Settembre 2017
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Skype per i mafiosi al 41-bis: arrivano puntuali le smentite, ma per i mafiosi in alta sicurezza come la mettiamo?


Polizia Penitenziaria - Skype per i mafiosi al 41-bis: arrivano puntuali le smentite, ma per i mafiosi in alta sicurezza come la mettiamo?

Notizia del 16/05/2017

in Dal Parlamento

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Scritto da: Redazione

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Anche le forze di maggioranza parlamentare della Commissione Giustizia della Camera tirano dritto e sulla proposta di Legge di iniziativa del Governo “Modifiche al codice penale al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” (A.C. 4368), non ammettono nessun emendamento proposto dalle opposizioni, nemmeno quelli che proponevano di limitare l’uso di Skype nelle carceri per i mafiosi. Lo scorso 12 maggio infatti hanno votato compatte a favore del testo così come proposto dal Governo.

Il provvedimento era già passato al Senato con la votazione del 15 marzo in cui il Governo aveva posto la fiducia. Il senatore Mario Michele Giarrusso (M5S) aveva commentato: "Il governo, il Pd di Renzi, Alfano e Verdini potrebbero rendersi responsabili di uno scempio immane. Vogliono consentire Skype ai mafiosi detenuti in alta sicurezza per favorire le relazioni familiari. L'alta sicurezza va rinforzata e non indebolita. Il governo, dunque, al posto dei pizzini, darebbe alla mafia nuova tecnologia. È questo il rischio concreto che è previsto nel ddl penale appena votato al Senato con la fiducia e che adesso è all'esame della Camera.”

La replica era subito arrivata dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando che si era affrettato a precisare che l’utilizzo di Skype: "Non riguarderà i capi mafia".

Anche il Presidente della Commissione Giustizia della Camera e relatrice del provvedimento a Palazzo Madama, l’On.le Donatella Ferranti (PD) aveva a suo modo rassicurato l’opinione pubblica: "Skype ai mafiosi in carcere? Siamo alle scie chimiche applicate alla giustizia… Sostenere che la riforma del processo penale, nelle disposizioni in cui delega il governo a disciplinare l'utilizzo di collegamenti audiovisivi a fini processuali e per favorire le relazioni familiari, consentirà ai mafiosi in regime di 41-bis di sostituire Skype ai pizzini è logica da periodo ipotetico dell'irrealtà. È un argomento del tutto fantasioso e strumentale che alimenta allarmi infondati e getta discredito sulle buone riforme. Come espressamente già prevede la delega, la possibilità di introdurre strumenti audiovisivi (Skype compreso) in carcere non riguarda modifiche del regime del 41-bis."

Nei giorni seguenti, il 21 marzo scorso, il giorno della prima “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” (approvata con la Legge n. 20 dell'8 marzo 2017), anche l’Associazione Vittime del Dovere aveva diffuso un comunicato stampa, sollevando il pericolo che anche i boss mafiosi e gli altri detenuti pericolosi in alta sicurezza, potessero accedere alle comunicazioni via Skype con le famiglie.

VITTIME DEL DOVERE CONTRO SKYPE AI MAFIOSI

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, interpellato dal Fatto Quotidiano che ne aveva dato notizia, aveva affermato: "È una questione che approfondiremo". Dai suoi uffici, in seguito, erano arrivate rassicurazioni: "Si tratta di una delega, la legge è ancora tutta da scrivere, chiaramente la possibilità d'introduzione di strumenti audiovisivi, Skype compreso, non potrà riguardare i detenuti al 41bis".

Dopo il rifiuto degli emendamenti al testo, decisi a maggioranza dalla Commissione Giustizia della Camera con la votazione dello scorso 12 maggio, le Vittime del Dovere hanno diramato un secondo comunicato sollevando di nuovo le loro forti perplessità sull'estensione di Skype ai mafiosi al 41-bis e alta e media sicurezza a cui sono seguite le nuove rassicurazioni dell'On.le Presidente Donatella Ferranti: "Il timore dell'Associazione vittime del Dovere è del tutto infondato: nel disegno di legge 4368, attualmente all'esame della Camera si prevede espressamente che i detenuti sottoposti al regime di cui all'articolo 41 bis vengano esclusi dalla possibilità di utilizzo dei collegamenti audiovisivi, possibilità quest'ultima prevista per gli altri detenuti sia a fini processuali, sia per favorire le relazioni familiari".

