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Sedici colleghi sospesi: caccia alle streghe o caccia di facili consensi?


Polizia Penitenziaria - Sedici colleghi sospesi: caccia alle streghe o caccia di facili consensi?

Notizia del 20/02/2015

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

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Scritto da: Daniele Papi

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Il Ministro della Giustizia convoca, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, per avere chiarimenti circa i commenti definiti "intollerabili".

Premetto che anche io li ho trovati fuori luogo, anche se sono pienamente cosciente che certe esternazioni scritte, molti le hanno nella testa.

Quello che più mi lascia perplesso è la solerzia con la quale si è aperta la caccia alle streghe, la solerzia con la quale una “mandria” (si ho scritto mandria e, l’ho fatto non a caso), di “indignados” ha pontificato sulle eventuali soluzioni da adottare.

Nessuno di tali “pontificatori”, si è fatto sfiorare minimamente dalla opportunità di accertare preliminarmente le cause dei tanti suicidi in carcere, tra la popolazione detenuta e tra gli operatori della Polizia Penitenziaria.

Il Capo DAP convocato dal Ministro per delle amenità scritte con superficialità imbarazzante e, non per il suicidio avvento, ovvero per l’evento, in quanto avvenimento critico di estrema gravità.

Penso a tutte le volte che un uomo in uniforme blu louise si è suicidato e, nessuno ha sentito il bisogno di impietosirsi o di indignarsi, nessuno mai si è degnato di leggere con altrettanto livore critico i numerosi post con altrettante idiozie scritte da facinorosi delinquenti e idioti, compresi i professionisti della politica e del giornalismo nostrano.

Il Ministro, si preoccupa della brutta figura, non tiene conto del malumore che la classe politica stessa sta alimentando.

Provocare, anziché smorzare gli animi, è un segnale che caratterizza l’assenza di disponibilità alla risoluzione dei problemi.

Cercare di capire il perché di così tanti eventi autolesionistici, nel mondo penitenziario, che coinvolgono indistintamente detenuti e poliziotti, sarebbe doveroso, anche perché il problema non nasce a Milano, il problema si reitera ormai da anni.

Il rispetto per qualsiasi vita umana prima di tutto, indistintamente se sia un poliziotto o un detenuto ma, anche dignità e rispetto per chi lavora ormai da anni in condizioni che definire critiche è un eufemismo.

Sono questi gli elementi essenziali per non provocare suicidi in ambito penitenziario. Cercano la pagliuzza, ma non vedono la trave..

E basta con strumentalizzazioni, cercate soluzioni per noi e per loro, non per l'opinione pubblica.

Capisco che la necessità di dare un “segnale politico”.Tralascio le considerazioni che sarebbero doverose, riguardo al caso CUCCHI, nonostante il personale sia stato assolto in entrambi i gradi di giudizio, lì non serviva informare i media, rivendicare l’estraneità del personale non era un operazione mediatica portatrice di voti facili.

Ma per favore, non fatevi pubblicità anche con questa triste vicenda, comprendo che evidenziare e stigmatizzare per suscitare interesse è uno dei principali target della Comunicazione, creare un interesse virtuoso intorno ad un argomento equivale ad avere una ridondanza mediatica, spendibile al momento opportuno, ma non siete in campagna elettorale, risolvete le criticità per favore, in poche parole, cercate di lavorare, che non guasta neanche per voi.

Semplice fare campagna elettorale sull’onda delle emozioni….

Debutto anche io…. Hai visto mai, inizio a raccogliere consensi tra i miei colleghi, che poi proprio pochi non sono…

 


Scritto da: Daniele Papi
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Commenti Commenti dei lettori

n. 7


Grande Patrizia. condivido e concordo quello che hai scritto. È facile additare i 16 colleghi.... costui che ha appellato degli uomini.. "quattro imbecilli".. che dice che è stato all'interno delle carceri perché vi ha lavorato per 30 anni..... vorrei vedere se è veramente stato a contatto con i detenuti... se è mai stato insultato.... se è stato deriso..... questa sembra la storia di "siamo tutti cretini". stanno riuscendo a screditare tutte le forze di polizia dandole in pasto alla parte peggiore di questo paese. mi auguro che qualcuno dei vertici del corpo, veramente con esperienza, riesca a fare tacere questi "farabutti e fannulloni" che ci stanno portando alla rovina.

Di  Romano  (inviato il 24/02/2015 @ 16:04:01)


n. 6


In questo caso, vale ancora di più la massima:
E' più facile insegnare che educare, per insegnare è sufficiente sapere;
Per educare, è necessario essere.

E' evidente, che ai vertici dello Stato e delle Istituzioni, abbiamo molti più insegnanti che educatori.

