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Omicidio-suicidio "Non è il momento dei commenti a caldo", ma perché poi non ne parlate nemmeno a freddo?


Polizia Penitenziaria - Omicidio-suicidio

Notizia del 17/12/2013

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

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Scritto da: Uomo Qualunque

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Con la solerzia tipica delle persone abituate ad adulare i dirigenti del DAP, un sindacalista (sindacalista?) della Polizia Penitenziaria si è sbrigato a sminuire ancora una volta un tragico evento come quello avvenuto oggi nel carcere di Torino affrettandosi a dichiarare che il fatto “non costituisca spunto per alimentare polemiche artificiose”.

Anche il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e il direttore del carcere si sono messi in posizione di stand-by, in attesa di conoscere meglio i motivi del “tragico gesto”.

Eh, già ... a caldo è sempre meglio non sbilanciarsi. Quando si occupano posizioni di rilievo, come le summenzionate personalità, è opportuno mantenere un aplomb istituzionale e rilasciare soltanto dichiarazioni di circostanza. Al massimo si può manifestare “vicinanza ed affetto” ai familiari delle vittime, ma l’importante è far passare ‘a nuttata come diceva Edoardo De Filippo.

Domani sarà un altro giorno. Domani ci sarà ancora da tutelare i detenuti che soffrono tanto nelle carceri ...

Domani, tutt’al più, ci potrebbe essere qualche polemica: il solito SAPPE che si lamenta delle condizioni disumane (quelle si) in cui sono costretti a lavorare sotto organico migliaia di poliziotti penitenziari. Ma oggi è il giorno del far finta di non sapere ... di non capire. Oggi è il giorno della testa sotto la sabbia.

E va bene, potrei anche starci, potrei anche comprendere ... a patto però che da dopodomani tutti, dal Ministro della Giustizia, fino al più incapace dei direttori penitenziari, passando per i tanti magistrati che al DAP vengono a godersi i benefits da Dirigente Generale dello Stato, si rimbocchino le maniche, si puliscano le orecchie, alzino i loro culi dalle poltrone e si diano da fare veramente per mettere mano alla questione del benessere del personale di Polizia Penitenziaria.

Aspetteremo e rispetteremo, con dovuta deferenza per i nostri colleghi deceduti, anche le esequie, ma poi pretendiamo che un vero Ministro della Giustizia, un vero Capo della Polizia Penitenziaria, vadano a Torino per parlare al personale e da Torino lancino un messaggio a tutti i poliziotti penitenziari d'Italia.

Perché la Polizia Penitenziaria è stanca di subire quotidianamente aggressioni fisiche da parte dei detenuti, aggressioni verbali da parte della stampa, aggressioni morali da parte dei propri vertici che “a caldo” non si sbilanciano e “a freddo” se ne fregano …

 


Scritto da: Uomo Qualunque
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n. 10


