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Ricercare strategie d’intervento per il benessere del personale dovrebbe essere l’obiettivo quotidiano


Polizia Penitenziaria - Ricercare strategie d’intervento per il benessere del personale dovrebbe essere l’obiettivo quotidiano

Notizia del 15/05/2014

in Accadde al penitenziario

(Letto 2817 volte)

Scritto da: Rita Argento

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Ad oggi, diverse sono le circolari in merito il benessere della Polizia Penitenziaria, quali note GDAP 0049427 del 06.02.2009, GDAP 0093626 del 12.03.2014 e la recente GDAP 0140584 del 15.04.2014.

Un argomento di particolare importanza, soprattutto in una realtà lavorativa delicata come quella del carcere: laddove “ricercare strategie d’intervento per il benessere del personale, dovrebbe essere l’obiettivo quotidiano”.

Si pensi, ad esempio al “posto di servizio” dove il collega, svolge il proprio lavoro: “SI!”, proprio a quel box agenti! Ecco c’è differenza se esso sia strutturalmente abbandonato a sé stesso piuttosto che, essere in buone condizioni con una giusta illuminazione, un sufficiente sistema di climatizzazione, per non parlare poi delle agevolazioni della tecnologia se presente e funzionante.

Proseguendo, in chiave di “benessere”, si potrebbe ipotizzare un maggiore intervento in tema vita-lavoro, creando delle strutture di asili nido dell’Amministrazione Penitenziaria, in prossimità degli istituti detentivi.

Spesso, diventa difficile per il collega padre o madre, cercare di conciliare una turnazione ottimale quando i figli sono piccoli, difficoltà ancora più accentuata quando entrambi i coniugi lavorano o nel caso in cui ci si trova in situazioni monoparentali.

Per il “benessere”  si potrebbe anche optare nella scelta di riservare al personale di Polizia Penitenziaria, dei regolari controlli clinici gratuiti, ad esempio monitoraggio della pressione sanguigna e sedute per la riduzione dello stress.

Inoltre, non si può certo non menzionare, la necessità di realizzare con frequenza dei momenti di confronto tra colleghi sia di pari grado ma anche con i propri Superiori Gerarchici.

Un clima di reciproco scambio di opinioni, finalizzato ad avere come oggetto problematiche dei reparti detentivi, disfunzioni nella predisposizione di turni di servizio, proposte per accrescere la funzionalità del lavorare nel piano detentivo. Perché, riuscire a maturare nel tempo, uno spirito di collaborazione sul posto di lavoro, spesso è quanto di più fertile per accrescere lo spirito di motivazione.

Segue poi,  il ricorso alle sanzioni disciplinari verso il poliziotto penitenziario, le quali necessariamente, devono sempre essere monitorizzate dagli organi superiori, tenendo bene a mente quella che è l’extrema ratio della stessa sanzione.

Intervenire nel “benessere” cercando di investire quanto più possibile, nei Repartini Ospedalieri, per evitare di ritrovarsi il più delle volte, nel prestare un servizio di piantonamento ad un detenuto in invio immediato nella caotica corsia del pronto soccorso più prossimo al carcere.

Quando possibile, agevolare, in ciascun istituto penitenziario, l’attivazione di una casella di posta affinché il personale di Polizia Penitenziaria, sia avvisato via e-mail, per comunicazioni dalla segreteria p.p., ad esempio in occasione della pubblicazione di un bando in mobilità interna, nella convocazione per il rinnovo tessera personale di riconoscimento ecc.; vale lo stesso a carico dell’ufficio servizi, come la trasmissione del programmato mensile, totale riposi, congedo ordinario ecc.

Nell’attesa di tempi migliori, da un punto di vista economico, destinare dei fondi allo scopo di premiare il personale di personale di Polizia Penitenziaria, che svolge turni di servizio in orari pomeridiani, serali e notturni, ecc.

Insomma, che dire, si potrebbe proseguire ad oltranza, per cercare di intervenire a tutela e motivazione di chi lavora nel carcere.

Affrontare il “benessere del personale” è un argomento difficile e piuttosto vasto, è per questo che bisognerebbe prendere esempio nel quotidiano, dalla voce di chi ci lavora tra quelle mura e che magari a volte rischia di cadere in uno sconforto, che deve essere quanto prima risolto ed eliminato.

