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Processo Cucchi: assolti agenti Polizia Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - Processo Cucchi: assolti agenti Polizia Penitenziaria

Notizia del 05/06/2013

in Attualita

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Scritto da: Redazione

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Assolti agenti della penitenziaria ed infermieri che secondo i giudici della III Corte d'Assise non avrebbero in alcun modo contribuito alla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano di 31 anni morto a una settimana dal suo arresto per droga nell'ottobre del 2009. 
Condannati per omicidio colposo,  invece,  i medici del Pertini imputati nello stesso processo.

Il giudice ha inflitto due anni di reclusione al primario Aldo Fierro, un anno e quattro mesi ciascuno per i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Silvia Di Carlo e Luigi De Marchis Preite; otto mesi di reclusione per l'altro medico Rosita Caponnetti per falso in atto pubblico. La corte ha derubricato per loro l'accusa di abbandono di persona incapace mutandola in omicidio colposo. Per tutti i condannati è stata disposta la sospensione condizionale della pena. I primi cinque sono stati condannati anche a risarcire in solido le parti civili costituite nel procedimento per una provvisionale di 320mila euro. Centomila euro da versare al padre di Cucchi, Giovanni, altrettanti alla madre, Rita, 80mila euro alla sorella Ilaria, 20mila euro ciascuno per i due nipotini. I medici dovranno pagare anche le spese legali sostenute dalla famiglia Cucchi

I tre infermieri (Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe) sono stati assolti visto l'articolo 530 del Codice di procedura penale mentre i tre agenti di Polizia Penitenziaria (Corrado Santantonio, Antonio Domenici, Nicola Minichini) per non aver commesso il fatto. Questi erano accusati, a vario titolo e a seconda delle diverse posizioni, di abbandono di incapace, abuso d'ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni e abuso di autorità. 

Un processo lunghissimo. Dopo il rinvio a giudizio disposto nel gennaio del 2011, l'inizio il successivo 24 marzo davanti alla III Corte d'assise di Roma. E poi, ben 45 udienze, 120 testimoni sentiti, decine di consulenti tecnici nominati da accusa, parti civili, difesa, e anche una maxi-perizia disposta dalla stessa Corte. All'ipotesi accusatoria, si è aggiunta quella delle parti civili che hanno fatto derivare da una "caduta" di eventi partiti dal pestaggio le cause che portarono alla morte Stefano; fino alle ipotesi difensive, con le quali si è cercato di ricondurre in maniera diversa i fatti, non parlando di pestaggio e sottolineando l'impossibilità di contestare il gravissimo reato di abbandono. E alla fine la tesi dei periti nominati dalla Corte, secondo i quali Stefano morì per "inanizione", ovvero "mancanza di cibo",  riconducendo molte delle accuse in una colpa medica.
 
 
 
 
 
 

 


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n. 6


Ricordo che oltre il Capo Dap ci sono altri due dirigenti come vice, di cui uno magistrato fuori ruolo con delega sul personale del Corpo, e una serie di dirigenti lautamente pagati che dovrebbero prendere posizione, pur non appartenti al Corpo, verso le situazioni più rilevanti della Polizia penitenziaria.
Ma cosa importa se gli appartenti al Corpo vengono messi alla gogna popolare e mediatica, tanto questi signori prima o poi lascieranno il DAP per ricopreire incarichi pù "prestigiosi" per la loro carriera.
E' ora di finirla è indispensabile una riforma del Corpo e un passaggio a un Ministero vero. Nessuno vede lo sprego di denaro di questi soggetti che dovrebbero difendere anche gli interessi della Polizia penitenziaria e invece pensano al sovraffolamento con l'autogestione dei delinquenti e considerano gli appartenenti al Corpo come custodi e nient'altro.
Invece di andare nelle trasmissioni televisive a parlare di questioni che non c'entrano nulla dei problemi dell'amministrazione, ogni tanto sarebbe utile parlare degli uomini e donne della Polizia penitenziaria.
Dr.ssa Motone ci pensi!!!!!!!!!!!!!!!

