Novembre 2016
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Riordino delle carriere: le proposte di nuovo ordinamento dei ruoli ispettori, commissari e dirigenti


Polizia Penitenziaria - Riordino delle carriere: le proposte di nuovo ordinamento dei ruoli ispettori, commissari e dirigenti

Notizia del 21/12/2015

in Il Pulpito

(Letto 6481 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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Nonostante un forte rallentamento dei lavori del tavolo tecnico presso il Ministero dell’Interno, che, quasi certamente, farà slittare la definizione del progetto all’anno nuovo, resta ferma e determinata la volontà del Governo di esercitare la delega della Legge Madia per il riordino delle Forze di Polizia.

Purtroppo, però, ancora oggi non è stato inserito alcuno stanziamento aggiuntivo alla Legge di Stabilità per coprire il fabbisogno economico dell’operazione.

Ricordiamo, infatti, che allo stato attuale le uniche somme disponibili per il riordino sono circa 120 milioni di euro residui dei precedenti stanziamenti (erano 700 milioni prima della spending review) e il 50% dei risparmi di spesa che si realizzeranno con la riorganizzazione burocratica ed amministrativa delle forze dell’ordine (altra delega della Legge Madia).

Per completare il punto della situazione iniziato nel precedente articolo, ricapitoliamo il progetto di riordino per quanto attiene ai ruoli ispettori, commissari e dirigenti.

Tutto ruota intorno alla revisione dei ruoli direttivi.

La proposta attualmente sul tavolo tecnico prevede la soppressione degli attuali ruoli ordinario e speciale.

L’eredità di detti ruoli dovrebbe essere raccolta da tre nuove carriere direttive, delle quali una ad esaurimento ed una per metà dirigenzializzata.

Il primo ruolo direttivo sarà nuovamente definito speciale e dovrebbe essere destinato ai sostituti commissari e agli ispettori in possesso della laurea triennale. Una parte dei posti dovrebbe essere messa a concorso per tutti i poliziotti penitenziari in possesso di analogo titolo di studio.

Il ruolo direttivo ordinario sarà alimentato per concorso pubblico (con una riserva di posti per gli interni) al quale potranno partecipare tutti coloro in possesso della laurea specialistica e dovrebbe prevedere la frequenza di un corso di quattro anni (di cui due di tirocinio pratico) con l’acquisizione di un master universitario di secondo grado.

Questo nuovo ruolo, organizzato in quattro qualifiche, dovrebbe prevedere l’attribuzione della dirigenza a partire dalla qualifica di commissario capo.

Il terzo e ultimo ruolo sarà un ruolo speciale ad esaurimento e sarà destinato all’inquadramento esclusivamente degli appartenenti all’attuale ruolo speciale non in possesso del titolo di studio previsto per il ruolo ordinario.

Tutte da definire, infine, le procedure per gli inquadramenti in prima attuazione ed in regime transitorio (come del resto anche per i ruoli agenti, assistenti e sovrintendenti).

Alcune  modifiche sono anche previste  per il ruolo degli ispettori nel quale la denominazione di sostituto commissario sarà trasformata in qualifica e la promozione da ispettore capo ad ispettore superiore non sarà più sottoposta a concorso.

Peraltro, nell’ultima bozza disponibile, sono state introdotte anche alcune gratificazioni economiche, definite “assegno di responsabilità” da attribuire eventualmente a chi esercita (o ha esercitato) funzioni superiori alla qualifica rivestita.

 

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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Commenti Commenti dei lettori

n. 15


In fondo c'è qualcosa che vale di più della COMODITA'.
Vale più di ogni cosa, l'essere coraggiosi delle proprie idee ed azioni.
Fatevi pervadere "cari ragazzi", dalla speranza e non dalla rassegnazione, quest'ultima a lungo termine, provoca danni irreparabili nella psiche.
Il punto 5 di Pasquino offre spunti interessanti, ma non credo tuttavia che ci sia stato questo tentativo di scalata in massa.
Forse nei primi 7/8 mesi dall'arrivo ar proprio gabbio.
Poi nulla più....ricerca costante di comodità, solo e soltanto comodità e piagnistei.....ueee...ueee...ueee...ueee......



