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Quando l'odio sindacale seppellisce la memoria della Polizia Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - Quando l'odio sindacale seppellisce la memoria della Polizia Penitenziaria

Notizia del 10/05/2012

in Memoria del Corpo

(Letto 3316 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Di soggetti ambigui nei sindacati che dicono di rappresentare i poliziotti penitenziari ce ne sono tanti. Li conosciamo, sappiamo le loro storie, quanto valgono e perché fanno sindacato; quanta considerazione godano tra le alte cariche ministeriali, pronti a farsi una risata dopo un intervento in un italiano imperfetto con pesanti inflessioni dialettali. Addirittura c’è qualche alto papavero del DAP che pare tenga un’agenda con scritte tutte le stronzate che escono dalla bocca di quei rappresentanti sindacali che grazie ai nostri soldi e alle nostre deleghe, siedono inopportunamente in una commissione importante come quella delle Ricompense.

Ed è proprio l’intervento di alcuni rappresentanti sindacali, sicuramente avversi al grande Sappe che hanno alzato gli scudi nei confronti della proposta dell’ANPPE di intitolare un padiglione del Carcere di Avellino alla memoria del collega De Vivo Salvatore; un collega, assistente capo, di 47 anni, colpito da infarto mentre era in servizio di sentinella nell’ottobre del 2006, proprio in quel carcere in cui si vuole tramandare la memoria intitolandogli un padiglione.

Insomma c’è chi sostiene che l’ANPPE essendo un’associazione non avrebbe titolo ad avanzare alcuna proposta di intitolazione di alcunchè alla memoria di nessuno, anche se questi era un collega proprio di quei sindacalisti che oggi si  oppongono (probabilmente perché associano l’ANPPE al SAPPE). Vergognatevi!

L’ANPPE è un’associazione di pensionati che in assoluta buona fede cerca di rappresentare, come altre associazioni d’arma, il Corpo nelle varie feste o cerca di fare dei convegni o comunque fa un’attività associativa. Purtroppo l’ANPPE non è mai decollata come era nelle intenzioni del suo fondatore proprio a causa dell’ostilità mostrata dagli altri sindacati del Corpo, forse gelosi che il “grande” Capece avesse avuto l’intuito e per primo l’idea di fondare l’associazione. Quindi l’ANPPE va combattuta in ogni modo, anche bloccando encomiabili iniziative come quella di intitolare un padiglione alla memoria del collega DE VIVO.

Proprio qualche mese fa, ricorderete come a seguito di un’accesa polemica con il Presidente Ionta sulla mancata intitolazione dell’Istituto di Alba alla memoria dell’agente Montalto, proposta peraltro avanzata dal Comandante di reparto, il Presidente fece ammenda e nel giro di qualche mese iniziò a intitolare questo o quel carcere, quella scuola piuttosto che una caserma, così come si conviene quando si vuole ricordare la memoria di un collega caduto.

Ed è per questo che il Presidente Tamburino non dovrà cadere nel tranello di non far passare la proposta dell’ANPPE, perché non esiste normativa che non permetta ad un’associazione, ad un cittadino, ad un parente di richiedere ai Sindaci o a chi ne ha la facoltà l’intitolazione alla memoria di una piazza, di una via, di un edificio ecc.

Ed è per questo che io, Nuvola Rossa, mi associo all’ANPPE e faccio mia la proposta: Presidente intitoli subito il padiglione del carcere di Avellino alla memoria del Collega De Vivo Salvatore, che in quel carcere c’è morto d’infarto mentre faceva la notte,  lasci perdere le argomentazioni banali di  chi non ha memoria del passato ma vive solo proiettato nel futuro per quantificare in soldoni il numero delle tessere che farà illudendo tanti colleghi e alimentando l’odio, con queste esternazioni, all’interno della Polizia Penitenziaria.

 

Leggi anche: Finalmente partite le procedure per intitolare la casa circondariale di Alba alla Medaglia d’Oro al Valor Civile Giuseppe Montalto

Lettera aperta al Presidente Franco Ionta

Mentre si discute ancora di Montalto, la C.C. Enna sara’ intitolata ad un altro caduto della Polizia Penitenziaria: Luigi Bodenza

Proposta di intestare il carcere di Alba a Giuseppe Montalto. Ma c’e’ chi dice no!  


Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 22



Intitolare un padiglione degli Istituti Penitenziari ad un appartenente al Corpo deceduto nell'espletamento del proprio servizio è il minimo che si possa fare, pensiamo solo quando qualke appartenente ad altri corpi di polizia, in vita compie delle azioni ammirevoli fuori o durante il servizio di come venga elogiato dai suoi superiori gerarchici dinanzi ai mass media per non parlare se costui poi purtroppo perda la vita!
E' una questione non di sigle sindacali ma di rispetto per la vita cosa questa che dovrebbe non separare ma unire tutti perchè dinanzi alla vita ed alla morte non ci sn differenze di colori e di opinioni!
Spesso il servizio degli appartenenti al Corpo si conclude e parlo di coloro che si fanno il mazzo nelle patrie galere compresi coloro che alla fine della loro carriera vengono congedati o si congedano per anzianità , senza un grazie senza un riconsocimento alla fine di tutto rimane solo una bella cena qualche ricordino che verrà buttato in un cassetto mentre l'appartenente rimarra in una solitudine profonda senza un punto di riferimento dopo aver dato il meglio della sua esistenza a questa amministrazione senza testa e coda. Per tanto a mio modesto parere ben vengano queste iniziative...non siamo fatti solo di divisa e di mostrine ma di sentimenti ed umanità
Matteo

Di  Matteo  (inviato il 12/05/2012 @ 12:57:14)


n. 21


Hai ragione Nuvola Rossa, concordo con il tuo pensiero. Quante croci e piccoli altari si trovano ad ogni angolo di strada e pur essendo vietati dai regolamenti comunali e non vengono rimossi facendo somigliare le città a cimiteri....e non parla nessuno. Siccome noi siamo il grande DAP, le grandi commissioni super esperte che danno encomi a colleghi "per aver fatto defluire il traffico....." ci opponiamo ad una richiesta...perchè? Perchè non rientra nelle previsioni di legge? Ma anche la promozione per meriti straordinari ad un addetto al protocollo non rientra nei termini di legge) No, perchè l'ha fatta l'ANPPE è questa la vera ragione.

Di  ass. capo Giuseppe Ficarra  (inviato il 12/05/2012 @ 10:53:45)


n. 20


Carissimo Mister TAMBURINO.......
invece di far sventolare a tutta l'Amministrazione penitenziaria, bandiera bianca, come un rappresentante di un sindacato minoritario ti ha accusato, adoperati affinchè questa vera e propria vigliaccheria possa terminare con l'intitolazione del Padiglione a SASA', per dare orgoglio ai familiari che sono stati feriti ed oltraggiati da coloro che indossano la stessa divisa nella quale l'anima del buon Salvatore ha deciso, in pochi minuti di una notte balorda, di abbandonare questo mondo.

Di  attilio  (inviato il 11/05/2012 @ 21:53:01)


n. 19


nuvola rossa hai ragione , ormai si strumentalizza su tutto. solo per partito preso .

Di  Anonimo  (inviato il 11/05/2012 @ 19:34:08)


n. 18


Caro componente della Commissione, ti stai arrampicando sugli specchi. Mi vuoi dire quante vie sono dedicate nelle città alla memoria di personaggi che non sono morti per cause di servizio, che non sono state ammazzate dalla mafia, ma che semplicemente vengono ricordate per quello che erano in vita? nella mia città c'è una via dedicata ad un floricoltore (senza che questo abbia scandalizzato nessuno), inoltre ti dico quante forzature si fanno nell'intitolazione di strade, prima del termine previsto dalla legge (ovvero 10 anni dalla morte)? Quale diritto avevano coloro che hanno intitolato piazze o vie alla memoria di Carlo Giuliani colui che stava per uccidere un carabiniere? Quindi mi chiedo, se proprio non è possibile intitolare un padiglione, perchè non intitolare una sala convegno, un piazzale interno al carcere o altro? Credo che sia importante rispettare il dolore e la memoria dei colleghi anche se il DE VIVO, come dici tu è morto in servizio ma non per causa di servizio. NOOOOOOO semplicemente gli è venuto l'infarto in servizio, ma ahime, chiedo: un infarto in servizio vale meno di un cancello che ti cade addosso e ti uccide? Un incidente stradale occorso per andare in servizio vale meno di morire per effetto di un terremoto in servizio? Siamo seri e rispettiamo i nostri morti.

