Novembre 2016
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Stati generali dell’esecuzione penale: cronaca incontro del Ministro con i direttori penitenziari.


Polizia Penitenziaria - Stati generali dell’esecuzione penale: cronaca incontro del Ministro con i direttori penitenziari.

Notizia del 14/09/2015

in Dal buco della serratura

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Scritto da: Redazione

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Si è tenuta il 9 settembre a Casal del Marmo, nella sede dell’ISSP, la famigerata riunione di tutti i direttori penitenziari italiani col Ministro della Giustizia Andrea Orlando, a proposito degli Stati generali dell’esecuzione penale.

Presenti all’incontro coi direttori, oltre il Ministro, il Capo di Gabinetto Melillo, il Capo Dap Consolo, il Direttore dell’Issp De Pascalis e il Direttore Generale Beni e Servizi De Gesu.

La kermesse è iniziata con le recriminazioni da parte dei direttori per non essere presenti in alcun tavolo degli Stati generali.

Sono seguiti alcuni interventi nello specifico:

Sull’affettività in carcere si è proposto di non limitare le telefonate.

Per quanto riguarda i detenuti stranieri si è suggerito di strutturare i mediatori culturali.

Il direttore di Asti ha “osato” considerare che è necessario aver cura del personale ancor prima dei detenuti.

Il Direttore di S. Gimignano ha voluto evidenziare che il direttore è “il motore” dell’amministrazione penitenziaria.

E' emersa, poi, la necessità di incrementare gli organici, i lavori socialmente utili e il volontariato con copertura assicurativa.

Si sono auspicati meno paletti sui telefoni cellulari per gli stranieri.

Si è lamentato il pericoloso aumento nelle carceri dei detenuti con problemi psichici e il ritardo delle REMS e la mancanza di strumenti contro la recidiva e le tensioni interne, soprattutto per quanto riguarda il lavoro.

Il direttore di Brescia ha lamentato che si “spreca” troppo tempo con i problemi della Polizia Penitenziaria e con le relazioni sindacali a discapito del tempo a disposizione per i detenuti (!???!!!?!?!).

Il direttore di Cassino ha “spiegato” che il detenuto non è un soggetto passivo perchè necessita di  attività assistenziale, che invece è diminuita soprattutto l’attività trattamentale. Ha evidenziato, anche, il problema dei transgender auspicando che le risorse vengano assegnate in base alle effettive difficoltà e non indiscriminatamente. Ha inoltre osservato che per la Polizia Penitenziaria è indispensabile  stabilizzare le situazioni, anche ricorrendo all’edilizia penitenziaria.

Per il direttore di San Vittore, il difficile è fare le memorie difensive, solo a Milano ci sono 650 ricorsi. La vigilanza dinamica dovrebbe essere integrata, e non riguarda solo la Polizia Penitenziaria ma anche altre figure che nessuno cita. Ha osservato, che nell’ottica di prevenzione dei suicidi è necessario non limitare l'uso del cellulare, soprattutto per gli  imputati, senza  dimenticare il problema dei bambini in carcere. Ha considerato, infine, che il tribunale dei minori deve essere un nuovo interlocutore.

 

Questi, più o meno, i “contributi” più significativi dei direttori degli oltre duecento istituti penitenziari italiani che, sicuramente, saranno utilissimi al Ministro per concludere gli Stati generali

 

Intervento del Capo Dap Santi Consolo

Secondo il Capo Dap i direttori dovrebbero essere più imprenditori. Le cooperative devono essere coinvolte. Serve  maggior lavoro interno con l’utilizzo dei detenuti come manodopera per manutenzione ordinaria. E’ indispensabile aiutarsi tra direttori, presentare progetti a cassa ammende (finora circa 700).

Quest’estate ha diramato note e circolare per una nuova sorveglianza dinamica, con vademecum sul da farsi per prevenire  suicidi e atti lesivi e, soprattutto, per ribadire che per essere ammessi al regime di sorveglianza dinamica bisogna meritarlo.

Ci sarà una revisione dei circuiti, col presupposto della conoscenza della persona.

Si punta anche ad un aumento delle specializzazioni della Polizia Penitenziaria per consentire maggiori opportunità di lavoro. 