Di  Romoletto  (inviato il 30/12/2015 @ 12:31:12)


n. 14


Quasi me scordavo.....buondì Pasquì.
Vedo che hai messo mano presto stammatina

Di  Romoletto  (inviato il 30/12/2015 @ 12:17:59)


n. 13


Spariamoci una citazione del Gandhi e spero che molti comprendano la sua profonda importanza di stare al mondo con il ruolo che è proprio e che si "appresterebbe a decollare". Ma dè chèèè......

Nulla si ottiene senza sacrificio e senza coraggio.
Se si fa una cosa apertamente, si può anche soffrire di più, ma alla fine l'azione sarà più efficace. Chi ha ragione ed è capace di soffrire alla fine vince.
Molti si nascondono dietro scuse banali, facendo emergere una puerilità disarmante. Mica er popolo ve stà a chiede d'essere bellicosi, ma caxxo fate quarcosa per voi stessi.
Coraggio ragà, fateve sotto, senza paura, senza tentennamenti e senza lamenti, talvolta stupidi ed inutili.
Mica sè può stare quì a cantarve.....a ninna nanna tutti li santi giorni?
Ennamoooooooooooooo!!!

Di  Romoletto  (inviato il 30/12/2015 @ 12:16:31)


n. 12


I posti "dirigenziali" sono stati completamente tagliati sulla Polizia Penitenziaria, senza tenere conto che:
1) Nell'Amministrazione Penitenziaria NOI siamo quelli che numericamente hanno diritto ad avere un numero elevato di dirigenti;
2) Siamo la parte più importante del sistema, direi che siamo indispensabili, senza di noi le attività di ogni Istituto si fermano;
3) Senza la componente con funzioni di polizia, non avrebbero ragione di esistere componenti economiche coem l'indennità penitenziaria;
4) Senza la polizia penitenziaria, non scorrazzi in giro per le grandi metropoli a spese dello Stato, perché nelle amministrazioni prettamente ad ordinamento civile, non hai tutte queste belle macchine senpre disponibili;
5) senza la Polizia Penitenziaria il Capo del Dipartimento, non percepirebbe mai una indennità propria di una vertice di una Forza di Polizia.

Il punto 5, è il più importante, in quanto riconoscere la necessità di posti dirigenziali della Polizia Penitenziaria, comnporterebbe inevitabilemente in un tempo medio breve, la necessità di dare alla Polizia Penitenziaria un proprio Capo, quindi questa famosa indennità non sarebbe più possibile corrisponderla ad una magistrato Capo del DAP, ma la ratio la veicolerebbe giustamente verso il "Capo della Polizia Penitenziaria", che oggi NON ESISTE.
Nella Legge 395/1990, il Capo del Diparttimento è quello e basta.
Nella Legge 121/1981 la funzione di Capo della Polizia è così disciplinata:
Al dipartimento e' preposto il capo della polizia-direttore
generale della pubblica sicurezza......
Quindi, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria non è il Capo della Polizia Penitenziaria.
Qualora, si individui con certezza che ila Capo del Dipartimento "ex direttore generale degli Istituti di Prevenzione e Pena" è anche Capo della Polizia Penitenziaria, significherà che a breve quel posto sarà ad appannaggio dei dirigenti dell'Organismo".
Questo è un particolare che viene sottaciuto, e che in nostri "piccoli" funzionari, non prendono minimanete in considerazione, in quanto li "educano" a pensare che loro non potranno mai avere quel ruolo e quella funzione.
Per far comprendere meglio l'imput che viene costantemente rilanciato in tal senso è utile leggere quanto di seguito:

L’ESPERIMENTO DELLE 5 SCIMMIE E 1 BANANA

Nel 1967 fu condotto un esperimento molto interessante. Il dottor Stephenson costruì una situazione sperimentale così descrivibile:

1. In una gabbia vengono chiuse 5 scimmie. Nella gabbia è poi fissata una banana al soffitto e predisposta una scala sotto di essa, in modo da raggiungere la banana facilmente.