SECONDO COMUNICATO STAMPA CONTRO SKYPE AI MAFIOSI

Ma da una prima analisi delle dichiarazioni, così come le hanno riportate le agenzie di stampa e i quotidiani, i lettori più attenti avranno notato una piccola, ma sostanziale differenza.

Da una parte ci sono il M5S e l’Associazione Vittime del Dovere che sollevano il dubbio che le comunicazioni via Skype possano essere concesse ai detenuti mafiosi al 41-bis e all’alta sicurezza. Dall’altra, il Guardasigilli in persona e il Presidente della Commissione Giustizia della Camera che rassicurano che il provvedimento non riguarderà i capi mafia al 41-bis.

Nessun riferimento agli altri in alta e media sicurezza.

Quindi gli altri detenuti in alta sicurezza potranno accedervi? Anche i mafiosi in alta sicurezza declassati dal 41-bis? Anche tutti gli altri che al 41-bis non ci sono mai stati, ma che hanno ricoperto funzioni di assoluto rilievo nelle gerarchie mafiose?

Il dubbio sorge spontaneo e ad un Corpo di Polizia Penitenziaria, deputato alla gestione dei capi-mafia in carcere e ai mafiosi in alta e media sicurezza, quelle dei politici di maggioranza risuonano come affermazioni su cui prestare molta attenzione.

Sono sottili differenze a cui anche i capi-mafia prestano molto ascolto. Piccole sfumature che la politica non può e non deve permettersi di sottovalutare, nemmeno durante le frettolose smentite ai dubbi sollevati da chi ha subito sulla propria pelle la ferocia criminale.

Nei prossimi giorni, il disegno di legge che delega il Governo a modificare l'ordinamento penitenziario, sarà sottoposto alla votazione della Camera nella quale il Governo gode di una maggioranza più ampia di quella del Senato. Ulteriori segnali delle reali intenzioni della politica sull’amministrazione dei mafiosi in carcere, arriveranno anche dai decreti di riorganizzazione del Gruppo Operativo Mobile (e circolare applicativa del Decreto) e dell’ispezione della Commissione antimafia in visita presso le carceri sarde.

Segnali che non vanno assolutamente sottovalutati.

 

Carceri 41-bis: visita della Commissione Antimafia nelle carceri della Sardegna per verificare Cagliari Uta e Sassari

 

 


Scritto da: Redazione
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Commenti Commenti dei lettori

n. 16


Per il commento n 15
Dopo avere letto il commento con sincero rispetto e un'analisi non corrispondente alla fattispecie e quindi ritengo sia del tutto stramballata.

Di  Anonimo  (inviato il 23/05/2017 @ 14:37:23)


n. 15



I mafiosi, soprattutto siciliani e calabresi, rimangono saldamente ancorati su posizioni oppositive, sempre coerenti con il loro vissuto, il loro deprecabile passato, il loro giuramento, in special modo alla loro affiliazione di sangue o vincolo familiare.
QUI SI STA GIOCANDO CON IL FUOCO.

