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Polizia Penitenziaria: le riforme, i riformisti e i riformati ...


Polizia Penitenziaria - Polizia Penitenziaria: le riforme, i riformisti e i riformati ...

Notizia del 31/03/2016

in Chiacchiere da Bar

(Letto 4802 volte)

Scritto da: Il Realista

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Si fa un gran parlare di riforme, di carcere e quindi anche di Polizia Penitenziaria, ma di quest’ultima, solo di sponda, mai direttamente. I discorsi sulla Polizia Penitenziaria si affrontano solo quale “contorno” alla portata principale che è quella del tipo di vita da assicurare alle persone detenute, ed è giusto che sia così, non potrebbe essere altrimenti.

Quindi, nell’ottica di questo gran parlare di ennesima riforma del sistema penitenziario italiano, come la vogliamo inquadrare questa benedetta/maledetta Polizia Penitenziaria? Perché mi pare che le idee non siano abbastanza chiare nemmeno tra noi colleghi.

Il Corpo di Polizia Penitenziaria attualmente assicura l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale e garantisce l'ordine all'interno delle carceri e ne tutela la sicurezza. A questo serve. E’ l’autorità dello Stato che si materializza e si impone 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Di questo c’è da andare fieri perché solo noi Poliziotti Penitenziari siamo in grado di farlo e di farlo bene. Nessun altro è in grado. C’è qualcuno che ancora non l’ha capito e che non ne va fiero, soprattutto certi Commissari capitati tra noi per sbaglio. Che escano pure dal Corpo senza proporre ipotesi di soppressione della Polizia Penitenziaria che, guarda caso, sono anche avanzate da soggetti da sempre "nemici" della Polizia Penitenziaria: Perché CORPO DI GIUSTIZIA e non POLIZIA DI GIUSTIZIA?

Prima domanda: nella nuova riforma, la Polizia Penitenziaria in carcere ce la volete o no? La forza e l’autorità dello Stato nel nuovo sistema penitenziario ce li volete o no? Oppure la vogliamo sciogliere e la vogliamo passare direttamente al “modello” sudamericano con carceri autogestite da detenuti ed Esercito fuori? Piscina, discoteca e prostitute a disposizione nel carcere venezuelano controllato dai detenuti - Carceri brasiliane: la bufala dell'APAC, la sorveglianza dinamica in chiave brasiliana

Ma facciamo un passo indietro. Il modello di carcere finora adottato è quello di tutti dentro per essere rieducati e a fine pena amici come prima, anche se si esce dal carcere peggio di prima. La riforma del 1975 poi del 1990 e le varie leggi e leggine hanno messo in piedi un sistema che è collassato sotto il primo ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo e questo significa che: o l’avvocato di Torreggiani è un principe del foro oppure che il sistema scricchiolava  da parecchio tempo. Secondo me è vera la seconda ipotesi. C’è da prendere atto che né la magistratura di sorveglianza, né tutto il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria hanno saputo fare il proprio lavoro in questi ultimi decenni. La selezione darwiniana dei dirigenti del DAP

Ma allora perché, seconda domanda, prima di convocare gli Stati Generali dell’esecuzione penale non si è istituito un processo a chi, nello Stato, non ha fatto il proprio dovere in tutto questo tempo, a chi non ha monitorato la recidiva, a chi non ha assicurato una detenzione dignitosa, a chi non ha saputo tradurre in realtà quell’articolo 27 della Costituzione? Invece in questi ultimi mesi, c’è stato chi ha avuto la faccia tosta di dire che il problema è la Polizia Penitenziaria che non è adeguata al nuovo modello di detenzione, che la Polizia Penitenziaria si deve “elevare” a nuovi compiti, più dignitosi … Ma fatemi il piacere voi e chi vi viene dietro scodinzolando! Saremo tutti una grande famiglia: evviva "l'accoppato" Corpo di Polizia Penitenziaria

