Novembre 2016
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Presenta ricorso per riconoscimento di otto cause di servizio: Assistente Capo perde ricorso al TAR


Polizia Penitenziaria - Presenta ricorso per riconoscimento di otto cause di servizio: Assistente Capo perde ricorso al TAR

Notizia del 12/05/2016

in Ricorsi Contenziosi Sentenze TAR CASSAZIONE

(Letto 521 volte)

Scritto da: Redazione

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

Sezione Staccata di Reggio Calabria

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 344 del 2014 proposto da:

-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'Avv. Luciano Vizzari, con domicilio eletto presso lo studio dell'Avv. Himmanuel Emilio Rinciari in Reggio Calabria, viale Amendola n. 1/O;

contro

Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Reggio Calabria, presso i cui Uffici, in via del Plebiscito n. 15, ha legale domicilio;

Ministero dell'Economia e delle Finanze, persona del Ministro pro tempore, non costituito;

per l'annullamento

- del decreto n. 634/2014 emesso dal Dirigente del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Direzione Generale del Personale e della Formazione presso il Ministero della Giustizia in data 10 febbraio 2014;

- del parere emesso dal Comitato di Verifica per le cause di servizio in data 24 maggio 2013 nell'adunanza n. 231/2013;

- nonché di tutti gli atti posti a base del provvedimento e comunque connessi, sia presupposti che conseguenziali, in relazione al mancato riconoscimento delle patologie da cui è affetto come dipendenti da fatti di servizio;

Visti il ricorso ed i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 marzo 2016 la dott. Donatella Testini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Svolgimento del processo

Espone il ricorrente, Assistente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Palmi, di aver chiesto, con istanze del 22 marzo 2004, 18 maggio 2006, 13 novembre 2007 e 5 novembre 2009, il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle seguenti infermità:

1) documentata bronchite cronica asmatiforme con sindrome disventilatoria di tipo ostruttivo spirometricamente evidenziata in sufficiente controllo terapeutico;

2) documentata faringotracheite catarrale cronica;

3) sinusite frontomascellare rx evidenziata;

4) documentata discopatia L5-S1 a modica incidenza funzionale con note cliniche di sofferenza nEurogena;

5) documentata spina calcaneare sinistra a lieve incidenza funzionale;

6) reperto rx di gastroduodenite in ben nutrito;

7) artrosi del rachide cervicale rx evidenziata a modica incidenza funzionale;

8) talalgia dx da verosimile spina cacan; al contempo chiedendo la concessione dell'equo indennizzo.

Il ricorrente è stato sottoposto a visite medico - collegiali presso la Commissione Medica Ospedaliera di Messina che, con verbale n. 723 del 23 maggio 2011, ha riconosciuto le patologie indicate ai punti nn. 1), 2), 3), 4), 5), 6) e 7), 8) ascrivibili, rispettivamente, "alla tabella non classificabile; A/8 categoria; non classificabile; tabella B; non classificabile; A/8 Categoria; tabella B; non classificabile annessa al D.P.R. 30 dicembre 1981 n. 834" ai fini dell'equo indennizzo.

Con parere emesso nell'Adunanza n. 203/2013 del 24 maggio 2013, il Comitato di Verifica per le cause di servizio ha espresso parere positivo circa la dipendenza da causa di servizio della patologia "documentata discopatia L5-S1 a modica incidenza funzionale con note cliniche di sofferenza nEurogena" ritenendo che "dall'esame della documentazione sanitaria e dagli atti allegati è dato ravvisare... il nesso di causalità utile tra l'infermità denunciata dal richiedente e riscontrata dalla Commissione Medica con l'attività di servizio prestata e che, comunque, gli elementi e le circostanze di fatto evidenziati si prospettano in rapporto di valida efficienza etiopatogenetica con l'insorgenza e l'evoluzione della predetta affezione".

Ha espresso, invece, parere negativo per le ulteriori patologie rilevando che:

" - l'infermità... bronchite cronica asmatiforme con sindrome disventilatoria di tipo ostruttivo spirometricamente evidenziata in sufficiente controllo terapeutico non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio in quanto trattasi di affezione respiratoria cronica, la cui patogenesi è da attribuire al persistere i fatti flogistici da cause diverse, favorita da una peculiare predisposizione del soggetto su base costituzionale, sulla quale gli eventi del servizio descritto agli atti non possono aver svolto il ruolo di causa o concausa efficiente;

- l'infermità... faringotracheite catarrale cronica non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio in quanto... secondo quanto emerge dagli atti il servizio non fu svolto con esposizione protratta a gravi perfrigerazioni e non vi furono inalazioni di sostanze tossiche aeriformi od irritanti. Pertanto non emergono eventi tali da assumere a fattori causali o concausali determinanti ed efficienti della insorgenza della infermità stessa;

