Gennaio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2017  
  Archivio riviste    
Riccardo Palma: commemorazione al DAP del Magistrato ucciso dalle BR il 14 febbraio 1978


Polizia Penitenziaria - Riccardo Palma: commemorazione al DAP del Magistrato ucciso dalle BR il 14 febbraio 1978

Notizia del 16/02/2015

in Memoria del Corpo

(Letto 2261 volte)

Scritto da: Redazione

 Stampa questo articolo     Leggi i Commenti Commenti dei lettori


Venerdì 13 Febbraio alle ore 8,30 nella Cappella del Dap è stata celebrata una Messa presieduta dall’Ispettore dei Cappellani delle carceri in ricordo del Giudice Riccardo Palma che fu vittima di un attentato delle brigate rosse il 14 febbraio 1978.

La cerimonia, fortemente voluta dal Capo del Dipartimento Santi Consolo, si è svolta con la partecipazione del Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri e del personale del Dap.

Il Presidente Consolo ha espresso parole nei confronti del giudice Palma che, in nome del suo sacrificio, richiamano l’alto senso di responsabilità a cui è chiamato da sempre il Dipartimento per garantire la sicurezza del Paese auspicando la compattezza e l’unità da parte di tutto il personale, anche in considerazione del pericolo di nuove forme di terrorismo internazionale.

Nato a Roma il 12 maggio 1915, Riccardo Palma era direttore dell’Ufficio VIII (edilizia penitenziaria) della Direzione generale degli istituti di prevenzione e pena (l’attuale DAP) e il suo ufficio era presso la sede del Ministero della Giustizia di via Arenula, unico ufficio con struttura blindata nel periodo “caldo” in cui l’istituzione penitenziaria era vittima di numerosi attentati terroristici.

Palma, ucciso perché "servitore anonimo" di Concetto Vecchio (repubblica.it)

Fu colpito a morte da 14 colpi di pistola-mitragliatrice “Skorpion” a Roma, in via Forlì, presso il Teatro delle Muse. Rimase ucciso dentro la sua automobile, mentre era diretto al lavoro. Era sposato e aveva due figli.

Più tardi, nel corso della stessa giornata, l'attentato fu rivendicato dalle Brigate Rosse.

Appena un mese dopo ci fu il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione della sua scorta e nello stesso anno furono uccisi i colleghi Lorenzo Cotugno (11 aprile), Francesco Di Cataldo (20 aprile), Antonio Santoro (6 giugno) e il Magistrato Girolamo Tartaglione (10 ottobre) Direttore generale degli Affari penali presso il Ministero della Giustizia.

Nel luglio del 1977 si era inaugurato un inasprimento delle pene detentive inflitte ai carcerati politici, che provocò molte proteste. Intere sezioni di carceri vengono predestinate al loro accoglimento, ad iniziare dalla casa circondariale di Badu 'e Carros, a Nuoro. "Lo Stato, ha affidato al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa l'istituzione delle carceri speciali: Asinara, Favignana, Cuneo, Messina. Palma è stato un suo collaboratore. Non teme un attentato. Non ha la scorta. E' abitudinario."  (Palma ucciso perché servitore anonimo)

Per “vendetta”, i brigatisti uccidono nuovamente. Le vittime sono Riccardo Palma, ucciso da Prospero Gallinari); Lorenzo Cotugno, Agente di Custodia presso il carcere Le Nuove (Torino, 11 aprile 1978; la prevista gambizzazione fallì di fronte alla coraggiosa reazione di Cotugno, che venne quindi ucciso per intervento di Vincenzo Acella che era in appoggio a Cristoforo Piancone, che rimase ferito e successivamente catturato, e a Nadia Ponti); Francesco Di Cataldo, Maresciallo degli Agenti di Custodia Vice Comandante del carcere di San Vittore (Milano, 20 aprile 1978), Maresciallo degli Agenti di Custodia Antonio Santoro Comandante della Casa Circondariale di Udine (Udine il 6 giugno 1978).

Le successive indagini dell’omicidio di Riccardo Palma ricondussero la pianificazione e l'attuazione dell'attentato a membri della "colonna romana" delle BR. Si comprese come a compiere materialmente l'attentato fosse inizialmente previsto l'allora ventunenne terrorista Raimondo Etro, la cui identità fu celata per molti anni sotto il nome di "Carletto", fino a quando i magistrati Franco Ionta (ex Capo DAP) e Antonio Marini riusciranno finalmente a dargli un nome:. Fu appurato che in realtà a uccidere Palma fu Prospero Gallinari, sostituitosi a Etro all'ultimo momento. È stato sospettato di aver partecipato all'attentato anche il terrorista Alvaro Lojacono.

