Giugno 2017
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Parte male il docente di islamismo per la Polizia Penitenziaria: "insegnerò ai secondini..."


Polizia Penitenziaria - Parte male il docente di islamismo per la Polizia Penitenziaria:

Notizia del 09/01/2017

in Attualita

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Scritto da: Redazione

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Spettabile Redazione, chiedo la cortesia di poter esprimere alcune considerazioni in merito all’articolo da Voi pubblicato – “ISLAMOLOGIA NELLE CARCERI, IL PRIMO DOCENTE E' YOUSSEF SBAI” - nel quale si da notizia del primo docente di fede musulmana ad entrare nelle scuole italiane di Polizia Penitenziaria, per iniziativa del ministero della Giustizia.

Leggo che Youssef Sbai, ex vice presidente nazionale dell’Ucoi, ha dichiarato: “insegnerò ai secondini i reali diritti di un fedele e alcuni segnali, o campanelli d'allarme per la radicalizzazione e la cultura dell'odio occidentale”.

Parte già male,

Sbai, se non sa che nelle carceri italiane non lavorano “secondini” ma donne e uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria ... Aggiungo che, come primo e più rappresentativo Sindacato della Polizia Penitenziaria, da più di vent’anni chiediamo la realizzazione di corsi ad hoc a fronte di un altissimo numero di detenuti stranieri presenti in Italia (ad oggi oltre 18.500). Lo abbiamo chiesto al Ministero della Giustizia ed al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, guidato da Santi Consolo, senza alcun riscontro.

Noi, che rappresentiamo chi sta nella prima linea delle sezioni detentive, sappiamo bene che il carcere è un terreno fertile nel quale fanatici estremisti, in particolare ex combattenti, possono far leva sugli elementi più deboli e in crisi con la società per selezionare volontari mujaheddin da inviare nelle aree di conflitto, grazie ad un meticoloso indottrinamento ideologico.

Non è infatti un caso la radicalizzazione di molti criminali comuni, specialmente di origine nordafricana, che pure non avevano manifestato nessuna particolare inclinazione religiosa al momento dell’entrata in carcere, che si sono trasformati gradualmente in estremisti sotto l’influenza di altri detenuti già radicalizzati.

Eppure, nessuno ha raccolto mai i nostri appelli di avere una formazione e un aggiornamento professionale adeguato. Men che meno il DAP guidato da Santi Consolo.

Ma, nonostante tutto, vorrei tranquillizzare i lettori che le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria hanno fronteggiato e fronteggiato, nelle carceri italiane, il pericolo del radicalismo integralista ogni giorno, con professionalità e senso del dovere.

Certo della Vostra attenzione, auspico la pubblicazione di questa mia e porgo cordiali saluti.

 

fonte: comunicato stampa SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria)

leggi:

Il primo docente islamico entra nelle scuole della Polizia Penitenziaria

 

Carceri e web sono la prima linea nella lotta al terrorismo islamico: noi della Polizia Penitenziaria siamo pronti?

 

La Stampa: la radicalizzazione nelle carceri italiane passa attraverso telefonini, sopravvitto e preghiera

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 25


Sempre x Mery quando girerà x la sua casa troverà degli specchi, ecco si soffermi per un attimo e si chieda "ma io chi sono" Noi lo sappiamo !!!!!!!!!

Di  Anonimo  (inviato il 11/01/2017 @ 20:27:50)


n. 24


Posso essere la prima a sedermi sul suo lettino dottoressa?

Di  Angy  (inviato il 11/01/2017 @ 18:57:15)


n. 23


La differenza sostanziale è che il Sig Sbai ha usato il termine senza l'intenzione di nuocere o offendere. Voi avete usato il termine beduino con cognizione di causa consapevoli dell'aspetto razzista che il termine contiene in questo contesto.

Forse dovreste farvi una bella analisi di coscienza!

Di  Mery  (inviato il 11/01/2017 @ 15:36:41)


n. 22


non pensavo che il termine "beduino" scatenasse un grosso putiferio, il problema del nostro docente di cultura islamica si riduce in un solo dilemma ,prima di dichiararsi in "pompa magna" docente di cultura islamica ,sarebbe stato opportuno un briciolo di conoscenza culturale sul contesto normativo delle figure professionali cui doveva insegnare ,avrebbe giovato anche sulla sua professionalità ed il rispetto degli operatori penitenziari .

