Febbraio 2017
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Si.Di.Pe. il sindacato che unisce ... i commissari


Polizia Penitenziaria - Si.Di.Pe. il sindacato che unisce ... i commissari

Notizia del 03/12/2015

in I Mulini a Vento

(Letto 3597 volte)

Scritto da: Miguel Cervantes

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I direttori penitenziari ovvero i “primi garanti dei principi di legalità”  come li definisce il segretario del SI.DI.PE. chiedono a gran voce che il loro ruolo  sia preservato. Infatti, sostengono che, l’eventuale dirigenzializzazione dei Commissari, a cura dei decreti delegati sarebbe fuori regola e, dunque, costituzionalmente illegittima a mente dell’art.76 della Costituzione.

Insomma, il SI.DI.PE ovvero il sindacato della lobby dei direttori penitenziari, un sindacato che conta si e no 200  tesserati che pagano circa 23 euro al mese, finalmente esce allo scoperto facendo intendere, tra le righe: questi commissari ci stanno sulle palle!

Sono passati appena 12 anni da quando una direttrice, nell’ambito di un convegno al quale partecipava qualche Commissario del neonato ruolo, in un intervento memorabile diceva pubblicamente: Questi Commissari ci fanno ombra!!! Probabilmente non accettavano che giovani laureati in giurisprudenza entrassero in Amministrazione e potessero in qualche modo riequilibrare il livello culturale del Corpo, ma anzi avendo nel loro curriculum una o più lauree, dei master, pubblicazioni giuridiche  (tanti i giovani avvocati che esercitavano prima di scegliere il posto sicuro),   erano talvolta più qualificati, di tanti direttori il cui titolo era stato conseguito agli inizi degli anni ’80 e che però mantenevano il rapporto gerarchico, in modo da umiliare al minimo errore, i giovani Commissari che si misuravano con un lavoro molto difficile e pieno di insidie.

Il segretario del SI.DI.PE. infatti lo ribadisce “deve  indispensabilmente essere mantenuto il rapporto gerarchico del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria con il Direttore”. Come dire: non sia mai che questi Commissari si fottino la testa con idee balzane del tipo: vogliamo il rapporto funzionale – abbasso il rapporto gerarchico! Peraltro, il segretario del SI.DI.PE. fa una riflessione da ministro dell’economia, infatti pensa e lo scrive che “una eventuale dirigenzializzazione del ruolo dei Commissari renderebbe nel contempo necessari anche concreti riconoscimenti economici e di carriera…..” come dire: attenzione che se li fate diventare dirigenti, il bilancio dello Stato ne potrebbe risentire, cosa che non avvenne quando il buon Meduri, di colpo fece diventare dirigenti tutti i direttori penitenziari, ma all’epoca non c’era la spending rewiew.

Bisogna comunque dare un merito al SI.DI.PE. ovvero laddove per 13 anni gli appartenenti al ruolo dei Commissari (speciale e ordinario) impegnati per tanti anni a detestarsi a vicenda, a volte a farsi la guerra polverizzandosi in tanti sindacati e comitati che contavano quanto il due di coppe quando la briscola è a denari, alla lettura del documento del sindacato dal quale traspare il  malcelato disprezzo per la categoria da parte del suo segretario, hanno ritrovato di colpo l’unità, lo spirito di Corpo, la fratellanza; di colpo hanno cancellato le divergenze e le stupide contrapposizioni tra ruolo ordinario e speciale e hanno ritrovato quell’unità di intenti che è mancata fin dall’inizio di questo ruolo al quale i direttori vorrebbero schiacciare la testa come si fa con le serpi.

Grazie SI.DI.PE. per essere uscito allo scoperto contro una categoria di Poliziotti Penitenziari di cui non potete fare a meno, che vi sostituisce, in Istituto, in tutto e per tutto quando vi conviene; una categoria che lavora in silenzio al fine di farvi prendere gli allori, perché a voi gli onori e ai Commissari gli oneri.

Sembra che il documento del SI.DI.PE. sia stato scritto dal Marchese del Grillo, infatti, dopo questo ragionamento articolato contro la dirigenzializzazione dei Commissari,  alla fine manca solo la famosa frase: Io sò io e voi non siete un cazzo!