2. Non appena le 5 scimmie si sono ritrovate nella gabbia insieme alla scala e alla banana, si è creata una situazione di attesa, risolta dal comportamento di una delle scimmie che, arrampicandosi sulla scala ha tentato di raggiungere la banana.

A questo punto però, prima di raggiungere il frutto, sia la scimmia sulla scala che le altre 4, sono state colpite con un getto di acqua ghiacciata, restando sgomente e infreddolite. La scimmia che si trovava sulla scala, data l’intensità del getto, è stata costretta a tornare a terra.

3. Una seconda scimmia ha provato a raggiungere la banana ma anche lei è stata spruzzata con acqua gelata, così come le altre quattro a terra. La procedura è stata ripetuta ogni volta che una scimmia provava a raggiungere la banana, fino a quando nessuna delle 5 scimmie ha più tentato di afferrare il frutto.

4. Quando Stephenson si è accorto che nessuna delle 5 scimmie provava a salire nuovamente sulla scala e che tutte erano impaurite e sconvolte per le conseguenze che potevano subentrare non appena si fossero avvicinate al frutto, ha sostituito una scimmia con un’altra completamente ignara degli avvenimenti e del getto d’acqua punitivo.

5. La nuova scimmia ha provato immediatamente a salire sulla scala e a raggiungere la banana, ma è stata fermata con strattoni violenti dalle altre quattro scimmie ed è stata costretta con la forza a rinunciare al cibo. Ogni volta che la nuova scimmia ha provato a risalire sulla scala è stata aggredita dalle altre, fino a rinunciare al cibo, ma senza conoscerne il motivo e la punizione dell’acqua gelata.

6. una seconda scimmia è stata sostituita da un’altra scimmia ignara degli eventi. Anche in questo caso la nuova arrivata ha provato a raggiungere la banana ma è stata bloccata dalle altre scimmie, compresa quella che non conosceva le reali motivazioni al divieto né il conseguente getto d’acqua gelata.

7. La procedura di sostituzione delle scimmie ha portato man mano ad avere 5 scimmie completamente nuove rispetto alla situazione di partenza. Ogni volta che una scimmia veniva introdotta provava a raggiungere il cibo, ma veniva aggredita dalle altre scimmie (sia quelle che conoscevano la punizione del getto d’acqua, che quelle che si adattavano alle regole interne del gruppo senza conoscere il reale motivo dell’aggressione e del divieto).

8. Si è arrivati ad avere 5 scimmie completamente ignare della reale motivazione al divieto di raggiungere la banana e, nonostante ciò, immobili e impaurite dal tentare di salire sulla scala.

Una REGOLA NUOVA era stata tramandata alla generazione successiva, particolari comportamenti si erano consolidati e manifestati, ma mancavano le motivazioni sottostanti, che non esistevano più e non potevano essere rievocate perché erano legate al gruppo iniziale che le aveva conosciute ed apprese

In pratica, cercano di farci ragionare come le cinque scimmie.
Basta semplicemte leggere e cercare una ragione tramite idee proprie e non tramite "ragioni" indotte.

Auguri amici miei.
Io non mollerò mai e spero anche voi facciate altrettanto, non smettete mai di far sentire forte la nostra voce.
Abbiamo il dovere di prenderci quello che ci appartiene.

