Novembre 2016
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Piano Carceri. Il punto sulla situazione. Ester Ghiselli su Articolotre.


Polizia Penitenziaria - Piano Carceri. Il punto sulla situazione. Ester Ghiselli su Articolotre.

Notizia del 28/09/2012

in Ma mi faccia il piacere ...

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Scritto da: Redazione

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Vi proponiamo un articolo di Ester Ghiselli, Dirigente penitenziario, apparso su www.articolotre.com che fa il punto della situazione sul cosiddetto "Piano Carceri". Buona lettura!
 
 
Qualche giorno fa l’articolo a firma di Marco Ludovico, pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 10 settembre 2012, si occupava dell’accelerazione impressa dal Ministro Severino all’attuazione del “Piano carceri” e quindi della possibilità che entro la fine del 2013, inizi dell’anno 2014, grazie al Commissario delegato si rendano disponibili ulteriori 3.800 posti detentivi.
 
La notizia ha stimolato la mia curiosità, inducendomi ad effettuare sui siti istituzionali deputati ricerche documentali in esito alle quali sono sorti spontanei alcuni interrogativi in merito alla effettiva necessità del ricorso a procedure emergenziali per risolvere i problemi che affliggono il sistema penitenziario.
 
Alla base, sincere perplessità attinenti in particolare:
  1. l’efficacia dell’azione del Commissario delegato;
  2. i costi sostenuti;
  3. la ragionevolezza delle scelte operate ed il loro impatto di lungo periodo sulla funzionalità del sistema.
Sotto i primi due profili si osserva che l’emergenza penitenziaria, dichiarata con D.P.C.M. del 13 gennaio 2010, si è tradotta nella nomina, quale Commissario delegato, dell’allora Capo del Dipartimento (O.P.C.M. 19 marzo 2010), cui sono stati conferiti poteri in deroga e risorse che, per i soli anni 2010/2011, ammontavano ad oltre 253.000.000,00 di euro.
 
Tali fondi, parte provenienti dai capitoli di bilancio del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, parte dai fondi FAS e parte dalla Cassa delle Ammende, sono stati accreditati su un conto speciale intestato al Commissario delegato e quindi sottratti alla disponibilità delle istituzioni “ordinarie”.
 
Più in particolare risulterebbe (Relazione del Ministro della Giustizia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012) che i fondi stornati dai capitoli di bilancio del D.A.P. a favore del Commissario delegato ammontano, per gli anni 2010 e 2011, a complessivi 75 milioni dei 155 milioni di euro previsti nello stato di previsione del D.A.P., già giudicati esigui, con la conseguenza che l’amministrazione penitenziaria si è trovata nell’ impossibilità di dare corso al piano ordinario di edilizia, potendo sostanzialmente perseguire, con le risorse rimaste disponibili, soltanto il completamento delle opere già appaltate (ristrutturazioni, adeguamenti e realizzazione di nuovi padiglioni) relative a complessivi 4.690 posti detentivi.
 
Che cosa è stato invece realizzato con i fondi del “Piano carceri”?
 
Dalla documentazione rinvenuta sembrerebbe che a causa della mancata erogazione di ulteriori 228 milioni previsti nell’ambito di una programmazione iniziale pari a 675 milioni di euro, nel maggio 2012 si sia addivenuti alla determinazione di rimodulare gli interventi originariamente stabiliti (n. 11 nuovi istituti e n. 20 padiglioni in ampliamento per complessivi n. 9.150 posti), come di seguito indicato:
 
-                    n. 16 padiglioni in ampliamento per 3.600 posti;
-                    n. 4 nuovi istituti (Torino, Catania, Pordenone, Camerino);
-                    completamento dei nuovi istituti di Cagliari e Sassari (la cui costruzione, a quanto pare, era già stata avviata dal Ministero delle Infrastrutture con ultimazione prevista al 2012/2013) per 1.014 posti;
-                    rifunzionalizzazione del nuovo carcere di Reggio Calabria (Arghillà);
-                    nuovo carcere di Bolzano per n. 250 posti;
-                    opere di completamento di n. 17 padiglioni in ampliamento e ristrutturazioni presso n. 9 istituti per n. 4.759 posti.
 