 


Scritto da: Miguel Cervantes
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n. 12


GIUSTO CHIUDERE I CARCERI PICCOLI COME QUELLO DI FERMO,INUTILE E DISPENDIOSO

Di  GLAUCO  (inviato il 11/12/2015 @ 19:32:33)


n. 11


Possiamo scrivere un fiume di parole, su certi direttori, ma purtroppo ci sono e ce li dobbiamo tenere. Si è vero, molti non servono proprio a nulla, mettono due firme e tutto finisce li, tanto nelle sezioni e nei reparti c'è la polizia penitenziaria. sia chiara una cosa, finchè saremo alle dipendenze di questo dipartimento per noi non cambierà mai nulla, i direttori diventano provveditori e poi i piu' ammanigliati vanno a finire a fare i dirigenti generali al dap. E' tutta una famiglia.
Solo una persona sul dap ha capito tutto, e non solo, ha avuto anche il coraggio di dire pubblicamente e per iscritto che il dap non serve a nulla, ma solo a imboscare dirigenti, questo grande è il Dr. Gratteri.
Saluti a tutti

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 09/12/2015 @ 01:39:17)


n. 10


Asdrubale,
preciso e concordante.
Il bello è che (lavorano serenamente) come se vivessero in un mondo a parte, riuscendo a coniugare in taluni casi perfettamente, "più impegni Istituzionali".
Ma che volete farci, la legge glielo consente, e noi come sempre al fronte, puntuali allineati e coperti (anche per questo ponte dell'Immacolata).
Dice bene Marco quando scrive "loro sò loro e noi nun semo un caxxo!"
La chiusura delle carceri piccole sarebbe un bel risparmio di risorse umane e garantirebbe una boccata d'ossigeno nelle sedi dove ogni giorno molti Uomini e Donne lavorano troppo.
E poi, cari direttori, so che leggete questo meraviglioso sito della POLIZIA PENITENZIARIA, smettetela di lamentarvi. Alcuni di voi sguazzano con pochi numeri ed hanno pure la faccia tosta di lamentarsi per i pochi fondi assegnati. Fate solo ridere.
Gestire pochi detenuti è una cosa per ragazzini alle prime armi.
Parlano solo di soldi e di come l'Amministrazione li prenda poco in considerazione. Mi viene solo da ridere al pensiero di vedervi stanchi.
In questi pochi anni, ne ho conosciuti di direttori.
Molti davvero seri e sinceri con il personale. Altri invece che fanno comunella con i ragionieri, facendo in modo che passi il messaggio che non ci siano mai soldi.
E noi tutti si vive come sempre con le pezze al cu*o, (mi dicono), come è sempre stato. Lo vedo.
Loro (i sigg. direttori, ragionieri, medici ed impiegati civili) con uffici belli, puliti, con tutti i comfort (clima e/o riscaldamento compreso), arredi, poltrone e pc di ultima generazione. Noi invece ci si arrangia come sempre, riciclando tutto ciò che per loro è ormai vetusto ed inutilizzabile.
Qui fa un freddo cane e di notte ancor di più e credetemi è davvero impossibile far finta che tutto vada bene.
Se ci penso mi arrabbio e poi divento maschiaccia davvero.
I miei bimbi oggi non hanno scuola, (loro si che hanno diritto a far ponte), avrei fatto volentieri l'albero ed il presepe, ma cosa volete farci, "loro sò loro e noi nun semo un caxxo!"
Un bacio a tutti noi.

Di  Emilia  (inviato il 07/12/2015 @ 10:32:07)


n. 9


concordo con annibale,pagare un dirigente per gestire un carcere con pochi detenuti è uno spreco assurdo

Di  asdrubale  (inviato il 06/12/2015 @ 16:06:00)


n. 8


ho conosciuto bravi direttori, ma ne ho conosciuti anche di pessimi. Così come di commissari, bravi commissari, ma anche pessimi commissari. Dei pessimi direttori potrei anche farmene una ragione, ma i pessimi commissari proprio non li sopporto.