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 11/05/2012 @ 16:14:34)


n. 17


Ha ragione il componente della commissione, effettivamente la legge è chiara. Attilio, ogni morte è certamente brutta. Ci sono tantissimi colleghi che sono morti in servizio e questo ha fatto male a tutti i colleghi che stavano sul posto. Tuttavia, una cosa è la morte per cause naturali (infarto, ecc.), un'altra cosa è perdere la vita a seguito di fatti legati al servizio (sparatoria, crollo del muro di cinta, ecc.). Ad esempio, se il Provveditore del Lazio dovesse proporre di intitolare una caserma al collega morto in servizio a Roma presso l'ospedale perchè un cancello gli era caduto addosso, sicuramente, la commissione potrebbe esprimersi favorevolmente. In questo caso ci sono i presupposti. E poi, non va sottovalutato il fatto che l'intitolazione delle strutture vanno fatte in modo solenne alla presenza delle massime cariche locali. Quando queste cariche sapranno che è stata intitolata una struttura ad una rispettabilissima persona che però è morta per cause naturali e non per causa di servizio, non so come la penserebbero. Lascio a voi le dovute riflessioni.

Di  A.D.  (inviato il 11/05/2012 @ 16:08:10)


n. 16


Dovete sapere e riconoscere una cosa: il collega Salvatore è deceduto sul muro di cinta, largo poco più di 50 centimetri che dopo due anni è stato chiuso; con in mano una M12; sulle spalle di un collega che ha tentato invano di tirarlo giù dopo la sua stessa richiesta di soccorso; è stato calato giù dai vigili del fuoco! ...e se fosse stato in servizio all'atrio dove c'erano i colleghi della sezione o altri che potevano dargli soccorso sarebbe morto?
Non so se posso scriverlo, ma esprimo odio nei confronti di coloro che hanno rigettato la richiesta. Coma ogni parente di una vittima, io mi sento nelle loro stesse condizioni: attendo che lo Stato faccia GIUSTIZIA!

Di  Attilio RUSSO  (inviato il 11/05/2012 @ 15:00:27)


n. 15


Un enzima per definizione non è né educato, né garbato. Si limita ad esistere favorendo reazioni incontrollabili ; - )

Di  Enzima  (inviato il 11/05/2012 @ 14:13:17)


n. 14


caro Enzima, mi pare che anche tu nel linguaggio non ti distingui per garbo e educazione...se non si ha la forza di accettare le opinioni diverse dalle nostre...

Di  james  (inviato il 11/05/2012 @ 14:02:36)


n. 13


Il Diritto prima di tutto! Siamo d'accordo. Rimango però anche in attesa di conoscere le decisioni della Commissione Avanzamenti riguardo il collega dell'archivio e protocollo proposto per l'avanzamento di grado e qualifica per "alti meriti istituzionali"... Ma mi faccia il piacere... (cit. Antonio De Curtis)
Certo però che se l'Anppe si affrancasse dal Sappe... la cosa si potrebbe aggiustare, ho capito bene Vossignoria?

Di  Enzima  (inviato il 11/05/2012 @ 13:49:52)


n. 12


La circolare n. 049006 del 28.06.2007, chiarisce quanto segue: l’intitolazione di caserme, immobili o altre strutture, rappresenta la più importante forma di ricordo e di onore che può essere riconosciuta alla memoria di un rappresentante della polizia penitenziaria che ha sacrificato la propria vita per il servizio. Trattasi quindi di un provvedimento che assume uno speciale spessore e che deve essere concesso solo per meriti eccezionali, nella forma e con la solennità richiesta dall’avvenimento.

Aventi titolo:

1) Le strutture del corpo di polizia penitenziaria possono essere intitolate unicamente ad appartenenti “decorati alla memoria” dichiarati vittime del dovere.
2) Possono essere intitolate anche ad appartenenti deceduti in servizio e per causa di servizio, o decorati con medaglia d’oro al valore e al merito, sempreché abbiano prestato lodevole servizio per un significativo periodo di tempo nella sede dove è situata la struttura.

