Marzo 2018
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Sicurezza sul lavoro: Le norme tecniche, le buone prassi e le linee guida


Polizia Penitenziaria - Sicurezza sul lavoro: Le norme tecniche, le buone prassi e le linee guida

Notizia del 03/04/2018

in Sicurezza sul lavoro

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Scritto da: Luca Ripa

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Nello scorso numero della Rivista abbiamo parlato degli aspetti giuridici legati alle norme tecniche, in questo, al fine di completare adeguatamente la tematica, vedremo come ha origine una norma tecnica e cosa si intende per “buone prassi” e “linee guida”.

Ed in particolare tenteremo di familiarizzare, attraverso un semplice compendio, con le sigle (acronimi) più comuni che sono sempre più spesso citate quando si parla di normative afferenti la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Una norma tecnica nasce dalla adozione di una norma armonizzata, cioè una specifica tecnica, adottata da un organismo di normalizzazione europea, operante su incarico della commissione Europea, in conformità di quanto disposto dalla Direttiva 98/34/ CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, e valida per tutti gli Stati Membri.

Gli organismi di normalizzazione europea sono:

• il CEN, Comitato Europeo di Formazione, dal francese Comitè Européen de Normalisation, ha lo scopo di produrre norme tecniche (EN);

• il CENELC, Comitato Europeo di Normalizzazione Elettrotecnico, dal francese Comitè Européen de Normalisation en électronique et en électrotechnique, è responsabile della normalizzazione europea per il settore dell’ingegneria elettrica;

• l’ETSI, Istituto Europeo per gli Standard nelle Telecomunicazioni, dall’inglese European Telecommunications Standards Institute, è responsabile della definizione e dell’emissione di standard europei nel campo delle telecomunicazioni, compresa la telefonia cellulare.

Le norme armonizzate europee, una volta emanate, sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea e, quindi, successivamente adottate dagli Stati Membri con la pubblicazione di successivi Decreti volti a “nazionalizzare” la norma.

Stando al Regolamento n. 1025/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 sulla normazione europea, per “norma” si intende: “una specifica tecnica, adottata da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta e continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi, e che appartenga a una delle seguenti categorie”:

• norma internazionale (ISO): rappresenta la norma che “è adottata da un’organizzazione internazionale di normalizzazione e che viene messa a disposizione del pubblico”. Va precisato che, benché in inglese l’ISO venga definito come International Organization for standardization, questo termine invero non è un acronimo, ma deriva da greco isos, vale a dire “uguale”.

Le norme ISO sono riconoscibili da una struttura formata prevalentemente da numeri composti rispettivamente dapprima dal numero della norma, successivamente, divisa da i due punti, l’anno di pubblicazione della stessa;

• norma europea  (EN): rappresenta la norma che “è adottata da un organismo europeo di normalizzazione e che viene messa a disposizione del pubblico”.

Le norme europee devono essere recepite a livello nazionale, attraverso gli strumenti giuridici dei singoli Stati Membri, le eventuali norme nazionali in conflitto con esse devono essere abrogate;

• norma nazionale  (UNI, CEI): rappresenta la norma che “è adottata da un organismo nazionale di normalizzazione e che viene messa a

disposizione del pubblico”.

In Italia, l’organismo preposto allo studio, alla pubblicazione ed alla diffusione delle norme tecniche nazionali relative a tutti i settori industriali è l’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, ad esclusione dei settori elettronico ed elettrotecnico, che sono invece di competenza del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI).

Le norme UNI sono documenti elaborati consensualmente dalle parti interessate (produttori, venditori, laboratori di prova, utilizzatori, pubblica amministrazione e consumatori) ed emanate dallo stesso UNI e definiscono lo “stato dell’arte” di prodotti, processi e servizi per migliorare l’economicità di produzione ed utilizzo, la commerciabilità, la sicurezza d’uso e il rapporto con l’ambiente.

Sono valide sul territorio nazionale e se necessario possono essere aggiornate con nuove edizioni.

Si definiscono, infine, “norme UNI CEI”  le norme elaborate e pubblicate congiuntamente fra l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione ed il Comitato Elettrotecnico Italiano.

L’elaborazione delle norme tecniche avviene da parte di esperti che operano seguendo le procedure dettate dell’ente di normazione nazionale, che provvede al loro coordinamento mettendo a disposizione la propria struttura organizzativa.

Il D.Lgs. n. 81/2008, prevede, oltre alle norme tecniche per la realizzazione di impianti, conformi alle norme di sicurezza, l’impiego di buone prassi e di linee guida (art. 2, co. 1, lett. v) - z)].

Sono definite dal Testo Unico “buone prassi”, le soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro. Le buone prassi sono elaborate e raccolte dalle Regioni, dall’INAIL e dagli organismi paritetici per essere poi validate dalla Commissione consultiva permanente, previa istruttoria tecnica della stessa INAIL, che provvede ad assicurarne la più ampia diffusione.