Complessivamente, n. 11.573 posti detentivi, ovvero n. 2.273 posti in più rispetto al progetto originario, pur con meno risorse di quelle preventivate: un vero miracolo, se non fosse che oltre 4.500 dei posti annunciati in realtà coincidono con quelli sostanzialmente già realizzati dal D.A.P. e dal Ministero delle Infrastrutture con le procedure ordinarie.
 
Ma perché le citate opere di completamento sono stati assorbe dal “Piano carceri”?
 Si presume che il motivo vada rinvenuto nel mancato stanziamento di fondi, per l’anno 2012, sui capitoli di investimento per l’edilizia penitenziaria dello stato di previsione del Ministero della Giustizia.
 
Anche la ritardata consegna dei nuovi istituti di Cagliari e Sassari sembrerebbe imputabile alla carenza di fondi ordinari, se è vero quello che riferiscono gli organi di stampa; da qui, forse, la scelta di ricondurre tutto a “Piano carceri”, sulla cui contabilità speciale, al 31 dicembre 2011, risultavano disponibili, perché non spesi ed immobilizzati già da 2 anni, oltre 250 milioni di euro.
 
Quanti posti detentivi ha quindi effettivamente creato in tre anni la struttura commissariale e quanti potrà realizzarne a breve?
Nonostante i poteri straordinari concessi, sembrerebbe nessuno.
 
A dar retta ai documenti pubblicati, parrebbe infatti che gli unici lavori già appaltati siano quelli relativi al nuovo padiglione in ampliamento previsto a Piacenza, inserito nel prospetto dei padiglioni programmati dal Commissario delegato ma in realtà già annoverato tra i lavori avviati dal D.A.P., mentre per gli altri n. 16 padiglioni previsti sembrerebbero in corso, ma non ancora definite, le procedure di gara.
Eppure i progetti preliminari e definitivi dei padiglioni in gara, commissionati nell’ottobre 2010 alla Direzione Generale dei Beni e dei Servizi del D.A.P. (cioè la struttura ordinaria deputata all’edilizia penitenziaria) sono stati consegnati al Commissario delegato già a gennaio/febbraio 2011!
Da allora sono trascorsi quasi 2 anni, impiegati come?
Il compito affidato al Commissario delegato effettivamente era gravoso, ma egli ha avuto a disposizione uno staff non indifferente: oltre ai numerosi dipendenti del D.A.P. cooptati per lo svolgimento delle più disparate attività di Piano carceri (segreteria, progettazione, commissioni etc. etc.), ha infatti potuto avvalersi di parecchie collaborazioni esterne:
 
anno 2010
-                    n. 5 soggetti attuatori con compensi pari a complessivi 160.000,00 euro per un semestre
-                    n. 9 contrattisti, quali consulenti giuridici e/o tecnici, con compensi pari a complessivi 135.000,00 euro per un quadrimestre
anno 2011
-                    n. 4 soggetti attuatori con compensi complessivi pari ad euro 401.000,00
-                    n. 13 contrattisti con compensi complessivi pari ad euro 418.200,00
anno 2012
-                    n. 4 soggetti attuatori, di cui n. 2 senza compenso, con una spesa annua pari ad euro 160.000,00 (quindi ben 80.000 cadauno, ivi compreso l’Ing. Trainiti che avrà pure rinunciato al compenso da R.U.P., ma che non risulta abbia rinunciato a quello previsto come soggetto attuatore)
-                    n. 2 consulenti, per complessivi euro 85.000,00 di compenso
 
Un esercito di esperti che avrebbe dovuto indirizzare l’azione amministrativa dell’apparato, anche ordinario, di cui pure il Commissario delegato si è avvalso, garantendo la massima efficienza possibile! E invece… nessuno degli interventi previsti risulta non solo concluso, ma nemmeno appaltato.
 
Pur tuttavia dalla contabilità speciale del Commissario delegato sono usciti, nei soli anni 2010/2011, circa 1.600.000,00 euro, presumibilmente riferibili alle sole spese di funzionamento della struttura commissariale ed ai compensi dei vari soggetti attuatori e consulenti, i cui curricula e le cui competenze in materia di appalti pubblici di lavori e di edilizia penitenziaria non è dato conoscere.
 
