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Rapporto fiduciario tra Polizia Penitenziaria e detenuti: comunicato stampa del DAP chiarisce le parole di Santi Consolo


Polizia Penitenziaria - Rapporto fiduciario tra Polizia Penitenziaria e detenuti: comunicato stampa del DAP chiarisce le parole di Santi Consolo

Notizia del 06/10/2016

in Buone notizie

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Scritto da: Redazione

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MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

Ufficio Stampa e Relazioni Esterne

 

COMUNICATO STAMPA

 

Roma, 6 ottobre 2016

In riferimento all’intervento svolto dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo al convegno della Fp – Cgil nazionale lo scorso 4 ottobre, in relazione al quale le agenzie di stampa hanno riportato virgolettati dell’intervento medesimo, si chiarisce che, quale forza di polizia e negli ambiti istituzionali propri, la Polizia Penitenziaria garantisce l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. 

Svolge e continuerà a svolgere con l’impegno di sempre compiti di polizia giudiziaria. In particolare, le attività di indagine in ambito penitenziario, ampiamente apprezzate anche dalla magistratura, afferenti le materie di terrorismo interno e internazionale, criminalità organizzata e riservate investigazioni all’interno delle carceri, sono affidate dall’autorità giudiziaria al Nucleo Investigativo Centrale e alle sue articolazioni regionali territoriali.

 

Santi Consolo: Polizia Penitenziaria non è come le altre, ha un rapporto di fiducia tra Poliziotto e detenuto

 

Parole che ledono l'immagine della Polizia Penitenziaria: chi può aver pronunciato certe assurdità?

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 20


forse le sue parole avrebbero voluto dire che PS e carabinieri non fanno trattamento.
ma così come sono state formulate, effettivamente, lasciano spazio ai numerosi malintesi sotto evidenziati e alla mortificazione finale.
un poliziotto a mio avviso non deve essere obbligato ad avere fiducia nel detenuto ma ad applicare la legge e fare bene il proprio lavoro. il che è diventato insostenibile.
il detenuto, invece, è libero di avere fiducia nel poliziotto ma così non è, purtroppo, visti gli insulti e le aggressioni a cui sono esposti ogni giorno.

speriamo in futuro non arrivi a dire che i poliziotti siano tenuti anche ad instaurare un rapporto di amore coi detenuti.

Di  peppe  (inviato il 10/10/2016 @ 15:58:50)


n. 19


Mi piacerebbe incontrare il Signor Santi Consolo per poter spiegare quello che fà il personale di Polizia Penitenziaria, sia dentro che fuori da un istituto di pena.
Non sono affatto contento di come ci ha voluto illustrare ad un pubblico di una platea importante.
BUON LAVORO A TUTTI E NON SIAMO SECONDI A NESSUNO.
Ass.te Capo Salvatori Gian Vito NTP Prato

Di  Anonimo  (inviato il 10/10/2016 @ 14:41:06)


n. 18


La direzione con gli educatori e molti comandanti hanno creato un clima di fiducia solo per loro che puntualmente si rivela un flop.
Menomale che la nostra formazione durata molti anni ancora oggi, non ci fa perdere di vista quali siano i nostri obiettivi (al contrario di questi direttori). Quelli appunto di non farci prendere in giro dai detenuti che hanno ben capito di non farsi sfuggire nessuna occasione per deriderci e mortificarci.
Siamo nelle mani di gente che vuole sostituirci ad altre figure professionali. Scandaloso!!
Intanto che danno fiducia, intanto che diminuiscono i controlli, che si manda in permesso la feccia (che rientra introducendo di tutto e di più, si lascia liberi di circolare certi elementi, entrando piccoli quantitativi di droga ecc. Mi chiedo alle 7:00 di stamattina perché ancora oggi non si schermano gli istituti dalle linee cellulari?
Stamattina facevo questa riflessione, è meglio mollare tutto e mandare a quel paese tutti oppure lottare per tutto quello che stanno facendo sulla nostra pelle?
Purtroppo non accadrà nulla.
Nel 89 mi insegnarono come fare le perquisiziomi e soprattutto a non fidarmi mai del detenuto. L'unica cosa che abbiamo dentro di noi e quindi una cosa innata è il senso di umanità che purtroppo oggi molti direttori e commissarietti scambiano per altro.
L'altro ieri un collega ha preso un sonoro vaffa....in sezione senza alcun motivo, solo per aver ritardato 5 minuti a mandarlo in matricola. I detenuti hanno capito che chiamando l'educatore risolvono tutto e subito.
In altri tempi il comandante sarebbe sceso in sezione e gli avrebbe fatto fare il giro dell'istituto a..,,,,,
Oggi il comandante non può intervenire per queste cazz.... di poco conto è troppo impegnata.
Domani è Lunedi.............già sto male al pensiero di ascoltare la sua voce.
Giuro da esaurimento nervoso.