Ho conosciuto davvero pochi veri mafiosi che hanno scelto di "pentirsi" e non "collaborare".
Si perchè dietro a queste apparenti ed uguali scelte si celano grandi differenze che per ovvietà e rispetto alle conoscenze di noi tutti operatori della Penitenziaria non staremo qui a spiegare.
Ho conosciuto uomini d'onore tutti d'un pezzo, capaci di sopportare fino ai giorni d'oggi il carcere, soprattutto quello duro. Soggetti aspri e scolarizzati che conoscono solo un atteggiamento, cioè quello di suscitare quotidianamente il "benevolo rispetto" nei confronti di tutti. La falsità e reverenziosità del mafioso non è mai mutata, per questo è riluttante.
Circostanza pericolosissima per chi non è abituato a vivere in una terra e ambianti dove la mafia la respiri sin da piccolo per le strade, ed impari nel tuo piccolo a prenderne distanze ad ogni costo, ripudiandola fino alla nausea.
Molti altri mafiosi, di rango inferiore, invece capaci di lamentarsi per sciocchezze, rendendosi talvolta ridicoli agli occhi di tutti, compreso il personale di servizio. Talvolta è venuto da chiedersi: "ma questo mafioso è?".
Non penso debbano esserci posizioni meritevoli di tanto interesse “benevolo”, nell'applicare a soggetti mafiosi (o anche del regime ordinario), la remota possibilità di potere comunicare con l'esterno via internet. E' l'ennesimo errore fatale. Sarebbe un tragico ed irreparabile regalo. Irreparabile perché in questi anni abbiamo vissuto sulla nostra pelle che “è difficile tornare indietro, se non impossibile”.
Il mafioso di rango, è colui “che tende a gestire” un reparto detentivo in completa autonomia, nel silenzio assoluto. E’ nella sua natura di capo.
A quest'ultimo basta un semplice annuire per capire che ha le adesioni di tutti gli altri detenuti. E' stato e sarà sempre così. Il mafioso vero utilizza metodologie arcaiche, semplici, ma estremamente incisive nell’impartire ordini non verbali.
Il rispetto, come forma di partecipazione disinteressata. E' sintomatico come oggi più di ieri i boss mafiosi vivano la loro carcerazione facendo in tutti i modi affinchè sia una gestione "padronale e paternalistica", quasi autogestita sia nelle regole della malavita, nelle metodologie, che nei mezzi economici a loro disposizione.
La POLIZIA PENITENZIARIA IN TUTTO CIO’ è la grande ED UNICA risorsa di questa nazione e di tutta la società civile, che fa si che tutto ciò NON AVVENGA, ANZI CHE venga DEL TUTTO VANIFICATO il potere dei mafiosi e dei loro gregari o semplici affiliati, avvicinati ecc..
E' difficile accettare che si voglia fare loro questo regalo.

Il mafioso arraffa e prende tutto ciò che può, al solo fine di ricucire legami a tratti interrotti, riprendere le fila, riorganizzarsi, riappropriarsi del proprio territorio, riprendere a fare affari ed anche ammazzare senza alcuna pietà.
Moltissimi mafiosi oggi gravitano nel circuito dei detenuti comuni. E questa è la cosa che deve fare riflettere tanto e TANTI che saranno depositari di voto e firma.
Infine e non per ultimo, lo dico con profondo rammarico, ciò comporterebbe il vanificarsi di tanto, enorme lavoro quotidiano, di tutti gli operatori penitenziari, forze dell'ordine e quella fetta di magistratura impegnata a combattere VERAMENTE la mafia.
Se così fosse, non sarebbero più adeguati i livelli di ordine e sicurezza.
Nutro profondo rispetto per chi ha perso un familiare per mano della mafia ed è per questo che sono totalmente dalla loro parte, più che mai in questa vigilia del 25° anniversario dalla strage di Capaci.

ONORE AI CADUTI E LORO FAMILIARI.

Di  Presto in pensione  (inviato il 22/05/2017 @ 13:10:57)


n. 14


Per Valerio commento n.1
Lo scimmiottare i morti ammazzati fa parte della politica attuale più che in passato.
Il 23 Maggio a Palermo sarà la solita sfilata di meschini ad esclusione di pochi.
Cambiare le regole sull'ordinamento penitenziario la dice già tutta sul prossimo futuro al contrasto delle mafie.