Ma, ci si chiede, non esistevano nell’amministrazione penitenziaria professionalità in grado di assolvere – a costo zero perché già retribuiti come dipendenti – gli incarichi conferiti a tali soggetti? Eppure risultano nei ruoli ingegneri, architetti, dirigenti e funzionari contabili ed amministrativi che, peraltro, sono stati ampiamente utilizzati in “Piano carceri” in collaborazione con la struttura commissariale.
 
A questo punto un’altra domanda sorge legittima: perché avendo a disposizione lo staff tecnico del D.A.P. che ha curato la progettazione preliminare e definitiva dei padiglioni si è poi optato, in sede di gara, per l’appalto integrato, affidando quindi la progettazione esecutiva alle ditte aggiudicatarie con costi tra i 180.000,00/200.000,00 euro cadauno, IVA esclusa?
 
Ed ancora, perché nelle ultime gare bandite sono state cambiate le modalità di aggiudicazione? È possibile ci si sia resi conto che in una prima fase del Piano sono stati forse commessi errori di valutazione scegliendo, nonostante la pletora di esperti, le procedure più lente? I nomi che ricorrono alla guida dello staff sembrerebbero, però, sempre quelli …
 
A prescindere da queste considerazioni, si rileva che anche la tempistica indicata nell’articolo in commento per l’attivazione dei 3.800 (rectius, 3.600, togliendo Piacenza) posti in gara non appare molto realistica.
Pur dando per scontato che entro la fine di settembre 2012, in assenza di ricorsi al T.A.R., si possa procedere all’aggiudicazione, vanno infatti ottimisticamente considerati:
 
-                    30/45 gg. per le prescritte verifiche documentali e di eventuali anomalie nelle offerte;
-                    35 gg. di legge dall’ aggiudicazione definitiva alla stipula del contratto (clausola stend still);
-                    circa 15 gg. per stipula, approvazione e registrazione del contratto;
-                    45 gg., previsti da bando, per la stesura del progetto esecutivo;
-                    circa 10 gg. per l’approvazione del progetto esecutivo;
-                    circa 30 gg., nella migliore delle ipotesi, dalla consegna dei lavori, per la redazione e presentazione della documentazione inerente la sicurezza sui luoghi di lavoro, dovendo l’appaltatore coordinarsi con la direzione dell’istituto in cui interviene e con l’Ufficio di direzione dei lavori;
-                    450 gg. dall’inizio dei lavori, previsti dal bando, per l’esecuzione contrattuale.
 
Si arriva quindi intorno al mese di luglio 2014, cui vanno aggiunti i tempi per collaudi (qualche mese), allacci delle utenze ed installazione di attrezzature ed arredi che, salvo difficoltà connesse alla indisponibilità di personale necessario per il funzionamento della struttura, inducono ad ipotizzare, quale possibile data di attivazione dei padiglioni, la fine del 2014, inizi anno 2015: ben 5 anni dopo la proclamazione dello stato di emergenza.
 
Viste le spese sostenute ed i risultati conseguiti dalla gestione straordinaria, ci si chiede se per fronteggiare “l’emergenza carceri” non fosse stato più vantaggioso dotare le strutture ordinarie delle risorse umane e finanziarie necessarie e sufficienti a portare avanti il proprio lavoro.
Qualche perplessità suscitano infine anche le scelte effettuate per la localizzazione degli interventi.
 
L’esame delle statistiche rese pubbliche evidenzia infatti che il numero degli ingressi dalla libertà è più elevato in alcune regioni (Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia, Puglia e Piemonte) e limitato in altre, quali Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Marche e Molise.
Il dato coincide con quello relativo alle regioni di residenza dei detenuti.
 
Il principio di territorializzazione dell’esecuzione della pena che vige nel nostro ordinamento avrebbe quindi reso opportuno il potenziamento della capacità ricettiva delle regioni a più alto tasso di affluenza, onde contenere le spese per le traduzioni per motivi di giustizia e/o per gli sfollamenti e comunque evitare aggravi e disagi alle famiglie dei reclusi.
 
Da dove nasce, allora, la scelta di prevedere ben n. 5 padiglioni in ampliamento presso istituti dell’Emilia Romagna e n. 1 in Abruzzo e la costruzione di nuovi carceri, da ben n. 450 posti cadauno, a Pordenone e Camerino?
 