Di  pino  (inviato il 10/01/2017 @ 20:05:17)


n. 21


Ecco sempre x Mery ci spieghi la definizione di minorato mentale su via da brava ballerina

Di  Anonimo  (inviato il 10/01/2017 @ 18:24:51)


n. 20


In quanto alla dottoressa Simona.
Noi coltiviamo il bene "e non l'odio", tentando quotidianamente con ogni mezzo di rimettere in libertà persone migliori, rispetto al loro ingresso in carcere.
Certe affermazioni pubbliche se le risparmi gentilmente.

Di  ▲¾  (inviato il 10/01/2017 @ 15:45:28)


n. 19


Signora Mary, suvvìa.
Inutile continuare a fare paragoni su paragoni.
La stiamo facendo troppo lunga. Non crede?
Pensavo bastassero solo pochi commenti per farle comprendere che ci infastidisce essere chiamati così.
Ma evidentemente vuole il suo attimo di notorietà.
Ebbene si....si sfoghi pure.
Metta in pratica tutta la sua sapienza e conoscenza intellettuale.
Alcuni anni fa conobbi delle assistenti di un mio professore universitario che sgomitavano per difenderlo anche quando diceva delle cose "inesatte".
E chiudo qui il mio primo ed ultimo intervento.
Addio.

Di  ▲¾  (inviato il 10/01/2017 @ 15:36:35)


n. 18


Io non capisco, mi sembra che abbiate tirato su un discorso assolutamente fuori luogo, considerando 1) che si tratta di una persona straniera 2) che per chi come me è esterno al vostro settore non ne vede per forza il valore dispregiativo ma solo il senso letterale che prima aveva.

Anche nel mondo della danza in alcuni settori essere definito "ballerino" è considerato dispregiativo, ma come non credo che voi siate a conoscenza di questo, non tutti usano il termine "secondino" con la volontà di nuocervi.

NEGRO è un termine usato in senso dispregiativo con la volontà di nuocere. Giornalaio e Giornalista non lo commento neanche perché mi sembra un parallelo da minorati mentali.

Rimaniamo sul ballerino e danzatore. Ballerine sono anche le lap dancer e mi è successo che come danzatrice che qualcuno pensasse, sentendomi definire ballerina che facessi la cubista o addirittura la spogliarellista.

Se cerchi ballerino sul vocabolario è un termine corretto, che può essere usato in termini dispregiativi, ma volta volta va stabilito il contesto in cui viene utilizzato e l'intenzione con cui viene detto.

Capisco di cosa state parlando. Non dico questo, dico però che non mi permetterei MAI di menarla come state facendo voi a una persona che non è madrelingua italiana e che ha una formazione e specializzazione diversa dalla mia, che mi definisce ballerina.


Di  Mery  (inviato il 10/01/2017 @ 14:46:59)


n. 17


Sig.ra Simona, sarò felice di parlarne con lei subito dopo il suo ritorno da un viaggio presso un ghetto di New York dove avrà modo di spiegare che il termine "Negro", sulla Treccani, ha tutt'altro significato rispetto a quello percepito dagli autoctoni.

http://www.treccani.it/enciclopedia/negro_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Antica%29/

Di  Ma mi faccia il piacere ...  (inviato il 10/01/2017 @ 12:54:10)


n. 16


Giusto per chiarire Signora Mary.
Dica ugualmente al suo amico dottorissimo di aggiustare il tiro.
Per noi rappresenta il passato remoto quella definizione.
E' giusto che, chiunque ne prenda atto rispettosamente.
Ne prenda atto anche Lei gentilmente!
Cordiali saluti.

Di  Sandro M.  (inviato il 10/01/2017 @ 12:52:17)


n. 15


X Mery ci spieghi se c'è differenza tra giornalaio e giornalista, dovrebbe trovarlo anche sulla Treccani addio

Di  Anonimo  (inviato il 10/01/2017 @ 12:40:32)


n. 14


In riposta a "Mi faccia il piacere...": le farei notare che Treccani riconosce il valore dispregiativo del termine "beduino", che lei ha copia e incollato sul sui commento. In ogni caso, "beduino" non ha niente a che fare con la definizione di uno studioso, quindi è stato palesemente usato in modo dispregiativo.
Non si fa assolutamente accenno all'uso dispregiativo di "secondino" nella lingua italiana, accezione che, quindi, non esiste, il termine "secondino" non è dispregiativo.
Se invece si vuol parlare della permalosità di determinati soggetti allora si va sul personale e quella è un'altra storia.

