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Scoop del Corriere della Sera: Il Commissario D’Avanzo è il Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria di Poggioreale!


Polizia Penitenziaria - Scoop del Corriere della Sera: Il Commissario D’Avanzo è il Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria di Poggioreale!

Notizia del 22/05/2012

in Il caso.

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“Nessun’uomo per quanto forte sia il suo spirito potrà mai ritornare da dove è venuto, la via del ritorno è falsa e disseminata di miraggi, il luogo cui anela la nostalgia dell’anima ha cessato di esistere nell’attimo stesso in cui gli ha voltato le spalle”

Tenete a mente questa frase di Maggiani, mi servirà dopo, per le mie considerazioni.
 
In questi giorni nel carcere di Poggioreale si è svolto un rituale singolare, una testata giornalistica ha pubblicato un articolo in cui viene posto sotto i riflettori il comandante D’Avanzo, il “capo delle guardie penitenziarie,” in merito a presunte vessazioni subite dai detenuti.
Già da questa prima considerazione mi viene da pensare che ci si riferisca a qualcun altro, visto che non conosco il corpo delle ”guardie penitenziarie”, evidentemente deve essere un caso di omonimia con il nostro Comandante, il Comandante D’Avanzo della Polizia Penitenziaria.
La cosa singolare però non è l’articolo in se per sé, il diritto di cronaca è sancito dalla Costituzione e nessuno esprime dubbi sulla possibilità di mostrare ai cittadini lo stato delle carceri italiane.
 
Ci si chiede piuttosto se i media  siano al corrente del fatto che le “guardie penitenziarie”, alias “guardie carcerarie”, alias “Polizia Penitenziaria”, non fanno i muratori (non tutti almeno) e che pertanto gli ambienti fatiscenti non sono una nostra competenza (piove! Polizia Penitenziaria ladra!!).
Il problema non riguarda l’ ”an” dell’inchiesta giornalistica ma semmai il “quomodo” in cui l’informazione viene resa ai cittadini, i quali hanno un diritto, altrettanto garantito, a ricevere una informazione corrispondente alla realtà e imparziale (lo so è una bella utopia).
In un’inchiesta giornalistica, per fare uno scoop, sono necessari tre elementi fondamentali: una notizia in anteprima (possibilmente veritiera), un responsabile e le prove a sostegno di quanto si scrive.
 
E allora ? Vi chiederete voi acuti lettori,”dov’è il problema?”.
 
Il problema è che in Italia (siamo sempre cent’anni avanti) abbiamo trovato una interessante alternativa, se fossimo dei barman potremmo anche inventarci la ricetta di un cocktail, eccola:
Si prende un uomo che sta facendo il suo dovere, che sta spiegando che non tutti i detenuti possono essere ripresi, alcuni per ragioni di sicurezza, altri per motivi di riservatezza (anche la privacy purtroppo è un diritto costituzionale), si inserisce in un difficile contesto ricco di criticità in cui il nostro uomo ipotetico (chiamiamolo D’Avanzo) opera tutti i giorni da quarant’anni, con serietà e abnegazione, aggiungiamo un nome evocativo di brutalità e violenze gratuite “guardie penitenziarie”, mescoliamo sapientemente il tutto e avremo un cocktail perfetto, da servire freddo (attenzione genera assuefazione).
 
Ma e le prove chiederete voi? Dov’è la notizia? Dove sono i detenuti picchiati? Le vessazioni? Dove sono i documenti che certificano i fatti??
Ma no, ma no... allora non avete capito niente!!!
 
È questa la novità: non ce n’è più bisogno!
 
Da oggi, amici lettori, non c’è più bisogno di documenti per fare uno scoop, anzi a dire il vero non è più necessaria nemmeno una notizia, è sufficiente un titolo ammiccante e il gioco è fatto, e io che pensavo che per fare un articolo fosse necessario un fatto di cui scrivere, di questo passo, faremo le frittate senza usare le uova, è un’idea che cambierà il mondo!
 
Allora ritorniamo a Maggiani, cosa avrà voluto dire??
 
Vengo a voi e vi spiego la mia rilettura della frase iniziale.
Nessuno (neanche la Polizia Penitenziaria), può tornare da dove è venuta (il Corpo degli Agenti di Custodia), la via che abbiamo intrapreso oggi è una strada tortuosa che non ammette ripensamenti, né passi indietro.
Oggi è in corso una dura  “battaglia”, affinché i media, i cittadini, le istituzioni, capiscano che il nostro Corpo è una Forza di Polizia ricca di eccellenze, risorse umane e specializzazioni e non una banda di “aguzzini autorizzati”.
 