Ed ancora, perché non prevedere il recupero, forse più vantaggioso sia sotto il profilo economico che temporale, del vecchio carcere “Le Nuove” di Torino, anziché la costruzione in quella città di un nuovo istituto?
 
Chi ha curato questi processi? Le competenti articolazioni dell’Amministrazione penitenziaria sono state coinvolte in queste scelte che, a mio parere, sono strategiche? Se sì, quali valutazioni hanno effettuato?
 
Un ultimo inciso ed una domanda rivolta alle autorità politiche: considerati i tagli imposti al personale dalla spending review, destinati ad incidere pesantemente sul personale dell’amministrazione penitenziaria non appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria (quindi direttori, contabili, tecnici, educatori, assistenti sociali, amministrativi), chi garantirà la gestione amministrativo – contabile e le attività rieducative presso le vecchie e nuove strutture.
 
di Ester Ghiselli, Dirigente penitenziario - www.articolotre.com
 
 
 
 
 
 

PIANO CARCERI: La riflessione di un Poliziotto Penitenziario del sud in servizio al nord


Scritto da: Redazione
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Commenti Commenti dei lettori

n. 7


incuriosito dalla notizia apparsa su alcuni quotidiani nazionali in merito allo sperpero dei "nostri" soldi per l'acquisto (o meglio per l'affitto) dei braccialetti elettronici ho cercato di approfondire la notizia e quindi mi sono imbattuto nella relazione della Corte dei Conti che ne parlava. Nello scorrere il testo mi sono accorto che parlava anche del cosiddetto "piano carceri", elogiando tale struttura commissariale per l'abbattimento dei costi: FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA! Senonché, approfondendo anche tale questione attraverso un motore di ricerca su internet, trovo l'articolo della sig.ra Ghiselli che, viceversa, non appare molto lusinghiero per il Commissario carceri. Spinto ancor di più a verificare come effettivamente stanno le cose trovo, mio malgrado, una macroscopica incongruenza: I DATI RIPORTATI DALLA CORTE DEI CONTI NON CORRISPONDONO CON QUELLI CHE APPAIONO SUL SITO INFORMATICO DEL "PIANO CARCERI".
La Corte dei Conti dà per stipulati diversi contratti per la realizzazione dei nuovi padiglioni detentivi già dal mese di luglio/agosto (fonte lo stesso Commissario con dati aggiornati al 28.8.2012. v. nota a piè pagina 28 della relazione) come LECCE - TARANTO _ TRAPANI e via dicendo. Ma in realtà dal loro sito non risultano nemmeno ancora aggiudicate. Anzi, in alcuni casi (vedi Milano Opera) le commissioni di gara dovevano ancora aprire le buste delle offerte economiche (SIC!).
Ci si chiede: MA ALLORA LA SIG.RA GHISELLI AVEVA RAGIONE? QUAL'è LA VERITA'? PERCHE' SONO STATI RIPORTATI DATI COSì PALESAMENTE CONTRASTANTI (Per non dire peggio)? La Corte dei Conti non li ha verificati prima se corrispondevano al vero? e Perché?

Di  geppo 64  (inviato il 04/10/2012 @ 22:17:09)


n. 6


Vorrei tanto credere che possano esserci tanti esempi capaci di ridare un po di fiducia ad un sistema ormai prossimo all'implosione, ma la verità (trriste) è che persone pulite e trasparenti come la Dott Ghiselli saranno sempre ostaggio di quel retaggio di omertà e compiacenza che, anche involontariamente, serpeggia in un paese che per indole è figlio della politica di parte e clientelare.

Di  pino  (inviato il 04/10/2012 @ 14:24:11)


n. 5


Questo articolo e' pubblicato dal cndp dei direttori penitenziari, e' del gennaio 2002 , ed e' stato scritto dalla grande Dott. Ghiselli Ester.
leggetelo .


