Novembre 2016
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Signor Ministro non si preoccupi: la Polizia Penitenziaria è in grado di fare questo ed altro!


Polizia Penitenziaria - Signor Ministro non si preoccupi: la Polizia Penitenziaria è in grado di fare questo ed altro!

Notizia del 25/03/2016

in Orgoglio della Polizia Penitenziaria

(Letto 3931 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Io non penso che il Ministro Orlando quando  ha detto quella infelice frase sulla Polizia Penitenziaria ovvero che “la Polizia Penitenziaria non è del tutto in grado di capire i fenomeni che si determinano nelle comunità straniere. Ci vogliono più specializzazioni” fosse in mala fede. Probabilmente voleva solo precisare che, rispetto al fenomeno della radicalizzazione islamica, il personale di P.P. non è preparato, ovvero non è in grado di capire tale fenomeno, o i fenomeni (culturali si presume) che si determinano nelle comunità straniere, allora si allarga il discorso e quindi nel calderone entrerebbero rumeni, albanesi, cinesi, centro africani ecc.

Terrorismo islamico, Ministro Orlando: la Polizia Penitenziaria non è in grado di capire gli stranieri

Certo, sarebbe stato meglio che il Ministro Orlando rivolgendosi ai mass media avesse aggiunto che, se la Polizia Penitenziaria così come lui sostiene, non è del tutto in grado di capire ecc. ecc. sicuramente la colpa non è del Corpo, né dei poliziotti che ne fanno parte ma la colpa è dello Stato di abbandono in cui è stata lasciata per anni; la colpa è dell’incapacità dei nostri dirigenti di capire l’evoluzione di alcuni fenomeni come quello islamico e di non formare il personale attraverso corsi di lingua e cultura araba (ma non quelli ridicoli di 30 ore) da frequentare seriamente e per alcuni anni, in modo da avere - ad un certo punto - personale formato e in grado di decifrare, lettere, scritte sui muri, atteggiamenti fisici e quant’altro, e non affidarsi all’aiuto di  mediatori culturali, cui invece il Ministro pare che voglia aumentare in gran numero.

La colpa, caro Ministro è di chi organizza dei corsi all’acqua di rose sul radicalismo islamico,  improntati al massimo risparmio di risorse economiche, per la Polizia Penitenziaria; la colpa è della formazione che non adegua le materie di insegnamento alle mutate esigenze della società.

Infine, caro Ministro le assicuro che in tanti anni di lavoro a contatto con i detenuti, specie quelli stranieri che rappresentano ormai buona parte dei detenuti presenti nelle carceri italiane ho potuto appurare che i Poliziotti Penitenziari, pur essendo stati abbandonati negli anni dal punto di vista formativo, hanno saputo affrontare, con proprie risorse, le diverse culture, i diversi modi di essere e di fare relativi a tantissimi detenuti stranieri e non solo islamici, penetrando nei loro cervelli e riuscendo a comprendere con successo taluni fenomeni relativi ad una o un’altra etnia; mostrandosi tolleranti verso le culture diverse, e subendo invece un razzismo al contrario da parte di detenuti stranieri che, quando le spiegazioni non convenivano loro, bollano gli agenti come “razzisti”.

No, signor Ministro non è come lei pensa. Noi Poliziotti Penitenziari siamo in grado di comprendere i fenomeni  che si determinano all’interno delle comunità straniere, lo facciamo da sempre, da quando eravamo Agenti di Custodia, perché visto lo stato di abbandono e la scarsità di corsi di formazione in house (visto che la formazione è monopolio del DAP e dei PRAP) siamo anche in grado di studiare al di fuori dal servizio e di informarci e di produrre relazioni di servizio che in quest’ultimo periodo hanno ricevuto il plauso di platee qualificati di altre forze dell’ordine, offrendo spunti di indagine e smascherando jahdisti in erba o simpatizzanti dello stato islamico.

Quindi signor Ministro, non l’abbia a male: sono sicuro della sua buona fede, ma la prossima volta spero che i suoi collaboratori la informino meglio sulla qualità e sul grado di preparazione e sulla capacità di fare “intelligence” della Polizia Penitenziaria, nonostante i tagli sulla formazione. 