Poi, vediamolo questo nuovo modello di sistema penitenziario. Siccome certi amministratori pubblici non hanno saputo rendere vivo l’articolo 27 Cost. nel carcere, allora si vuole “abolire” il carcere e passare direttamente ad un sistema di detenzione “aperta”, con lavori socialmente utili e detenzioni domiciliari. Terza domanda: in questo caso la Polizia Penitenziaria a cosa serve? Come potrebbe “controllare”, sempre che si vogliano sottoporre le persone detenute ad un reale controllo, 50mila o 70mila persone sparse nei quartieri delle città? E nel frattempo, c’è qualcuno che sta realmente prendendo sul serio l’ipotesi del contingente di quasi duemila Poliziotti Penitenziari nel neonato Dipartimento della giustizia minorile e di comunità? Quando il pesce piccolo mangia il pesce grande: il Dipartimento dei Minori si prende Esecuzione Penale Esterna

Eccola quindi l’ipotesi prospettata da qualcuno: un Corpo di Giustizia che erediterebbe l’intero Corpo di Polizia Penitenziaria, ma anche gli educatori, gli assistenti sociali e tutte le altre figure che operano attualmente in carcere. Per fare cosa? Controllare 70mila persone in esecuzione penale esterna? Ve la immaginate una “pattuglia” del Corpo di Giustizia composta da un 50enne ex Assistente Capo delle Polizia Penitenziaria, un educatore ed un assistente sociale in un controllo a Scampia o a Tor Bella Monaca, circondata da 50 persone più o meno parenti o complici della persona da controllare? In quei casi che si fa? Si compila un verbale? Si chiama “mamma” Polizia di Stato? Si intavola una trattativa per mediare le incomprensioni?

Ma davvero c’è ancora qualcuno tra noi colleghi che si vuole bere una favola del genere?

Meglio la cicuta allora.

 

Vogliono diSciogliere la Polizia Penitenziaria nel Corpo di Giustizia per togliergli le funzioni di polizia?

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 10


La polizia penitenziaria quando fa qualcosa la fa meglio degli altri.
Sono convinto che avrebbe svolto egregiamente i nuovi incarichi conseguenti all'entrata in vigore della riforma Gratteri, così come sono altrettanto convinto che sarebbe stato difficile negare nuove assunzioni ben più corpose delle attuali.
Ma ormai siamo nel regno del condizionale. Quel che è certo è che l'occasione è sfumata e difficilmente si ripresenterà nell'immediato.

Di  Luca Sardella  (inviato il 04/04/2016 @ 13:14:12)


n. 9


Egregio Dottor Luca Sardella lei parla genericamente di chiacchiere artatamente messe in giro senza pero scendere nello specifico del progetto di riforma. Qui non si parla di perdita di funzioni di P.G. che tra l'altro sono veramente minime se parliamo del grosso del personale che lavora negli istituti. Qui si parla dei numerosi compiti che verrebbero affidati al nuovo corpo di giustizia sostanzialmente con la stessa dotazione organica. In buona sostanza si duplicano o addirittura triplicano i compiti per gli attuali appartenenti alla polpen rendendo la c.d. vigilanza dinamica un metodo di controllo degli Istituti. Chi conosce il carcere sa benissimo che questa è una trovata per risparmiare soldi dato che attualmente i problemi del paese sono sostanzialmente di natura economica. Fu così anche con la 395/90 poiché qualcuno ci dovrebbe ancora spiegare, nonostante siano passati oltre 25 anni, come mai carabinieri e polizia impiegavano oltre 10.000 uomini nelle traduzioni e piantonamenti e noi al massimo ne impieghiamo 5.000 molti dei quali sottratti al servizio negli istituti. Si parla di passi in avanti del corpo, ma l'unica cosa che si nota è l'inserimento di ruoli tecnici nel corpo del personale attualmente inquadrato nel comparto ministeri. Adesso si che la polpen non siamo persone informatissime, ma non è che ci potete mettere il prosciutto davanti agli occhi in maniera così evidente. Chi fa i passi in avanti in questo progetto è solo e soltanto il personale civile che attualmente è inquadrato nel comparto ministeri, altra similitudine con la 395/90. Invece per il personale di polpen i compiti raddoppiano o triplicano rischiando addirittura procedimenti penali e disciplinari qualora vi fossero avvenimenti in ambito penitenziario non circoscritti in modo tempestivo (tentativi di evasione, tentati suicidi, traffico di sostanze illecite sempre all'ordine del giorno). Inoltre a mio avviso è finita l'epoca in cui si può con un colpo di mano farsi le leggi ad personam o meglio a proprio uso e consumo come fu la legge 395/90 che benché sia nota come la legge di riforma della polizia penitenziaria è anche nota come la legge che conferisce benefici economici propri delle forze dell'ordine ai Direttori di Istituto. Forse sarebbe stato meglio parlarne apertamente con tutto il personale coinvolto e non facendo le cose in gran segreto nei tavoli degli stati generali dove parteciano pochi eletti. Fin quando si agirà con questo metodo ci saranno sempre mal di pancia. Buona serata.

