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Signor Capo del D.A.P.: siamo tutti bravi fin quando va tutto bene!


Polizia Penitenziaria - Signor Capo del D.A.P.: siamo tutti bravi fin quando va tutto bene!

Notizia del 12/11/2015

in Houston abbiamo un problema

(Letto 2448 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Mi sono emozionato tantissimo, sabato, quando al TG1 il collega Antonio Caputo, ferito dall’ergastolano Perrone, evaso rocambolescamente dall’Ospedale di Lecce, disteso sulla barella ha dichiarato di essere orgoglioso di appartenere al Corpo di Polizia Penitenziaria.

L’orgoglio di indossare questa divisa è quello che ci tiene ancora uniti, nonostante aleggi un senso di abbandono in periferia, infatti dalle prime indiscrezioni sulle indagini (dovute) che gli inviati del DAP dovranno svolgere, trapela già qualche dubbio sulla entità della scorta. Era adeguata per un criminale così pericoloso?

Ma prima che l’ira del DAP si abbatta sul Coordinatore del NTP di Lecce, o sul Comandante di quell’Istituto o anche sul Direttore vorrei invitare, il Capo del Dipartimento, il nuovo Vice Capo (vecchia zimmarra) e chi si dovrà occupare del caso a fare delle riflessioni, prima di giudicare l’operato di chi verrà (per atto dovuto) indagato.

Fa specie, infatti, sentire qualche magistrato che intervistato, fa una considerazione che è come scoprire l’acqua calda, ovvero che Fabio Perrone è un pericoloso ergastolano e pertanto la scorta, così come formata, probabilmente non era sufficiente.

Vorrei ricordare ai nostri vertici del DAP, ma anche a quel Magistrato, che il personale del NTP con in testa i loro coordinatori è quello che assicura la presenza dei detenuti in udienza e che spesso, quasi giornalmente, a causa della carenza di organico e delle assenze improvvise (malattie) le composizioni delle scorte, visto l’altissimo numero di servizi espletati dal NTP, risultano inadeguate. A questo punto ci sono due scelte: o fermare la traduzione e non portare il detenuto in Tribunale, perché il caposcorta pretende l’applicazione del Modello Organizzativo o portare il detenuto in Tribunale, assicurando l’udienza, con meno uomini di scorta, pur di far funzionare la macchina della giustizia. E spesso è una responsabilità che si prende in prima persona il Coordinatore del NTP. Nascono quindi delle diatribe con il Comandante di Reparto al quale il Coordinatore chiede uomini al fine di comporre adeguatamente le scorte. A questo punto ci sono due scelte: o lasciare scoperti i posti di servizio all’interno a discapito della sicurezza (che ormai come più volte ribadito è diventata un optional – sempre che non succeda nulla) ma assicurando il detenuto in udienza, o Non dare alcun uomo al NTP facendo saltare l’udienza.

Ora, se salta l’udienza, probabilmente sarà quello stesso Magistrato che, intervistato, nutre dei dubbi sull’adeguatezza della scorta per quel detenuto pericoloso, che aprirà immediatamente un fascicolo, indagando il Comandante o il Coordinatore del NTP.

Ricordo le traduzioni in Tribunale eseguite con le auto per mancanza di furgoni, senza che questo abbia indignato mai nessuno.

Ricordo ancora l’ira di un giudice per i ritardi con i quali le scorte arrivavano in Tribunale (a causa della penuria di mezzi e delle difficoltà a comporre le scorte) con rimbrotto orale pubblico e nota di biasimo per iscritto alla Direzione (non ci dovrebbero essere difficoltà per i nostri inviati del DAP ad acquisire analoghe relazioni di servizio presso tutti i Nuclei d’Italia.

Ma di tutto questo travaglio interno agli Istituti  non importa a nessuno, tranne quando qualcosa va storto. E allora c’è da interrogarsi su di chi siano le vere responsabilità per aver lasciato che le carceri, a causa della mancanza di uomini, mezzi e risorse economiche, implodessero al loro interno.

 


Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 4


Ricostruzione fedele, non c'è dubbio. Mi fa tornare alla mente gli anni in cui da coordinatore N.T.P. mi arrampicavo sugli specchi per comporre le scorte con personale largamente insufficiente alla bisogna per assicurare il regolare svolgimento delle udienze, le liti con il Responsabile dell'Ufficio servizi, con i colleghi di Sorveglianza Generale ed i Preposti per avere quelle unità che mi assicurassero almeno il minimo livello di sicurezza delle traduzioni e tutte le volte che, contro il parere degli stessi colleghi che comandavo in servizio di traduzione, organizzavo sottoscorta traduzioni che sapevo essere a rischio e mi facevo il segno della croce sperando che tutto filasse liscio. Fortunatamente è sempre filato tutto liscio, soprattutto grazie alla professionalità ed all'abnegazione del personale che mi era affidato, ma se così non fosse stato anche solo per una volta mi sarei trovato nelle stesse condizioni del coordinatore di Lecce, che ho sul cuore ed al quale auguro di riuscire a venir fuori indenne da questa brutta disavventura.

