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Primi rientri in sede dei distaccati del DAP, ma non è un buon segno. Si salvi chi può


Polizia Penitenziaria - Primi rientri in sede dei distaccati del DAP, ma non è un buon segno. Si salvi chi può

Notizia del 15/11/2016

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Enzima

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Nei giorni scorsi il DAP ha deciso di rispedire alla propria sede di appartenenza, la Casa Circondariale di Rebibbia “Raffaele Cinotti” che ha una carenza d’organico effettivo di circa 200 unità rispetto alle circa 1000 previste., quindici poliziotti penitenziari in servizio al dipartimento. 

Quindici persone, decisamente, sono una goccia nel mare per Rebibbia, ma lo sono soprattutto rispetto alla carenza di ottomila unità di Polizia Penitenziaria rispetto alle presenze previste dalle piante organiche delle carceri.

Guarda le statistiche della CC Rebibbia "Raffaele Cinotti"

Eppure questo rientro forzato è una di quelle “crepe strutturali” su cui si giocherà una partita importante nelle prossime settimane. Questo rientro infatti presenta alcune caratteristiche inedite rispetto alle precedenti movimentazioni di personale dal DAP verso le sedi periferiche, che pure ci sono state negli anni precedenti.

Prima di tutto questo provvedimento è successivo ad un evento non di poco conto. A fine ottobre dalla CC Rebibbia sono evasi tre pericolosi detenuti, tuttora latitanti, con modalità che si fa fatica a comprendere e che sono state oggetto di meraviglia da parte dell’opinione pubblica, ma che possono essere spiegate in parte con la carenza d’organico di Polizia Penitenziaria di cui soffre la CC Rebibbia.

Non è difficile credere che anche il Magistrato incaricato di indagare su questa evasione  (peraltro preceduta a febbraio da quella di altri due detenuti dallo stesso istituto e con le stesse modalità) si sia chiesto del perché di tanta carenza d’organico in quel carcere (20%) e che abbia posto la stessa domanda ai vertici del DAP.

Forse è proprio questo il motivo di tanta urgenza per un provvedimento così specifico e diretto.

Altre volte il DAP aveva fatto spostare delle unità distaccate provenienti da un istituto e le aveva mandate in missione temporanea presso un altro istituto (vedi per esempio il caso di Rieti), ma stavolta, però, il provvedimento è stato mirato e diretto: le persone distaccate presso il DAP dalla CC Rebibbia sono state fatte rientrare proprio alla CC Rebibbia e quindi difficilmente torneranno di nuovo presso il DAP.

Questi rientri sono una specie di “rivoluzione copernicana” che ha determinato una crepa destinata ad allargarsi e che non si sa dove potrà arrivare.

Il DAP, però, probabilmente è stato costretto a metterli in atto, altrimenti qualcuno (e stavolta potrebbe essere un Magistrato) avrebbe potuto chiedere conto all’Ufficio Trasferimenti, alla Direzione Generale del Personale e, a salire, fino al Capo DAP, del perché di tante carenze a Rebibbia, del perchè sono distaccate altrove 250 persone e come mai a pochi chilometri di distanza, nel DAP, ci sono tutte quelle unità di Polizia Penitenziaria (circa 60) provenienti proprio da Rebibbia.

Una situazione davvero incresciosa per i vertici del DAP, visto che stavolta sarà difficile dimostrare che i responsabili dell’evasione siano solo e soltanto i poliziotti in servizio quella nottata ...

Un provvedimento “disperato”, quindi, che ha incrinato un equilibrio ultraventennale nel DAP, fatto di pesi e contrappesi, di alleanze e di favori, di ricattati e ricattatori (come ho già scritto in altri interventi: Piante organiche del DAP, PRAP e Scuole: ecco perché non le metteranno in pratica tanto facilmente; Personale che tiene in ostaggio il DAP e DAP che tiene in ostaggio il Personale).