Istruttoria

L’intitolazione è disposta con provvedimento del Capo del Dipartimento, acquisito il parere della commissione per le ricompense, su proposta del Provveditore Regionale competente per territorio.
Nel caso dell’assistente Capo Salvatore DE VIVO, morto per cause naturali (e non per causa di servizio) dagli atti è risultato che la proposta, con la relativa istruttoria, veniva fatta dall’ANPPE e il Provveditore si era limitato a trasmettere gli atti, dichiarando, addirittura, che si trattava proprio di una proposta dell’ANPPE. Non c’è quindi un pregiudizio verso l’ANPPE o il SAPPE ma si è proceduto ad un’attenta analisi del presupposto della titolarità e delle cause della morte. Inoltre, dall’istruttoria non è emerso che Salvatore DE VIVO fosse stato dichiarato vittima del dovere decorato alla memoria o che sia deceduto per causa di servizio. DE VIVO è morto in servizio per cause naturali e non in conseguenza di eventi legati al servizio. I componenti di parte pubblica, nella loro decisione, hanno volutamente sottovalutare i presupposti, senza rendersi conto che la loro decisione ha vanificato lo spirito della legge e della circolare.

Di  COMPONENTE DELLA COMMISSIONE  (inviato il 11/05/2012 @ 12:54:38)


n. 11


E' paradossale che qualcuno di una delle tante commissioni che si riuniscono al DAP parli di "svilimento della norma" dopo tutte le porcherie che si combinano dentro quel palazzo... E mi fa specie anche che un componente di Commissione (col beneficio del dubbio se sia effettivamente un componente di Commissione) faccia delle dichiarazioni che appartengono più ad un linguaggio intimidatorio-propositivo di stampo mafioso che ad un componente di Commissione, peraltro confermando appieno quanto scritto da Nuvola Rossa e che quindi c'è un tentativo (mal celato) di ostacolare l'Anppe perché ideata dal SAPPE (dopo l'atavico immobilismo dell'amministrazione penitenziaria). Fate semplicemente pena, ma mi auguro che la Polizia Penitenziaria prima o poi alzi la testa e non abbia più pietà di voi.

Di  Enzima  (inviato il 11/05/2012 @ 11:19:23)


n. 10


NON SI PUO' INTITOLARE UNA CASERMA, OPPURE UN PADIGLIONE DEL CARCERE, AD UN POLIZIOTTO PENITENZIARIO MORTO PER CAUSE NATURALI, SI RISCHIA DI SVILIRE IL SENSO E LO SPIRITO DELLA NORMA. INDIPENDENTEMENTE DA CHI HA FATTO LA PROPOSTA CHE, RIPETO, NEL CASO DI SPECIE, PUO' FARLA UN'ASSOCIAZIONE E/O IN SINDACATO, RITENGO CHE INTITOLARE UN PADIGLIONE AL POLIZIOTTO MORTO PER CAUSE NATURALI AD AVELLINO, CREEREBBE UN PRECEDENTE E CHIUNQUE POTRA' FARE PROPOSTE PER MORTI NATURALI. AD OGNI MODO, L'ULTIMA PAROLA SPETTA Al CAPO DEL DAP CHE NON E' VINCOLATO DAL PARERE DELLA COMMISSIONE. E POI', SE L'ANPPE SI SGANCIASSE DAL SAPPE IN MODO CHIARO E DEFINITIVO, FORSE, OTTERREBBE MOLTO DI PIU'.

Di  COMPONENTE DELLA COMMISSIONE  (inviato il 11/05/2012 @ 10:13:19)


n. 9


Stiamo a sindacare i morti? Se è più onorevole morire ammazzato o meno onorevole morire d'infarto in servizio di sentinella? Anche il De Vivo non è assimilabile ai caduti in servizio? E poi che storia è che l'ANPPE in quanto associazione non avrebbe diritto a fare delle proposte? Ma mandateli a zappare.........

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 10/05/2012 @ 23:52:14)


n. 8


All'asserito "COMPONENTE DELLA COMMISSIONE": i componenti della parte pubblica hanno espresso parere favorevole all'iniziativa dell'ANPPE, peraltro fatta propria dal Provveditore Regionale della Campania. Se ci fosse stato anche il parere favorevole dei componenti di parte sindacale (sic!), credo che non ci sarebbero stati problemi di sorta... Non nascondiamoci, invece, dietro un dito, cercando il cavillo giuridico... Quel dito che - è lampante - non riesce a celare neanche l'ombra dell'invidia che si nutre verso un'Associazione, solo perchè pensata, ideata e fondata dal Dott. CAPECE Donato.
Purtroppo, seppure per qualcuno, direi molti "sindacalisti" o pseudo tali, è difficile accettare l'intraprendenza del Segretario Generale del S.A.P.Pe e del suo Staff, deve continuare a ingoiare bocconi amari, accrescendo il prorio astio (che logora solo chi ce l'ha) e il proprio, a mio avviso, probabile complesso d'inferiorità...
Stai a vedere che, quasi, quasi, la colpa è del S.A.P.Pe che ha disertato la Commissione. Quando si dice: abilità nello strumentalizzare...
Ma ca' nisciun è fess...

