Gennaio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2017  
  Archivio riviste    
Storia di ordinaria ingiustizia


Polizia Penitenziaria - Storia di ordinaria ingiustizia

Notizia del 01/04/2010

in Memoria del Corpo

(Letto 1802 volte)

Scritto da: Aldo Maturo

 Stampa questo articolo


Come ammazzare la moglie e vivere felici.

E’ una delle storielle che Bruno Tinti, Procuratore Aggiunto di Torino, riporta nel suo libro Toghe rotte, cronaca di ingiustizia quotidiana, raccontata da chi la giustizia la fa tutti i giorni.
Il libro, con la presentazione di Marco Travaglio, è scritto da Tinti ed altri colleghi che hanno deciso di condurre per mano il lettore nelle aule dei nostri tribunali per fargli toccare con mano la giustizia ingiusta.
Non è un libro per addetti ai lavori.
E stato scritto per essere letto da tutti, chiaro, semplice, spietato, divertente.
Ritornando alla nostra storiella, diciamo subito che le mogli possono stare tranquille.
La storia è reversibile e può essere destinata anche ai mariti: la riassumo in maniera ancora più semplice di quanto ha fatto l’autore sfrondandola di tutti gli aspetti tecnici per renderla accessibile al comune lettore.
Forse è al limite dell’assurdo, ma non tanto.
E’ però indicativa di come, scattando determinati meccanismi processuali, pur a fronte di un delitto, si possa uscire dalla porta principale del tribunale invece che da quella sotterranea che porta al carcere.
Un uomo, all’inizio del 2006, dopo aver sperperato tutti i beni della moglie senza fargliene accorgere (in realtà l’ha truffata) decide di ucciderla e lo fa anche in maniera spietata, come solo si può fare quando l’amore si trasforma in odio.
Commesso il delitto, chiama il suo avvocato e si fa accompagnare dai carabinieri dove confessa, a verbale, sapendo che la presenza dell’avvocato darà valenza processuale al verbale e alla sua confessione.
Dichiara di aver ucciso la moglie perché, asserisce, lo tradiva con il suo migliore amico, descrive le modalità, indica il luogo dove si trova il cadavere, consegna l’arma del delitto e le chiavi dell’appartamento per consentire di verificare quanto ha dichiarato.
I carabinieri corrono a casa e possono constatare che è tutto vero, avvisano il Pubblico Ministero di turno, fanno gli accertamenti e i rilievi del caso.
Il nostro uomo non viene arrestato perché il Pubblico Ministero sa che il Giudice delle Indagini Preliminari difficilmente concederebbe la custodia cautelare mancando uno dei tre requisiti previsti dall’art.274 del codice di procedura penale (quello sul banco degli imputati anche in questi giorni ogni volta che il magistrato scarcera qualcuno), indispensabili per tenere una persona in carcere.
In particolare: a) non sussiste pericolo di inquinamento di prove, perché è stato lo stesso marito ad avvertire i carabinieri, ha confessato il delitto, ha offerto spontaneamente tutte le prove necessarie e quindi non c’è più niente da inquinare; b) non sussiste pericolo di fuga per gli stessi motivi.
Se avesse voluto fuggire non sarebbe andato dai carabinieri accompagnato dal suo avvocato; c) non sussiste pericolo di reiterazione del reato, perché di certo non se ne andrà in giro ad uccidere mogli.
Una ne aveva, l’ha uccisa e ormai basta così.
D’altra parte il suo comportamento processuale è stato ineccepibile: si è costituito, ha confessato, si è messo a disposizione degli inquirenti.
L’indagine si conclude e in pochi mesi viene portato davanti al Giudice con l’accusa di omicidio aggravato.
Pena prevista: ergastolo.
A questo punto scatta la strategia difensiva e tramite i suoi legali chiede di essere processato con il rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena.
Di fronte alle due circostanze aggravanti - omicidio con sevizie e reato commesso al fine di occultarne un altro (non far scoprire alla moglie la truffa) - chiede le attenuanti avendo scoperto che lei lo aveva tradito con il suo amico.
Questi, d’accordo con il marito omicida, confermerà integralmente tale versione, fornendo eventualmente anche particolari che avvalorano il rapporto, tanto la signora è morta e di certo non potrà smentirlo.
L’omicidio quindi è stato commesso in uno stato d’ira dovuto a fatto ingiusto di lei e merita questa forma di attenuante (art.62 comma 2 codice penale).
Il nostro protagonista si preoccupa anche di risarcire il danno ai parenti della moglie, per cui merita anche l’attenuante del risarcimento danni (Art.62 comma 6 codice penale).
Se poi gli si aggiungono le attenuanti generiche (è stato sempre un lavoratore, non ha mai preso una contravvenzione, ha confessato, etc..) avrà messo sul piatto della bilancia una serie di circostanze attenuanti che il giudice dovrà valutare per vedere se “pesano” più delle aggravanti, cioè se sono prevalenti.
Se decide in tal senso la pena prevista passa dall’ergastolo alla reclusione da 24 a 30 anni : considerata la dinamica dei fatti è altamente probabile che si partirà dai 24 anni.
Con una prevedibile contabilità processuale, il nostro imputato comincia a scalare dai 24 anni iniziali le riduzioni dovute per le attenuanti : meno un terzo di pena per lo “stato d’ira”, meno un terzo di pena perché “ha risarcito” i familiari, meno un terzo di pena per le “attenuanti generiche” che non si negano a nessuno, arriva ad un residuo di sette anni e mezzo.
Siccome ha chiesto il rito abbreviato bisogna decurtare un altro terzo e siamo a cinque anni.
Però i fatti sono avvenuti prima del 2 maggio 2006 - termine previsto per fruire dell’ultimo indulto - ed allora gli spetta anche lo sconto di questi tre anni di indulto.
Ne restano quindi due.
A questo punto, dice, anni residui, potrà chiedere di essere ammesso ai servizi sociali, che significa stare a casa, lavorare, fare una vita normale ed essere controllati di tanto in tanto da un’assistente sociale.
Da una pena prevista di 24 anni, per una perversa applicazione di norme tecnico giuridiche, ne potrebbe scontare solo due e mezzo.
Il meccanismo ha funzionato e tutto sommato il carcere sarà solo un breve incidente di percorso per liberarsi della moglie (o del marito, se la protagonista è una lei).
Quella descritta – liberamente ricostruita da un capitolo del citato libro - non è una storia del tutto folle e fantasiosa e non vuole di certo istigare qualcuno a liberarsi del partner, anche perché nessuno può garantire lo stesso effetto domino di circostanze favorevoli.

