Gennaio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2017  
  Archivio riviste    
Poliziotti rinviati a giudizio per evasione da Parma: anche il Garante dei detenuti prende le difese della Polizia Penitenziaria contro il DAP


Polizia Penitenziaria - Poliziotti rinviati a giudizio per evasione da Parma: anche il Garante dei detenuti prende le difese della Polizia Penitenziaria contro il DAP

Notizia del 07/05/2015

in Houston abbiamo un problema

(Letto 2173 volte)

Scritto da: Redazione

 Stampa questo articolo


La decisione del GUP del Tribunale di Parma di rinviare a giudizio undici dipendenti dell’Amministrazione penitenziaria – direttrice, comandante e nove membri della Polizia Penitenziaria – per rispondere anche dell’imputazione di “procurata evasione”, agendo quindi con dolo, desta una forte preoccupazione. La fuga di due detenuti, avvenuta la notte del 2 febbraio 2013, appare ora avere i connotati della scientifica volontà e determinazione di evadere alla quale si è aggiunta la presunta volontà di qualcuno di essere complice nell’azione evasiva.

Come non rimanere colpiti da questo scenario? Non conosco i dettagli dell’indagine ne ho letto una sola pagina del procedimento. Frequentando il carcere, nel mio ruolo di Garante dei diritti dei detenuti, sono rimasto vicino a questa indagine per il tramite della preoccupazione degli indagati che conosco, in parte, personalmente.

Svolgere il ruolo di Garante comporta una costante attenzione ai meccanismi che possono generare violazione dei diritti dei detenuti che, nonostante l’esecuzione di una condanna, restano esseri umani portatori di diritti inviolabili. Nell’arco di un anno ho raccolto un numero considerevole di presunte violazioni che ho segnalato alle competenti autorità e raccolto in un documento presentato davanti
al Consiglio comunale lo scorso 30 marzo. Queste si concentrano su aspetti sanitari, trattamentali, limitazione del diritto allo studio, lentezze e inadempienze della giustizia, mancato rispetto delle forniture obbligatorie, incolumità personale, igiene degli ambienti detentivi, limitazione della cura degli aspetti affettivi e familiari dei detenuti.

Nel nostro carcere sono rinchiuse 530 persone. Un numero che si è via via ridotto dalla oltre 650 presenti prima degli importanti e recenti interventi legislativi successivi alla condanna ricevuta dall’Italia da parte della Corte europea per i diritti dell’uomo per la violazione dell’art. 3 della Convenzione che stabilisce il divieto di tortura, pene o trattamenti inumani o degradanti come quelli subiti da un detenuto rinchiuso in un altro carcere emiliano, quello di Piacenza. I detenuti nel nostro carcere sono sottoposti a regimi detentivi differenziati che vanno dal 41bis sino alla media sicurezza (i cosiddetti detenuti comuni) passando per alcune sfumature dell’alta sicurezza per persone con reati associativi. Il costo per la gestione di questa struttura finalizzata al “trattamento e al recupero”
dei detenuti è enorme.

Prendendo come validi i dati dell’Associazione Antigone un detenuto in Italia costa ogni giorno circa 150 Euro. E’ facile calcolare che il nostro carcere ha un costo di gestione e mantenimento di 29 milioni di euro all’anno. L’insieme della totalità delle iniziative volte a “recuperare” i detenuti (corsi, scuola, attività culturali e sportive, etc) non rappresentano che una misera parte di quella enorme cifra. In aiuto alla situazione intervengono le risorse che provengono dal territorio (Comune di Parma, Regione Emilia Romagna e volontariato penitenziario in particolare) in quanto il Ministero della Giustizia per le attività trattamentali dei detenuti stanzia l’equivalente del costo di 63 minuti di vita e gestione del carcere di Parma per ogni anno di funzionamento ovvero 3.500 Euro. Una miseria appunto.

Nel mio rapporto ho avuto modo di evidenziare che al carcere di Parma il Ministero della Giustizia ha assegnato 460 uomini della penitenziaria dei quali effettivi sono solamente 309; la differenza è fatta di uomini che mancano perché impegnati in altre sedi o in congedo o assegnati e distaccati ad altri servizi ministeriali. Ora questa mancanza di uomini si riverbera pesantemente su due aspetti della gestione del carcere. Il primo è quello relativo alla riduzione delle attività trattamentali per i detenuti. Meno agenti sono in servizio meno forze si hanno per vigilare e di conseguenza meno attività si possono svolgere. A Parma tutte le attività iniziano alle 9.00 e terminano alle 15.00, con un’ora di “pausa”, dal lunedì al venerdì esclusi i giorni festivi e le interruzioni nel corso delle pause estive, di Natale e Pasqua per permettere agli agenti di fare le ferie. Il resto del tempo i detenuti lo trascorrono nelle sezioni detentive o in cella con inevitabili effetti sulla loro tenuta psicofisica. Il secondo effetto è quello relativo alle modalità di lavoro degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria che si vedono ridotti nel numero, assillati dagli adempimenti (poca parte del lavoro è supportata dall’informatizzazione, perché mancano i fondi per acquistare i personal computer, e così si lavora su registri cartacei per la tenuta dei movimenti delle persone, delle perquisizioni, dei diversi controlli, etc.), stressati e spesso impreparati e non formati alla complessità della gestione delle dinamiche che si sviluppano in una sezione dove possono essere collocati anche 50 detenuti con molteplici problematiche sotto la sorveglianza di un solo agente.