Di  Giovanni Altomare  (inviato il 10/05/2012 @ 20:59:02)


n. 7


la normativa vigente sancisce che le ornoreficenze vengano riconosciute a coloro che si sono distinti in servizio e alle vittime del dovere. sarebbe stato atto memorabile ricordare un collega che non è più fra noi ed alcuni lo hanno visto morire con indosso la divisa nel pieno svolgimento dei propri compiti istituzionali, anche se il decesso è avvenuto per morte naturale. la commissione avrebbe potuto esprimersi ricordando che vi è anche la regola del buon senso. buona serata enrico fruncillo

Di  enrico fruncillo  (inviato il 10/05/2012 @ 19:16:26)


n. 6


Caro Nuvola Rossa il sindacato della Polizia Penitenziaria, tutto il sindacato intendo, si occupa quasi sempre di beghe personali, non ha progettualità. Finora la sindacalizzazione è un occasione perduta....

Di  james  (inviato il 10/05/2012 @ 15:31:42)


n. 5


--- a proposito di ricompense .......

Caro NUVOLA ROSSA , per quanto è dato di sapere , è cronicizzata l'antipatia nei confronti del SAPPE, dell'ANPPE ....e sinceramente non so il perchè...............
Con onestà intellettuale debbo " POSTARE " che molti colleghi che aderiscono a sigle sindacali rappresentate da esponenti di " PESO " che , allorquando trovasi in difficoltà non esitano a rivolgersi al SAPPE per i tramiti rappresentanti territoriali..............
Forse ciò che scrivo la dice lunga..................
Peraltro per quanto è dato di sapere anche quando cercano di apprendere notizie di prima fila di qualsivoglia intendimento dell'Amministrazione..........e anche questa la dice lunga......
Mi è particolarmente piaciuto l'intervento di un nostro Rappresentante al quale si erano rivolti per avere informazioni ambito regionale e nazionale . Ascoltando attentamente la problematica ha riferito : collega sei iscritto a due sigle sindacali e vieni a chiederlo a me del SAPPE ?? certo che lo fai con una certa sfacciatagine? perchè non ti schieri .....hai timori che salti dal posto di servizio ? allora sei un invertebrato e come tale non puoi far parte del SAPPE...............
Con affetto............
molti nemici , molto onore, male non fai paura non avere dicevano i nostri antenati...................

Ciao sindacalesi , rappresentanti di cespuglietti ..............

Di  IL CINICO  (inviato il 10/05/2012 @ 15:25:23)


n. 4


Nel caso di intitolazioni di caserme e di altre strutture del Corpo di polizia penitenziaria, la commissione esprime un parere che non viene messo ai voti come avviene invece per le ricompense (art. 82, comma 10). Pertanto, sulla vicenda del poliziotto morto ad Avellino per cause naturali è stato espresso un parere unanime (posizione non individuabile nel verbale), sarà poi la competente Autorità a decidere. C'è poi un altro aspetto importante da non sottovalutare, con tutto il rispetto per il collega morto, il suo caso (morte naturale), non sembra rientrare tra quelli previsti dalla legge 266/2005, art. 1, commi 562, 565, che stabilisce, in modo categorico, le categorie di vittime del dovere, nonchè le cause per cui si diventa tali. Se passasse il principio dell'ANPPE, ad ogni poliziotto morto per cause naturali bisognerebbe procedere all'intitolazione di una caserma; questo riconoscimento, a mio avviso, deve essere riservato a chi si è distinto nell'attività elencate dalla suddetta legge. Sono del parere che l'ANPPE possa fare proposte ma dovrebbe prima valutarle bene dal punto di vista giuridico, evitando anche di accostare le loro iniziative al SAPPE. Infine, se il SAPPE avesse inviato un suo uomo in commissione avrebbe potuto sostenere la tesi degli amici dell'ANPPE, disertando, ha contribuito nella decisione della commissione.

Di  COMPONENTE DELLA COMMISSIONE  (inviato il 10/05/2012 @ 13:03:30)




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