Spiacente Comandante D’Avanzo ogni battaglia ha bisogno dei suoi martiri.
 
V.V.
 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 11


Ma quali vessazioni, abusi sul personale o torture non dite cavolate non scherzate neanche, perche' se il capo viene sostituito che fine faranno i suoi discepoli, emigreranno ad Avellino nelle grinfie di un'altra sigla sindacale, immaginate il disastro!!!!
V.

Di  Vincenzo  (inviato il 11/03/2013 @ 13:33:04)


n. 10


commentatore n° sette , ma dove vivi ? tanto per sapere, certo che sei messo veramente male se descrivi in questo modo la tua realtà.
ass.c. la pantera rosa

Di  Anonimo  (inviato il 30/05/2012 @ 21:12:51)


n. 9


comunque le cose non sono solo cosi come vengono raccontate , e non solo sui i detenuti vengono fatti gli abusi, ma anche sul personale della polizia penitenziaria nel modo in cui opera sul servizio tutti i giorni , e non sola a poggioreale ma in tutti gli istituti italiani iniziando dai nostri graduati , poi dai raccomandati che fanno quello che c***o voglio , poi ci sono i sindacati che pensano solo a fare le iscrizioni per il loro sindacale in modo da poter usufruire i permessi sindacali , inoltre se capita di fare un iscrizione ad un qualsiasi sindacato con la convinzione di risolvere qualche serio problema , ci si sbaglia di grosso perchè una volta iscritto non riesci piu a cancellarti dal sindacale e una vera tangente che devi pagare fino alla morte , e un abbiente schifoso ci non lavora dentro i carceri non si puo rendersi conto che disumanità c'è sopratutto con colleghi con veri problemi di salute famigliare e personali che non vengono capiti da nessuno , ne dai provveditori regionali , ne quanto meno sul ministero , se non sei raccomandato sei fuori .


Di  Anonimo  (inviato il 30/05/2012 @ 18:39:56)


n. 8


Posso sicuramente dire che ad avercene Commisari come D'Avanzo. Lo dico perche ho lavorato per 10 anni a Poggioreale sotto la sua dirigenza, e quello che si dice sono solo Cazzate. Un carcere come Poggioreale dove si sono toccati anche 3000 detenuti se non vi è un comandante con le PALLE c'è la possibilità al 100% che si ritorna agli anni 80. Ricordiamoci che vi è solo camorra e manovalanza. D'Avanzo comandante giusto per Poggioreale.

Di  Isaia Garofalo  (inviato il 29/05/2012 @ 08:45:16)


n. 7


La cosa peggiore è che ormai nessuno si aspetta nulla da quei mangia pane a tradimento nascosti al dap. sembrano davvero la brutta copia dei politici nascosti in parlamento, non conosco lo spirito di corpo ne hanno la più pallida idea di quanto dovrebbe essere risolutivo il loro lavoro, se ovviamente lo facessero.
vergognatevi!!!!

Di  paolo p  (inviato il 22/05/2012 @ 16:46:35)


n. 6


La nostra Amministrazione è ormai inutile. E' come parlare ad un sordo pur consapevoli che non ci sentirà mai, tranne quando deve trarre benefici alle nostre spalle.

Di  lallo  (inviato il 22/05/2012 @ 16:05:24)


n. 5


Qualche giorno fa, prima della "festa del Corpo" uno dei maggior testata giornalistica TG5, la giornalista di turno ci ha chiamato ancora SECONDINI.....allara la colpa di chi è?...........E' DELLA NOSTRA DIRIGENZA CHE NON FA UN CA...O PER NOI, PUNTO E BASTA.
CHE CI CHIAMASSERO COME CA...O GLI PARE..... TANTO ORMAI SE NON L'HANNO CAPITO FINO ADESSO NON LO CAPIRANNO PIU PERCHE NON HANNO NESSUN ENTERESSE DI COME CI CHIAMIAMO.

Di  IL PROFF.  (inviato il 22/05/2012 @ 11:41:49)


n. 4


Ma le vessazioni quali sarebbero? Siccome non ha avuto modo di leggere l'articolo, non ho capito se il problema siano gli ambienti malsani o altro, vorresti essere più chiaro? Grazie.

Di  marco63  (inviato il 22/05/2012 @ 09:50:56)




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