La notte tra l’1 e il 2 febbraio del 2013 il carcere di Parma è rimasto annichilito dalla abilità e destrezza di due detenuti i quali altro non hanno fatto che sfruttare le falle di un sistema iperburocratico, dotato di una tecnologia molto povera, sottodimensionato nelle forze umane, perennemente sotto pressione e anche impunito nelle inadeguatezze della costruzione dotata di sbarramenti violabili da semplici seghetti, che nei periodi di pioggia fa acqua da tutte le parti e con un volume degli spazi detentivi fortemente prevalenti rispetto agli spazi dedicati alle attività, al lavoro e alla socializzazione.

Quello che come Garante mi auguro è che il Tribunale di Parma svolga con scrupolo questo processo e che l’autorità giudiziaria, prima o poi, ascolti anche le denunce e gli appelli dei detenuti, dei loro familiari e del Garante, e cerchi il responsabile vero di questo insensato sistema che allo stato delle cose non produce assolutamente nulla. Ritenere invece che quella notte undici persone abbiano, con dolo, procurato l’evasione di due detenuti appare essere la semplificazione di uno scenario molto più complesso che rischia di condannare solo coloro che sono rimasti con il “cerino in mano”.

Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale (Parma)
Roberto Cavalieri

parmaquotidiano.info

 


Scritto da: Redazione
(Leggi tutti gli articoli di Redazione)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Mancano gli agenti nel carcere di Reggio Emilia: sindacato in agitazione
IPM di Airola. Polizia Penitenziaria sventa due tentativi di suicidio
Casa di Reclusione di Roma Rebibbia. Poliziotto Penitenziario aggredito da detnuto
E'' stato ritrovato il Poliziotto penitenziario scomparso venerdì
Carcere di Fuorni, Santi Consolo non mantine le promesse: la protesta dei Poliziotti penitenziari
Alcol e telefonino nel carcere di Mantova: erano in una cella occupata da detenuti Rom
Direttore del carcere di Busto Arsizio ammette le difficoltà: pochi Agenti ed educatori, ed è tornato il sovraffollaemento
Presidente Trump ritira l''ordine di ridurre le carceri private negli USA


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori
Nessun commento trovato.



Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.163.158.163


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Circolare del GOM: togliete le foto da Facebook, è in atto una schedatura dei Poliziotti

2 Le foto dei tre detenuti evasi dal carcere di Firenze Sollicciano

3 Giuseppe Simeone, sostituto commissario al Dap, 59 anni, stroncato da un infarto

4 Ufficiali medici nel Corpo di Polizia Penitenziaria?

5 La sospensione delle ordinarie regole di trattamento penitenziario (art. 41-bis)

6 Clamorosa evasione dall''istituto … dal carcere ... insomma quello lì, come si chiama?

7 Diventa anche tu Capo del DAP!

8 C’era una volta la sentinella

9 Orlando e Consolo: pubblicate i dati reali del sovraffollamento

10 Italicum, Porcellum, Mattarellum e Consultellum





Tutti gli Articoli
1 Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legislativo del Riordino delle Carriere

2 Decreto Milleproroghe, Sappe: Buona notizia via libera a 887 assunzioni nella Polizia Penitenziaria

3 Caso Cucchi: Poliziotti penitenziari chiederanno risarcimenti milionari ai Carabinieri

4 Detenuti di Poggioreale rifiutano le celle aperte: vissute come una minaccia alla propria incolumità

5 Tre detenuti evadono dal carcere di Firenze Sollicciano, Sappe: la responsabilità è dei colletti bianchi, evasione annunciata

6 Bonus 80 euro: quando e come saranno stanziati dopo ennesimo slittamento

7 Agente Penitenziario sorprende i ladri in casa che lo aggrediscono: ricoverato al pronto soccorso

8 E'' stato ritrovato il Poliziotto penitenziario scomparso venerdì

9 Poliziotti e detenuti ripareranno insieme le auto della Polizia Penitenziaria

10 Due Poliziotti feriti nel carcere di Regina Coeli: aggrediti da detenuti magrebini infastiditi dalle perquisizioni


  Cerca per Regione