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Piantonamenti ospedalieri dei detenuti: le difficoltà della Polizia Penitenziaria di un servizio in corsia


Polizia Penitenziaria - Piantonamenti ospedalieri dei detenuti: le difficoltà della Polizia Penitenziaria di un servizio in corsia

Notizia del 16/08/2016

in Accadde al penitenziario

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Scritto da: Agente Sara

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Il piantonamento ospedaliero del detenuto rappresenta da sempre un servizio delicato, che la Polizia Penitenziaria è chiamata a svolgere, con tutte le inevitabili difficoltà di un servizio che si espleta fuori dalle mura del carcere.

Il personale che viene impiegato in tale mansione, spesso, può ritrovarsi nella realtà caotica di un pronto soccorso in cui il detenuto è in attesa del posto letto in reparto; ovvero quando il detenuto si agita perché in ospedale non può fumare e allora chiede a gran voce di rientrare in carcere per poterlo fare o ancora, quando il ristretto s'infastidisce per "i troppi occhi indiscreti" che lo guardano incuriositi ed ancora si potrebbe continuare ad oltranza nell'elencare tutto ciò che di fatto, in una realtà fuori dal carcere, può succedere.

C'è da dire che i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti nascono per fronteggiare al meglio anche questo tipo di servizio; ad oggi, però, si è ben consapevoli del notevole aumento dei compiti degli stessi a fronte, invece, di un numero di poliziotti oramai esiguo e per tale motivo, il più delle volte, il personale in servizio negli istituti viene distolto dalla propria quotidianità per provvedere a tale incombenza con evidenti negative ripercussioni sull'organizzazione interna del penitenziario. Anche perché un piantonamento ospedaliero di un detenuto richiede personale per quattro quadranti giornalieri ex art. 8, comma 12, dell'AQN 2004 e, di fatto, per ogni piantonamento sono impiegate in un solo giorno ben 8 unità.

Pertanto, oggi più che mai, quanto di più indispensabile è incentivare l'utilizzo dei reparti di Medicina Protetta, già avviati in alcune realtà territoriali, vere e proprie strutture realizzate per offrire ai detenuti ricoverati tutti i servizi specialistici ospedalieri con proprio personale medico, infermieristico e ausiliario tecnico-sanitario,  in condizione di elevata sicurezza, sia per la struttura organizzata alla stregua di un istituto penitenziario e sia per la presenza di un numero stabile di poliziotti penitenziari presente h 24. Dovrebbe essere così......!!!!

In particolare, bisognerebbe che il reparto di Medicina Protetta sia collegato con il vicino ospedale civile, al fine di garantire il ricovero dei malati anche in condizioni più disagiate, così, si realizzerebbe una struttura funzionale, di fatto collegata con l'intero ospedale attraverso canali specifici.

Investire in tal senso, significherebbe non soltanto porre fine ai poliziotti penitenziari presenti in corsia h 24 negli ospedali, bensì si eviterebbe che, di volta in volta, un congruo numero di poliziotti sia distolto dal servizio in carcere per essere impiegato nel piantonamento di uno o più detenuti, nei diversi ospedali presenti sul territorio.

 

 


Scritto da: Agente Sara
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n. 2


Oramai viaggio per i 34 anni di servizio effettivo, e ricordo perfettamente quando facevo i piantonamenti nell'Ospedale del nord alla mia prima assegnazione. Praticamente era un reparto chiuso con 3 stanze singole separate tra loro da un vetro blindato, praticamente dalla postazione di controllo avevi una visuale perfetta sui detenuti, e infine per la sicurezza vi era una porta blindata con spioncino per vedere chi doveva entrare. trasferito nella Capitale, non volevo credere ai miei occhi, al primo piantonamento in astanteria al Policlinico se non erro, in uno stanzone con almeno 20 letti con pazienti, in cui c'era di tutto, e noi li in mezzo a piantonare il detenuto. Ora non vado più, fortunatamente ho vinto un concorso e sono sottufficiale, ma nella nuova realtà dove sono ora sempre vicino Roma, nulla è cambiato, sempre nelle corsie siamo/ora stanno i colleghi, con tutti i pericoli in cui possono imbattersi, dall'evasione, e ne sono successe purtroppo, a immaginate voi. Quando sono in servizio, e bisogna portare un detenuto d'urgenza in Ospedale, credetemi tra i colleghi c'è il fuggi-fuggi, e se prendi la persona sbagliata, tempo 5 minuti ritorna con il famoso certificato, e va a casa. Ora io non voglio colpevolizzare nessuno, forse lo farei anche io, ma capisco anche coloro che non accettano tale tipo di servizio, perché è davvero rischioso, noi andiamo al lavoro per guadagnare la pagnotta, non per far ingrassare gli avvocati. Dico io, ma come nel lontano 83 al nord erano così evoluti, dico ma dopo 34 anni possibile che i nostri Dirigenti lautamente pagati non abbiano approntato dei padiglioni protetti negli Ospedali, magari sono troppo impegnati a scalare le gerarchie interne, o chissà. In ultimo, ma con un pochino di veleno, dove sono io in servizio, i piantonamenti li fanno, quasi sempre i colleghi del SAT, non ho detto sempre, ma quasi, a voi l'immaginazione. Saluti.

Di  mario64  (inviato il 16/08/2016 @ 17:31:02)




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