Di  Simona  (inviato il 10/01/2017 @ 12:36:01)


n. 13


Sempre per la Sig.ra Mary (e suoi amici)

... inoltre se si sforzasse di leggere anche quello che cita, la stessa Treccani riporta: "Il termine è stato ufficialmente sostituito con agente di custodia e oggi con agente di polizia penitenziaria."

Quindi, posso anche offrire al Sig. Sbai il beneficio del dubbio che non abbia voluto offendere, ma di sicuro è stato impreciso. Come Lei del resto ...

Di  Ma mi faccia il piacere ...  (inviato il 10/01/2017 @ 12:07:43)


n. 12


Per la Sig.ra Mary:
bedüino s. m. [dall’arabo dial. bedewīn, plur. di bedewī «abitatore della steppa»]. – 1. Nome (senza un preciso valore etnico) con cui nel mondo arabo si designano i nomadi delle steppe e dei deserti, in contrapp. ai sedentarî delle aree coltivate e delle città; la loro vita economica è basata sull’allevamento, mentre trascurano quasi del tutto l’agricoltura, abitano in tende, e si servono, per i trasporti, di cammelli e cavalli; vivono in grandi famiglie patriarcali, che si riuniscono in gruppi o clan, a loro volta organizzati in tribù dette cabile. 2. In similitudini e in usi fig., spreg., indica persona d’aspetto rozzo e incolto, di maniere zotiche o inurbane, o vestita in modo strano, trasandato: è proprio un b.; nonostante le arie che si dà, sembra un beduino.

http://www.treccani.it/vocabolario/beduino/

Il fatto che il termine venga riportato dalla Treccani non significa che non possa essere considerato offensivo. Dipende dall'uso che se ne fa, e il termine "secondino", in genere, è utilizzato in termini dispregiativi nei nostri confronti. Potrebbe non essere il caso del suo amico Sbai, ma a maggior ragione, da un esimio studioso, ci si dovrebbe aspettare maggiore attenzione, o no?

Di  Ma mi faccia il piacere ...  (inviato il 10/01/2017 @ 12:02:32)


n. 11


Non capisco proprio come questa polemica sterile possa apportare utilità ai lettori di questo periodico online o, in generale, alla nostra società tutta. Queste considerazioni sono sterili in quanto si tratta di una polemica dettata dall'odio e non da fondamenti concreti.

I membri della polizia penitenziaria dovrebbero combattere l'odio, dovrebbero essere nemici dell'odio, non dovrebbero alimentarlo. Questo è il motivo per cui c'è bisogno di un'educazione a tutto tondo, anche e soprattutto da parte di persone di pace, come il sig. Sbai.

Per non parlare poi del fatto che la definizione "secondino" definisce il lavoro della polizia penitenziaria, anche se è un termine superato, non vedo proprio dove sia l'offesa in tutto ciò.

Di  Simona  (inviato il 10/01/2017 @ 11:51:35)


n. 10


Scusate ma voi vi permettete di offendervi se lui vi ha chiamato secondini e vi permettete di chiamarlo BEDUINO??????????

Credo che forse la tirata d'orecchie ci vuole a voi, secondino non è offensivo quanto beduino.

Sbai ha un dottorato in islamologia, è sicuramente una delle persone più competenti in Italia sulla questione islam e radicalismo non sul sistema penitenziario italiano. Oltretutto il termine è sul vocabolario Treccani, forse dovreste tirare le orecchie alla Treccani non a Sbai. Lui si è espresso in italiano corretto e non offensivo!

secondino s. m. (f. -a) [der. dell’agg. secondo]. – 1. Carceriere, guardia carceraria, o più esattamente aiutante del custode delle carceri: a mezzanotte, due secondini (così chiamansi i carcerieri dipendenti dal custode) erano venuti a visitarmi (Pellico). Il termine è stato ufficialmente sostituito con agente di custodia e oggi con agente di polizia penitenziaria. 2. In usi region., la parola è adoperata anche con altri sign.: per es., a Napoli, è l’aiutante di un portiere in edifici di una notevole ampiezza; a Roma, un tempo, il garzone che nelle grandi trattorie aiutava il primo cameriere, con il compito di apparecchiare la tavola, cambiare i piatti e le posate, servire l’acqua e il vino.