Il Capo dap, invita infine ad evitare contrapposizioni con la Polizia Penitenziaria e piuttosto a collaborare con il Corpo.

Ha concluso affermando di contare molto sulla capacità culturale di adeguamento dei direttori.

 

Intervento del Capo di Gabinetto Giovanni Melillo

L’incontro odierno è di informazione.

Sappiamo tutti della crisi per il sovraffollamento e del decreto sulle depenalizzazioni.

Ci sono stati errori nel piano carcere chiuso perché ha prodotto pochi posti e 260 mln di euro sono stati accantonati per altri progetti. Il piano comunque proseguirà al Ministero delle Infrastrutture.

Ora bisogna  dirottare risorse all’esterno del carcere.

Com’è noto è in atto il riordino di tutto il ministero. Le risorse sono limitate e vanno ben utilizzate anche con piani di razionalizzazione dei consumi e delle le bollette. E’ indispensabile il recupero di risorse, con maggiore attenzione agli sprechi e alla razionalizzazione. Una risposta è stata il riordino del ministero e la conseguente redistribuzione delle risorse.

I detenuti ammessi alla esecuzione penale esterna hanno un rapporto di uno a due con quelli in carcere mentre in Europa il rapporto è di uno a uno.

La Probation chiede collaborazione tra i due dipartimenti. Questo porta a rivedere cassa ammende.

Processo riformatore degli Stati generali presuppone l'ascolto di tutti secondo il sistema anglosassone.

Da questo momento i direttori intervenuti si considerino iscritti ai tavoli degli Stati generali. Allo stato attuale abbiamo circa 300 direttori dei quali il 25% va verso la pensione. Peraltro tanti di loro hanno più incarichi: doppio carcere o carcere + uepe.

Per quanto riguarda le prossime nomine ha ufficializzato Buffa come nuovo vice capo Dap mentre Cascini si è già insediato alla Giustizia Minorile.

 

Intervento del Ministro Andrea Orlando

Sono convinto dell’utilità di questa discussione. Dopo la sentenza Torreggiani abbiamo risolto il tema quantitativo, adesso occorre uno sviluppo qualitativo. La funzione riabilitativa è tutta da fare. In questo momento storico abbiamo un indirizzo politico ma è necessario acquisire anche una sensibilità politica.

Sugli opg c'e stata una battaglia politica.

Dobbiamo lavorare su una nuova idea del carcere, che offra al detenuto la possibilità di riscatto. Bisogna fare passi avanti anche sulla premialità. Per fare questo è necessario un patto a tre:  direttori, Polizia Penitenziaria e magistratura di sorveglianza.

Adesso è altrettanto necessaria una valutazione sulla capacita di portare avanti gli obiettivi.

Occorre fare l'identikit del  buon dirigente penitenziario. Non possiamo non considerare che, come in ogni altro ambito, c'e avanguardia ma anche retroguardia. C'e un substrato che vive di passività.

Il sindacato sarà senz’altro coinvolto negli Stati generali.

Siate i protagonisti di questa trasformazione. Costruiamo insieme le regole del gioco. Possiamo fare passi avanti in senso normativo e strutturale. Sono necessari sforzi individuali da mettere insieme negli Stati generali.

 

P.S.

Assenze (più o meno) giustificate, ancorché eclatanti:

Il Direttore Generale del Personale Turrini Vita e il Direttore Generale dei Detenuti Piscitello.

Numerosi assenti tra i dirigenti dipartimentali, dei provveditorati e delle scuole.

Presenti i Provveditori Regionali ma nessuno è intervenuto.

Presente anche dirigente Esecuzione Penale Esterna dott. Petralla.

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 7


Perdonatemi se insisto sull'utilizzo delle videoconferenze e scusatemi se inserisco questi 2 link:
http://www.joinconferencing.com/it/video-conferenza-risposta-problemi-giustizia/
http://reggionelweb.it/2015/09/il-wi-fi-anche-in-tribunale-problemi-di-sicurezza-sulla-vigilanza/

Di  nexuno  (inviato il 15/09/2015 @ 15:23:14)


n. 6


sono disgustato dal fatto che non si sia sentita la necessità di invitare i comandanti. E comunque, se la priorità del sistema carcere sono i telefoni stiamo freschi. Questi sono i nostri dirigenti, questa è l'italia.