Di  Incazzato nero  (inviato il 02/04/2016 @ 21:40:49)


n. 8


Pienamente d'accordo con Luca Sardella .... peccato veramente .... voci assurde di perdita di non si sa che cosa (quando il corpo avrebbe fatto passi da giganti) per alzare il polverone e non far nulla.
I "venditori di fumo" hanno colpito ancora ....
Un grazie di cuore Al Dott. Gratteri e al Dott. Ardita per averci provato.
Divide et Impera.

Di  Anonimo  (inviato il 02/04/2016 @ 10:43:57)


n. 7


Abbandonare la proposta Ardita/Gratteri sulla base di chiacchiere artatamente messe in giro circa presunte perdite di funzioni (che non erano scritte da nessuna parte) ha solo fatto il gioco di chi vuole, per puro calcolo personale, perpetuare un'amministrazione penitenziaria divisa, litigiosa ed ininfluente.
Peccato perché sarebbe stata veramente la volta buona di correggere gli errori fatti con la riforma monca del 1990 e un'occasione per tutti di rimettersi in gioco e trovare nuovi stimoli e solide motivazioni per andare avanti. Evidentemente non lo meritavamo.
Ringrazio Ardita e Gratteri per averci provato.

Di  Luca Sardella  (inviato il 02/04/2016 @ 08:50:58)


n. 6


Preg.mo Sig. il realista vorrei in primis scusarmi con la S.S. se con il commento (nr. 2) il sottoscritto abbia potuto in qualche modo offendere la Sua sensibilità, Le posso assicurare che non era intenzione dello scrivente ne criticare ne polemizzare con il Suo tanto illuminante articolo. Come avrà avuto modo di leggere, visti i tanti punti di domanda, cosa che non è potuta certamente sfuggire alla sua attenta analisi, la mia è stata esclusivamente una domanda, posta in termini che hanno potuto generare involontariamente qualche risentimento, sul futuro lavorativo della pol.pen. visto che Lei scrive sul sito del SAPPE e che sicuramente molto più informato del sottoscritto che opera in periferia. Ma sopratutto, il sottoscritto, non avendo una adeguata preparazione scolastica e costretto a leggere diverse volte lo stesso documento e a volte con serie difficoltà a comprendere quanto riportato nel medesimo documento. Per tele motivo, visto che pago mensilmente la quota sindacale da circa 23 anni, e vista la grande confusione che regna in questo momento e nella difficoltà di comprendere bene tutti i documenti mi è sembrato normale chiedere lumi a chi mi sembrava essere più informato di me, Le chiedo ancora scusa di averla importunato con le mie preoccupazioni e i miei dubbi. Veda Preg.mo il realista, siccome Lei non mi conosce, le posso assicurare e mi creda che il sottoscritto non è mai stato succube o suddito di nessuno e il rispetto e la stima che nutro nei confronti dei "TUOI DOTTORI" è dato esclusivamente del fatto che ho sempre avuto ammirazione di chi, come Lei come i Magistrati, rischiano quotidianamente la loro vita in difesa delle istituzioni Repubblicane. PS i miei genitori, purtroppo, non hanno avuto la possibilità di potermi far studiare, ma mi hanno insegnato che alla base di tutto c'é L'UMILTA'. Un abbraccio e un augurio di Buon Lavoro