nell'esprimere le mie più sentite condoglianze alle famiglie, mi permetto di esprimere un'umile opinione personale. nella mia esperienza esterna negli istituti, ritengo di aver capito che il buon senso non appartiene più al genere umano penitenziario.
gli attriti e i diverbi nel e tra il personale civile e di polizia sono diventati eccessivamente conflittuali fino alla violenza verbale, psicologica e, purtroppo, talvolta fatalmente fisica.
cose semplici e banali diventano problemi, a volte causati da questi scontri, tali altre volte, voluti ed artatamente ricercati da diaboliche o disturbate menti che lavorano da mane a sera alla ricerca del male altrui, colpevole, magari, di non aver cerimoniosamente e minuzionamente rispettato esattamente le centinaia di norme amministrative vigenti.
gente che viene massacrata a mo' di mobbing per qualche minuto di ritardo, altre che fanno quello che vogliono perchè favoriti o prediletti dal dirigente di turno.
ingiustizie e soprusi sono il terreno fertile per la violenza. non bisogna stupirsi se succedono poi queste cose.
occorre buon senso. nell'inerzia, colpa, assenza, ignoranza, dolo, di chi comanda, occorre solo buon senso, spirito di sacrificio, senso del dovere, e collaborazione con chi vuole lavorare in pace e occorre il massimo disprezzo ed isolamento, non violento, verso chi, a tutti i livelli esercita e pratica soprusi e violenza. e anche la mancanza di decisioni è violenza. perchè chi pratica la teoria del meno fare per meno sbagliare dovrebbe applicarsela da solo quando prende lo stipendio: proporzionale a quanto ha lavorato e deciso.
tutti abbiamo il dovere della fermezza, determinazione, pervicacia, mitezza, equilibrio e buon senso. aiutiamoci e teniamo duro.
il male che ricevo non posso riversarlo su chi non c'entra niente.
vedo poliziotti incattivirsi sull'esterno che non c'entra niente, sul detenuto solo perchè tale, magari debole ed indifeso. ho visto civili esercitare con violenza il loro potere, abusandone, applicando pedissequamente le regole per 5 minuti di ritardo, per cazzate, costringendo il dipendente a ore ed ore di scritti, difesa, avvocati, tempo, energie, serenità, togliendogli anche le motivazioni a lavorare. ho visti direttori accanirsi sbraitando ed urlando contro i propri collaboratori, ho visto tante ingiustizie. in questo momento non è possibile vendicarsi fra noi. la vendetta è inutile e logora l'animo.
dobbiamo isolare i violenti, chi abusa del potere, chi pratica 2 pesi e 2 misure, costoro devono essere isolati e messi nelle condizioni di non nuocere più. ricordiamoci che anche la derisione può essere vista come violenza da chi accusa stanchezza e subisce ingiusti soprusi dal superiore o dal dirigente.
questo mondo è marcio. tocca solo ad ognuno di noi sanarlo.
chi viene da fuori vede solo un mondo di pazzi incoscienti che si fanno tante paranoie, ripicche, violenze da bambini dell'asilo, calpestando le difficoltà economiche e povertà che ci sono fuori.
sono molto amareggiato.

Di  Antonio  (inviato il 20/12/2013 @ 00:56:50)


n. 9


FATEGLI FARE 6 ORE DI LAVORO ..... CON MENO ORE E LO STRESS DIMINUISCE!!!!......... MA BUONA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE E DEI VERTICI SE NE INFISCHIANO E FANNO FINTA DI NON VEDERE COSA ACCADE IN CERTI ISTITUTI POVERI AGENTI.
SALUTI A TUTTI E CONDOGLIANZE ALLE FAMIGLIE.

Di  TERESA  (inviato il 19/12/2013 @ 23:28:06)


n. 8


In queste tragiche circostanze, i se, i ma, i perche', contano ben poco, il dolore e il vuoto resta alle proprie famiglie per le improvvise scomparse, ma e' nel momento del dolore che la Fede in Dio rende piu' forti.

Di  michele rochira  (inviato il 18/12/2013 @ 21:07:14)


n. 7


Colleghi purtroppo ora come ora i nostri superiori cercano per prima cosa il benessere e tutela del detenuto .
Noi siamo lasciati SOLI.
Molte volte mi sono trovato difronte a colleghi con problemi sul lavoro che venivano derisi e non capiti e non soltanto dai superiori ma anche dagli stessi colleghi , ho provato soltanto ribrezzo davanti a così tanta ignoranza e cattiveria.
Purtroppo quando ho saputo di questo gesto estremo avvenuto a Torino non ne sono rimasto sbalordito , visto lo schifo che vi è dentro quel carcere.
CONDOGLIANZE A TUTTE LE FAMIGLIE DEI COLLEGHI CHE SONO MORTI PER LA NON CURANZA DEI LORO PROBLEMI DA PARTE DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE .

Di  GABRIELE  (inviato il 18/12/2013 @ 20:10:51)


n. 6


E'UNA TRAGEDIA IMMANE CHE FORSE SI POTEVA EVITARE?
CI VUOLE ATTENZIONE E CHE UN VERO COMANDANTE SI BATTA PER I SUOI UOMINI?
QUALCOSA E'ANDATO STORTO? POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA CAPITO LO STATO D'ANIMO DELL'ASSISTENTE, NON HA PARLATO CON QUALCHE PERSONA DI RIFERIMENTO, NULLA, UN RAPTUS A DIR POCO ESAGERATO.
DUE FAMIGLIE ROVINATE CON UNA FINE DAVVERO INSPIEGABILE ED ASSURDA.
SONO VICINO ALLE FAMIGLIE DEI DUE COLLEGHI CHE CONOSCEVO BENE.
UN EX COLLEGA DI TORINO