Questo però sembra proprio il classico punto di non ritorno, prima di tutto perché ormai la coperta della Polizia Penitenziaria è troppo corta e lo rimarrà per un bel po’ (chissà quando si riuscirà ad assumere nuovo personale) e poi perché questo è un provvedimento che interviene a ridosso della riorganizzazione del DAP, quella che col suo nuovo assetto sta gettando nel panico tutti i Direttori e Dirigenti del DAP che stanno facendo “carte false” per ritagliarsi un posto nel nuovo dipartimento, pur di non andare a lavorare, anche loro, nelle carceri e sedi periferiche (dove peraltro c’è una grossa carenza di Direttori e Dirigenti).

Anche loro, nelle prossime settimane, saranno costretti ad uscire allo scoperto e molte facce e molti aspetti rimasti finora nell’ombra e che sono rimasti nascosti non tanto per la loro “invisibilità”, quanto per il fatto che ha fatto comodo a molti mantenere in equilibrio tutto il DAP, compresi i vertici stessi del DAP che stavolta, difficilmente, potranno scaricare tutto il peso della mala-gestione del personale, solo sulla Polizia Penitenziaria.

Eppure è proprio questo che stanno tentando di nuovo di fare.

Di fatto, con questo provvedimento di rientro di quindici persone dal DAP a Rebibbia, è come se si stesse cercando di chiudere una falla in una diga.

Forse il DAP riuscirà a “rimpatriare” tutti e quindici i colleghi o forse no. Questo dipenderà dal “peso” e dalle conoscenze di ognuno di loro preso singolarmente e dalla volontà di ogni loro Dirigente superiore di “privarsi” di un personale che ha sempre considerato più come una propria dotazione privata che come una risorsa dell’intera amministrazione.

Ma il DAP ormai è in un vicolo cieco. La pressione è enorme.

Le carceri hanno iniziato di nuovo a riempirsi mentre il personale di Polizia Penitenziaria si assottiglia sempre di più.

Le speranze di amnistia alimentate da schieramenti politici che realmente poco o nulla hanno fatto per le carceri, si infrangeranno sull’incapacità della politica di comprendere realmente il pianeta carcere e di mettere mano a riforme veramente strutturali. Questo non farà che aumentare il senso di frustrazione di una popolazione detenuta che ora vaga indisturbata nei reparti detentivi grazie a quella assurdità del regime “celle aperte”: un altro provvedimento tampone che non ha portato il benché minimo beneficio per la popolazione detenuta e che, anzi, ha solo “legittimato” la regola del più forte tra i detenuti togliendo, di fatto, il controllo dei reparti alla Polizia Penitenziaria.

Non so se dietro tutto questo ci sia una scientifica volontà di far collassare il DAP come istituzione per poi raccoglierne meglio i cocci ...

Sta di fatto, però, che ben altri dovrebbero essere i provvedimenti per il personale. A cominciare dalla gestione dei distacchi, dei trasferimenti e degli incarichi ad personam di certi funzionari della Polizia Penitenziaria che, pur non avendo svolto nemmeno un giorno di servizio in carcere, da quando sono stati dotati di sciarpa e sciabola, sono stati collocati a chiamata diretta in posti nevralgici dell’amministrazione penitenziaria.

Ben vengano, quindi, provvedimenti di rientro in sedi dei distaccati, ma ci spieghi il DAP (a noi o a qualche Magistrato in gamba) del perché ci sono persone distaccate da oltre vent’anni.

Servivano veramente o rispondevano a logiche clientelari, oppure, più semplicemente, hanno fatto comodo fino ad ora, mentre adesso possono essere restituite al carcere come fossero panni sporchi perché c’è l’urgenza di coprire la “falla” di Rebibbia e solo Rebibbia.

Forse le altre sedi periferiche non soffrono di una carenza di organico pari o superiore a quella della CC di Rebibbia?

A quanto ammontano, in tutta Italia, le unità di Polizia Penitenziaria distaccata fuori sede? E' vero che si tratta di più di cinquemila poliziotti?

Guarda le statistiche delle carceri italiane

Sarà questo il nuovo modus operandi del DAP?