Di  PASQUINO  (inviato il 30/12/2015 @ 09:45:00)


n. 11


Ho letto attentamente la bozza del D.M. che l'On. Ministro si appresta ha sottoscrivere. Potevano evitare di inserire le caselle riguardanti i posti che i " Dirigenti del Corpo di Polizia penitenziaria" andrebbero ad occupare. Perché.....? Perché sono tutte vuoteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

Di  paolo  (inviato il 29/12/2015 @ 22:30:29)


n. 10


Concordo eccome!

Di  Romoletto  (inviato il 29/12/2015 @ 20:40:25)


n. 9


Amico Romoletto, vedo che ci troviamo in perfetto accordo.

Di  PASQUINO  (inviato il 29/12/2015 @ 09:04:38)


n. 8


Lo psicologo statunitense Abraham Maslow descrive una persona insicura con queste parole “l’insicuro percepisce il mondo come una giungla piena di minacce e molti esseri umani come pericolosi ed egoisti; si sente rifiutato e isolato, ansioso e ostile; è generalmente pessimista e infelice; mostra segni di tensione e conflitto; è preoccupato da sensi di colpa; ha dei problemi di autostima; tende ad essere nevrotico ed è solitamente egoista ed egocentrico.”

Di  Romoletto tris  (inviato il 28/12/2015 @ 11:38:44)


n. 7


È persino plausibile ipotizzare che una attenzione esagerata ai bisogni altrui (DEL DIRETTORE), possa derivare da un giudizio negativo di sé stessi (quindi avere insicurezze inenarrabili che hanno radici profonde nel passato), e il comportamento sarebbe messo in atto, allo scopo di mantenere la vicinanza dell’altro, e scongiurare il pericolo di esserne abbandonati e rifiutati.
Certo se così fosse, non c'è davvero speranza!

Di  Romoletto bis  (inviato il 28/12/2015 @ 11:37:12)


n. 6


Pasquì,
sempre preciso e chiaro nella disamina.
Concordo sul fatto che non se ne farà nulla.
Aggiungo solo un mio umile pensiero, se permetti.

Purtroppo tutto lo schifo di cui parli, è permesso ed AGEVOLATO, da un comportamento marcatamente accondiscendente nei confronti di taluni direttori o dirigenti in generale. Questa esagerata disponibilità nei confronti dell’altro (IL DIRETTORE), con una spiccata attenzione anche dei suoi bisogni e desideri, talvolta può spingersi fino alla completa e incondizionata dedizione alle esigenze altrui a scapito delle proprie, (fatte salve alcune caxxate, giusto la caramellina).
Addirittura ci sono casi disperati, che arrivano persino ad un vero e proprio sacrificio personale.
Ma poi per cosa?
Per disonorare perfino la propria dignità!
MAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!
Mai arrivare a ciò. Equivale ad essere IL NULLA nei confronti dei propri Uomini.
E quindi?
Non lamentiamoci se le cose non mutano e non prendono un'altra "direzione".
Te abbraccio Pasquì, cor core.

Di  Romoletto  (inviato il 28/12/2015 @ 11:28:57)


n. 5


Il problema è atavico....
Nasce con il Corpo degli Agenti di Custodia, organismo ad ordinamento militare, incardinato in una struttura ad ordinamento civile, una aberrazione giuridico/amminiustrativa che ha dato modo di far sviluppare prassi e consuetudini di basso valore morale.
Il livello culturale basso pregresso, la scarsa buona fede di taluni soggetti di vertice hanno fatto il resto.
Per fortuna ora il livello culturale del Corpo si sta alzando, questo dato di fatto non consente ai direttori di imporre diktat senza condizioni come avveniva sino agli anni 80/90.
Cercare di svincolarsi da questa struttura è naturale;
Primo sarebbe logico avere una struttura di vertice autonoma;
Secondo sarebbe il modo migliore per recuperare la professionalità specifica del Corpo e metterla al servizio della comunità.
Gioverebbe al sistema sicurezza, diventando più snello, più efficiente ed efficace, gioverebbe ai bilanci dello Stato, che taglierebbero molte indennità dirigenziali che è già difficile giustificare ora.
Contenporaneamente, servirebbe abrogare la legge Meduri, e quel vorticoso sistema che consente a tutti i funzionari delle forze di polizia, "trattamento economico dirigenziale (c.d. “omogeneizzazione stipendiale”), per il personale dirigente e direttivo
che ha maturato 13 e 15 anni, o 23 e 25 anni di anzianità nel ruolo senza demerito;
Una vergogna!!!
Praticamente puoi rimanere a vita "tenente o equiparato" ed essere pagato da "colonnello o dirigente", la Meduri è direttamente collegata a questo schifo normativo.
l'unificazione servirebbe anche a questo...
Ma come ho già detto, "magnerebbero troppo poco", per cui non se ne farà mai nulla...

