Gennaio 2017
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Polizia Penitenziaria: Il Dap che verrà


Polizia Penitenziaria - Polizia Penitenziaria: Il Dap che verrà

Notizia del 10/04/2012

in Il Pulpito

(Letto 3243 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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“Caro collega ti scrivo, così mi distraggo un po’ ...
Il Dap vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va !”

Sembra scritta davvero con queste parole la famosa canzone di Lucio Dalla.
Anzi, potrebbe essere riscritta con queste esatte parole se fosse riferita al nostro Dap, piuttosto che al nuovo anno che arriva.
In realtà, il vecchio Dap è davvero finito come fosse giunto inesorabilmente al suo 31 dicembre.
Il primo gennaio, infatti, ci ha portato un nuovo capo dipartimento, nuovi vice capi, nuovi direttori generali, nuovi direttori di uffici di staff e, addirittura, nuove segreterie particolari delle stanze dei bottoni.
In buona sostanza, è stata azzerata tutta la nomenclatura dell’amministrazione penitenziaria, ad eccezione del direttore generale del personale.
Anche in questo caso, però, nella migliore delle ipotesi si tratterà di onorare il terzo e ultimo anno di contratto dopo di che, probabilmente, ci potrebbe essere un avvicendamento alla direzione dell’Isppe.
 

Tancredi, nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, diceva: “cambiare tutto, per non cambiare nulla”.
Il mio timore è che al Dap sia avvenuto proprio questo. E’ stato cambiato tutto, per non cambiare nulla.
Mi riferisco, ovviamente, alla posizione della Polizia Penitenziaria.

Infatti, per la Polizia Penitenziaria al Dap non è cambiato assolutamente nulla.
Il Capo del Dap è sempre un magistrato, è ancora lui il capo del Corpo e continua a percepire cinquecentoquarantamila euro l’anno per questo incarico (forse saranno ridotti a trecentodiecimila).
I due vice capi sono sempre un magistrato ed un dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria.
I direttori generali sono sempre magistrati e dirigenti generali dell’amministrazione penitenziaria.
Agli uffici di staff c’è stato un semplice scambio di poltrone tra generali degli Agenti di Custodia.
Tutte le bozze di riorganizzazione del Dap che parlano di Direzione Generale del Corpo sono finite nel trita documenti.
La bozza per l’istituzione dei ruoli tecnici è ferma su chissà quale scrivania, impallinata dai veti incrociati dei sindacati del personale civile.
All’Ufficio del cerimoniale continua ad esserci un direttore.
All’Ufficio stampa e relazioni esterne continua ad esserci un dirigente degli educatori.

Cosa è cambiato ? Nulla.

Nel frattempo i sindacati (quelli con la s minuscola) si perdono dietro alle loro beghe di bottega.
Niente è mai stato più indicativo del divide et impera assurto a sistema.

Come potremo mai ottenere qualcosa se il 56% dei sindacati della Polizia Penitenziaria è impegnato a tempo pieno a cercare il fuscello nell’occhio del Sappe.
Purtroppo, c’è anche qualche altra organizzazione extra56% che nei tempi vuoti, allorquando non esercita il culto dell’eroe, è ossessionata da quel che il Sappe dice e da quel che il Sappe fa.
Ad onor di cronaca, va anche detto che una parte rilevante degli stessi sindacati è molto più interessata a mantenere lo staus quo dipartimentale che non alle riforme, affinché non si corra il rischio di perdere guarentigie clientelari che, spesso, si concretizzano in incarichi per se stessi, nell’uso di alloggi e, soprattutto, nell’impiego di parenti e amici negli uffici romani.

Qualcuno, poi, concentra tutte le proprie risorse (fisiche e mentali) per replicare, controbattere, confutare, censurare e commentare quello che fa o che scrive il Sappe.
Sono convinto, ad esempio, che se dovessimo scrivere un comunicato di sabato dicendo: “Domani è domenica”, c’è chi scriverebbe un altro comunicato dicendo: “Dopodomani è lunedì”.
Personalmente non mi meraviglierei, nemmeno, leggendo  di chi si dice capace di sconvolgere finanche il mondo della geometria preannunciando di saper disegnare triangoli con quattro lati.
Addirittura, si narra che nelle sedi di certi sindacati neanche il sapone detergente può essere neutro: anche quello è schierato dalla loro parte.

