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Perché tanta attenzione all’USPEV e nessuna considerazione per NIC e GOM?


Polizia Penitenziaria - Perché tanta attenzione all’USPEV e nessuna considerazione per NIC e GOM?

Notizia del 10/07/2017

in Perché siamo un Corpo di Serie B

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Scritto da: Cesare Cantelli

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A noi sembra evidente che sul fondamentale concetto di ordine e sicurezza pubblica ci sia una interpretazione “personalizzata” da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia, conseguenza di una “particolare” percezione delle emergenze sociali che li minacciano.

Destano non poche perplessità, ad esempio, talune scelte politiche che antepongono la cura e l’attenzione alla garanzia delle tutele e delle scorte, riservate a pochi, rispetto alla cura, all’attenzione e alla prevenzione dei fattori di rischio per la collettività.

Da questa miope visione del problema, deriva uno scenario sconfortante per taluni settori, soprattutto se confrontato con i privilegi di qualcun altro, che mal si concilia con i proclami sul perseguimento degli obiettivi deputati.

Talvolta, si percepiscono odori di orticelli assai ristretti, perlopiù sconosciuti ai media e all’opinione pubblica.

Fin troppo facile fare un esempio tra la gestione, l’organizzazione e le dotazioni dell’USPEV e quella di due altri uffici ritenuti, evidentemente, figli di un Dio minore … il NIC e il GOM.

E’, ormai, arcinota la posizione dell’Amministrazione nel determinarsi a tradurre in un PCD l’organizzazione della  tutela e delle scorte, nonché la vigilanza dei siti ritenuti a rischio, delle c.d. ”personalità” per l’USPEV, ovviamente “in crescendo”, altrettanto quanto l’indifferenza di fronte agli altri due Reparti (NIC e GOM), ancora in attesa della definizione dei rispettivi Decreti e per i quali vengono ritenute sufficienti le dotazioni di dieci anni prima.

Infatti, per l’USPEV si è firmato, velocemente e senza ripensamenti,  un provvedimento nato oggi ma già vecchio, riconoscendo ad esso per la prima volta, novità assoluta, l’autonomia contabile e, intanto, in nome di una trasparenza intermittente a seconda dell’occasione e della convenienza, si persevera nelle  “chiamate dirette, ad personam” di unità di personale (in barba all’interpello una sessantina di unità in più negli ultimi due anni), mentre dall’altra parte, NIC e GOM languono con una penuria di personale da almeno 3 anni e, per rendere la questione ancora più indecorosa,  una trafila interminabile per la decisione finale sui rispettivi PCD di riorganizzazione, nonostante i tre decreti siano stati concepiti contemporaneamente.

In questa paradossale situazione la domanda è: perché all’USPEV continuativamente arriva personale, mentre  il NIC e Il GOM, Uffici di prevenzione e con pregnante attività di ordine e sicurezza pubblica e di diretta collaborazione con le Autorità giudiziarie in ambito nazionale e internazionale, con pubbliche attestazioni di riconoscimento per i risultati ottenuti per i monitoraggi, per le informazioni,  per l’intuito e per  la professionalità manifestata e in grado di allertare le altre Autorità dedite alla prevenzione e alla garanzia della sicurezza pubblica, si lasciano morire di stenti e languire in uno sconfortante e assordante silenzio, nonostante si tratti di attività dirette a salvaguardare l’intero sistema Paese dalla criminalità organizzata e dal terrorismo?

Tanti i dubbi che, per la nostra Amministrazione, la sicurezza nazionale sia cosa altra rispetto alla tutela delle c.d. “personalità”, senza soffermarsi a riflettere sul fatto che l’attività posta in essere dal GOM e dal NIC, su tutto il territorio non solo nazionale,  riguarda proprio la sicurezza nazionale estendendo i suoi effetti a tutti i rapporti riguardanti la comunità e le istituzioni.

Nella speranza che al DAP e al Ministero qualcuno possa accorgersene, a supporto di quanto detto soccorre l’art. 159 D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, nel quale viene indicato che le funzioni e i compiti amministrativi relativi all’ordine pubblico e alla sicurezza “concernono le misure preventive e repressive dirette al mantenimento dell’ordine pubblico, inteso come il complesso dei beni giuridici fondamentali e degli interessi pubblici primari sui quali si regge l’ordinata e civile convivenza nella comunità nazionale nonché  la sicurezza delle istituzioni, dei cittadini, e dei loro beni”.