Di  LUIGI  (inviato il 18/12/2013 @ 14:58:31)


n. 5


Di fronte a situazioni di questo genere le parole contano poco perché sono sicuro che ognuno di noi, non appena saputo della notizia, in cuor proprio, ha già espresso tutta la solidarietà e la vicinanza alle famiglie. Viva, sincera, pura sincerità perché sappiamo dove e come viviamo, conosciamo il nostro prezzo del quotidiano sacrificio e siamo consci che siamo soli. Intorno a noi babbei e buffoni si adornano di titoli e di vanti ma oramai non sono più credibili perché il loro bel mondo si sta sgretolando sotto i loro stessi piedi. E' inesorabile il cambiamento e di questo hanno il terrore, è solo questione di tempo e spero tanto di vivere fino a quel giorno per guardare le loro facce incredule. Siamo attorniati da incompetenti, anzi siamo circondati da malfattori che si nascondono dietro la polizia penitenziaria che si accomodano e ripudiano solo quando conviene. Non riesco più a tollerarli, mi fanno ribrezzo.
Pasquale

Di  Pasquale  (inviato il 18/12/2013 @ 12:52:27)


n. 4


Solo per dire ,condoglianze alle famiglie dei due colleghi,purtroppo ,forse non sapremo mai la verità di cosa posso essere successo a far scaturire questo folle gesto,non lo so!So solo che siamo un corpo oramai abbandonato e nessuno dall'alto ci tutela,come ieri in una trasmissione di La7,parlavano solo i famigliari di detenuti morti in carcere per eventuali percosse da parte di agenti aguzzini o guardie come ci appellavano i giornalisti,senza che nessuno del Dap,invitatie non presenti si sia mosso a controbbattere delle centinaia di vite salvati in extremis dagli agenti nei confronti di detenuti !

Di  Frank  (inviato il 18/12/2013 @ 10:08:53)


n. 3


E' una disgrazia da rispettare cercando di ripsettare il dolore che le famiglie dovranno vivere. Penso soprattutto all'ispettore che era conosciuto come grande lavoratore, ed anche l'agente come persona sempre rispettosa. Si dovrà tuttavia pensare anche a cercare di prevenire altre situazioni di cui oggi non abbiamo la percezione ma che potrebbero scoppiare da un gg all'altro.
Sono daccordissimo con sign. Capece quando dice che al Corpo occorre un vertice che conosce il carcere

Di  abaticchio  (inviato il 18/12/2013 @ 09:14:33)


n. 2


NON VOGLIO COMMENTARE OLTRE IL DOVUTO IN QUESTO MOMENTO DI LUTTO PER IL CORPO. IN QUESTI ULTIMI SEI MESI STO ATTRAVERSANDO UN PERIODO NON TANTO BELLO E QUELLO CHE E' SUCCESSO A TORINO POTEVA, IN CIRCOSTANZE DIVERSE SUCCEDERE ANCHE AL DAP. MI SONO RIVOLTO AL VICE CAPO DAP PER ESPORRE I FATTI, MA NESSUNO MI HA ASCOLTATO. FORSE IL DR. PAGANO E' IMPEGNATO PER GLI INCONTRI ISTITUZIONALI E NON HA AVUTO IL TEMPO DI SENTIRE UN APPARTENTE AL CORPO IN CURA PRESSO UNA STRUTTURA PUBBLICA PER PROBLEMI LEGATI AL LAVORO. ANCORA OGGI ASPETTO CHE MI RICEVA!!!!!!!!!
E' INUTILE CHE DOPO UN FATTO COMEQUELLO ACCADUTO A TORINO, CHE SI RICORRA AI RIMEDI PER EVITARE EVELTUALI RESPONSABILITA'. E' PROPRIO VERO CHE DOPO TANTI ANNI DI LAVORO NESSUNO TI PENSA TRANNE QUANDO SI ARRIVA A GESTI ESTREMI E QUALCUNO SI VUOLE GIUSTIFICARE DI UNA RESPONSABILITA' CHE HA SULLA COSCENZA.

Di  maurizio giovannoni  (inviato il 17/12/2013 @ 23:58:15)


n. 1


hai ragione "a caldo non si lasciano dichiarazioni" e a freddo "a nuttata è passata".
noi poliziotti penitenziari non abbiamo una casata illustre e un lavoro che fa aumentare il PIL .
la marina - la nato - l'aviazione - l'alitalia ecco i settori che contano.
la polizia penitenziaria chi è?
enrico fruncillo

Di  enrico fruncillo  (inviato il 17/12/2013 @ 22:52:30)




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