Sono convinto, infine,  che se mai qualche scienziato dovesse scoprire l’esatta ubicazione del centro dell’universo, qualche segretario nazionale rimarrebbe davvero deluso nell’apprendere che non si tratta della sede del suo sindacato.
Non sono mai stato un pessimista. Tutt’altro, ho sempre cercato di vedere il lato positivo delle cose ma questa volta, francamente, mi sembra davvero uno scenario deprimente, quasi senza speranza.
Per dirla come quel tale del culto dell’eroe: Mala tempora currunt.
 
“Vedi caro collega cosa si deve inventare 
per poter riderci sopra, per continuare a sperare...”
 

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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n. 2


Effettivamente quando scrivi c'è solo da prendere atto, per una serie di motivazioni che vanno dalla competenza alla professionalità, dal fare sindacato alla giusta attenzione a 360° gradi........e altro ancora....!!
Non tutti i mali vengono per nuocere dice un vecchio proverbi.....Oggi assistiamo ad una diffusa inettitudine anche da parte del famoso cartello del 56%, impegnato a tempo pieno a vedere la pagliuzza all'interno dell'attività posta in essere del SAPPE; ma questi cespuglietti non vedono la trave nei loro okki........!!!
Nel famoso diritto di replica.........come scrive qualche " pezzo grosso sindacalista ", oltre a girare i pollici per studiare come rispondere al grande SAPPE non si accorge delle lotte intestine all'interno della sua Organizzazione...........!!!!
Giustamente diceva mio nonno che le persone a prescindere dal ruolo che rivestono vivono anche di soddisfazione..........., ma ahimè è attualità che non se ne compra un bel niente............gli scheletri più li butti giù e più affiorano e quelle volte che affiorano emettono un odore nauseante...............!!!
........ai posteri l'ardua sentenza.......; detto questo i tempi sono maturi per vedere di riorganizzare il Corpo di Polizia Penitenziaria poichè il fututo non è dei migliori e la coesione giova a tutti e non a pochi a discapito dei cosiddetti " MINATORI "......
Una miniera diventa ricca e grande se i minatori si vedono tutelati nella collettività.......poichè ognuno si identifica in qualcuno , per cui il divid et impera non giova a nessuno.................!!!!
Quando alle repliche.........lasciano il tempo che trovano......, il sindacato fatto con i piedi e la testa trova sempre aderenza , il favillare e strumentalizzare alla fine non paga................ e si perde terreno....................e non solo ma anche la fiducia...!!
con immutata stima

Di  IL CINICO  (inviato il 10/04/2012 @ 19:59:19)


n. 1


Condivido quanto sopra, vorrei solo aggiungere qualcosa, tipo, tutti parlano di sovraffollamento degli istituti penitenziari tutti si indignano di quanti detenuti ci sono per cella, tutti pensano ai carceri invivibili, ma nessuno pensa che se il numero dei detenuti e il doppio, in alcuni casi il triplo, di quelli previsti per istituto penitenziario, il lavoro del povero Poliziotto Penitenziario di conseguenza raddoppia, questo nessuno lo dice nessuno ha il coraggio di dire la verità nessuno vuole gridare poveri Poliziotti Penitenziari in prima linea, nessuno, stiamo facendo la lotta per le 36 ore settimanali, vorrei portarvi a conoscenza che a Genova Marassi e Ponte X siamo in 16 che già da un'anno abbiamo presentato ricorso al Tar, il mese scorso abbiamo presentato istanza di prelevamento per fissare l'udienza, nessuno pensa che ormai i vari gradi di giudizio hanno dato ragione a Noi, nessuno pensa che bisogna intervenire e garantire le 36 ore lavorative settimanali, nessuno pensa che dopo 10 15 20 anni di servizio al nord lontano dalle famiglie dai figli sarebbe di trasferirli, anche noi abbiamo il diritto di stare vicino ai nostri cari.

Di  Domenico  (inviato il 10/04/2012 @ 19:48:37)




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