Di  Alfonso Mambella  (inviato il 13/11/2015 @ 17:45:16)


n. 3


Io invece volevo sollevare un'altra questione forse ancora sconosciuta alla maggioranza di noi Poliziotti Penitenziari, ma credo anche alle " Menti Eccelse" del DAP. La Gazzetta Ufficiale del 4/3/2015 serie generale 52, supplemento ordinario n. 7, disciplina l'utilizzo dei capi di vestiario e gli altri elementi che formano la dotazione di ogni singolo Agente. Nel Decreto non si cita in nessuna maniera il cinturone con relativa fondina BIANCA, utilizzata da tutti i componenti dei Nuclei Traduzioni e piantonamenti, cinturone e fondina utilizzata anche dai colleghi di Lecce nella sventurata traduzione all'Ospedale Vito Fazi di Lecce. Tutti sappiamo che sfilare la pistola da quella fondina è di una semplicità unica, ma se i colleghi avessero avuto in dotazione la fondina ed il cinturone previsto dal Decreto Ministeriale e dalla Gazzetta Ufficiale citata forse ora non staremmo qui a parlare di questo. Vi invito tutti a leggere come è composta l'uniforme di servizio ARMATO invernale o estivo ( non sto parlando della cd tuta mimetica) disciplinato dal decreto citato. Qualcuno di voi è dotato del cinturone descritto nella tabella 40/13 ?? Il cinturone è costituito da un tratto di cuoio di colore blu scuro con interno azzurro e con profilatura azzurra conciato al cromo, chiuso con fibbia a piastra argentata ecc.. ecc.. Su questo cinturone va montata la fondina che abbiamo in dotazione e che utilizziamo sulla mimetica. Io questa cintura non l'ho mai vista.

Di  Nello  (inviato il 13/11/2015 @ 16:37:41)


n. 2


Salve Nuvola Rossa, sono un V.sov.te orgoglioso di appartenere al corpo di P.P. con una certa esperienza, hai illustrata bene la nostra carenza di alcuni punti cardine . Ma sappi che la sicurezza viene prima di tutto nel caso specifico (Lecce Ergastolano) in caso di mancanza di personale gli uomini vanno presi anche da quei uffici, che si sentono appartenere alla serie A ; matricola, segreterie, ecc, che hanno sempre da dire anche quando vengono chiamati in caso urgente come se l' Istituto lo mandassero avanti solo loro. Pertanto per quanto riguarda il mio punto vista la valutazione sull''identità della scorta è stata molto superficiale. Il miei migliori auguri di una buona guarigione vanno ai colleghi coinvolti esprimendogli tutta la mia solidarietà, forse se qualcuno avesse aumentato e pianificato al meglio il tutto avvalendosi anche delle altre forze di polizia in caso di vera carenza di personale oppure avesse chiesto supporto a altri Istituti, l'ergastolano ci avrebbe pensato 2 volte, e i colleghi coinvolti nella sparatoria non sarebbero stati sparati. La vita è la cosa più cara di un essere vivente, per non parlare del dolore che causa ai propri cari.

Di  Riccardo  (inviato il 12/11/2015 @ 13:51:45)


n. 1


Caro Nuvola, il tuo articolo propone uno spaccato ineccepibile della quotidianità del nostro duro lavoro. Complimenti per la dovizia nei dettagli...si vede che la galera la conosci MOLTO BENE.
Un tempo ero al Nucleo anche io.
Aggiungo solo una pillola che riguarda le piccole realtà.
Le visite ambulatoriali programmate vengono espletate dall'NTP, salvo chiedere SEMPRE almeno una unità di supporto (che puntualmente viene sottratta dal reparto). Ma a questo ci siamo ormai abituati....e facciamo.....U patr....o figl.....e o spirit Sant!
Il problema o dilemma, nasce dalle visite non programmate, cioè quelle urgenti valutate dal sanitario dell'istituto, facendosi supportare dal 17 OP......
Il più delle volte, si dispone di mezzi inadeguati, scassati, riciclati da altri istituti, sverniciati, sporchi e pieni di ammaccature. Auto che fanno letteralmente caga....ne so qualcosa credimi Nuvola.
Ecco, il più delle volte portiamo il detenuto in ospedale, utilizzando il capoposto ed altra unità presa dalle pochissime unità del reparto.
Quindi due unità per farla breve.
Cosa dire....mi vengono i brividi alla schiena solo al pensiero che quella scorta impiegata e....diciamocelo francamente (non tutti siamo tosti e pronti ad affrontare anche fisicamente un detenuto che tenta di evadere), sperando che ritornino in sede e che a marònn l'accumpagn a tutt?
Sapessi quante volte ho visto battere i pugni sul tavolo. Il risultato è stato il solito. Guagliò non ti conviene? Qui è accussì, adeguati, altrimenti te ne torni in galera in sezione!
Oppure succede che ti viene detto...."guagliò piglia a machina" e vai....vai....vai.....vai.........MAI VAI TU!.........a quel paese però.

Il titolo a questo fantastico articolo è perfetto.....finchè va tutto bene siamo tutti bravi.

Felice jurnata guagliò
ed in bocca al lupo a tutti i colleghi di Lecce.

Di  Gennaro Capatosta  (inviato il 12/11/2015 @ 11:14:53)




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