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Sollicciano: Esploratori alla scoperta ... dell’acqua calda


Polizia Penitenziaria - Sollicciano: Esploratori alla scoperta ... dell’acqua calda

Notizia del 05/07/2013

in Consoliamoci con l'ironia.

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Scritto da: Interventi ricevuti

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Che le carceri italiane siano in una condizione di degrado e sovraffollamento è un dato oramai noto a tutti. E per scoprirlo è sufficiente accendere la televisione, almeno una volta al giorno, sintonizzarsi su un qualsiasi notiziario nazionale ed avere, oltre alle foto, anche filmati. Se poi si è fortunati (ma non sempre accade), i telegiornali offrono anche qualche informazione qualificata da parte di professionisti della notizia in grado di spiegare cosa effettivamente succede tra quelle quattro mura.

La denuncia delle condizioni carcerarie è diventata la pratica più semplice per chi vuole ottenere, con poco sforzo, pubblicità. Questo tipo di promozione produce, per fortuna, scarsi risultati perché la gente - soprattutto gli addetti ai lavori - sa leggere in maniera intelligente le notizie che gli vengono propinate e soprattutto chi in quegli ambienti ammuffiti ci lavora (nel senso che quotidianamente ci presta servizio a contatto con i detenuti), conosce i motivi di quel degrado e ne conosce anche i responsabili.

Operare in un contesto penitenziario può voler dir tutto ma anche niente; lavorare nel carcere ha un significato diverso. E chi lavora nel carcere questo lo sa. Lavora nel carcere chi quell’aria ammuffita la respira almeno sei ore al giorno e chi quei corridoi li ha visti diventare così ad ogni temporale venuto giù dal cielo, anno dopo anno.

Chi il carcere lo vive veramente per motivi del suo lavoro (mi riferisco agli uffici della Procura della Repubblica, alla Magistratura di Sorveglianza, all’A.S.L., al Garante dei Detenuti, al Volontariato ed alle Associazioni, alle Organizzazioni Sindacali) è già ben al corrente della situazione di difficoltà che, allo stato, vive la struttura fiorentina. E quando non ha avuto la possibilità di appurarlo direttamente ne è stata portata a conoscenza anche dalle figure apicali dell’istituto, Direttore compreso.

Di foto di muri ammuffiti, di piccioni appollaiati e di celle al limite della vivibilità sono pieni gli archivi degli uffici competenti perché questa situazione di degrado non fa piacere a nessuno e nessuno ha mai fatto nulla per nasconderla, allo stesso modo in cui alcuno si è attivato per risolverla. Chi racconta che a Sollicciano si assiste passivamente a questo degrado racconta una bugia, oppure non sa di cosa sta parlando.

Le soluzioni, come noto, passano anche attraverso delle proposte che possono essere di due tipi. Ci sono le proposte costruttive che, al rischio di diventare impopolari, puntano al centro del problema e cercano di convogliare tutte le energie nella speranza di una risoluzione del problema stesso. Ci sono poi le proposte populistiche che, anziché cercare soluzioni, gettano fango sulle persone, in specie su quelle che, per motivi istituzionali, ma anche per ragioni di opportunità, non sempre possono godere del confronto diretto sul campo.

E così, nel pieno rispetto della politica del “piove, governo ladro”, gli esploratori dell’acqua calda si accorgono che a Sollicciano le pareti sono ammuffite e le condizioni di vita, per il personale e per i detenuti, sono insostenibili. Considerazioni giuste e condivisibili ma anche abbastanza scontate, se ci è permesso.

Allora cosa fare per trasformare questa anonima visita in qualcosa che possa trovare - almeno per qualche ora - il consenso di un centinaio di lettori? Proporre le dimissioni del Direttore!

E’ un po’ come dire: l’Italia è un paese di evasori fiscali, chiediamo le dimissioni del Comandante Generale della Guardia di Finanza: non sa fare il suo lavoro! Oppure, le condizioni di lavoro sono al limite del sostenibile? Chiediamo l’abolizione dei Sindacati! No, non è questa la soluzione, almeno per chi i problemi vuole affrontarli e risolverli seriamente.

