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Richiesta trasferimento legge 104/92: Poliziotto penitenziario perde ricorso contro diniego del DAP


Polizia Penitenziaria - Richiesta trasferimento legge 104/92: Poliziotto penitenziario perde ricorso contro diniego del DAP

Notizia del 10/02/2016

in Ricorsi Contenziosi Sentenze TAR CASSAZIONE

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Scritto da: Redazione

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

Sezione Staccata di Reggio Calabria

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 284 del 2014, proposto dal Sig. A.C., rappresentato e difeso dagli avv.ti Giorgio Vizzari e Antonino Nocera, elettivamente domiciliato in Reggio Calabria, Via Rausei N. 38;

contro

Ministero della Giustizia in persona del Ministro p.t. rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Reggio Calabria, Via del Plebiscito, 15;

per l'annullamento, previa tutela cautelare

- del Provvedimento del Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, prot. n. (...) del 30 gennaio 2014 , notificato al ricorrente in data 17 febbraio 2014, con il quale sono state rigettate le istanze di trasferimento ex L. n. 104 del 1992 dalla Casa Circondariale di Reggio Calabria verso quella di Turi (BA);

- di ogni altro presupposto, consequenziale e/o comunque connesso a quelli impugnati; e per l'accertamento e la declaratoria del diritto del ricorrente ad essere trasferito presso la Casa Circondariale di Turi (BA), ai sensi e per gli effetti dell'art. 33, c. 5, della L. n. 104 del 1992 come dallo stesso richiesto.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 13 gennaio 2016 il dott. Filippo Maria Tropiano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Parte ricorrente ha impugnato il diniego di trasferimento, meglio specificato in epigrafe, frapposto dall'intimata Amministrazione con riguardo a due istanze di trasferimento avanzate in data 18 marzo 2013 e 29 agosto 2013 ai sensi dell'art. 3 comma 3 L. n. 104 del 1992.

Le richieste di trasferimento in esame erano basate sulle gravi condizioni di salute in cui versavano la madre nonchè la suocera del ricorrente.

Il gravame si fonda sui due seguenti motivi di diritto:

1 -Violazione della L. n. 104 del 1992 - Eccesso di potere - Contraddittorietà - Difetto di istruttoria - Difetto di motivazione;

2 - Violazione artt. 7 e 10 bis L. n. 241 del 1990.

Si è costituito il Ministero della Giustizia con controricorso depositato il 19 maggio 2014, chiedendo il rigetto del gravame.

Con ordinanza n. 153/2014, resa alla camera di consiglio del 22 maggio 2014, il Collegio ha respinto la domanda cautelare.

All'udienza pubblica del 13 gennaio 2016 la causa è stata discussa e trattenuta in decisione.

Il ricorso non può essere accolto.

Risulta infatti dagli atti di causa che la sede di servizio del ricorrente ( Casa Circondariale di Reggio Calabria) è gravata da una consistente carenza di personale, tale che, come dedotto dall'Amministrazione, una ulteriore diminuzione delle risorse umane disponibili potrebbe comportare un grave pregiudizio ed una sensibile disfunzione, perniciosa per l'interesse pubblico in rilievo.

Segnatamente risulta dalla documentazione e dalle determinazioni depositate dall'Avvocatura (v. provvedimento del Capo del Dipartimento del 19 dicembre 2001) nonché dagli accertamenti operati mediante il sistema informatico, la Casa Circondariale di Reggio Calabria, a fronte di una previsione organica di n. 151 unità maschili del ruolo degli Agenti - Assistenti, annovera in servizio effettivo solo n. 141 unità, a fronte di un numero di detenuti ristretti pari a 296.

Ponderando comparativamente gli interessi coinvolti, l'Amministrazione ha dunque ritenuto di privilegiare l'interesse pubblico coinvolto, respingendo per l'effetto l'istanza di trasferimento avanzata dal C..

Il Collegio rileva la correttezza del giudizio operato dall'Amministrazione, siccome ragionevole e frutto di equa ponderazione, anche e soprattutto alla luce dei principi operanti nella materia oggetto di controversia.

E' infatti assunto consolidato quello secondo cui la richiesta di trasferimento de qua non rappresenta un diritto soggettivo assoluto del dipendente, essendo in facoltà dell'Amministrazione comparare le condizioni personali e familiari del dipendente di fronte all'interesse pubblico alla tutela del buon funzionamento degli uffici (Consiglio di Stato Sez. III n. 1073/2014).

Nel caso di specie la grave carenza di organico sostanzia un plausibile ostacolo rispetto al chiesto trasferimento, fondato sullo stato di salute della madre e della suocera dell'istante.

Il Collegio non ritiene neppure decisiva la deduzione difensiva, proposta della difesa del C., secondo cui anche presso la Casa Circondariale di Turi (sede di destinazione indicata nella domanda di trasferimento) sussisterebbero analoghe carenze di organico nel ruolo del ricorrente.

Posto che ciò non può giustificare di per sé solo il trasferimento, dovendosi avere riguardo primieramente alla sede di servizio attuale e non a quella di destinazione, è stato affermato che il beneficio può essere negato anche quando, soddisfatto il requisito della vacanza e della reperibilità, si diano inderogabili esigenze di servizio della sola struttura di provenienza o di destinazione (v. Consiglio di Stato, Sez. III n. 1677/2014).

Né vi è omogeneità di presupposti tra le istanze di distacco indicate in ricorso, che l'Amministrazione avrebbe accolto a fronte di domande presentate da altri dipendenti, e la richiesta avanzata dal ricorrente ai sensi della indicata normativa.

Quanto al dedotto deficit motivazionale, sembra al Collegio che l'Amministrazione abbia puntualmente offerto una congrua giustificazione, assumendo la sensibile carenza di organico rispetto alla pianta organica ufficiale.

Ne consegue:

l'insussistenza del vizio lamentato al punto 1) del ricorso, posto che l'Amministrazione ha fatto buon uso del potere intestato

l'irrilevanza, in termini di illegittimità dell'atto finale, del lamentato vizio procedimentale di cui al motivo di gravame sub. 2), atteso che non si vede quale altro esito avrebbe potuto avere il procedimento laddove fossero state assicurate le prescritte garanzie partecipative. La determinazione negativa è stata assunta sulla base degli atti in possesso dell'Amministrazione e trasmessi dal ricorrente in uno con la domanda di trasferimento; il C. non ha dedotto o dimostrato in giudizio circostanze inaudite o particolari che avrebbero potuto "deviare" il corso procedimentale e far determinare l'Autorità in maniera diversa rispetto al provvedimento finale oggi impugnato.

Peraltro, l'Amministrazione, nel rigettare la domanda, ha correttamente rappresentato all'istante che resta comunque salva la valutazione da parte di essa Amministrazione di eventuale richieste di assegnazione temporanea senza oneri ex art. 7 D.P.R. n. 254 del 1999 " per brevi periodi limitati nel tempo che potrebbero ben concretizzarsi con altre richieste riequilibratrici delle diverse esigenze e che è stata svolta secondo la disciplina interna attuativa di tale norma"

Da quanto sopra esposto deriva l'infondatezza del gravame e la reiezione dello stesso.

Sussistono tuttavia i presupposti di legge per compensare interamente tra le parti le spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria Sezione Staccata di Reggio Calabria

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 13 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:

Roberto Politi, Presidente

Filippo Maria Tropiano, Referendario, Estensore

Donatella Testini, Referendario


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