Raimondo Etro, arrestato nel giugno 1994, nel processo "Moro-quinquies", apertosi nell'aula bunker del carcere di Rebibbia il 9 maggio 1995, fu imputato oltre che di concorso nel sequestro, nell'eccidio della scorta e nell'omicidio dell'onorevole Aldo Moro, anche di concorso nell'omicidio di Palma. Il 28 ottobre 1998, la prima Corte d'assise d'appello di Roma ha condannato Etro a 20 anni e 6 mesi di reclusione.

Prospero Gallinari, condannato a varie pene, compresi tre ergastoli, per più omicidi nel corso degli anni di piombo, dopo essere stato dal 1996 agli arresti domiciliari per motivi di salute, è deceduto per cause naturali nel gennaio 2013.

Riccardo Palma magistrato ucciso dalle BR

Riccardo Palma magistrato ucciso dalle BR

Riccardo Palma magistrato ucciso dalle BR

Riccardo Palma magistrato ucciso dalle BR

Riccardo Palma magistrato ucciso dalle BR

Riccardo Palma magistrato ucciso dalle BR

 


Scritto da: Redazione
(Leggi tutti gli articoli di Redazione)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Caso Cucchi: Poliziotti penitenziari chiederanno risarcimenti milionari ai Carabinieri
Detenuti di Poggioreale rifiutano le celle aperte: vissute come una minaccia alla propria incolumità
Fino a 6 mesi di carcere e 1000 euro di multa per chi sporca edifici e mezzi di trasporto, sia pubblici che privati
Dal carcere di Milano alla Siria: così si è radicalizzato il giovane foreign fighter
Sanremo, rissa tra detenuti sedata dalla Polizia Penitenziaria
Poliziotti Penitenziari aggrediti da un detenuto nel carcere di Busto Arsizio
Ndrangheta: boss impartiva ordini dal carcere de L’Aquila. 12 arresti
Torino IPM. Evasione sventata dalla Polizia Penitenziaria


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori

n. 1


Si sente chiamare per nome, "dottor Palma", si gira, ha in mano la borsa piena di carte e "Il Messaggero" fresco d'acquisto nell'edicola sotto casa, il suo sguardo deve tradire un lampo di incredulità, poi stramazza sul sedile della sua 128 verde: trafitto dai 14 colpi sparati da una Skorpion. A distanza di tanti anni, pesanti come secoli, pochi forse ricordano il nome del magistrato Riccardo Palma, 62 anni, direttore dell'Ufficio generale degli istituti di prevenzione e pena al ministero di Grazia e Giustizia, ucciso a Roma il 14 febbraio 1978 in via Forlì, di fronte al teatro delle Muse. La sua storia è appena un'epigrafe nel lungo elenco scritto col sangue dalle Brigate Rosse. Non lo conosceva nessuno nemmeno all'epoca, un anonimo servitore dello Stato, un civil servant si direbbe adesso; "un magistrato democratico" come scrisse "l'Unità" all'indomani.

E' una mattina grigia, l'Italia del Nord piegata da bufere di neve, treni fermi, aerei che partono a singhiozzo, gli studenti percorrono la Capitale in uno dei tanti cortei per il diritto allo studio. La città ha perso da un pezzo la spensieratezza di Vacanze romane, il '77 è stato un anno terribile, nel quale le Brigate Rosse di Mario Moretti hanno iniziato a "portare l'attacco al cuore dello Stato": 1338 attentati alle cose, 38 agguati, 23 morti, tra cui l'avvocato Fulvio Croce e il giornalista Carlo Casalegno. Son morti anche tre studenti: Francesco Lorusso, Giorgiana Masi e Walter Rossi, e il vicebrigadiere di Ps Antonio Custra. A Milano è stato gambizzato Montanelli. Lo Stato, in estate, ha affidato al generale Dalla Chiesa l'istituzione delle carceri speciali: Asinara, Favignana, Cuneo, Messina. Palma è stato un suo collaboratore. Non teme un attentato. Non ha la scorta. E' abitudinario.