Di  Fede  (inviato il 22/05/2017 @ 10:38:46)


n. 13


Il 23 prossimo a Palermo ci saranno come sempre passerelle e corone di fiori. Molti meritevoli di presenziare, molti altri si dovrebbero nascondere e prendere a schiaffi allo specchio.
La camera ardente quella notte fu vigilata oltre dalle forze dell'ordine anche da giovinotti appena entrati in magistratura ma pochissimi scelsero di rimanere a Palermo in seguito.
Si dice che la mafia in Sicilia si combatte con le chiacchiere. Vero è.
È sotto gli occhi di tutti quello che certa politca sta cercando di fare. Parola d'ordine è SMANTELLARE SENZA NESSUNA VERGOGNA, come diciamo in Sicilia, senza faccia.
La maggioranza della magistratura preferisce fare più o meno bene il proprio mestiere, nella massima tranquillità acchè nulla possa scalfire la propria persona. Falcone temeva che ciò accadesse.
La politica invece solo più o meno schifo come non aveva mai fatto in questi 25 anni appena trascorsi. Depenalizzare Depenalizzare Depenalizzare.
Sfiorare il 4bis significa essere senza coscienza, senza un briciolo di umanità, forse addirittura essere parte integrante della sponda opposta.
Quel decreto lo volle il dott. Falcone E NON SI TOCCA.
I fatti recenti di Trapani che vedono coinvolti imprenditori, politici e funzionari dovrebbe ancora una volta fare riflettere sull'attuale situazione siciliana e nazionale.
Occorre rimanere vigili e se sarà il caso anche arrabbiarsi a oltranza.
Spero che pubblicherete queste poche parole di forte rabbia.
Con ogni stima e bene a voi del SAPPE



Di  anonimo  (inviato il 20/05/2017 @ 21:12:49)


n. 12


Grazie pensionato tvb.

Di  Luca  (inviato il 19/05/2017 @ 10:17:52)


n. 11


Radicali presenti in aprile nel carcere. Ciccarelli, D'Elia e tutto lo staff trattamentale al completo per discutere sull'ergastolo ostativo. Si è tanto dibattuto su affettività in carcere e in modo pulsante sulla questione della depenalizzazione del fine pena mai. Si è tanto puntato sul diritto di andare in permesso, per ricongiungersi ai propri familiari, quindi di beneficiare delle misure alternative. I detenuti di un carcere siciliano e la rappresentanza dei radicali hanno discusso di entrare in linea con alcuni paesi europei in merito alla depenalizzazione di alcuni reati.
Nella sostanza i radicali continuano a fare il loro mestiere in linea con il testamento idealista lasciato dal buon Pannella.
I familiari delle vittime di mafia fanno il loro avendo più di una buona ragione per farlo mantenendo una linea che non può e non deve discostarsi nel contrastare cambiamenti sostanziali sull'attuale ordinamento penitenziario e codice penale, in buona parte voluto da Giovanni Falcone.
Il ricongiungimento con i propri familiari purtroppo non ci sarà mai per chi è stato barbaramente ammazzato dai mafiosi, sperando che questa circostanza sia possibile in altra vita.
Che dire. Auspichiamo che questo dibattito politico riformista non abbia a concludersi. Il ⊙consenso⊙ si è fatto pressante per merito di questa idealizazione che polarizza molti detenuti speranzosi di potere riabbracciare presto i propri cari.
Potessero dire la loro i morti di Stato!

Di  Dopato  (inviato il 19/05/2017 @ 09:59:24)


n. 10


Al commento n 9
Capisco il tuo rammarico per queste vicende di colleghi o presunti tali corrotti e conviventi con criminali.
Sono certo che la giustizia farà il suo corso e qualora ritenuto colpevole venga condannato alla giusta severa pena prevista dalle leggi .

Di  Pensionato 2014  (inviato il 19/05/2017 @ 09:55:48)


n. 9


Se c'è una cosa che mi fa davvero incaxxare è leggere di colleghi o presunti tali corrotti e conniventi con i mafiosi.
Spero che verrà licenziato appena appurata la sua colpevolezza.
Conoscendo il nostro amato DAP. Dobbiamo anche aspettarci che riciclino questo signore in altri istituti con posto di servizio fisso BLOCCO ESTERNO!
Purtroppo è noto come in lungo e largo ce ne siano tanti di questi bravi traditori dello Stato.
Saprei io cosa fargli fare.....spurgare le fogne.....il minimo.