Titolo:

CHIUSO PER RISTRUTTURAZIONE

E' il tempo di saldi, offerte, promozioni! Anche l'Amministrazione Penitenziaria scende in campo e lancia sul mercato i C.I.P., specie esotica in via di estinzionee proprio per questo più appetibile.
Per Direttori e Dirigenti i C.I.P. fanno status, come il rolex, il levriero afghano sdraiato sul sofà e la barca a vela: sono ricercati, contesi, corteggiati e..."irretiti", almeno fino a quando non saranno espletati i concorsi per la dirigenza, completate le procedure di riqualificazione del Comparto Ministeri e nominati i Commissari di Polizia Penitenziaria.
Mancano direttori C3 e Dirigenti? Gli istituti sono privi di titolare?
Non c'è problema: con un colpo di prestigio degno di Houdini, la Premiata Ditta trova la soluzione e, in barba a contratti e normativa in tema di mansioni superiori, pare essersi inventata la "SUPER-DELEGA", per addossare ai poveri C.I.P. la gestione degli istituti a costo zero e senza troppa pubblicità.
Una radicale inversione di tendenza rispetto ad un anno fa quando, tutti presi dall'entusiasmo per la grande riforma della amministrazione in atto, si ammonirono coloro che chiedevano chiarezza rispetto ai nuovi assetti organizzativi ed alle funzioni legittimamente esercitabili con l' espressione: "...non crederete di poter continuare a dare ordini agli educatori C3!".
Una considerazione riduttiva, rispetto all' entità del problema posto, ma estremamente significativa ed illuminante per comprendere sia lo spessore manageriale di alcuni dirigenti, sia certe scelte dell'amministrazione.
Peccato che i presunti cavalli di razza su cui si pensava di puntare di fronte alla prospettiva di sacrifici facciano le bizze! D'altro canto la nobiltà ha i propri privilegi e la nuova intellighenzia deve potersi esprimere in contesti adeguati: Uffici e servizi centrali. Mancano dunque educatori negli istituti?
Ecco l'altro asso nella manica: gli agenti di Polizia Penitenziaria, sempre meno polizia e sempre più surrogati di operatori di comunità, buoni per tutte le stagioni e soprattutto per sporcarsi le mani con i detenuti quelli brutti e cattivi, mentre qualcun altro filosofeggia di trattamento a convegni e Tavole rotonde, tenendo saldamente in pugno la formazione, vero punto nevraligico del sistema.
Che amministrazione creativa, che fantasia gestionale, quale mirabile disinvoltura nel fare lo slogan tra figure, professionalità, mansioni!
Del resto il vezzo di risolvere le contraddizioni attraverso circolari interpretative ed interprelazioni autentico-unilaterali dei contratti è piuttosto diffuso.
Se ne ebbe esempio tempo addietro, quando una performance alla Manolo, noto atleta di free climbing, il Dr. Mancuso cercò di legittimare la preposizione dei direttori C2 alla direzione degli istituti.
Chissà quale nuovo espediente verrà escogitato a breve e di quali fantasie perverse saranno oggetto i direttori C1 e C2 per tappare le falle di una riforma mistificatoria e sconclusionata senza prendere atto della necessità di rivedere tutto il sistema, eliminando privilegi e situazioni di comodo.
Vorrei concludere con un appello ai nostri cari Dirigenti: "fateci la cortesia di lasciarci migrare verso altri lidi o, in alternativa, andatevene Voi, che forse è ancora meglio".



di: Ester Ghiselli




Di  stancodisubire  (inviato il 03/10/2012 @ 10:55:14)


n. 4


Grande Dirigente la Ghiselli , peccato non ce ne siano a decina di Dirigenti di questa portata , professionale , schietta , sincera , comprensiva .
La verita' solo la verita' ...

Grande .

Di  stancodisubire  (inviato il 02/10/2012 @ 13:14:46)


n. 3


Vi ricordavate quando stavamo peggio..........oggi è l'anniversario!!!

Di  capitano ultimo  (inviato il 02/10/2012 @ 09:36:55)


n. 2


Cambiano i suonatori ma la musica resta la stessa .... magna .... magna o se volete : l'arrosto per lor signori , il fumo per chi regge il sistema carceri.

Di  Nico 66  (inviato il 01/10/2012 @ 21:07:33)


n. 1


Quando arrivera' il giorno fatidico non abbiate paura VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO.

Di  69  (inviato il 30/09/2012 @ 08:28:35)




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