- l'infermità sinusite frontomascellare rx evidenziata non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio, trattandosi di affezione dovuta alla colonizzazione dei seni paranasali da parte dei comuni germi... delle fosse nasali, favorita talvolta dalla preesistente conformazione locale e non imputabile al servizio, neppure sotto il profilo concausale efficiente e determinante;

- l'infermità... gastroduodenite non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio, trattandosi di affezione prevalentemente a sfondo nEuro - distonico endogeno...";

- l'infermità... spina calcaneare sinistra a lieve incidenza funzionale non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio, in quanto trattasi di anomalia costituzionale, che si accentua con l'età... e quindi non influenzabile dal servizio prestato, neppure sotto il profilo concausale efficiente e determinante (n.d.r., con conseguente non luogo a pronunciarsi sulla ulteriore patologia della talalgia da verosmile spina calcanerea);

- l'infermità... artrosi del rachide cervicale... non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio, trattandosi di infermità dovuta a fatti dismetabolico - degenerativi a livello delle articolazioni, in correlazione con l'usura conseguente al progredire dell'età, sull'insorgenza e decorso della quale non può aver nocivamente influito, neppure sotto il profilo concausale efficiente e determinante, il servizio prestato, quale risultante agli atti e, comunque, non caratterizzato da particolari e gravose condizioni di disagio".

Conseguentemente, in data 10 febbraio 2014, la Direzione Generale del Ministero della Giustizia ha decretato la riconducibilità a causa di servizio della faringotracheite cronica e l'ha esclusa per le altre patologie.

Avverso il predetto atto ed il parere del Comitato di Verifica insorge parte ricorrente, deducendo articolate censure di violazione di legge per omesso invio del preavviso di rigetto ex art. 10 bis, L. n. 241 del 1990 e per difetto di motivazione nonché per eccesso di potere travisamento dei fatti, difetto d'istruttoria ed ingiustizia manifesta.

Secondo la prospettiva del ricorrente, le motivazioni del Comitato di Verifica (richiamate ob relationem nel decreto dirigenziale), nella parte in cui non riconoscono la dipendenza da causa di servizio delle patologie diverse dalla discopatia, sarebbero meramente apparenti risolvendosi "in una mera riproposizione di clausole vuote, prive di qualsivoglia specificità, tali da impedire un controllo su quella che è stata l'attività istruttoria posta in essere dal predetto Comitato".

Erroneamente il Comitato di Verifica avrebbe escluso la sussistenza di condizioni di particolare e protratta gravosità del servizio prestato.

Ciò, infatti, sarebbe contraddetto dalla nota prot. n. (...) del 4 febbraio 2013 del Dirigente della Direzione Generale, inviata al Comitato di Verifica contestualmente alla comunicazione della trasmissione degli atti relativi alla posizione del sig. -OMISSIS-, nella quale si evidenzia: "Visti i rapporti informativi allegati, nei quali è messo in evidenzia il servizio gravoso prestato dal dipendente, vista la particolare natura degli Istituti Penitenziari che ospitano detenuti in gran parte di difficile governo".

Il non essersi avveduto il Comitato di Verifica del già disposto riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della patologia "faringite catarrale cronica" (giusta provvedimento del 12 novembre 1997, versato in atti, ed in relazione alla quale per mero errore è stata nuovamente presentata l'istanza) sarebbe indice di evidente difetto d'istruttoria, considerato il contrario avviso adottato nell'ambito del successivo procedimento per cui è causa.

Secondo il ricorrente sarebbe altresì illogico riconoscere la dipendenza da causa di servizio della discopatia ed escluderla per le altre patologie concernenti l'apparato scheletrico e di locomozione in considerazione della medesimezza delle cause che possono aver inciso negativamente sulla postura e sull'attività locomotoria (spina calcaneare e artrosi del rachide cervicale).

Parimenti illogico, considerata la pregressa determinazione del 12 novembre 1997, risulterebbe il riconoscimento per la faringite catarrale cronica e l'esclusione per le altre patologie legate all'apparato respiratorio (bronchite cronica e sinusite frontomascellare), vieppiù in presenza dell'opposto parere della C.M.O di Messina.

Deduce, infine, la violazione dell'art. 10 bis della L. n. 241 del 1990 per omesso invio del preavviso di rigetto prima dell'adozione del D.Dirig. n. 634 del 10 febbraio 2014.

Conclude per l'annullamento degli atti gravati e la condanna del Ministero della Giustizia alla corresponsione dell'equo indennizzo.

Si è costituito in giudizio il Ministero della Giustizia, eccependo l'infondatezza delle avverse domande ed invocando la reiezione del ricorso.

La causa viene ritenuta per la decisione alla pubblica udienza del 9 marzo 2016.

Motivi della decisione

Il ricorso è infondato.