Unico aspetto positivo di tutta questa storia è il ricco fascicolo fotografico che, per la verità, racconta una storia, in alcune sequenze, vecchia di anni. Queste foto si spera possano essere utili a chi ha oramai un ricordo sbiadito di quel lavoro del quale si ricorda solo in occasione di una visita.

Alla fine, tutto torna utile.

Noi Poliziotti a Sollicciano

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 8


se non ho capito male il contenuto dell'articolo, ciò che sembrava fuori luogo era, non tanto la pessima condizione in cui versa l'istituto e che giustamente è stata denunciata (anche se, anche per me è stata scoperta l'acqua calda). La cosa incongruente e, a quanto pare, fuori luogo, è la richiesta di dimissioni del direttore che ha solo del populismo spicciolo e lascia trasparire la volontà non di centrare un problema ma solo di scagliarsi contro il bersaglio più facile.

Di  Tancredi  (inviato il 12/07/2013 @ 10:06:49)


n. 7


Al Collega Emanuele, sono uno degli estensori della lettera e presto servizio a Sollicciano da quansi vent'anni. Non credo che tu conosca la realtà del carcere fiorentino, ma ti assicuro che non è diversa da quella della stragranda maggioranza degli Istituti d'Italia. Vorrei solo dire che se è stata scoperta l'acqua calda da parte della UIL forse è perchè alcuni dei suoi rapp.ti, tra cui quelli local che hanno partecipato alla visita, sono una decina di anni che non entrano all'interno del carcere. Con questo non voglio sminuire l'attivà sindacale di nessuno, ma provo amarezza quando dipingo il mio posto di lavoro come un porcile e ti assicuro che è quello che mi hanno detto i miei familiari quando hanno visto l'articolo sul giornale.

Di  Giovanni  (inviato il 08/07/2013 @ 13:37:41)


n. 6


X Emanuele
Premesso che l’ipocrisia, come tante altre emozioni, fa parte dell’indole umana e non saremo certo noi ne tu ad eliminarla, crediamo che il punto di questa piccola polemica sia un altro.
Il Sindacato di categoria, primo per rappresentanza che evochi tu è il Sappe. Il Sappe ha i proprio dirigenti che fanno attività sindacale ed ha un sito internet (www.sappe.it) che pubblica i resoconti dell’attività ed i comunicati sindacali (attraverso l’agenzia di stampa sappeinforma).
Questo sito, invece, è la declinazione web della Rivista mensile Polizia Penitenziaria Società Giustizia e Sicurezza, testata storica del panorama penitenziario che da vent’anni fa informazione dal, sul e per il Corpo di Polizia Penitenziaria.
In altre parole, su questo sito facciamo giornalismo e non attività sindacale.
Anche se il nostro editore di riferimento è e rimane il Sappe.
La funzione del giornalismo è informare, polemizzare, esprimere opinioni, indagare, scoprire e quant’altro possa servire al lettore per farsi un’idea di quello che sta succedendo.
E’ per questo che, secondo noi, quello che dici tu è assolutamente fuori luogo in questo contesto.
Per quello che riguarda, infine, le tue insinuazioni circa la lettera ricevuta (?), se hai seguito un po’ questo sito dovresti sapere che non abbiamo affatto bisogno di usare questi mezzucci visto che non abbiamo alcuna reticenza nello scrivere qualsiasi cosa contro chiunque (ovviamente contro chiunque riteniamo abbia qualcosa da farsi rimproverare nella gestione degli uomini e delle cosa della Polizia Penitenziaria).
Chiaro ?