Forse è surreale ma è il frutto di elaborazioni processuali applicabili realmente perché previste dal nostro codice di procedura penale, in un susseguirsi di duelli vissuti tutti i giorni nelle aule di giustizia di questo Paese dove, sotto il cartello “la giustizia è eguale per tutti (e si esercita nel nome del popolo)”, è sempre più difficile assicurare la giustizia vera e, quando accade, non sempre è giusta, ancor meno eguale, mai tempestiva.


Scritto da: Aldo Maturo
(Leggi tutti gli articoli di Aldo Maturo)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
E'' stato ritrovato il Poliziotto penitenziario scomparso venerdì
Carcere di Fuorni, Santi Consolo non mantine le promesse: la protesta dei Poliziotti penitenziari
Alcol e telefonino nel carcere di Mantova: erano in una cella occupata da detenuti Rom
Direttore del carcere di Busto Arsizio ammette le difficoltà: pochi Agenti ed educatori, ed è tornato il sovraffollaemento
Presidente Trump ritira l''ordine di ridurre le carceri private negli USA
Sindaco di Lucca: il carcere rimane quello, dal Ministero solo le solite proposte
I familiari delle vittime della Uno Bianca: loro hanno ucciso i nostri cari, che muoiano in carcere
Agenti penitenziari perquisiscono la sua cella e il detenuto rompe lo sgabello e ferisce due Poliziotti del carcere di Udine


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori
Nessun commento trovato.



Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.205.106.138


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Circolare del GOM: togliete le foto da Facebook, è in atto una schedatura dei Poliziotti

2 Le foto dei tre detenuti evasi dal carcere di Firenze Sollicciano

3 Giuseppe Simeone, sostituto commissario al Dap, 59 anni, stroncato da un infarto

4 Ufficiali medici nel Corpo di Polizia Penitenziaria?

5 La sospensione delle ordinarie regole di trattamento penitenziario (art. 41-bis)

6 Diventa anche tu Capo del DAP!

7 Clamorosa evasione dall''istituto … dal carcere ... insomma quello lì, come si chiama?

8 C’era una volta la sentinella

9 Orlando e Consolo: pubblicate i dati reali del sovraffollamento

10 Italicum, Porcellum, Mattarellum e Consultellum





Tutti gli Articoli
1 Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legislativo del Riordino delle Carriere

2 Decreto Milleproroghe, Sappe: Buona notizia via libera a 887 assunzioni nella Polizia Penitenziaria

3 Caso Cucchi: Poliziotti penitenziari chiederanno risarcimenti milionari ai Carabinieri

4 Detenuti di Poggioreale rifiutano le celle aperte: vissute come una minaccia alla propria incolumità

5 Tre detenuti evadono dal carcere di Firenze Sollicciano, Sappe: la responsabilità è dei colletti bianchi, evasione annunciata

6 Bonus 80 euro: quando e come saranno stanziati dopo ennesimo slittamento

7 Agente Penitenziario sorprende i ladri in casa che lo aggrediscono: ricoverato al pronto soccorso

8 Poliziotti e detenuti ripareranno insieme le auto della Polizia Penitenziaria

9 Due Poliziotti feriti nel carcere di Regina Coeli: aggrediti da detenuti magrebini infastiditi dalle perquisizioni

10 E'' stato ritrovato il Poliziotto penitenziario scomparso venerdì


  Cerca per Regione