In primis, il Collegio rileva l'infondatezza della dedotta violazione dell'art. 10 bis L. n. 241 del 1990 in adesione al noto e consolidato orientamento per cui "Nei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di una determinata infermità, il parere del Comitato di Verifica, come espressamente sancito dal D.P.R. n. 461 del 2001, oltre ad essere obbligatorio, è vincolante per l'Amministrazione procedente, sicché l'Amministrazione non è tenuta alla comunicazione del preavviso di rigetto, ai sensi dell'art. 10 bis, in quanto l'eventuale partecipazione procedimentale dell'interessato non produrrebbe effetti sul contenuto dispositivo del provvedimento impugnato" (ex multis, da ultimo, Cons. Stato, Sez. II, 29 aprile 2015, n. 748).

Il motivo, pertanto, non è meritevole di accoglimento.

Tanto premesso sulla regolarità procedurale, rileva il Collegio che il contestato parere della Commissione di Verifica è argomentato in maniera esaustiva, in specie con riferimento sia alle origini, volta a volta, nel normale invecchiamento, in fattori flogistici di diversa natura ed in anomalie costituzionali del soggetto quali cause principali delle infermità lamentate, sia all'assenza di elementi di riferibilità delle stesse ai fatti di servizio, peraltro solo genericamente invocati.

Come è noto, "il giudizio del Comitato di verifica per le cause di servizio è espressione di discrezionalità tecnica, sindacabile in sede giurisdizionale solo per assenza di motivazione, travisamento dei fatti, illogicità manifesta e violazione delle regole procedurali" (ex multis, Cons. Stato, Sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 5818).

Ne deriva che "il sindacato giurisdizionale esperibile sulle valutazioni tecniche degli organi medico-legali circa la dipendenza da causa di servizio dell'infermità denunciata dal pubblico dipendente è limitato ai profili di irragionevolezza, illogicità o travisamento dei fatti; di conseguenza al giudice amministrativo spetta una valutazione esterna di congruità e sufficienza del giudizio di non dipendenza, relativa alla mera esistenza di un collegamento logico tra gli elementi accertati e le conclusioni che da essi si ritiene di trarre, laddove l'accertamento del nesso di causalità tra la patologia insorta ed i fatti di servizio, in cui si sostanzia il giudizio sulla dipendenza o meno dal servizio, rappresenta un tipico esercizio di attività di merito tecnico riservato all'organo di verifica delle cause di servizio" (Cons. Stato, Sez. IV, 9 luglio 2012, n. 4049; id., Sez. V, 13 aprile 2012, n. 2093; id., Sez. IV, 16 maggio 2011, n. 2959; id., 6 maggio 2010, n. 2619).

Orbene, nel caso di specie, il contestato parere del Comitato di Verifica non risulta affetto da nessuno dei vizi di legittimità precedentemente ricordati, i quali, peraltro, non sono stati adeguatamente motivati dal ricorrente, che si è limitato a sovrapporre, in maniera non consentita e generica, le proprie valutazioni relativamente alla eziologia delle patologie dal lui sofferta a quelle espresse dal Comitato di Verifica nonché a contestare il difetto motivazionale che inficerebbe tale parere, non riscontrabile nel caso di specie in ragione della circostanza che il parere stesso esplicita in maniera sintetica ma puntuale le ragioni in base alle quali il Comitato di Verifica ha ritenuto le infermità sofferte dal ricorrente come non imputabili al servizio svolto.

E' provato per tabulas che il Comitato di Verifica abbia espresso le proprie valutazioni, conformemente alle disposizioni di cui all'art. 11, comma 1, del d.P.R. 29 ottobre 2001, n. 461 ("Il Comitato accerta la riconducibilità ad attività lavorativa delle cause produttive di infermità o lesione, in relazione a fatti di servizio ed al rapporto causale tra i fatti e l'infermità o lesione"), previo esame di "tutti gli atti" cui, necessariamente, il verbale della Commissione Medica Ospedaliera nel quale sono citati anche i servizi resi e connotati da particolare gravosità e pericolosità.

Ne deriva l'infondatezza della dedotta censura di difetto motivazionale.

Nel caso di specie, gli elementi evidenziati dal ricorrente non sono sufficienti a determinare una valutazione di palese illogicità del giudizio di non dipendenza eziologica da fatto di servizio delle infermità denunciate.

Non può ritenersi tale l'asserita contraddizione con la nota prot. n. (...) del 4 febbraio 2013 del Dirigente della Direzione Generale (all. n. 3 del fascicolo del ricorrente), nella quale si fa testualmente menzione del "servizio gravoso prestato dal dipendente, vista la particolare natura degli Istituti Penitenziari che ospitano detenuti in gran parte di difficile governo".

Nota che nulla dice in sé su specifici fatti che possano aver avuto efficienza causale nell'insorgenza e/o nell'aggravamento delle riscontrate infermità, limitandosi a rappresentare la fisiologica gravosità delle funzioni rivestite dal ricorrente.