http://www.treccani.it/vocabolario/secondino/

Di  Mery  (inviato il 10/01/2017 @ 11:38:49)


n. 9


Quello che mi fa pensare è dove sono i vertici del D.A.P.???
Quando parlano male delle Polizia Penitenziaria non intervengono ???
Perchè non intervengono in vostra difesa ???
Ogni volta che parlano male di qualsiasi corpo di Polizia I capi dovrebbero intervenire,i corpi di Polizia sono la nostra difesa,sono loro che tutelano i cittadini.
Le forze di Polizia devono essere sempre difese dalle istituzioni.
Nessuno deve permettersi di parlare male di voi e di tutte le forze di Polizia.
Grazie a voi per il vostro lavoro.

Di  Un cittadino  (inviato il 09/01/2017 @ 18:53:15)


n. 8


E' inutile che srivete queste notizie sul giornale del Sindacato che i non addetti ai lavori non leggeranno. Bisogna prendere il docente e spiegargli come stanno le cose e pretendere da lui pubbliche scuse nei confronti degli appartenenti attuali ed agli ex componenti del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Di  pas  (inviato il 09/01/2017 @ 18:19:02)


n. 7


dite a quel" beduino" (inteso nella stessa modalità di come ha apostrofato noi) che nelle carceri Italiane operano dei poliziotti/e penitenziari,prima di pensare all'insegnamento della cultura islamica a chi opera nelle carceri cerchi di acquisire la conoscenza delle leggi ed i codici del paese che lo ospita. l'ignoranza è una brutta compagna di viaggio.-

Di  pino  (inviato il 09/01/2017 @ 18:17:55)


n. 6


C'é qualcuno che può spiegare a come si chiama il signore ,chi è il Corpo di Polizia Penitenziaria e il rispetto che deve portare. Vero è sempre il SAPPE che difende il Corpo è sempre il Sappe che fa presente le cose.
Chissà come mai ??? Onore a voi e non a quelli troppo impegnati in altro.

Di  La dignità  (inviato il 09/01/2017 @ 14:11:09)


n. 5


Si capisce subito che è una persona di concezione di tipo "tradizionale", oltre che essere fortemente ignorante.
Ma chi lo ha voluto questo qui?
Peccato non si possa configurare un reato di tipo oltraggioso corporativo!!!

Mi domando quale apporto in termini di prestigio porterà al nostro Amato Corpo di Polizia Penitenziaria questo signor nessuno?

Abbiamo bisogno di persone che tutelino la nostra immagine (AL DAP), e non che lo faccia il sindacato (come di solito avviene).
I nostri vertici avrebbero dovuto prenderlo per le orecchie e dirgli: accomodati fuori caro signor nessuno, hai già sbagliato tutto dall'inizio....scorriamo la graduatoria......a meno che sia l'unico professor titolato a questo tipo di incarico!
E invece temo che ce lo dovremo sobbarcare fino alla fine del suo mandato.
Mi chiedo pure quanto guadagnerà.
A quanto ammonta il suo compenso mensile?
Paghiamo uno così per farci offendere?
E semplicemente scandaloso.....
I cugini Carabinieri o altri, gli avrebbero fatto un mazzo così!


Di  Angy  (inviato il 09/01/2017 @ 11:46:48)


n. 4


Docente... sarà lui a imparare dalla Polizia Penitenziaria, come diceva il grande Totò " Ma mi faccia il piacere"

Di  vecchio AA.CC  (inviato il 09/01/2017 @ 11:29:40)


n. 3



Basta con queste definizioni.
Voi siete la Polizia Penitenziaria gente che nonostante tutto espleta sempre il proprio lavoro nel migliore dei modi.
Siete un Corpo di Polizia.
Ormai con tutti questi docenti non si capisce più nulla.
Meritate rispetto.
Meritate rispetto per tutto.
Secondo me oltre il sito dove si può scrivere mettete su un canale TV almeno la gente vede chi siete e quanto valete e anche come funziona il vostro lavoro almeno si rendono conto .
Buon lavoro a tutti voi che garantite la nostra sicurezza.

Di  La Vecchia Guardia  (inviato il 09/01/2017 @ 10:28:37)


n. 2


20 di servizio. Non mi meraviglio più! l

Di  marco  (inviato il 09/01/2017 @ 10:03:40)


n. 1


Non ho parole!

Di  Anonimo  (inviato il 09/01/2017 @ 09:14:39)




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