Gennaio 2017
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Rivolte e aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria: applicazione immediata del 14-bis


Polizia Penitenziaria - Rivolte e aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria: applicazione immediata del 14-bis

Notizia del 26/01/2015

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Nuvola Rossa

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Adesso basta! O il nostro Ministro e il nuovo Capo del Dipartimento si rendono conto che a questo regime iper garantista nei confronti dei detenuti va posto un freno immediato o molto presto potrebbe scorrerere  sangue innocente della Polizia Penitenziaria.

Non è più possibile apprendere giornalmente di aggressioni, rivolte, lesioni nei confronti di poliziotti penitenziari ad opera di detenuti, la maggior parte dei quali di origine straniera.

Non voglio fare un discorso razzista, ma se analizziamo le statistiche il maggior numero di aggressioni viene perpetrato ad opera di detenuti di etnia araba o slava, e l’unico strumento in mano nostra qual'è a parte la naturale denuncia alla Procura della Repubblica? L’isolamento per motivi di ordine e sicurezza nell’immediatezza (laddove esistono ancora le celle d’isolamento) e l’esclusione dalle attività in comune per un massimo di 15 giorni.

Sai che solletico gli fai ad un integralista musulmano o ad un fanatico dell'est europa …

SAPPE, Poliziotti penitenziari non sono "carne da macello": tutela per i colleghi e sospensione della sorveglianza dinamica

Eppure gli strumenti ci sono. Strumenti legislativi, come l’applicazione immediata dell’art.14 bis O.P. nei confronti di quei detenuti che si rendono colpevoli di violenze fisiche nei confronti di appartenenti alla Polizia Penitenziaria o ad altri detenuti o che mettono in atto comportamenti prevaricatori nei confronti degli altri detenuti. Strumento ormai reso difficile dalla farraginosità della sua applicazione, in quanto, per aderire alle teorie più garantiste degli ultimi tempi, la proposta per l’applicazione del 14 bis prima deve essere mandata al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; lì deve essere valutata e se i nostri magistrati deputati alla decisione ritengono che vi siano gli estremi la rimandano indietro affinchè si riunisca la Commissione per deliberarne l’applicazione, ma il cui verbale deve essere approvato ... bla bla bla bla…

Non è possibile lavorare così, specie in periferia. Il nostro Capo del Dipartimento ne prenda atto e prenda consigli, senza offesa, da quei comandanti di reparto con gli attributi che operano in prima linea (ce ne sono ancora in giro…).

Volete stroncare gli atti di violenza nelle carceri? Applicazione immediata del 14 bis, senza passare dal DAP ma deliberato su proposta del Comandante di Reparto da parte della solita commissione integrata da un esperto. Ma il 14 bis deve essere applicato con fermezza, per certi versi peggio del 41 bis: senza televisione in cella, senza fornello, con sole due ore d’aria al giorno e con altre ristrettezze, in modo da fiaccare l’animo del riottoso e isolarlo da altri detenuti.

Invece cosa siamo diventati noi in nome di un becero garantismo a senso unico?

Siamo diventati una istituzione debole, aggredita continuamente da detenuti e avvocati che vedono alla fine del contenzioso un lauto guadagno; siamo aggrediti e tacciati di razzismo da detenuti arabi che “pretendono” di lavorare e anche quando il 50% ed oltre dei lavoranti è straniero e ti urlano in faccia: "perché io non lavorare? Perché straniero? Voi razzisti".

Cosa siamo diventati? Una istituzione debole che in nome delle teorie sul povero detenuto, è chiamata continuamente a difendersi e a rispondere del proprio operato anche per esposti di una banalità assurda o per esposti inviati da detenuti dichiaratamente pazzi. Non riusciamo ad applicare più le regole, se queste sono restrittive ma legali, per paura di esposti, inchieste, per paura dei mass media che continuano a massacrarci senza pietà e che con il caso Cucchi ci hanno fatto tornare indietro di 30 anni.

C’è la volontà di tutelare la Polizia Penitenziaria? Allora applichiamo le regole già esistenti senza perderci in inutili e farraginosi bizantinismi burocratici. Oggi a Padova la rivolta dei musulmani, ieri a Frosinone la reazione violenta di un albanese, domani a chi toccherà?

Carceri differenziate per questi soggetti e applicazione immediata del 14 bis.

Siamo in guerra se qualcuno non l’avesse capito e come ogni guerra ci vogliono delle leggi speciali. Non si può continuare più a rispondere  con le carezze alle aggressioni giornaliere. Ma il Ministro Orlando, fino ad oggi, ha mostrato  considerazione per la Polizia Penitenziaria?

 

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Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 5


......da trattamento individualizzato si è passati al trattamento "indifferenziato" , nel senso che bisogna dare tutto a tutti indipendentemente dalle valutazioni di chi è in prima linea a cominciare dall'agente di sezione e finendo al direttore ( scritto minuscolo come agente). Nelle udienze che faccio non sento altro che richieste di dare il permesso premio motivato dal fatto che ormai, dopo tanta galera, gli tocca di diritto e quando gli spiego che non è così allora mi sento rispondere " ...eh che devo fare devo morire in galera"....a questi vorrei rispondere ...perchè non pensate a quelli che avete fatto morire in libertà???....ma naturalmente sarei tacciato di essere un aguzzino ( nella migliore delle ipotesi) e non di uno che differenzia il trattamento in base al percorso del detenuto.....

Di  Giuseppe Carrà  (inviato il 27/01/2015 @ 16:23:09)


n. 4


Buona la proposta ma il DAP è lontano anni luci dalle dinamiche delle periferie. Le carceri di periferia necessitano di risposte immediate. Il Dap risponde invece con lentezza e con toni prettamente burocratici che non tengono conto del fattore umano o della necessità di trasferire immediatamente qualche detenuto. Tanto loro stanno a Roma, con i riscaldamenti, la segretaria o i segretari e vedono passare le c arte. Ma non sanno che dietro ogni carta c'è un dramma o un personale di P.P. che soffre.

Di  miguel cervantes  (inviato il 27/01/2015 @ 12:56:43)


n. 3


Si e se poi il dap ti risponde che trovare un tel cellulare ad un detenuto già sottoposto al 14 bis non è motivo di proroga, di cosa stiamo parlando?

Di  Anonimo  (inviato il 26/01/2015 @ 21:19:32)


n. 2


In attesa di leggi speciali sarebbe già tanto applicare la normativa vigente.
L'eccessivo permissivismo che porta taluni a ritenere diritti intoccabili quelle che sono solo concessioni eccezionali, unita ad una scarsa considerazione della propria funzione porta spesso a divenire vittime di aggressioni verbali e fisiche.
Dobbiamo pretendere rispetto, non solo darlo. E poi ordine e disciplina che sono le condizioni base per poter assicurare il giusto trattamento.

Di  Luca Sardella  (inviato il 26/01/2015 @ 18:25:48)


n. 1


Ben detto, è ora di svegliarsi gente!!!

Di  frank  (inviato il 26/01/2015 @ 10:09:06)




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