Di  Anna  (inviato il 09/10/2016 @ 07:45:07)


n. 17


Frank te l'appoggio!!!!!!!!
Dopo 26 anni ho capito che è meglio mollare.

Di  Marco Buddu's  (inviato il 08/10/2016 @ 19:25:39)


n. 16


Procura di Palermo chiede le agende di Carlo Azeglio Ciampi: vuole fare chiarezza sulla nomina di Capriotti al posto di Amato al DAP e la revoca dei 41-bis.

Questa volta si potrebbero avere sviluppi importanti sulla vicenda "trattativa Stato-mafia".
Temo però anche la risposta immediata dei mafiusazzi di mer....
Formulo i migliori auguri agli uomini che vi lavorano da tanti anni (Del Bene, Teresi, Tartaglia e Di Matteo) perchè finalmente esca fuori "LA VERA VERITA'" sul quel periodo buio del nostro paese.

Di  Pasquale  (inviato il 08/10/2016 @ 14:41:55)


n. 15


Come ho scritto in un altro post,lo scrivo anche qui. Lavoro solo per lo stipendio!!! Mi hanno fatto passare la voglia di essere un poliziotto della penitenziaria,grazie a tanti direttori e compagnia bella.

Di  Frank  (inviato il 08/10/2016 @ 14:08:19)


n. 14


Forza dai tutti insieme chiediamo di andare via, lasciamoli soli con la loro fiducia, poi la racconteranno ai parenti delle vittime.

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 23:57:37)


n. 13


Il Sig. Santi Consolo non ha chiarito un bel niente. Appena decadrà dall'incarico di Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, dirò cosa penso di lui. Per ora devo attenermi alle disposizioni dell'art. 15 del Regolamento "Doveri di comportamento" e all'art. 9 della 395/90 "Doveri di subordinazione".

Di  F.  (inviato il 07/10/2016 @ 18:40:11)


n. 12


Mi dispiace dirlo ma ormai spero che si vada per lo scioglimento del corpo di polizia penitenziaria, poichè non ci sono più i mezzi e soprattutto i presuposti per andare avanti.

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 17:38:53)


n. 11


Che dire negli anni 80 e 90 si è criticato molto il Capo dell'allora DAP Nicolo AMATO, arrivato a questo punto converrebbe ritornare sotto la gestione del Dr. Nicolo AMATO almeno lui una discreta riforma del Corpo l'ha fatto, ridando una adeguata dignità al Personale di Polizia Penitenziaria. Inoltre, spero che per il giorno 18 ottobre dove è prevista presso il DAP la convocazione che si dovrà discutere per la revisione degli Ordinamenti e dei Ruoli, l'attuale Capo del DAP si faccia perdonare, ispirandosi alla riforma preparata dal Dr. Nicola GRATTERI.
Cordiali Saluti da Crispino da Napoli

Di  Rosario  (inviato il 07/10/2016 @ 11:01:06)


n. 10


Prààààààà.........
Ma non un prààà così questo è vigoroso e rumoroso giusto per dare la sensazione di svuotamento che avete creato in migliaia di persone

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 09:39:53)


n. 9


Non riesci neppure più a fare un controllo serio oppure una perquisizione degna di chiamarsi tale. Se becchi il det. si fa in modo che nel consiglio di disciplina le parti siano concordi già da prima ad applicare il minimo della sanzione, se non addirittura chiudere con un richiamo. Il comandante in quel contesto fa solo la bella statuina e non può rappresentare i colleghi che spesso con tanto coraggio si prestano anche al controllo esterno della cinta cogliendo sul fatto familiari e detenuti liberi di circolare. Tanti colleghi ormai non vogliono rapportare nulla. Iniziare a diventare ciechi sordi e muti è la circostanza che normalmente non fa capo a noi. Arrivare al punto di vedere un det. in reparto che qualche minuto dopo ti ride in faccia non ti fa lavorare più serenamente anzi ti distrugge la psiche anche la notte mentre cerchi di dormire perché sai che l'indomani si ricomincia e nessuno capirà il tuo profondo disagio.
La morbidezza del consiglio di disciplina ti fa andare in burnout.
Passerei volentieri nei carabinieri, almeno li un capo in divisa ti rappresenta e non un tizio che è solo compare dei radicali, garanti ecc.
Meglio un generale che il Consolo di turno.
Non credo ultimerò la mia carriera non ci sono più i presupposti minimi per vedermi garantita un minimo di dignità ed appartenenza. Io d'ora in poi appartengo solo a me stesso.
Mia moglie che per tanti anni è stata fiera del nostro lavoro adesso vedendomi in questo stato continua a dirmi, fatti la tua strada e salva la tua dignità prima che sia troppo tardi, almeno nei confronti dei nostri tre figli.

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 09:34:22)


n. 8


Detto tutto ciò il partito dell'antipolizia sarà sempre maggiorana nel paese. Perciò continuerà a governare. Come già detto ogni popolo ha il governo che si merita.