Di  PASQUINO  (inviato il 28/12/2015 @ 09:04:43)


n. 4


E x i Sovrintendenti attuali che si prevede? da sempre svolgono mansioni superiori. (Sorveglianza generale, coordinatori ecc.) assumendosi responsabilità' Non proprie del ruolo e non retribuite. Se queste sono le proposte e' meglio che non cambi nulla in quanto non hanno nessun riguardo x i sovrintendenti che appunto fino adesso svolgono compiti non propri che si potrebbero configurare come uno sfruttamento gratuito di di tali figure.

Di  ivan  (inviato il 23/12/2015 @ 00:26:17)


n. 3


A proposito di scioglimento del Corpo e transito agli Interni, il mio Amico Pasquino qualche tempo fa scriveva così. Come dargli torto.

Possiamo aprire un dibattito sul tema.
Il transito tra le varie specializzazioni non dovrebbe essere un ostacolo, considerato che si tratterebbe di una unica Polizia.
Quindi chi ha acquisito delle specializzazioni, potrebbe continuare ad essere impiegato nei servizi che già svolge.
Partecipare attivamente nelle squadre catturandi ad esempio, visto che la "conoscenza" del detenuto è una nostra peculiarità.
Gli "altri", certi soggetti li vedono per poche ore, noi per necessità ne approfondiamo la conoscenza, il modo di pensare e di agire.
Oggi, transitare nelle varie Specialità della Polizia di Stato, non è impossibile.

Potremmo occuparci di attività, dove non siamo secondi a nessuno, anzi, possiamo tranquillamente insegnare.
Sicurezza attiva e passiva degli Istituti (in sezione ci vadano assistenti sociali ed Educatori);
Controlli sui pacchi, senza "pressioni" dell'Autorità dirigente.
Controlli su chi entra a qualsiasi titolo;
Controlli sul di lavoro ai semi liberi;
Potenziare l'attività di controllo degli UEPE;
Collaboratori e penititi;
Arresti e detenzione domiciliare;
Espatri e rimpatri.
E' evidente che, se una riforma deve esserci, ogni Sindacato ha il dovere di pretendere che sia strutturata ed attuata, con tutti i crismi e che al personale della Polizia Penitenziaria, sia riconociuta la professionalità che lo distingue.

Ripeto, secondo il mio modesto punto di vista, l'unico ostacolo e:

magnerebbero troppo poco.

PASQUINO (01/08/2014 @ 12:33:43)

Di  Polentòn\Terròn  (inviato il 22/12/2015 @ 22:18:25)


n. 2


Solo di commissari ed ispettori di parla.
E la plebe?
E per gli assistenti niente bolle in pentola?
Vi siete scordati di noi
Mhà

Di  Emily  (inviato il 22/12/2015 @ 21:58:36)


n. 1


L'anno nuovo porterà consiglio ai nostri politici.
Come si dice a Trapani, "u tempu l'annu". Ovvero, hanno tutto il tempo che vogliono.
Ammari semu

Di  Tony  (inviato il 22/12/2015 @ 21:54:55)




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