Le “linee guida” sono invece “atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai ministeri, dalle regioni e dall’INAIL ed approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano”.

 

 


Scritto da: Luca Ripa
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n. 9


Scusate se mi intrometto ma non posso farne di meno.
Leggo continui comunicati sindacali di aggressioni alla polizia penitenziaria da parte dei cosiddetti diversamente liberi, la mia domanda è spontanea sarebbe l'ora di eliminare la sorveglianza dinamica per la sicurezza degli operatori della polizia penitenziaria in modo di ripristinare la sicurezza del lavoro di tuttl .

Di  Cittadino appassionato alla polizia penitenziaria  (inviato il 13/04/2018 @ 18:07:52)


n. 8


Come la mettiamo per il fumo passivo sarebbe il caso di istituire l'indennità mensile di euro 195,50 Per il fumo passivo che ogni giorno si impregna sulla divisa per non parlare della puzza di aglio olio peperoncino che si impregna addosso

Di  Anonimo  (inviato il 08/04/2018 @ 09:49:12)


n. 7


@ Giovanni Merucci
Nessuna indennità economica è prevista per tale mansione. La normativa di riferimento è, in particolare, il Dlgs n. 230 del 1995. Il Testo Unico sulla sicurezza dei lavoratori, all'art. 181 prescrive che il D.L. (DIRETTORE), nell'ambito della valutazione di tutti i rischi prevista dall'art. 28 del decreto n. 81/08, debba analizzare specificatamente i rischi derivanti da esposizione a tali agenti in modo da identificare ed adottare le opportune misure di prevenzione, (vedi la prescritta sorveglianza sanitaria) e protezione. La valutazione deve essere effettuata da personale qualificato in possesso di specifiche conoscenze. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del DVR, (consultabile in qualsiasi momento dal Rappresentante dei lavoratori sul luogo di lavoro) nel quale è indicato, se ritenuto utile, l'eventuale utilizzo di uno o più DPI.
Consiglio di rivolgersi al proprio RLS e visionare il DVR della struttura. Il tecnico che lo ha redatto, insieme al MC, ha sicuramente inserito gli eventuali rischi da esposizione a tale macchinario. Ricordo che la legge impone al fabbricante di certificare i macchinari (attrezzi di lavoro) secondo le normative nazionali ed internazionali di settore. La Gilardoni, in questo senso ho visto ieri sera dal loro sito, che è una azienda leader nel settore degli scanner e su alcuni macchinari garantisce livelli minimi di esposizione degli operatori. A tal proposito bisognerebbe vedere quale è il macchinario in dotazione, serie e modello, e verificare tramite un esperto qualificato se è tra quelli a con emissioni basse.
Ti ricordo anche che il dlgs 81/08 quando tratta l'esposizione agli agenti fisici di qualsiasi genere, prende in esame un dato fondamentale, insieme alla esposizione nuda e cruda, che è il tempo di esposizione

Di  Luca Ripa  (inviato il 07/04/2018 @ 11:53:08)


n. 6


Salve
L"apparato Gilardoni" è uno "Scanner " usato per controlli bagagli (aeroporti ) in grado di rilevare .... armi, esplosivi, droghe ed oggetti pericolosi .
Essendo un macchinario a raggi X forse il problema è inerente alla sicurezza personale per eventuali esposizioni a radiazioni

Di  momo  (inviato il 06/04/2018 @ 22:46:47)


n. 5


Da Giovanni merucci scusa ma stavo scrivendo velocemente col cellulare ' volevo dire che faccio servizio adiacente all ' apparato Gilardoni a circa 1 cm di distanza.

Di  Giovanni  (inviato il 06/04/2018 @ 22:40:55)


n. 4


collega Giovanni Merucci potresti ripetere la domanda perché non si comprende ( e quindi porto a circa 1 centimetro dell'apparato gilardoni) .

Di  Anonimo  (inviato il 06/04/2018 @ 22:05:59)


n. 3


Buongiorno da Giovanni merucci siccome ho chiesto più volte chiarimenti in merito che chi come me fa servizio come addetto controllo pacchi e quindi porto a circa 1 cm dell ' apparato Gilardoni quali sono le DPI che riguardano il settore inoltre se esiste qualche indennità in merito

Di  Anonimo  (inviato il 06/04/2018 @ 20:26:26)


n. 2


Qui Houston vi ricevo forte e chiaro abbiamo ricevuto il vostro messaggio sulla programmazione dei servizi mensili aprile 2018 casa circondariale di Voghera avente per oggetto due pesi e due misure festivi.

Di  Anonimo  (inviato il 04/04/2018 @ 12:10:38)


n. 1


Houston Abbiamo Un Problema

Di  Anonimo  (inviato il 03/04/2018 @ 14:48:30)




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