Di  Sic et Simpliciter  (inviato il 22/02/2015 @ 15:41:17)


n. 5


La eventuale sospensione, seppur in via cautelare doveva seguire due provvedimenti.
La eventuale contestazione di un reato da parte dell'Autorità Giudiziaria competente.
Un procedimento disciplinare, con una sanzione disciplinare irrogata.
Tutto questo non è stato fatto, ed è stato palesemente leso il diritto di difesa delle persone coinvolte.
Ma, come al solito, quando sbaglia chi è avvezzo a sbagliare, quindi delinque quasi con cadenza abituale, si cercano tutte le attenuanti del caso, quando sbaglia, chi rappresenta un'Istituzione, improvvisamente le attenuanti scompaiono, mentre le aggravanti si esaltano, anzi se ne cercano anche di inesistenti.
Fermo restando che è deprecabile quello che è stato scritto, ribadisco, quando si tratta di poliziotti, tutti pronti a puntare il dito.

Di  PASQUINO  (inviato il 22/02/2015 @ 13:09:08)


n. 4


E' chiaro che i provvedimenti sono figli della pressante rilevanza mediatica che i fatti hanno suscitato..ma i provvedimenti disciplinari par il corpo di polizia penitenziaria sono disciplinati dalla legge e secondo quella con tutte le garanzie del caso dovranno essere puniti i colleghi coinvolti ..!!!

Di  giancarmelo  (inviato il 22/02/2015 @ 12:13:26)


n. 3


Condividendo pienamente il post di Patrizia, vorrei aggiungere alcune considerazioni. Credo che veramente non si rendono neppure conto dei danni che stanno creando con certi comportamenti, Ci hanno fatto credere che hanno fatto tutto questo per salvaguardare l'immagine del Corpo mentre è ovvio che hanno solo solo salvaguardato la loro.
Poi, come per risolvere il problema, hanno partorito una circolare per ricordarci i nostri doveri. E la circolare dove voi Vi ricordate dei nostri diritti quando ce la mandate?....
Ormai questo paese è completamente fuori controllo, avete visto cosa hanno combinato quei bravi ragazzi olandesi a Roma? I vertici della Polizia hanno dichiarato di non avere regole di ingaggio, insomma neppure la Polizia sa come intervenire e quando intervenire.
Grazie a questi politici di sinistra radicale, di cui siamo governati senza averli neppure votati, pian piano ci stanno togliendo la dignità e la credibilità, le forze dell'ordine vengono puntualmente messe sotto accusa e date in pasto a certa stampa radicale che sta contribuendo a far diventare questo paese un vero casino, completamente in mano alla delinquenza.
E' ovvio che non hanno caricato di brutto la Polizia, che caricava a fare per poi essere processata e messa alla gogna da certi politici e da certa stampa?
Uno sfogo, discutibile e da condannare che viene postato su un social Network si puo' censurare e condannare, ma quando poi gli sfoghi cominceranno a concretizzarsi in fatti, allora si che ci sarà davvero da preoccuparsi. Tanto per capire, andate a leggervi tutti i commenti dei blog dei giornali nazionali on line al riguardo degli insulti da parte di questi imbecilli su facebook, la maggio parte sono di solidarietà agli agenti e alla polizia penitenziari, rari quelli di condanna. Che ci fa pensare tutto questo? la risposta è semplice, vuol dire semplicemente che anche la gente è stufa di certe cose, e stufa della delinquenza, ha paura nel vedere tutti questi immigrati in giro giorno e notte. Questo i politici non lo vogliono capire, preferiscono far finta di nulla, molto attenti invece a quattro cretinate scritte su facebook da parte di una decina di imbecilli, questo per loro è intervenire sulle cose serie. Bravi!
Che Dio protegga questo paese.

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 22/02/2015 @ 00:26:42)


n. 2


Condivido in pieno il post di Patrizia, Ministro e Capo del personale non rapidi, ma addirittura espressi. Vero che i post sono inqualificabili e mettono in imbarazzo a noi per primi, ma dovrebbero anche chiedersi perché ragazzi magari di 30 anni arrivano a esternare da sciocchi certe frasi inqualificabili, e addirittura di dominio pubblico. Per il caso Cucchi, dopo l'assoluzione di due gradi di giudizio, non mi sembra che il nostro Ministro e capo Dap abbiano speso due parole per tutelarci, ma che dico ne sarebbe bastata una. Forse qualcuno si dimentica che ci hanno letteralmente massacrato i media, dandoci dei brutali assassini e massacratori di persone inerme e indifese e continuano ancora ad insinuare, il nostro addetto all'ufficio stampa, magari era impegnato a farsi il solitario in ufficio .Noi che viviamo con i detenuti in primis le brutture di un sistema penitenziario che i signori del Palazzo dovrebbero ricostruire dalle fondamenta, e che fa soffrire loro quanto noi, si, anche io mi vergogno di come il sistema penitenziario italiano ha gestito e gestisce gli istituti penitenziari. Ma tanto i signoroni sono nei loro uffici al calduccio e senza problemi, tanto usano sempre scaricare tutto sugli altri. E magari quando vai al lavoro, tanto per cambiare trovi che manca il personale, ma ti devi arrangiare. Dobbiamo dire basta a queste cose. I colleghi hanno sicuramente sbagliato, ma quando il detenuto ci sputa addosso sangue infetto per contagiarci, bombolette di gas accese, ci aggredisce fisicamente a calci e pugni, o quando ci minacciano di morte senza tanti problemi, non i sembrano che ci siano levate di scudi in nostro favore. Tutto questo è ipocrisia. Senza parole.