Di  maurizio giovannoni  (inviato il 09/06/2013 @ 23:33:56)


n. 5


la guerra mediatica continua specie quando qualche imbecille si diverte a postare foto che sembrano contraffatte visitate il link sotto riportato
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/06/07/foto/cucchi_il_dito_medio_dopo_la_sentenza-60579644/#1

Di  francescobufano  (inviato il 08/06/2013 @ 14:38:16)


n. 4


In questo paese ci sono i garantisti dei delinquenti e i colpevolisti delle forze dell'ordine. In questi tre anni questi personaggi hanno continuamente offeso l'imagine e il prestigio degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, lo hanno fatto in tutte le reti televisive e in tutta la carta stampata, senza che nessuno del DAP si sia mai degnato di difenderci. A ventiquattrore della sentenza di assoluzione dei tre colleghi, ancora assistiamo ad accuse e offese da certi personaggi, in particolare dalla Signora Ilaria Cucchi. Per questo motivo, chiedo che il SAPPe da questo momento diffidi la Signora Ilaria Cucchi dal continuare a offendere e acusare tramite i mezzi di informazione i poliziotti penitenziariai danni del fratello Stefano, e invitarla a rispettare la sentenza dei giudici.Credo che adesso sia giunto il momento di dire BASTA, noi diversamente dai carabinieri non abbiamo mai annunciato querele contro la Signora Cucchi, ma da questo momento in qualità di delegato sindacale del SAPPe, chiedo che venga intimato l'alt a questa signora.
Saluti a tutti
Paolo Spano - V. Segr. Prov. - Cagliari

Di  Paolo Spano  (inviato il 06/06/2013 @ 17:17:38)


n. 3


Finalmente giustizia è fatta. Per mesi e per anni siamo stati sbeffeggiati, da giornali e Tv e persino il cosiddetto mondo della cultura, meglio definirlo "mondo della sottocultura", ha voluto dedicare alla morte di Stefano Cucchi canzoni, cortometraggi e intere puntate di talk-show.
E' incredibile il pregiudizio che esiste nei confronti di questo bistrattato corpo di polizia penitenziaria. Basti solo pensare che la notizia dell'assoluzione dei colleghi non è stata data da tutte le TV che invece hanno ospitato la sorella di Cucchi numerose volte nei giorni del fango sulla polizia penitenziaria.
Cosa pensare poi della candidatura della stessa alle ultime elezioni politiche!!!!
Mi vengono in mente le Tv dopo i fatti di Sassari perché anche in quell'occasione siamo stati sbeffeggiati da una TV pressapochista.
Sarebbe ora e momento che i processi venissero celebrati nelle aule di giustizia e non nei salotti televisivi fatti da gente che non capisce una mazza di carcere.
Avvolte mi vergogno di essere italiano, ma fiero di essere un poliziotto penitenziario.
Un abbraccio ideale ai colleghi coinvolti in questa brutta vicenda giudiziaria.

Scusate ma è troppo grande la mia soddisfazione.

W la giustizia, W la polizia penitenziaria

Di  Pasqualino  (inviato il 06/06/2013 @ 10:40:21)


n. 2


Mi auguro adesso che i colleghi siano più sereni, almeno noi tutti della polizia penitenziaria vi siamo sempre vicino, Forza e onore ciao a tutti

Di  Ramon  (inviato il 05/06/2013 @ 22:04:28)


n. 1


Giunga adesso nelle case dei colleghi coinvolti in questa brutta vicenda la serenità dovuta a loro e a tutte le loro famiglie .E la controparte che ha sempre sostenuto e rispettato il lavoro della magistratura rispetti adesso la sentenza .Gli agenti di polizia penitenziaria non fa le cose di cui troppo spesso vengono accusati ,nessuno ha voglia la mattina quando va a lavorare di andare a picchiare la gente ,che interesse si avrebbe? La pace piace a tutti,e l'agente è tranquillo quando anche il detenuto è tranquillo.
W. la polizia penitenziaria e W il SAPPe Buon lavoro a tutti.

Di  gio  (inviato il 05/06/2013 @ 21:01:07)




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