Di  Anonimo  (inviato il 05/12/2015 @ 20:56:15)


n. 7


Caro Miguel, usando una frase di M.L. King "I have a a dream", il mio sogno è quello dell'unità sindacale perché come sappiamo tutti la strategia del divide et impera per noi Polizia Penitenziaria è stata un disastro mentre una fortuna per ALTRI . Un appello accorato a tutte le sigle sindacali prima che ci cancellino definitivamente. Scusate la mia ingenuità ma io ci spero, un saluto ed un abbraccio a tutti e sopratutto ai nostri Commissari non mollate.. VIVA LA POLIZIA PENITENZIARIA

Di  UTOPIA  (inviato il 05/12/2015 @ 12:38:45)


n. 6


Il pensiero di Luca Sardella è un'apertura al dialogo. Mi rivolgo ai Commissari tutti perché spesso si parla poco. La libertà di pensiero è fondamentale ai fini della convivenza e del progresso morale e intellettuale dell’umanità. Senza tale libertà nessun cittadino potrebbe svolgere le proprie attività e le proprie funzioni e non potrebbe, come viene richiesto dall’articolo 4 della Costituzione. Inoltre ,secondo l’articolo 21 della Costituzione essendo in un paese democratico, come il nostro, si può esprimere il proprio pensiero liberamente. Ma spesso si sente troppo discutere e non si vedono i risultati della discussione stessa. Perciò le discussioni mostrano un’azione efficace solo se si svolgono in maniera costruttiva, senza creare liti. Si deve discutere! Confrontarsi è estremamente importante per risolvere problemi di vario tipo ,ascoltando soprattutto le opinioni degli altri mettendole in relazione alle proprie. Non delutetemi.

Di  Agente scelto  (inviato il 04/12/2015 @ 15:51:48)


n. 5


Caro Miguel Cervantes, da dirigente penitenziario posso solo augurarmi che i commissari siano nominati dirigenti il più presto possibile.

L'augurio che mi accomuna a tanti miei colleghi, a differenza di quanto da te sostenuto, ha due scontate ragioni fondamentali: la prima è che così finalmente avrei qualcuno che potrebbe formalmente sostituirmi agevolandomi nella richiesta di congedo (attualmente dirigo due dei quattro istituti della regione umbria e puoi immaginare che seccatura sia vedersi rigettare richieste di ponti o ferie in periodi particolari) e poi potrei condividere con i nuovi dirigenti tutte quelle incombenze non delegabili (per il delegabile ho già provveduto) che mi occupano e talvolta preoccupano;
la seconda ragione è che per com'è scritta la legge, sarebbero costretti a promuovermi dirigente superiore, considerata l'anzianità di ruolo (e purtroppo d'età) rispetto ai nuovi dirigenti. Infatti nella malaugurata ipotesi di mancato inquadramento, si aprirebbero contenziosi difficilmente sostenibili dall'Amministrazione perché non si è mai visto un dirigente che riceve direttive da un dirigente che non sia superiore (e basta anche la superiorità funzionale, non è necessaria quella gerarchica).

Come vedi, caro Miguel, rimproveri al sidipe di unire tutti i commissari di solito disuniti facendo di tutta un'erba un fascio, ma finisci con il fare lo stesso con i dirigenti penitenziari.

Di  Luca Sardella  (inviato il 04/12/2015 @ 12:57:09)


n. 4


Cari Commissari fatevi rispettare, siate combattivi anziché lamentarvi...."sai oggi mi ha detto questo....sai oggi non mi ha fatto fare questo...sai ieri mi ha fatto capire che non posso decidere quella domandina....". Vorrei sfatare l'equivoco del sentirsi abbandonati a se stessi o di non potere avere margini di discrezionalità, Ciò è bugggia. Questo lavoro è duro di per se, soprattutto laddove ci sono uomini che non affrontano a muso duro coloro i quali che pian pianino ti bruciano anche l'esofago peri quoquotidiani bocconi amari, che solo voi riuscite ad ingoiare. Se va bene a voi?

Di  Angela  (inviato il 04/12/2015 @ 04:15:24)


n. 3


Annibale, cosa ti sei fumato?

Di  Fra Cristoforo da Volterra  (inviato il 03/12/2015 @ 15:19:45)


n. 2


Ma infatti è così...."loro sò loro e noi nun semo stati mai un c***o!
E così sarà per SEMPRE

Di  Marco  (inviato il 03/12/2015 @ 14:16:16)


n. 1


è giustissimo chiudere i carceri con capienza inferiore ai 100 detenuti

Di  annibale  (inviato il 03/12/2015 @ 11:59:49)




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