Di  Redazione  (inviato il 08/07/2013 @ 09:43:42)


n. 5


Per vero eretico
Sicuramente abbiamo punti di vista diversi ma non ho detto e scritto che soltanto il sappe attacca altre sigle, ho scritto che il sindacato più rappresentativo non deve scendere a questo livello, è sinonimo di pochezza perché la pratica di attaccare altri sindacati è pratica dei piccolini................ poi scusami ma io non faccio la morale a nessuno ho solo esplicitato un pensiero di molti in periferia, (nelle carceri), quindi ipocrita dillo a qualcun altro altrimenti devo pensare che risponde la stessa persona che non frequenta le patrie galere e non sa nemmeno di cosa parlo.
Per redazione
ho capito benissimo che è una lettera ricevuta, (mah.... ricevuta??), ma quello che volevo dire è semplicemente che anziché risaltare quello che viene affermato, ovvero la normalità di fare servizio in quello schifo, e sfiderei chiunque a farci servizio, sarebbe opportuno che un sindacato di categoria, il primo per rappresentanza, combattesse queste situazioni e non si soffermerebbe a pubblicare una lettera, inviata??, che a dir poco farnetica, ovviamente da voi pubblicata ad arte per screditare un'altra organizzazione sindacale. Ad arte perché già dal titolo si intuisce che scredita una notizia. A mio avviso sarebbe opportuno che tutte le organizzazioni sindacali quantomeno non si facessero la guerra tra loro, anche perché, torno a ripeterlo per quelli che non frequentano il carcere ma lidi più rilassati, non aiuta nessuno o meglio sposta solo tessere ad ottobre. Con questo non voglio fare la morale a nessuno, meno che meno essere ipocrita, anche perché ipocriti sono altri personaggi, volevo solo esprimere un pensiero..................

Di  Emanuele  (inviato il 08/07/2013 @ 08:49:55)


n. 4


Emanuele, risparmiaci la morale e l'ipocrisia
Sarno, in ogni occasione, parla (e male) del SAPPE: ne ha l'ossessione, evidentemente. Il SAPPE attacca il DAP e lui difende Tanburino, Pagano e la vigilanza dinamica che mantiene la 'colpa del custode'. Parla di 'galline dalle uova d'oro' del SAPPE ma non cita le 'gallinelle' che gli alimentano il suo parco tessere.
Di cosa parli?

Di  Vero Eretico  (inviato il 07/07/2013 @ 15:56:40)


n. 3


X Emanuele
Forse non hai ben capito, ma quella pubblicata e' una lettera che abbiamo ricevuto non un articolo della redazione.
È comunque anche fosse stato un articolo non era un comunicato del Sappe.

Di  Redazione  (inviato il 07/07/2013 @ 12:44:52)


n. 2


Credo che sia giusto informare non disinformare, provate a lavorare voi in quelle condizioni, vedete se è possibile solo pensare di fare servizio. Propongo una cosa, anziché fare la guerra tra sindacati, fate la guerra a questa amministrazione di civili. Non è accettabile che un sindacato autonomo e di categoria, nonché il primo per rappresentanza, attacchi un altro sindacato, questo è sinonimo di pochezza.................

Di  Emanuele  (inviato il 07/07/2013 @ 10:19:02)


n. 1


sindacalaio di peso ma che fai??? insomma ma sei proprio un peso allora ??? Ben vengano le tue visite , le tue foto, le tue dichiarazione stampe, interviste televisive..........., ma vai dappertutto mio caro sindacalio di minoritaria sigla sindacalese!!!
Ahi Ahi Ahi no alpitur....... allora ti chiamerò fotografo di tutti i giorni ........e proporrò di farti fare il fotografo per l'amministrazione , non so sui tesserini ad esempio...............
Il diritto di satira, d'informazione , di pubblicità , sindacale ed altro andrebbe esercitato secondo la regola generale d'informzaione al fine di sensibilizzare l'alto e nobilke sentimento d'appartenzna istituzionale e non campanilistico.................

Di  pikkolo campano in firenze-sollicciano  (inviato il 05/07/2013 @ 21:00:42)




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