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Piante organiche del Corpo di Polizia penitenziaria: interrogazione parlamentare del Senatore Roberto Cassinelli


Polizia Penitenziaria - Piante organiche del Corpo di Polizia penitenziaria: interrogazione parlamentare del Senatore Roberto Cassinelli

Notizia del 30/11/2017

in Interrogazioni parlamentari

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Scritto da: Redazione

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Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08470
presentata da
ROBERTO CASSINELLI 
giovedì 30 novembre 2017, seduta n.912

CASSINELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

il 28 novembre 2017 si è tenuta presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) del Ministero della giustizia una riunione per le assegnazioni del 171° e del 172° corso allievi agenti di Polizia Penitenziaria e per il conseguente piano di mobilità graduatorie nazionali trasferimenti;

il piano di assegnazioni e trasferimenti a domanda, presentato dall'amministrazione, si basa sulle vacanze organiche determinate dal nuovo decreto ministeriale 2 ottobre 2017, ripartizione delle piante organiche del Corpo di Polizia Penitenziaria;

il Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE ha espresso aspre critiche sul metodo e sul merito del decreto ministeriale 2 ottobre 2017, eccependo sull'opportunità di procedere così velocemente nel recepire le modifiche organiche apportate dalla legge Madia (legge n. 124 del 2015);

ad avviso del SAPPE, infatti, lo sciagurato taglio degli organici operato dalla legge Madia poteva essere un'occasione per una riflessione seria ed approfondita sulle reali necessità organiche di ciascun istituto penitenziario, sulla base dei reali carichi di lavoro e magari rivisitando profondamente il modello organizzativo del Corpo;

invece, per l'appunto, la dirigenza del DAP si è affrettata a sottoporre alla firma del Ministro in indirizzo una revisione degli organici studiata a tavolino, senza alcuna corrispondenza con le esigenze reali e basata su una sorta di algoritmo matematico avulso da ogni corrispondenza funzionale che ha creato forte malumore nelle carceri che si sono viste ridurre drasticamente gli organici dei reparti;

il SAPPE, in particolare, ha segnalato le gravi anomalie riscontrate in fase di confronto coi provveditori nelle regioni Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Liguria e Sicilia, dove le delegazioni regionali hanno contestato le ripartizioni del personale;

ancora più in particolare, il SAPPE ha voluto concentrare l'attenzione della parte pubblica sui casi di L'Aquila e Spoleto (Perugia) dove sono stati operati tagli di personale fino al 40 per cento e dove è in atto una manifestazione di protesta nei pressi dell'istituto spoletino con un sit-in ad oltranza in atto da più di una settimana;

in Liguria, poi, la Polizia Penitenziaria ha avuto un taglio netto degli organici dalle originarie 1.173 unità alle previste 994, ridotte dunque di 179, numero complessivo insufficiente rispetto alle necessarie dotazioni;

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle pesanti ricadute negative che ha comporta e comporterà per la sicurezza delle carceri e di chi vi lavora la rimodulazione delle piante organiche del Corpo di Polizia Penitenziaria prevista dal decreto ministeriale 2 ottobre 2017;

se non ritenga opportuno sospendere o, meglio, revocare il proprio decreto, riproponendo eventualmente una rimodulazione solo quando le piante organiche saranno al completo delle unità previste e necessarie;

se, più che introdurre tagli indiscriminati ed illogici ai reparti degli istituti e servizi del Paese, non ritenga prioritario predisporre concreti interventi per la sicurezza dei penitenziari, come la copertura del servizio di sentinella sulle mura di cinta (oggi pressoché abolito ovunque), lo stanziamento di adeguate risorse economiche per l'acquisto di telecamere e di ogni altro dispositivo utile ad accertare e contrastare la presenza di telefoni cellulari e di sostanze stupefacenti nelle sezioni detentive e per il funzionamento dei sistemi anti intrusione ed anti evasione, che oggi spesso non funzionano, nonché ogni ulteriore utile intervento per contrastare efficacemente le sempre più continue aggressioni contro i poliziotti penitenziari, quotidianamente offesi, derisi, feriti da una parte di popolazione detenuta che costantemente altera l'ordine e la sicurezza interna nelle carceri italiane.

(4-08470)


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