Cercherà di rattoppare le falle nella diga oppure metterà mano seriamente alle piante organiche tutelando il personale della periferia e riconoscendo, a chi è distaccato da oltre cinque, dieci, quindici, venti anni in una sede, una propria dignità e professionalità invece di tenerlo “appeso” e “minacciato” con un rientro in sede dettato dall’esigenza del momento e che pende sul loro capo come una spada di Damocle?

Altrimenti non parliamo più di gestione delle carceri, né di gestione del personale, ma solo ed unicamente della prova che questa generazione di Dirigenti (lautamente pagati dallo Stato) non è in grado di amministrare un bel nulla!!!

 

Personale che tiene in ostaggio il DAP e DAP che tiene in ostaggio il Personale

 

La lunga catena di complicità e connivenze di questa "normale amministrazione" penitenziaria

 

Piante organiche del DAP, PRAP e Scuole: ecco perché non le metteranno in pratica tanto facilmente

 

 

 


Scritto da: Enzima
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Commenti Commenti dei lettori

n. 17


Finché protesta Como, Enna, ma chi se frega. Ma ormai la "cancrena" è arrivata a pochi chilometri dal DAP. Ma non basta. Questi ancora non lo hanno capito di quanto è grave la situazione ...

Di  Anonimo  (inviato il 17/11/2016 @ 21:15:19)


n. 16


Intanto la mia vicinanza và ai colleghi anche se non li conosco n.14 e n.15
poi oramai questa è una amministazione che non capisce più niente dilettanti allo sbaraglio, pensate che al dap ci sono colleghi che tutte le mattine fanno il resoconto delle metrature negli istituti di tutta italia per essere in linea con la torreggiani, poi ci sono circa 80 commissari belli e di primo pelo che non si capisce quale mansione svolgono, ma potrei continuare con una lista di sprechi e malgestione del personale,
quindi il dap poi che fà trasferisce 7 colleghi da rebibbia a Regina Coeli presunti colpevoli dell'evasione e ne prende 15 dal Dap rimamandandoli a rebibbia. Mi chiedo io ma il numero verde degli psicologi non servirà mica a qualcuno che occupa certe poltrone a voi cari colleghi la soluzione ciao

Di  Anonimo  (inviato il 16/11/2016 @ 19:56:51)


n. 15


Caro anonimo commento n.14
Ti faccio i migliori auguri per il tuo papà. Ti capisco.
Accadde la stessa cosa a me moltissimi anni fa.
Avevo chiesto il distacco vicino casa e non vollero darmelo, nonostante allegai cartelle cliniche ed interventi importanti.
Ero in ospedale con mia madre 45enne in fin di vita. Ebbero la faccia tosta di telefonarmi nel reparto oncologia e mi dissero che dovevo rientrare perentoriamente, allo scadere dei 7 giorni di licenza.
Riparto dalla Calabria il sesto giorno con il treno, mi feci tutta la notte in viaggio, piangendo e pregando affinchè mia madre vivesse. Arrivato l'indomani in Lombardia per espletare il turno 16/24, appena giunto in istituto il collega della portineria mi disse che aveva chiamato mio padre per dirmi di prendere il primo volo. Non dimenticherò mai la faccia di Antonio nel darmi quella notizia. La cosa scandalosa di quel giorno fu quello di vedere che nel turno 16/24 c'erano tre disponibili!
Ancora oggi a distanza di più di venti anni auguro TUTTO IL MALE DI QUESTO MONDO, a tutti i vertici locali dell'epoca di quell'istituto, provveditoriali e dipartimentali che non mi consentirono di vivere la mia mamma in quelle ultime ore di vita, dimostrando di non avere alcuna sensibilità ed umanità.
Siano maledetti tutti per la mancanza di pietà che ebbero con me e tanti altri giovani 20enni nelle medesime condizioni.