Di  Anonimo  (inviato il 14/09/2015 @ 21:58:40)


n. 5


per PASQUALE .............

Bravo è poco........ Bravissimo si vede che sei uno che il carcere lo vive a differenza di molti " teorici " o " filosofi " trattamentali.
La premialità va bene , così coem la " probation - la messa in prova ai servizi sociali " o promuovere lavori socialmente utili .......... ma la maggior parte della nostra utenza " NON MERITA " .
Il regime aperto sta diventando una scuola del crimine , dell'assoggettamento al più forte o a colui che ha più soldi da spendere in carcere diventando " l'elemento di riferimento e di rispetto " , in quanto foraggia la manovalanza all'interno delle sezioni e del reparto.
Nessuno parla degli " Angeli Blu " come ebbe a definire il ministro Orlando in occasione della ricorrenza della Festa della PP, dei cari colleghi all'interno delle sezioni che prendono sputi, schiaffi ed altro ....... esponendosi anche ad una sorta di psichiatrizzazione dell'utenza vista la troppa terapia che gira nelle sezioni aperte unitamente ad altro.
Quali strumenti abbiamo noi poliziotti penitenziari??
senza telecamere, senza video sorveglianza , senza sezioni isolamento o a regime chiuso , senza possibilità di difenderci dalle violenze dei detenuti , all'improvviso siamo diventati sberleffi di detenuti incalliti , violenti senza possibilità di fronteggiarli o di imporre regole certe e sicure , quasi fossimo " aguzzini " .
D'altronde perché lamentarci di assenze di regole , quando poi nel nostro paese non c'è certezza di pena ???
Nessun sindacato reclama queste barbarie ....... queste inaccettabili situazioni se non il SAPPe e gli altri ????? GUARDANO ......OSSERVANO ?? magari concordano un azione con i DAPPISTI , con I MINISTERIALI::::::::::::::::
diceva totò : ma mi faccia il piacere...................

Di  assiente capo demotivato e stanco  (inviato il 14/09/2015 @ 16:21:55)


n. 4


DI TUTTO HANNO PARLATO, OVVERO: SOLO DEI DETENUTI. NESSUNO PARLA DELL'INCOLUMITA' DEL PERSONALE DI POLIZIA PENITENZIARIA , CHE OGNI GIORNO GARANTISCE A STENTO LA SICUREZZA. PERCHE' NON FANNO PARLARE I COMANDANTI DEGLI ISTITUTI E CHI LAVORA A CONTATTO CON I DETENUTI? PERCHE' LA POLIZIA PENITENZIARIA CONTINUA A PRENDERE SCHIAFFI, PUGNI, CALCI E SPUTI IN FACCIA DA PARTE DEI DENTENUTI? QUALI MEZZI HA IL PERSONALE PER RESPINCERE LE VIOLENZE ED EVINCERE LE RESISTENZE.? LE CARCERI SONO ORDINE PUBBLICO QUOTIDIANO, CHE VIENE GESTITO SOLO A PAROLE . NON BASTA RIPORTARE LE NOTIZIE DELLE SVARIATE AGGRESSIONI CHE ACCADONO TUTTI I GIORNI AI DANNI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA , BISOGNA PROTESTARE VIVAMENTE AL SISTEMA A LIVELLO CENTRALE. IL MOTTO DEI DIRETTORE E': IL DETENUTO DEVE STARE BENE, TUTTO IL RESTO E' NOIA. SPERANDO CHE NESSUNO SI OFFENDA !!!

Di  PASQUALE  (inviato il 14/09/2015 @ 13:48:17)


n. 3


Auspico centinaia di commenti a questo importante articolo......Macchèè........((purtroppo so sin d'ora che rimarrò deluso)).