Di  Luca  (inviato il 17/05/2017 @ 15:51:12)


n. 8


Alla Terza Casa Rebibbia hanno bucato il muro di cinta per fare un negozio (finanziato con i sodi della cassa ammende), gestito da una cooperativa il cui Presidente sembra sia un ex BR già ospite al Nuovo Complesso e vi meravigliate....

Di  PASQUINO  (inviato il 17/05/2017 @ 12:48:19)


n. 7


Ragazzi ma di che stiamo parlando. Si cita solo il 41 bis ma non possiamo dimenticare tutti i circuiti as da dove entrano ed escono anche i 41 bis e dovo ci sono già criminali di prim'ordine. Niente opportunità a tutti i reati di criminalità anzi....a nessuno dei reati 4 bis!!!! Basta con questo schifo. Ho già scritto giorni fa....tutti si dimenticano troppo presto dei morti e delle persone oneste

Di  Rassegnato  (inviato il 17/05/2017 @ 12:38:57)


n. 6


Tortura, via libera del senato al DDL
Via libera del senato al disegno di legge che introduce il reato di tortura, con 195 Si , 8 No e 34 astenuti.

Di  Anonimo  (inviato il 17/05/2017 @ 12:24:26)


n. 5


Non vedo più un punto di equilibrio.
Si è perso il senso del pudore e della serietà.
Appare strano come questa questione non venga trattata tutti i giorni sulle prime pagine dei giornali nazionali.
OPACITÀ INTOLLERABILE.
Onore ai caduti e rispetto per i familiari.

Di  La misura è colma  (inviato il 17/05/2017 @ 10:12:41)


n. 4


È tutto in vendita, sottoposto a trattativa.
Vergognatevi, siete l'imbarazzo della società sana che ripudia le mafie.
Il puzzo del compromesso si sente eccome!
Onore ai caduti e rispetto per i familiari.

Di  La misura è colma  (inviato il 17/05/2017 @ 10:04:36)


n. 3


Il principio è solo uno e su questo non si discute.
Rispetto per chi ha perso la vita per mano dei mafiosi.

Queste notizie mi istigano a diventare arido ed incattivire il mio animo buono e nobile.

I mafiosi devono essere trattati da tali, prendendo tutte le precauzioni possibili per azzerare il loro potere criminale.

Vorrei che tanti si indignassero a causa di queste assurde garanzie che si vorrebbero riconoscere ai mer.... mafiosi.
Il problema mafia non è stato per nulla risolto e più non se ne parla e più questa montagna di mer.... continuerà a scalfire e fare cosa propria la cosa pubblica attraverso certa politica che ha venduto la propria anima in nome di questo assurdo garantismo.
Onore ai caduti e familiari.
S.B..


Di  Contagioso  (inviato il 17/05/2017 @ 09:36:41)


n. 2


Da comune cittadino sono indignato , mi chiedo come sia possibile proporre l'uso anche se limitato di Skype ai criminali mafiosi sottoposti al 41-bis e non sottoposti al 41-bis che si sono macchiati di reati terribili.
Credo che uomini e donne che sono al governo compresa le forze politiche all'opposizione devono occuparsi delle donne e degli uomini vittime di mafia leggiferando leggi per sostenere aiutare tutte le persone vittime di mafia che soffrono .
Onore ai caduti e familiari .

Di  Un cittadino indignato Giovanni  (inviato il 16/05/2017 @ 14:11:37)


n. 1


Questo periodo lo chiamerei conformismo culturale. Cioè il non chiamare le cose con il proprio nome. Un boss rimane tale anche dietro le sbarre e spessissimo anche se ristretto al 41bis ancora più pericoloso. Se avessimo avuto Nicola Gratteri a capo del ministero della giustizia oggi non si parlerebbe a vanvera e soprattutto non si potrebbero fare certe scelte politiche assurde.
Questo continuo scimmiottare tutti i morti ammazzati d Stato deve finire.
Chi si presta a questi giochi infami dovrebbe vergognarsi DA MORIRE.
Onore ai caduti e familiarii.
Pesci in faccia a chi vuole indebolire il controllo sulle mafie.

Di  Valerio  (inviato il 16/05/2017 @ 10:33:42)




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