 

Terrorismo islamico, Ministro Orlando: la Polizia Penitenziaria non è in grado di capire gli stranieri

 

Quel bacio in carcere non un semplice saluto, ma simbolo di affiliazione

 


Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 4


Nella puntata di Porta a Porta di martedi scorso dopo i tragici eventi di Bruxelles sono stati invitati oltre ad esperti e giornalisti che seguono da vicino la lotta al terrorismo, anche il nostro Ministro Orlando e vicino sedeva il presidente del CE.SI. Dott. Andrea MARGELLETTI centro studi internazionali, già consigliere strategico del Ministero della Difesa. Ebbene alla domanda del dott. Bruno Vespa di come si puo' prevenire simili attacchi terroristici il Dott. Margelletti rispondeva:" Oltre alla collaborazione di tutte le forze di Polizia, allo scambio di informazioni dell'intellingens, ma una cosa e' fondamentale, il ruolo della Polizia Penitenziaria." Sig. On. Ministro noi siamo pronti a tutto e sappiamo fare tutto, spero che abbia ben compreso che cosa intedeva il Dott. Margelletti forse qualcosa lui l'ha capita. Bene ciao ha tutti forza e onore

Di  Anonimo  (inviato il 26/03/2016 @ 22:29:08)


n. 3


Sig. Ministro anche questa volta, le stata data la possibilità di stare zitto, invece ha parlato.

Di  Piermattia  (inviato il 26/03/2016 @ 18:48:38)


n. 2


Commento NUMERO 1, considera il mio complimento al pari di una Lode, con tanto di protocollo!!!
Non fa una grinza!
Il grande dilemma caro collega è proprio il timore da parte dei direttori, di essere eguagliati e superati.
La stragrande maggioranza nel Corpo hanno i così detti "gabbasisi quadrati".
Ci sono matricolisti, responsabili ed addetti colloqui, addetti ai reparti detentivi, sottufficiali ecc, che hanno gli attributi ed il più delle volte si sono fatti da se negli anni.
La nostra è l'unica categoria umiliata ed abbandonata ad una sorte che ormai inizia a delinearsi con estrema chiarezza.
La cosa grave è che stiamo TUTTI a guardare, invece che reagire una volta per tutte.
Conosco alcuni che si lamentano ogni giorno, mettendo però la testa sotto il banco, facendo sentire a malapena la loro giovane vocina, ma inalberarsi seriamente manco per sogno.
Minc.....che fregatura questi ragazzi......
Sarà che hanno paura che gli facciano la bua!
Mapperfavoreeeeee.........

Serena Pasqua a tutti da San Vito Lo Capo....all'atto14°,
bracere per la carne pronto e pasta al nero di seppie a pranzo tra due ore circa.
Adoro la legge della compensazione....mangiari pì dimenticari........ihihihihihihihih
Ciaoooooooo

Di  Salvo Catarella  (inviato il 26/03/2016 @ 10:51:39)


n. 1


Purtroppo è proprio il potere politico che non ci consente di fare il nostro mestiere, da sempre il Personale del Corpo è stato bistrattato,sottomesso,umiliato, abbandonato è impiegato in servizi e compiti impropri ad uso esclusivo della solita classe Dirigente del DAP, quest' ultima compagine la privilegiata e prediletta, da sempre in bella mostra agli occhi dei Politicanti di Turno. Il Corpo dovrebbe essere quella struttura autonoma posta a garanzia della legalità in materia Penitenziaria e non solo, punto cardine di rifermento del Ministro quale organo principale di controllo e di fiducia dell'Autotità Politica e Giudiziaria in tutto il settore di competenza del Ministero della Giustizia, non l'oggetto di manovalanza ove poter scaricare con facilità le colpe pessimi progettisti e costruttori! In genere i Genitori crescono i propri figli pazientemente, insegnando loro come affrontare le varie fasi della vita,da piccoli, sorreggendoli e supportandoli dapprima nel camminare, nel mangiare, nel parlare ecc.continuando anche da grandi a dare buoni consigli su come procedere, sperando un giorno avvenire di essere orgogliosamente superati nel lungo percorso della vita, mettendo così a frutto quanto loro insegnato e da li, quasi sempre si capisce se sono stati dei buoni o cattivi Genitori. Purtroppo noi Poliziotti Penitenziari "figliastri" abbiamo avuto la sfortuna di crescere da sempre con dei "Genitori putativi", anzi diciamola quasi sempre cattivi patrigni e matrigne, che anzichè insegnarci il nostro mestiere, si sono limitati nel tempo a lasciarci crescere da soli, stando bene attenti a tenerci chiusi a chiave dentro casa, senza istruzione,senza vestiti,senza mezzi di sostentamento, temendo di essere superati ed estromessi dal loro trono, per cui appare chiaro che anche in questa occasione il Ministro abbia colto i frutti che i suoi fiduciari hanno seminato nel tempo!

Di  l'Ultimo degli Agenti  (inviato il 25/03/2016 @ 18:32:48)




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