Obiettivo deve essere quello di agire e tutelare il poliziotto penitenziario …

 

…“Perché tanto più motivato sarà il personale, quanto maggiore sarà la produttività resa e il buon esito di quanto prefissato. ” 

 


Scritto da: Rita Argento
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n. 2


Alla faccia del benessere a Montacuto si sta verificando un malcontento non da poco e, mi spiego: Lo scorso anno col caos della circolare sulla caserme che venne bloccata da un intervento del mitico Vice Capo del Dap, anche se ultiamamente qualche colpo l'ha perso assieme al Capo...
Ci f un accorato appello, in riguardo al fatto che la caserma di Montacuto e' fatiscente, senza bidet, con materassi di almeno 20 anni e arredi obsoleti. QUindi alla ricognizione di agosto 2013, il personale diede la disponibilita' ad avere la camere in via esclusiva, fatto salvo pero' di consocere la somma da versare e per regolarsi di conseguenza.A quanto pare in maniera del tutto illogica, la Direzione, dice che bisogna pagare da quel momento. QUindi io che stavo solo dovrei pagare, 40 euro al mese e la meta' se stavo in due come ci sto; a far data dal 1 agosto dello scroso anno. Tutto cio' e' assurdo la retroattivita' di chidere un pagamento di qualcosa che non si sapeva nemmeno quanto pagare. ALtra cosa e fatto anomalo riguarderebbe ad es. Barcaglione, le camere sono tutte ad uso collettivo, a Pesaro tutte collettive. QUindi il dichiarare se collettive o esclusive avrebbe evitato il pagamento. A quanto mi risulta in meergenza il personale in caserma funge anche da unita' di crisi ( scorte improvvise, tentativi di evasione, rivolte etc,.) Mi rivolgo quindi al massimo vertice Dr. capece, veda che se si procedera' al pagamento sara' dura anche il mantenere le tessere, perche' gia' si parla di una perdita dei sindacati quindi bisogna ricorrere ai ripari. Si puo' o deve chiedere ad es. al Dap, di istituire una ocmmissione caserme che verifica in primis lo stato delle stesse e poi se realmente a Pesaro, come a Milano o Torino siano ad uso collettivo e, cio' e' improbabile se non impossibile, a Torino come a Pesaro Gennaro Esposito sta sempre in quella stessa camera e non pagava prima e non paga adesso. Per pagare bisogna metterle a norma. Si chiede di sopsendere, magari facendo una nota al PRAP e al Dap, proprio per la disparita' di tarttamento e di manifesta illogicita' del provvedimento addirittura retroattivo. Aspettiamo un vibrante comunicato.
Un Anonimo indignato da un'amminsitrazione davvero lontana dai problemi quotidiani... che sta a vedere gli sviluppi e vi avvisa che c'e' un incolpare i sindacati di tutto questo caos. Il sappe pero' credo che riusciate a fare qualcosa a differenza dei soliti sindacati filo governativi---

Di  tullio66  (inviato il 24/05/2014 @ 09:43:50)


n. 1


Parlare di queste cose è come dichiararsi "extraterrestre" oppure un "diverso" nell'organizzazione (!!) del lavoro. Pensare in modo diverso,creativo,propositivo,migliorativo, non si fa altro che porsi in una cattiva luce. Non voglio sperare che qualcuno pensi che nella nostra amministrazione non ci sono persone davvero in gamba, gente che ha tentato di iniettare una diversa cultura di pensiero. Nel carcere più sei in gamba e più ti danno addosso, più risolvi i problemi e più te ne danno, più coinvolgi le persone nel lavoro di squadra e più ti etichettano quale capo carismatico alla sobillazione,più è alto il tuo grado e più sei sottoposto funzionalmente ad un grado inferiore, più hai ragione e più torto di danno, più ti rivolgi ai superiori denunciando abusi e prevaricazioni e più ti guardano come il "rompiscatole". Insomma, nella nostra vita lavorativa dobbiamo avere molta fortuna, essere amico di chi comanda veramente e soprattutto non saper fare niente. La carriera è assicurata.......ma soprattutto vivi una vita serena, felice e senza preoccupazioni.
Buona fortuna a tutti noi

Di  Pasquale  (inviato il 15/05/2014 @ 11:15:35)




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