Di  anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 23:01:36)


n. 14


Io non capisco cosa me funziona questo dipartimento. Distaccato da 6 'rsi perché mio padre hanno dato un tempo limitato per la sua malattia, e il dap una settimana fa mi rigetta il distacco più la revisione. O dovuto lasciare mio padre ed rientrare alla sede di appartenenza dista da casa mia 1.800 km. Rientro con la testa h24 a mio padre. Non posso lavorare in questa condizione. Neanche voglio perdere questa divisa tanta sudata. Ma chiedo solo un po' di coscienza da parte del Dap. Mi devo aspettare la chiamata più brutta della vita tra oggi e domani. Al dal non interessa, forse perché non ci passano sulla proprio pelle. Un giorno la vita cessera di esistere per ogni uno di noi. Che si porteranno dietro questi signori. Non voglio perdere la divisa perché un familiare viene prima delle esigenze del Dap

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 19:59:10)


n. 13


Io sono uno dei quindici dispiace solo che dopo 20 anni di carcere nelle sezioni turni massacranti ,e dopo avermi fatto 10 anni a brescia con una carenza di personale esagerata ,ero riuscito a trovare una stabilità sia lavorativa che famigliare una bella mattina ti ritrovi a ricominciare senza un criterio vero senza informasi sul passato lavorativo della singola persona , la voglia di essere seri passa e alla fine anche quella di dare tanto alla nostra amministrazione posso dire solo vergogna!

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 17:43:04)


n. 12


All'interno del nostro Corpo c'è una guerra tra poveri, e questo anche grazie ai sindacati che hanno permesso questo.
Se è vero che ci sono molti colleghi imboscati al DAP e nei PRAP, e anche vero che ci sono quelli impiegati in compiti istituzionali.
Se poi ci sono quelli che per vent'anni sono stati distaccati senza essere stati mai stabilizzati, questa colpa è principalmente di tutti i sindacati che dovevano tutelare almeno quello che in certi Uffici c'è finito con un regolare interpello.
Oggi si ragiona ancora come trent'anni fa, alla "guardia carcere". Ma lo vogliamo capire che ci sono uffici con personale del Corpo che svolgono compiti istituzionali si o no?
Vogliamo che tutti andiamo a finire nelle sezioni detentive?
Allora non lamentiamoci se nelle matricole, negli UST e nei PRAP il personale amministrativo va a svolgere determinati compiti.
Vogliamo far fare gli autisti e le scorte al personale civile?
I sindacati sono demandati a fare proposte, che le facciano e siano ben chiari su cio' che si vuole per il Corpo.
Che poi ci siano i raccomandati non c'è dubbio, ma i raccomandati ci saranno sempre e i primi sono proprio quelli segnalati dai nostri cari colleghi sindacalisti.
Insomma, l'impressione è che tutto si vuole far ricadere sui vertici e basta, io invece da poliziotto, dico che i sindacati sono responsabili quanto la classe dirigente, questo perchè hanno il compito di vigilare e denunciare certi "andazzi".
Se si continua a fare questo ragionamento, nel nostro Corpo ci sarà sempre questa spaccatura, tra personale che presta servizio negli Istituti di pena, e quello che presta servizio nelle varie articolazioni.
Per quanto mi riguarda io il mio traguardo l'ho quasi raggiunto, ma mi permetto di dare un piccolo suggerimento a chi è demandato a rappresentarci e a discutere nelle sedi opportune norme e regolamenti. Il personale si rappresenta tutto, sia che presta servizio negli Istituti, sia che presti servizio nelle sue articolazioni. I raccomandati se ci sono andiamoli a scovare, ma gridiamo allo scandalo anche quando scopriamo che si tratta di raccomandazioni sindacali, perche queste cose si sanno e non ci dobbiamo prendere per i fondelli.




Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 15/11/2016 @ 17:31:45)


n. 11


"Tutta fuffa guagliò" disse il chirurgo di mio suocero che lo operava di fistola anale.
La soluzione sarebbe semplice. E checchè se ne dica potrebbero rivelarsi completamente un'altra cosa.
[I Commissari a capo degli istituti].
Probabilmente tornerebbe la voglia di lavorare a tanti di noi!!!
Non fatevi ingannare da queste cazzimm....., da questi rientri simulati.
Sembrano "rientri controllati", esattamente come fanno i tecnici quando vogliono demolire uno stabile in disuso.
Solo che in questo caso E' TROPPO CONTROLLATO da pochissima dinamite, per cui non succederà proprio un bel niente, tranne che per qualche poverino che nel mentre si è consumato le papille!
Povera'aiss
Ma mi faccino il piacereeeee......

