Gennaio 2017
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Ormai nelle carceri non c’è più posto nemmeno per i topi.


Polizia Penitenziaria - Ormai nelle carceri non c’è più posto nemmeno per i topi.

Notizia del 22/06/2010

in Il Pulpito

(Letto 3765 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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C’è qualcuno che giura di aver visto i topi fuggire dal carcere, proprio come da una nave che affonda...
Ed in verità parecchi colleghi giurano, altrettanto, di non vedere da tempo i piccoli roditori che da sempre fanno parte della fauna autoctona delle carceri italiane.
Evidentemente, anche loro risentono dei disagi del sovraffollamento e (siccome, a differenza di noi e dei detenuti, possono farlo) abbandonano questi luoghi disagiati ed insalubri (anche per loro) per raggiungere altre sistemazioni.
Personalmente, non ho alcuna difficoltà a credere che anche i topi stanno abbandonando la vecchia barca del sistema penitenziario italiano che, oramai, è affondata per più della metà.
E la stanno abbandonando i topi dopo che già l’hanno fatto i politici, i giornalisti, la società civile e tutti i ben pensanti.
Si, è proprio così. Distratti e preoccupati dalla grave crisi economica e finanziaria che attanaglia l’Italia, governanti, politici e mass media hanno completamente dimenticato il dramma  che si va svolgendo nelle carceri italiane ed hanno abbandonato custodi e custoditi al loro tragico destino.
Tanti anni fa, in tempi difficili ma non certo drammatici come quelli attuali, per commentare l’immobilismo dell’amministrazione penitenziaria di fronte ai problemi che assediavano gli istituti penitenziari, ebbi a dire che mentre Roma discute, Sagunto viene espugnato, stigmatizzando l’inutilità delle chiacchiere romane rispetto all’assenza di azioni ed interventi concreti.
Oggi, purtroppo, non è soltanto Sagunto ad essere espugnato, ma tutte le carceri italiane che, oltre ad essere abbandonate dai topi, dalle pulci e dagli scarafaggi stanno per essere occupate da epidemie, malattie infettive, violenza e sindromi suicidarie.
E da Roma, nel frattempo, continua ad arrivare soltanto il chiacchiericcio sul Piano Carceri (se ne parla da aprile del 2009), sul blocco/sblocco delle assunzioni per il turn over (si susseguono leggi finanziarie che prima sbloccano e poi ribloccano le procedure) e sulla strapubblicizzata assunzione straordinaria di 2000 agenti che Alfano e Ionta annunciano, ormai, da più di un anno.
Un inciso proprio sulla querelle dei 2000 agenti: seguendo l’iter parlamentare del ddl che contiene il provvedimento abbiamo scoperto che (dopo quasi un anno di istruttoria) soltanto adesso ci si accorge che la norma non è stata accompagnata da una relazione tecnica che ne indichi la copertura finanziaria.
Mi domando che ruolo abbiano svolto in questa vicenda gli Uffici Legislativi (due) del Ministero della Giustizia e del Dap, istituzionalmente deputati proprio alla predisposizione dei progetti di legge e delle relative relazioni.
Nel frattempo, però, la Sottosegretaria Casellati sostiene di aver individuato la soluzione al problema: consentire relazioni sessuali ai detenuti con l’istituzione delle stanze del sesso.
A chi le fa notare l’assurdità di una tale proposta, soprattutto in una situazione di sovraffollamento come quella attuale, la Sottosegretaria replica rivendicando il titolo personale della proposta e accusando di sordità  gli interlocutori, che non avrebbero udito bene alcune sue dichiarazioni radiofoniche.
Ebbene, noi saremo pure audiolesi  ma non siamo certo dislessici e alcune sue affermazioni le abbiamo lette su quotidiani ed agenzie di stampa...
Sorvoliamo, poi, sulla solita manovra, tipicamente politica,  di stemperare la proposta attribuendogli il “titolo personale”, laddove ci risulta pretestuoso e strumentale tentare di  ricondurre alla sfera privata dichiarazioni agli organi di stampa di un Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia, tra l’altro su temi di sua competenza istituzionale.
La Sottosegretaria Casellati dovrebbe prendere atto che la sua proposta è irricevibile per il semplice fatto che non esistono, oggettivamente, nemmeno le condizioni per valutarla.
Per suo dovere istituzionale, la Casellati dovrebbe sapere, infatti, che negli istituti di pena italiani non si riescono più a svolgere nemmeno le normali attività di trattamento proprio a causa della mancanza di spazi e della gravissima situazione di sovraffollamento delle strutture.
Di questo si dovrebbero occupare, innanzitutto, lei, il suo collega Caliendo, il Ministro Alfano ed il Capo del Dap Ionta evitando che provvedimenti legislativi come quello per l’assunzione di 2000 agenti inciampino sulla commissione bilancio perché mancanti di adeguata relazione tecnica.
Anche perché, in conclusione, una domanda sorge spontanea (come diceva il buon Lubrano...): ma lo sanno Alfano, Caliendo, Casellati e Ionta che, al di là del famigerato Piano Carceri, quello che serve a noi sono soltanto gli uomini perché le strutture penitenziarie per deflazionare in parte i vecchi istituti già ci sono?
Repetita juvant.
75 strutture sono già pronte per una ricettività di 5989 posti e la maggior parte sono inattive soltanto per mancanza di personale.
48 nuovi padiglioni possono essere costruiti in tempi brevissimi all’interno di altre nostre strutture per un totale di 9904 posti e sono finanziabili con fondi già stanziati.
Praticamente, in totale circa 15000 nuovi posti, senza bisogno di Piano Carceri e di ulteriori finanziamenti.
Quello che manca sono gli uomini e le donne della polizia penitenziaria per aprirli.
E su questo c’è soltanto bisogno di impegno e buona volontà da parte di loro quattro.
2000 agenti dovrebbero essere assunti con il ddl 3291bis e sono finanziati con le spese di giustizia dei ricorsi per Cassazione.
1800 agenti dovrebbero essere assunti con lo sblocco del turn over disposto e finanziato dalla legge finanziaria 2009.
Alfano, Casellati, Caliendo e Ionta...  sbrigatevi, sbrigatevi, sbrigatevi !
Nelle stracolme, sovraffollate, fatiscenti e degradate prigioni italiane ci sono sessantottomila detenuti e, soprattutto, ci siamo noi che non ce la facciamo più a controllarli.
E’ bene sappere che i topi che sono scappati si stanno rifugiando a Rieti, ad Ancona, a Gela, ad Empoli, a Trento ed in tutte quelle altre strutture vuote ed inattive per mancanza di personale...
 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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