Se si legge bene tra le righe, non possono non saltare agli occhi le carezze che ci fanno.....da lontano s'intende.
Come dire.....dobbiamo comunque tenere conto di questi qui!
Alcune frasi possono essere paragonate ai momenti quando portiamo a spasso i nostri figlioletti piccoli che fanno i capricci per farsi comperare un giochino o soddisfare qualche "piccolo, piccolissimo bisogno"
"....fai il bravo a papà....poi lo compriamo....al ritorno!"
Quindi cosa dobbiamo aspettarci?
Naturalmente che si faccia un'altro giro di boa....
e poi un'altro
ed un'altro ancora......guagliò a furia di vedere girare tutti mi girano tutt'eccose!!!
Per ciò che attiene alla premialità ed ai meriti dei reclusi per transitare al regime di sorveglianza dinamica....lasciamo stare.....tutto fa brodo.
L'importante è che stiano il più possibile aperti, nulla o quasi importa se ci becchiamo schiaffi, sputi, insulti e colpi di sgabelli in testa o peggio che si registrino pestaggi nelle sale socialità o per i corridoi.
Molti reclusi, osservano le regole intramurarie per una ragione esclusiva di convenienza, (liberazione anticipata, lavoro interno ed esterno, permessi ecc).
Il resto, sono strafottenti PUNTO E BASTA!
E poi....lasciatemelo dire, maggia sfugà 'ncoppe a stù fatt.....E' per via del nostro lavoro e non certo dei direttori che questa baracca si regge ancora in piedi, in particolar modo per l'ENCOMIABILE servizio in ogni settore prestato dagli Assistenti Capo di tutta la nazione.,,,e via via dalle altre qualifiche.

Isola Grande Pino Daniele
...Noia questa noia mortale
fumerò qualche sigaro cubano
in ricordo dei vecchi tempi....(e che tempi)
e dell'Avana vera
noia questa noia mortale
non c'è niente di più noioso
di un nostalgico
di sinistra...come me.

Di  Gennaro Capatosta  (inviato il 14/09/2015 @ 12:27:45)


n. 2


Leggo notizia su questo stesso sito:Dovevano assaltare furgone della Polizia Penitenziaria per far evadere il boss: il pentito racconta il piano
Non è la prima volta e non sarà l'ultima.
Mi rammarica vedere che in questi "Stati generali dell’esecuzione penale" nessuno ha pensato di riparlare dell'uso delle VIDEOCONFERENZE per le Udienze. Si eviterebbero pericolosissime traduzioni e/o trasferimenti per le Udienze, con risparmio sia di uomini che di mezzi.
Quali iniziative possiamo intraprendere per far riflettere in tal senso?

Di  nexuno  (inviato il 14/09/2015 @ 11:01:33)


n. 1


Mi sembra, che a nessuno sia vento in mente di prendere in considerazione un fattore importante, in altre parole affrontare il problema vero:
Per rendere “utile” un qualsiasi periodo di detenzione, che ancorché “punitivo” deve essere necessariamente “rieducativo” sarebbe di rendere gli sconti di pena applicati di default, direttamente collegati alle attività rieducative e sociali.
I famosi 75 gg di sconto pena applicati ogni 6 mesi “ci sarebbe da riveder anche il metodo applicato nel conteggiarli negli eventuali cumuli di pena”, dovrebbero essere direttamente collegati ad esempio ad attività lavorative esterne.
Per accedere al lavoro esterno, è ovvio che si deve avere un comportamento ineccepibile durante la detenzione intramurale.
Stabilire per tabella ministeriale quali sono i lavori socialmente utili, mentre ora è tutto lasciato all’improvvisazione estemporanea di chicchessia, interessare alla partecipazione i comuni, che potrebbero contribuire anche economicamente e beneficiare di “lavoratori” che farebbero godere i comuni stessi di enormi sgravi fiscali, invece di favorire le “cooperative” gestite dai privati.
Realizzare protocolli di intesa che interessino le altre istituzioni, prima delle “cooperative” per realizzare dei circuiti condivisi e coordinati.
Insomma, ci sarebbe da ragionare e soprattutto da valutare la presenza obbligatoria di chi veramente conosce il lavoro che si svolge nelle Sezioni detentive, all’interno di qualsivoglia organo collegiale deputato a valutare i problemi del “carcere”.
E’ inutile che parlino di carcere “teologi” e “teorici” che non sanno neanche come è fatta una chiave e soprattutto non conoscono le professionalità che operano all’interno del carcere, ovvero le conoscono solo per sentito dire…
Dimenticavo…. SIAMO IN Italia.

Di  PASQUINO  (inviato il 14/09/2015 @ 10:52:36)




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