L'istruttoria dell'agguato è stata affidata dalla colonna romana (Faranda, Gallinari, Casimirri, Algranati, Lojacono) a un giovane bierre di Primavalle, "Carletto, 21 anni, che l'ha conclusa in fretta. La moglie di Palma, Matilde Interlizzi, ogni mattina lascia l'abitazione alle 7,30, attraversa la città fino all'Eur, dov'è funzionaria all'Inps. Il figlio, Fabio, 26 anni, all'ultimo anno di ingegneria, rimane a casa a studiare. Sentiti gli spari s'affaccerà dal sesto piano: c'è un capannello attorno all'auto del padre, la gente urla. Scende a perdifiato. Più tardi un prete benedirà il cadavere di fronte allo sguardo attonito del ministro Francesco Paolo Bonifacio. Le Br rivendicano l'attentato un'ora dopo. Perché Palma? "Anche la semplice funzione di servizio va punita con la morte" scrive Paride Leporace in "Toghe rosso sangue" (Newton Compton Editori, 2009).

"Carletto" ha il compito di sparare. Prospero Gallinari gli copre le spalle. Un'altra coppia di terroristi fa finta di amoreggiare nei paraggi. Ma quando si trova davanti Palma - un uomo come lui, non il simbolo che gli hanno descritto - è sopraffatto da una crisi di panico; Gallinari si fa avanti, "dottor Palma", e gli scarica addosso la sua mitragliatrice. Molti anni dopo descriverà così quel tragico momento: "E' la concentrazione totale in cui sono immerso a darmi la freddezza e la determinazione di reagire all'imprevisto. La paura, i conti con se stessi di fronte a certe scelte e decisioni, sono tutte cose che, in questi momenti, schiacci nel profondo dello stomaco per andare oltre". Per sedici lunghi anni non si saprà nulla di "Carletto", fino a quando i magistrati Franco Ionta e Antonio Marini riusciranno finalmente a dargli un nome: Raimondo Etro. Lo arrestano nel giugno 1994 di ritorno da un viaggio a Bangkok, dove s'era inventato una nuova vita: procurava modelle per fotoservizi porno.
Lo condannano a 24 anni, trascorsi in buona parte ai domiciliari. Gallinari dal 1996 vive in libertà vigilata a Reggio Emilia, per ragioni di salute.

(Fonte: Repubblica)

Quello che è interessante di questo stralcio tratto da Repubblica, è nelle ultime tre righe.

"Lo condannano a 24 anni, trascorsi in buona parte ai domiciliari. Gallinari dal 1996 vive in libertà vigilata a Reggio Emilia, per ragioni di salute"
Che ci possiamo aspettare da uno Stato che consente il massacro dei propri servitori, ne individua i carnefici e poi li rende di fatto liberi....
MEDITATE

Di  PASQUINO  (inviato il 16/02/2015 @ 14:10:06)




Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

174.129.108.207


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Le foto dei tre detenuti evasi dal carcere di Firenze Sollicciano

2 Catturato dalla Polizia Penitenziaria uno degli evasi dal carcere di Rebibbia: indagini in corso sui complici della latitanza

3 Ufficiali medici nel Corpo di Polizia Penitenziaria?

4 Foibe, il martirio degli Agenti di Custodia

5 La sospensione delle ordinarie regole di trattamento penitenziario (art. 41-bis)

6 Rapporto Eurispes: la Polizia Penitenziaria sgradita a un italiano su due

7 Diventa anche tu Capo del DAP!

8 Il Ministro Orlando dichiara cessata l''emergenza sovraffollamento delle carceri, ma i dati lo smentiscono

9 C’era una volta la sentinella

10 La morte di Stefano Cucchi: la disinformazione continua





Tutti gli Articoli
1 Decreto Milleproroghe, Sappe: Buona notizia via libera a 887 assunzioni nella Polizia Penitenziaria

2 Blitz della Polizia Penitenziaria: tre arresti per spaccio di droga a Napoli nelle prime ore della mattinata

3 Caso Cucchi: Poliziotti penitenziari chiederanno risarcimenti milionari ai Carabinieri

4 Detenuto cinese violenta la figlia: compagno di cella marocchino lo sodomizza per un mese nel carcere di Prato

5 Detenuti di Poggioreale rifiutano le celle aperte: vissute come una minaccia alla propria incolumità

6 Tre detenuti evadono dal carcere di Firenze Sollicciano, Sappe: la responsabilità è dei colletti bianchi, evasione annunciata

7 Agente Penitenziario sorprende i ladri in casa che lo aggrediscono: ricoverato al pronto soccorso

8 La latitanza dorata del detenuto evaso da Rebibbia catturato dal NIC della Polizia Penitenziaria

9 Due Poliziotti feriti nel carcere di Regina Coeli: aggrediti da detenuti magrebini infastiditi dalle perquisizioni

10 Bonus 80 euro: quando e come saranno stanziati dopo ennesimo slittamento


  Cerca per Regione