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Rivelazioni del pentito Zarcone: tra gli obiettivi della mafia anche un poliziotto penitenziario di Palermo


Polizia Penitenziaria - Rivelazioni del pentito Zarcone: tra gli obiettivi della mafia anche un poliziotto penitenziario di Palermo

Notizia del 09/03/2015

in PrimoPiano

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Scritto da: Redazione

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“... a livello stragista ... voleva ritornare ai vecchi sistemi... chiunque abbia la divisa si fa fuori, carabinieri, polizia... basta....”. Doveva essere una carneficina di rappresentanti delle forze dell'ordine. Una reazione a colpi di piombo contro lo Stato per la durezza del regime carcerario.

Antonino Zarcone, boss pentito di Bagheria, svela i piani di morte della mafia della provincia di Palermo.Perché era a Misilmeri che si erano messi in testa di alzare il tiro. L'inquietante retroscena viene fuori dall'inchiesta dei carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo che oggi ha portato al fermo di sette persone considerate i nuovi capi del mandamento di Misilmeri-Belmonte Mezzagno. Il padrino oggi sarebbe Giuseppe Vasta, 65 anni, subentrato a Francesco Lo Gerfo, arrestato tre anni anni fa e condannato di recente a 18 anni di carcere. Secondo Zarcone, sarebbe stato Lo Gerfo la mente del piano di morte. Prima di finire in cella, racconta il pentito, stava cercando di coinvolgere gli esponenti di altri mandamenti mafiosi. Per organizzare omicidi eccellenti ci voleva un ampio consenso.

“Il Franco (Lo Gerfo ndr) lamentava sta situazione di stu maltrattamento dicendogli a Tonino Messicati Vitale (boss di Villabate pure lui arrestato nei mesi scorsi) - mette a verbale a Zarcone - che le autorità si stavano prendendo ormai troppo lusso diciamo... ha una mentalità lui molto... non dico antica, però... a livello stragista... voleva ritornare ai vecchi sistemi - prosegue il racconto -, e di iniziare a reagire perché non si poteva più sopportare una situazione del genere, e di avere questi soprusi nelle forze dell'ordine... che lui su Misilmeri, nel suo mandamento, dice, bisogna reagire, se siamo d'accordo, ogni mandamento.., dice a caso, a caso a chiunque abbia la divisa si fa fuori, carabinieri, polizia ... basta ... a caso... na cosa a caso... dice... che iniziate a fare dei segnali pesanti ... e più a una guardia penitenziaria direttamente su Palermo”. Sembrerebbe, dunque, che un “secondino” era già vittima designata.

Scenari inquietanti. Gli investigatori si chiedono se l'arresto di Lo Gerfo abbia bloccato i piani di morte oppure se qualcun altro sia stato pronto ad intestarsi la reazione violenta allo Stato. Inevitabile che ci si concentri sulla figura di Vasta che di Lo Gerfo sarebbe il successore. Vasta ha finito di scontare una condanna per mafia nel 2006. Di lui, andando indietro nel tempo, parlava già nel 1997 il pentito Angelo Siino, indicandolo come uno dei partecipanti ad una riunione con tanto di “mangiata”, come tradizione di mafia vuole, avvenuta a San Giuseppe Jato. Tra i presenti anche Giovanni Brusca che allora non era il pentito di oggi, ma una pedina fondamentale dell'ala stragista di Cosa nostra.

Negli ultimi anni Vasta è stato filmato mentre incontrava, in più occasioni, Pietro Formoso, un sorvegliato speciale già condannato che sarebbe stato di nuovo arrestato nel dicembre di due anni fa. Formoso è fratello di Giovanni e Tommaso, condannati all'ergastolo per l'eccidio avvenuto di via Palestro a Milano. Nella notte fra il 27 e il 28 luglio 1993 esplode una bomba davanti al Pac, il padiglione di arte contemporanea. Morirono 5 persone. Dunque anche in questo caso le indagini finiscono per incrociare la storia stragista di Cosa nostra. Agli inquirenti il compito di verificare se si tratti solo di una coincidenza. Di certo ci sono le inquietanti dichiarazioni di Zarcone: la mafia voleva reagire allo Stato ammazzando dei rappresentanti delle forze dell'ordine.