Di  Utopia  (inviato il 02/04/2016 @ 03:03:02)


n. 5


La storia si ripete come fu per la 395/90. Qualcuno ricorda quando ci dicevano che con la smilitarizzazione saremmo stati proiettati all'esterno con i piantonamenti e le traduzioni e quindi con maggiore considerazione??? Abbiamo poi scoperto che carabinieri e polizia impiegavano 10.000 uomini mentre noi al massimo 5.000 e spesso tolti dal servizio di istituto. Ci dicevano che saremmo stati paragonati alla polizia, ma per anni non avevamo nostri funzionari a tutto vantaggio dei direttori che hanno goduto e godono di trattamenti economici e previdenziali propri delle forze dell'ordine. Bene sta succedendo di nuovo la stessa cosa con il rischio che i compiti saranno raddoppiati se non triplicati e a chi giova tutto questo??? A persone che attualmente non fanno parte del Corpo funzionari giuridici pedagocici, assistenti sociali, coadiutori ecc. ecc. che beneficeranno probabilmente così di colpo di benefici economici e previdenziali. Ecco la grande trovata in sostanza per noi un bel cetriolo e per tutti gli altri soldi e benefici. Leggete bene e soprattutto fate funzionare il cervello caro Utopia e caro Antonio.

Di  Incazzato nero  (inviato il 01/04/2016 @ 19:42:46)


n. 4


io, leggendo quell'articolo, ho capito che non si toglieva la funzione di p.g. alla polpen ma l'unica cosa che si ribadiva nella presunta riforma ardita-gratteri, era quella di non poter interloquire con i servizi.
e ardita lascia intendere che è qui che è cascato l'asino.

Di  Antonio  (inviato il 31/03/2016 @ 18:11:54)


n. 3


Sono abituato a leggere i documenti, anche quelli scritti da Ardita. Tu li leggi caro Utopia? Ma soprattutto, li riesci a comprendere oppure ti fidi ciecamente dei tuoi amici "Dottori"?

Di  Il Realista  (inviato il 31/03/2016 @ 11:57:38)


n. 2


Caro "IlRealista" ti consiglio, se non lo hai ancora letto, di leggerti un artico del Dr. ARDITA pubblicato su "Antimafia 2000" circa la oramai tramontata riforma "GRATTERI". Il Dr. ARDITA smentisce quella voce circolata circa il declassamento della Pol Pen. se fosse andata in porto la loro riforma, a suo dire abilmente indebolita da qualcuno. Che futuro ora per la Pol. Pen. ????????????????????????? Buona Giornata a tutti carissimi colleghi della Polizia Penitenziaria, la CASTA è sempre più forte e noi la prenderemo sempre in quel posto. Vorrei approfittare per chiede pubblicamente scusa al Dr. GRATTERI e al Dr. ARDITA

Di  Utopia  (inviato il 31/03/2016 @ 11:49:23)


n. 1


Ci sono Commissari che se ne stanno rintanati e non vogliono sentir parlare di problemi quotidiani. Oltre al bel parlare non si va MAI OLTRE.
Noi Assistenti Capo mandiamo avanti le carceri, ovviamente inclusi i Sovrintendenti più giovani, e pochi sparuti Ispettori che non vedi quasi mai.
Purtroppo ci scioglieranno un'altra volta ed io non sopporto già l'idea di vedermi così squalificato e mortificato per la seconda volta.
Al NORD non si può più lavorare, lo giuro su Dio è il momento più duro di questi ultimi 29 anni.
Il Signore mi dia la forza della serenità fino all'ultimo giorno di servizio.

Di  Ass.te C.  (inviato il 31/03/2016 @ 09:55:47)




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