettere tutto il personale nelle stesse condizioni dando a ciascuno le medesime opportunità, nel rispetto della trasparenza. Io personalmente ho vissuto il tempo delle stellette, in cui frequentemente chi indossava i gradi aveva un atteggiamento di padre/padrone nei confronti del personale disponendone a suo desiderio e capriccio. Proprio allora si andava avanti con il metodo della selezione secondo ‘segnalazioni per conoscenza diretta’; gli Istituti erano dei piccoli feudi e per entrare nelle grazie del graduato ogni mezzo, anche il più subdolo e discutibile, era lecito. Noto che adesso, dopo tanti anni di ordinamento civile, la nostalgia si fa avanti con sempre maggiore insistenza tra le nostre file e si avanzano discutibili proposte e idee di restaurazione dell’’ancien regime’, probabilmente anche a causa di un meccanismo psicologico per cui i ricordi – specie i più lontani – appaiono più belli di quanto sia stata la realtà oggettiva. Inutile negarlo, oggi in tutti i penitenziari viviamo una situazione complessivamente molto difficoltosa sotto tanti punti di vista, ma almeno ci vengono riconosciuti tutti quei i diritti che la perversa ed ottusa vita militare ci precludeva (e non credo sia cosa di poco conto). Anche io penso che la selezione tramite interpelli non sia perfetta ma ritengo che non sia possibile individuarne un’altra altrettanto equanime e trasparente, men che meno quella della ‘segnalazioni per conoscenza diretta’. Sorvolerei poi sulla discutibile definizione di ‘massa’ usata nell’articolo, ma la ritengo concettualmente indicativa delle idee espresse nel resto del pezzo. Un’ultima considerazione: se gli interpelli non sono strumenti utili per selezionare il personale del G.O.M., perché dovrebbero essere validi per individuare coloro destinati a ricoprire compiti non meno delicati quali l’ufficio matricola, l’ufficio comando, il rilascio colloqui ecc.? E cosa dire di tutta la ‘massa’ che presta servizio negli istituti più periferici, che mai e poi mai potrebbe essere oggetto di ‘segnalazione per conoscenza diretta’? Direi che sarebbe ora di guardare avanti anziché continuare a ricordare i ‘bei tempi’, soprattutto perché così belli non erano proprio, se non per coloro che avevano il bastone del comando.

Di  Tony  (inviato il 21/04/2018 @ 18:51:12)


n. 8


Una domanda che non troverà risposta.
Quale il motivo che esenta dal fare turni serali notturni .

Di  Anonimo  (inviato il 21/04/2018 @ 17:46:25)


n. 7


Chi ha stilato questo articolo è un grande uomo, un grande servitore dello Stato.
Parole forti che meritano tutto il sostegno ed il rispetto.
Quella del G.O.M., un istituzione forte che nasce in un momento emergenziale (ancor prima lo S.C.O.P.) e che, nonostante anni di duro sacrificio e indipendentemente dai vantaggi e dagli svantaggi che questo lavoro possa offrire o possa aver offerto, non si arrende.
Un drappello di uomini che seguita, malgrado tutto e tutti, a perforare la montagna, perché: “Gli uomini passano, le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.
Non lo dimentichiamo, mai.
Comandante disponga, siamo pronti a scavare!
Ad Maiora Semper

Di  Ad Maiora Semper  (inviato il 21/04/2018 @ 16:27:34)


n. 6


Sarebbe meglio ci raccontino l'impiego degli assistenti capo nella sorveglianza generale

Di  Anonimo  (inviato il 21/04/2018 @ 11:08:41)


n. 5


Senza nulla togliere dico semplicemente che l'articolo è alquanto ingiusto , e un quasi differenziare in categorie A B C . Un quasi eliminare l'interpelli unico strumento che permette pari opportunità fra tutti , comunque per fortuna i vecchi tempi sono finiti , oggi ringrazio l'interpelli che mettono fine al vecchio metodo .

Di  Anonimo  (inviato il 21/04/2018 @ 09:32:03)


n. 4


Caro Anonimo, per fortuna ci sono tanti assistenti capo che lavorano con grande senso del dovere e responsabilità e giornalmente assolvono ai compiti della sorveglianza generale con annessi e connessi.
Ma sempre per fortuna sono pochi quelli che la pensano come te!

Di  Giuseppe IMBIMBO  (inviato il 21/04/2018 @ 08:54:42)


n. 3


Alessio, sono pochi i Commissari che hanno tanti anni di miniera, ci stavano prima e continuano a starci, se ho indovinato, tu sei uno di quelli? ....gli altri fanno la differenza (in negativo).

Di  Giuseppe ex Parma  (inviato il 20/04/2018 @ 18:29:38)


n. 2


Non condivido per niente l'articolo, non serve scrivere all'infinito e non servono le differenze tra chi lavora al Gom e chi in reparti detentivi
Abbiamo assistenti capo che lavorano con grande senso del dovere e responsabilità giornalmente assolvono ai compiti della sorveglianza generale con annessi e connessi.
L'interpelli sono sacrosanti sono un bene per tutti = pari opportunità per tutti

Di  Anonimo  (inviato il 20/04/2018 @ 15:15:15)


n. 1


Non capisco se ci si riferisce esclusivamente alla truppa o se quanto scritto riguarda anche i commissari che anche se hanno anni di servizio in miniera non hanno mai operato quindi sarebbero pari a zero.
È paradossale come anche al GOM si sia finito per inquinare quel poco di buono che ancora resistiva.
Mi trova d'accordo che per tale compito delicato occorra una rete che risponda alla chiamata diretta frutto di una conoscenza, e perché no del passaparola.
Oggi la parola sacrificio fa ridere. Ai tempi miei per due mesi stavi senza riposi. Non era il massimo ma almeno si era uniti ed il senso di appartenenza era altissimo quando accadeva qualcosa.
Ciao Imbimbo

Di  Alessio  (inviato il 20/04/2018 @ 10:06:21)




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