Di  Sò Pasquà  (inviato il 15/11/2016 @ 16:59:53)


n. 10


E non importa che a farne le spese siano persone ormai formate professionalmente e fisse da anni in un determinato posto di lavoro, non importa che in realtà ci si potrebbe rivolgere ad innumerevoli altri dipendenti che per posizione professionale ovvero per i pochi anni, mesi... di servizio sarebbe più titolata ad essere inviata presso le suddette sedi, non importa che un gran numero di Commissari è impiegato al Dipartimento a non far nulla.

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 16:26:49)


n. 9


No, veramente non se ne può più

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 16:22:39)


n. 8


Viene da chiedersi quale criterio vi sia alla base di queste manovre. Perché, non prendiamoci in giro, l’interesse alla copertura dell’organico degli istituti sopramenzionati è solo uno specchietto per le allodole, il pretesto per dimostrare che l’Amministrazione agisce con ponderatezza e nell’interesse del benessere collettivo.

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 16:21:56)


n. 7


Veramente non è nemmeno più tollerabile che le OO.SS. si schierino favorendo questi giochi di potere subdoli. Giochetti che vanno a ledere la dignità professionale ed umana di tutti coloro che, nel corso di lunghi anni di carriera, ha speso e continua a spendere la propria capacità ed il proprio impegno per il benessere individuale e collettivo dell’Amministrazione.

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 16:20:32)


n. 6


Tanto solo coloro che hanno meno potere di manovra ne pagheranno le conseguenze. Ed i furbetti resteranno sempre in piedi.

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 16:19:10)


n. 5


Invece di risolvere le cose con razionalità, equità e ragionevolezza, si decide di rastrellare là dove gli interessi in gioco sono pressoché nulli.

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 16:18:13)


n. 4


La verità è che non gliene importa a nessuno del personale effettivo che presta servizio nelle carceri romane e non solo, e, seppur tale problema esista per davvero, la soluzione viene trovata come sempre a scapito di chi non ha alcun sostegno o protezione degna di essere considerata.

Di  Anonimo  (inviato il 15/11/2016 @ 16:09:39)


n. 3


Balza all’attenzione che, come al solito, venga precettato solo il personale distaccato. E, cosa ancor più scandalosa, il personale distaccato da moltissimi anni che ha ormai raggiunto una stabilità personale e professionale acquisita per l’appunto grazie alla permanenza fissa nei rispettivi posti di lavoro.

Di  Matteo LO VECCHIO  (inviato il 15/11/2016 @ 16:07:34)


n. 2


Prima di arrivare alla fine, perché non iniziamo dalla partenza, chiedendo al Ministro chi continua ancora oggi a firmare i distacchi?

Di  Sarò  (inviato il 15/11/2016 @ 14:23:07)


n. 1


ottimo articolo. complimenti.
provveditori e dirigenti del personale amano circondarsi di poliziotti fedelissimi, al di là di meriti e considerazioni economiche.
piazzano negli uffici del personale, segreterie, protocolli, insomma, per banali mansioni amministrative, non persone meritevoli o, comunque, semplici assistenti amministrativi del comparto ministeri, che costano allo Stato 1200 euro nette al mese, ma poliziotti, più o meno lecca lecca, più o meno capaci, ma SEMPRE a disposizione. a LORO disposizione. son la loro forza.
il provveditorato di bologna ne è un esempio. e poi anche umbria, ancona, basilicata, puglia, ecc. ecc.
i prap sono zeppi di poliziotti che costano allo Stato 1800 euro al mese anzichè 1100. Come lo spiegheranno ai magistrati?
e perchè anche negli istituti ci sono poliziotti che fanno i segretari, i protocollisti (!!!) quando ci sono civili, che costano la metà, tenuti a non fare niente??


Di  nino  (inviato il 15/11/2016 @ 12:21:44)




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