Come è noto, infatti, "nel procedimento per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'infermità denunciata dal pubblico dipendente, il nesso causale o concausale fra le modalità di svolgimento dell'attività lavorativa e l'insorgere della malattia deve essere obiettivamente riscontrabile dagli accertamenti tecnici predisposti dall'Amministrazione, non essendo sufficiente che esso sia solo ipotizzato.

Nella nozione di concausa efficiente e determinante della genesi di una infermità di natura endogena possono farsi rientrare solo fatti ed eventi concreti e individuati in modo specifico, non anche circostanze e condizioni generali, connaturate ai disagi propri di qualsiasi attività lavorativa (T.A.R. Molise, n. 948/2002 e precedenti ivi richiamati).

Anche dalla mancata valutazione del pregresso riconoscimento, nel 1997, della dipendenza da causa di servizio della faringite cronica (a fronte dell'attuale giudizio negativo) non può desumersi il difetto d'istruttoria lamentato dal ricorrente.

La censura pretende di provare troppo in quanto la valutazione del nesso eziologico va effettuata all'attualità e l'istruttoria non riguarda le pregresse determinazioni bensì, per l'appunto, l'efficienza causale dei fatti di servizio sull'infermità, senza dimenticare (sebbene il ricorrente abbia espressamente imputato tale censura solo al decreto dirigenziale e non anche alla Commissione di Verifica) che l'opinabilità costituisce l'in sé della discrezionalità tecnica; quest'ultima, in quanto esercizio di attività governata dalle c.d. leges artis (scienze non esatte), è fisiologicamente destinata a sfociare in giudizi fra loro diversi, tutti legittimi purché attendibili.

Parimenti priva di pregio è l'asserita illogicità insita nel riconoscimento del nesso causale per una patologia riguardante un apparato (scheletrico e di locomozione in relazione alla discopatia; respiratorio in relazione alla faringotracheite) e non per le altre afferenti il medesimo apparato.

Trattasi di valutazione meramente ipotetica del ricorrente, peraltro non suffragata da alcun riscontro, ed inidonea a scalfire la già ritenuta legittimità dell'attendibile valutazione medico - collegiale.

E' noto, infatti, che il rapporto causa - effetto tra attività lavorativa del dipendente ed infermità dallo stesso sofferta deve essere individuato con in grado di consistente certezza sul piano medico - legale e tecnico - amministrativo (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 15 maggio 2008, n. 2239).

Le argomentazioni del ricorrente, in definitiva, mirano ad ottenere dal Collegio una inammissibile valutazione medico - legale diversa da quella espressa dalla competente Amministrazione.

Conseguentemente non sussistono i presupposti per disporre la chiesta consulenza tecnica d'ufficio.

Quanto, infine, al dedotto contrasto con il giudizio della C.M.O. di Messina è sufficiente rammentare come la giurisprudenza abbia, da tempo e più volte, chiarito che la definitività del parere reso dalla C.m.o., di cui all'art. 5 bis del D.L. 21 settembre1987 n. 387, introdotto dalla L. di conversione 20 novembre 1987 n. 472, sta a significare soltanto che detto parere non è soggetto a revisione gerarchica e, soprattutto, che nella preliminare procedura di accertamento della dipendenza della infermità da causa di servizio non deve essere acquisito il previo parere del C.p.p.o. (oggi Comitato di Verifica), che invece l'art. 177 del T.U. 29 dicembre 1973 n. 1092 considerava obbligatorio.

L'acquisizione di detto parere è, invece, obbligatoria, ai sensi del citato ex art. 5 bis, nella successiva fase procedurale preordinata alla verifica dell'esistenza dei presupposti di legge per la liquidazione dell'equo indennizzo, ed esso può anche legittimamente pervenire a conclusioni diverse da quelle della C.m.o., purché nel pronunciare il C.p.p.o. tenga conto di esse e le disattenda motivatamente (in tal senso, ex multis, Consiglio di Stato, Sez. III, 10 febbraio 2014, n. 631).

Il ricorso, in conclusione, è infondato e va respinto.

In considerazione dell'esistenza di recente e non consolidato orientamento contrastante circa l'applicabilità dell'art. 10 bis della L. n. 241 del 1990 in subiecta materia (T.A.R. Piemonte, Sez. I, 23 gennaio 2014, n. 132), ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 39 c.p.a. e 92, II comma, c.p.c., si dispone l'integrale compensazione delle spese di lite fra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria - Sezione Staccata di Reggio Calabria, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 22, comma 8, D.Lgs. n. 196 del 2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2016 con l'intervento dei magistrati:

Roberto Politi, Presidente

Filippo Maria Tropiano, Referendario

Donatella Testini, Referendario, Estensore


Scritto da: Redazione
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