Di  Mario 64  (inviato il 21/02/2015 @ 19:20:19)


n. 1


Vi prego aiutatemi a capire:
un Ministro della Repubblica che rappresenta l’Istituzione per antonomasia dichiara, scrive, ribadisce che i dipendenti pubblici sono “fannulloni ”, i vigili imboscati, i poliziotti panzuti, il personale pubblico di salute cagionevole , screditando continuamente il “pubblico impiego”, dando all’ opinione pubblica motivi di odio verso la categoria, stipendiata a suo dire per non far nulla, con conseguenze spesso violente negli uffici pubblici più sussidiari, verso il personale pubblico di cui tra l’altro egli “porta la bandiera”;
Due Sindaci della Repubblica, contravvenendo palesemente alle leggi dello Stato, screditando lo Stato che li paga e le sue leggi, attuano provvedimenti illegali cancellati dai Prefetti e per i quali, hanno avuto una denuncia “contro ignoti”;
Qualche giorno fa 16 agenti di Polizia Penitenziaria hanno screditato il loro Corpo con commenti , rispetto ad un suicidio in carcere di un detenuto , che denotano mancanza di umanità e sfregio della divisa, sono stati immediatamente sospesi dal servizio.
L’ingiustizia genera violenza , è risaputo, io credo che purtroppo un po’ tutti percepiamo uno Stato ingiusto per tanti motivi e un po’ tutti abbiamo pensieri violenti che solo il buon senso e la cultura ci permettono di non estrinsecare.
Se ogni volta che vediamo uno dei nostri ministri abbiamo l’istinto di sputarlo in un occhio ,
se sentiamo di un senatore che muore e pensiamo: “una pensione d’oro in meno da pagare”,
se ogni volta che vediamo città messe a ferro e a fuoco per una partita pensiamo: qui tutti possono fare quello che vogliono perché la nostra è la Repubblica delle Banane,
se ogni volta che sentiamo di una violenza, di un delitto , pensiamo: se succedesse nella mia famiglia non denuncerei , tanto tra due giorni sono fuori , aspetterei un po’ e poi lo farei fuori con le mie mani,
siamo come quegli agenti …., la differenza è che non portiamo una divisa, ma la divisa dovremmo averla nel cuore perché lo Stato dovremmo essere noi, nostra dovrebbe essere la sovranità e non la sudditanza, nostra l’ umanità , la cultura, la civiltà.
Quegli agenti hanno estrinsecato un brutto pensiero, dovuto credo più all’ignoranza che alla cattiveria, più al contesto inumano in cui operano, che alla crudeltà di cui sono tutti i giorni testimoni e custodi , vengono spesso derisi per il loro lavoro, dentro e fuori dal carcere, mai lo Stato ha fatto nulla per loro, per migliorarli, una volta il “secondino”non lo voleva fare nessuno , ancora oggi nessuno lo fa a cuor leggero , è un brutto mestiere in un brutto contesto, le nostre carceri sono “certificati” unanimemente inumani per il detenuto , ma non lo stesso per la guardia, è facile giudicare i comportamenti, sbandierare “pene esemplari” e “provvedimenti immediati” difficile indagarne le cause, ammettere errori e inadempienze;
Io credo, nonostante la gravità di quanto scritto dagli agenti , nonostante la crudeltà delle parole usate che sono schiaffo alla nostra umana pietà, che non si può condannare il pensiero , si può condannare l’averlo estrinsecato inopportunamente, ma allora lo si deve fare anche per i primi due esempi che tra l’altro non hanno neanche l’attenuante del brutto mestiere e della poca cultura.
Seminare odio (sono dipendenti pubblici anche i poliziotti penitenziari) non giova a nessuno.
Se si vuol dare l’esempio che si dia, ma si cominci dalla testa!
Patrizia Lombardo

Di  patrizia lombardo  (inviato il 21/02/2015 @ 17:51:27)




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