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 08:54:26)


n. 7


Sottoscrivo tutto quello che ha detto "cucciolo di vipera" (che spero cresca in fretta). I segnali di questo baratro al quale ci ritroviamo di fronte ci sono già da qualche anno, con un'improvvisa accelerazione negli ultimi. Le dichiarazioni di Santi Consolo, non smentite in questo comunicato del DAP, sono aberranti. A tutti quelli che sono in preda alla disperazione e che reclamano lo scioglimento del Corpo oppure auspicano una "finestra" di apertura verso Carabinieri o Polizia di Stato, dico che se c'è qualcuno che se ne deve andare dall'amministrazione penitenziaria, questi sono gente come Consolo e non noi Poliziotti penitenziari che rappresentiamo quasi il 90 per cento di questa amministrazione. Oltretutto la Polizia Penitenziaria, al netto delle sue mele marce (risultato di anni di incuria), è uno degli ultimi baluardi dello Stato di diritto, prima che la slavina dell'esecuzione penale esterna, delle cooperative di detenuti, e del "rapporto fiduciario", consegnino il controllo di tutto il territorio del Paese alla criminalità organizzata.

Di  Anonimo  (inviato il 07/10/2016 @ 08:10:10)


n. 6


basta non se ne può più.

Di  Anonimo  (inviato il 06/10/2016 @ 21:45:06)


n. 5


Che vergogna. E' vero che solo gli stolti non cambiano idea, ma a certi livelli ci sia spetta ben altro.
Suvvia, diamola questa spallata, sciogliamo questo Corpo che è divenuto una vergogna per la sua storia e per chi ci lavora, svuotato come lo si vuole da ogni sostanza.
Eppure non l'ho scritto io l'art. 2 (e se è il secondo un qualche motivo ci deve pur essere) del D.P.R. 230/2000: "L'ordine e la disciplina negli istituti penitenziari garantiscono la sicurezza che costituisce la condizione per la realizzazione delle finalità del trattamento dei detenuti e degli internati."
Ebbene, a mio sommesso avviso la sicurezza passa necessariamente attraverso l'osservazione, i controlli, le perquisizioni, le investigazioni ed a tutto quello che vi ruota attorno.
Non è neppure mio il principio special preventivo della pena.
I tempi evidentemente sono cambiati.
Se solo qualcuno si fermasse seriamente a pensare al carcere senza ipocrisie politiche, a partire da chi ci ritiene "camerieri dei detenuti" e da chi si aspetta un rapporto fiduciario tra agente e detenuto (non so nemmeno quanto si possa conciliare questa aspettativa con la stessa sorveglianza dinamica), potrebbe rendersi conto quanto sia a rischio la sicurezza sociale con questo modo di fare di e di pensare.
Gli amanti dei numeri potrebbero guardare all'emorragia di personale con i riformati dal Corpo, che non è solo l'effetto della legge Fornero.
Le carceri stanno divenendo nient'altro che delle università del crimine.
Quando rinsaviremo, sarà forse troppo tardi e la storia si ripeterà .... come il 41 bis introdotto ed applicato in tutta fretta ... e tutto il resto che (scusate la nausea) non riesco più a dire.

Di  cucciolo di vipera  (inviato il 06/10/2016 @ 20:57:44)


n. 4


che vergogna siamo allo sfascio che bei paragoni fatti da una persona colta

Di  marco  (inviato il 06/10/2016 @ 20:36:40)


n. 3


Come poliziotto mi sento profondamente amareggiato e deluso dalle parole pronunciate dal Capo Dipartimento e questo scarno comunicato "riparatorio" certamente non cambia il mio stato d'animo. Anche perché il riferimento al presunto rapporto di fiducia tra detenuti e poliziotti penitenziari di fatto questo comunicato stampa non lo smentisce. Io personalmente non ho mai instaurato alcun rapporto di "fiducia"con i mafiosi rinchiusi in carcere né con tutti gli altri delinquenti e ritengo le affermazioni fatte dal Capo del Dipartimento rappresentano un oltraggio alla memoria dei nostri caduti e sono fortemente lesivi dell'onore e del prestigio del Corpo. Un fatto deprecabile se si pensa che a pronunciarle è stato il Capo della Polizia Penitenziaria.

Di  Serpico678  (inviato il 06/10/2016 @ 19:10:35)


n. 2


E cosa ha voluto dire quando ha detto che la polpen non può essere considerata al pari delle altre ffpp?!?! E del rapporto di fiducia con i detenuti?!?! Sindacati scrivete!!!! Deve finire questa mortificazione continua della Polizia Penitenziaria da parte dei vertici!

Di  Savastano  (inviato il 06/10/2016 @ 18:21:21)


n. 1


Rileggerò con attenzione, ma per ora non vedo chiarimenti rispetto alle affermazioni precedenti. Ad una prima lettura mi pare un mezzo comunicato. Manca l'altra metà in cui Consolo si rimangia quello che ha detto e che per ora rimane.

Di  F.  (inviato il 06/10/2016 @ 18:17:22)




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