 

fonte: livesicilia.it

 

 


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n. 5


tutta la mia solidarietà ai colleghi sia Pol.Pen. che di tutte le altre forze dell' ordine . non facciamo polemiche per favore " ognuno si esprime a suo modo " l'importante è il fine , d'altronde vista la gravità dell'argomento.
teniamo sempre vivo il ricordo non dimenticandoci di tutti gli uomini e donne delle istituzioni che hanno perso la vita per combattere le criminalità organizzate ,
un abbraccio

ass.c.

Di  Anonimo  (inviato il 09/03/2015 @ 18:55:21)


n. 4


In risposta al commento n. 03.
Se leggesse attentamente, si accorgerebbe che la mia solidarietà ed attenzione è destinata a tutto il personale delle Circondariali di Palermo. Semplicemente non volevo turbare nessuno, non è mio stile.
Così come scritto, caro il mio Agente Scelto di non so quale regione, spero con tutto il mio cuore che, le dichiarazioni del collaborante Zarcone siano davvero una minch...
Dalle mie parti, abbiamo imparato che, nelle sezioni ove sono ristretti detenuti in reparti A.S. ed al 41/bis che, gli ordini della mafia il più delle volte sono irrevocabili. E poichè in questo filone di arresti, sono coinvolti esponenti di grosso spessore criminale (della provincia di Palermo) quali: G.ppe Vasta, Lo Gerfo, i fratelli Formoso e non ultimo Tonino Messicati Vitale ed altri, la mia preoccupazione e di altri colleghi, per ciò che potrebbe accadere, è più che fondata.
E' ancora vivo in tutti noi, il ricordo della barbara uccisione del collega Ass.te Capo Luigi Bodenza.
Moderi il linguaggio in futuro...
Buon pomeriggio

Di  Gianni  (inviato il 09/03/2015 @ 15:08:57)


n. 3


Ma, carissimo Ispettore Gianni T., pur condividendo le sue lamentele, mi pare che l'attenzione in questo articolo vada riposta nella minaccia di attentato ad un collega più che a come ci ha appellato il giornalista, non le pare?

Di  Agente Scelto  (inviato il 09/03/2015 @ 14:13:48)


n. 2


http://livesicilia.it/2015/03/04/ammazziamo-carabinieri-e-poliziotti-la-mafia-ordino-il-ritorno-alle-stragi_603032/#commenti

Di  Gianni  (inviato il 09/03/2015 @ 10:24:22)


n. 1


Questo è ciò che ho scritto al Sig. Lo Verso, "presunto giornalista", autore dell'articolo.

Ispettore Gianni T. 07-03-2015 - 09:39:31
Egregio Sig. Lo Verso, Le piacerebbe essere chiamato "giornalaio"?
Penso proprio di no, anzi!
Motivo per cui, Le chiedo di avere un minimo di rispetto per un Corpo di Polizia dedito alle Istituzioni, con compiti che, oggi così come ieri, risultano gravosi per la nostra professione.
Le chiedo formalmente di chiedere scusa per la sua superficialità
Un abbraccio Nunzio.
p.s. pubblicate please

...(Nunzio è un lettore che aveva fatto un appunto...credo tuttavia sia un collega)



Infine,
gradirei molto che i nostri vertici Istituzionali e Sindacati, facessero la loro parte. Se il caso anche con toni duri
Massima solidarietà a tutto il personale di Polizia Penitenziaria in servizio a Palermo.
Spero che Zarcone abbia detto una minch...!

Di  Isp.re Gianni T. "Sicilia"  (inviato il 09/03/2015 @ 10:06:56)




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