Obiettivi che, indubbiamente, nella nostra Amministrazione assicurano proprio il GOM e il NIC.

Sempre ad adiuvandum di chi, forse,  può averlo dimenticato, il NIC ha anche proprie funzioni di PG, trattandosi di un servizio centrale destinato principalmente a funzioni di polizia giudiziaria che mantiene una elevata dipendenza funzionale con l’A.G. e, a tratti, anche una dipendenza organica.

E allora viene spontaneo chiedersi quale possa essere la strategia che sottostà a tanta incoerenza e quale è il vero obiettivo di una Amministrazione protesa a salvaguardare posti di funzione e magari a crearne anche altri, e che, per altro verso, svilisce Uffici così pregnanti per l’ordine la sicurezza pubblica?

Com’è possibile che Reparti destinati a compiti marginali e per pochi eletti vengano rafforzati nei numeri, con almeno 60 unità di personale in più rispetto alla precedente gestione, in deroga alle procedure usate per il GOM e per il NIC?

E con quali costi?

E per quanto riguarda i costi, non ci possiamo limitare a considerare solo quelli del personale che rimpingua il contingente dell’USPEV, ma anche quelli che, in termini di sicurezza e ordine pubblico, potrebbero ricadere sulla pelle di una popolazione stretta nella morsa delle attività criminali delle cosche mafiose, del terrorismo e del rischio di radicalizzazione, come peraltro continuano ad affermare personalità del calibro di Gratteri, tanto per citarne uno,  e del danno economico che da tali attività deriva per tutto il Paese, come evidenziato nella relazione annuale della Corte dei Conti.

Dunque, quale prezzo si potrebbe pagare per lo svilimento e la svalutazione di Uffici il cui compito è finalizzato proprio a frenare e contrastare attività contro l’ordine e la sicurezza pubblica?

Toc … toc … qualcuno avrà il coraggio di fornire spiegazioni alla collettività, oltre che al personale che ha ancora un barlume di fiducia?

 

 


Scritto da: Cesare Cantelli
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Commenti Commenti dei lettori

n. 5


Fate qualcosa per L' accorpamento nella Polizia di Stato e guadagnerete tanta, ma tanta credibilità!

Di  Polizia penitenziaria nella Polizia di Stato  (inviato il 10/07/2017 @ 22:26:41)


n. 4


Bene...chi nasce polizia non muore educatore

Di  👅  (inviato il 10/07/2017 @ 19:49:17)


n. 3


Da pensionato dico che bisogna pensare anche a chi ha dato tanto ed ora è in quiescenza. Capece pensa anche a noi. È giustissimo ed era anche in passato sogno di tutti passare in polizia ma bene così, la divisa della polizia la godranno i nostri fratelli, ma almeno fate in modo che godiamo anche noi del contratto e del riordino.

Di  Sanso  (inviato il 10/07/2017 @ 19:31:39)


n. 2


Dottore de blasis, lei come tesoriere e braccio destro di capece sta dando nuova linfa al sindacato. Tempo fa sentivo dire che un pensionato come capece non poteva essere alla guida del sindacato più forte. Invece noto che capece sta facendo bene il suo lavoro ed è più rivoluzionario di un agente in servizio . Credo che le sigle confederali abbiano paura dell'accorpamento in quanto dovrebbero dividere il pane con cisl e UIL della polizia. Il sappe invece, se continuerà , questa iniziativa di fusione con la polizia, potrà uscirne solo vittorioso e potrà competere anche con il siulp e stravincere rispetto al sap. C'è un fermento pro accorpamento grazie a voi che ci ha dato nuova vita! Continuate cosi, e se oltre a questi articoli, farete delle iniziative concrete pro accorpamento, credo che non ci saranno più altri sindacati rappresentativi... la genialità di deblasis ha colto nel segno dei nostri desideri

Di  X capece  (inviato il 10/07/2017 @ 19:23:06)


n. 1


A noi interessa il passaggio in ps. Ad esempio guardate questo articolo che in 3 ore a 1600 lettori, o quello dell'accorpamento oltre 6000 mentre quello ancora precedente che riguarda le aggressioni in carcere, in oltre 5 giorni ha solo 219 lettori

Di  Attenzione  (inviato il 10/07/2017 @ 11:26:25)




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