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Stress da lavoro correlato: a quando i provvedimenti concreti?


Polizia Penitenziaria - Stress da lavoro correlato: a quando i provvedimenti concreti?

Notizia del 30/07/2012

in Houston abbiamo un problema

(Letto 4122 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Il suicidio tra gli appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria è una costante nel tempo. Un morto al mese, così da 10 anni a questa parte.

Sicuramente i suicidi avvenivano anche prima, solo che le notizie stentavano ad uscire dalle quattro mura di cemento armato; ma oggi, nell’era di internet, dei blog, dei social network non è più possibile nascondere le notizie e quindi, ogni anno contiamo tristemente 10 – 12 cadaveri in divisa; un dato assai preoccupante e indicatore di uno stato di malessere che, a mio parere, va ben oltre i “problemi personali, i problemi familiari, i problemi di salute” con i quali ogni volta si chiude la pratica “suicidio”.

Da alcuni anni, dalla pagine di questo giornale e del blog si sono alzate invocazioni di aiuto che sono rimaste finora inascoltate; sono state lanciate proposte, suggerimenti su come arginare questo fenomeno con atti concreti e, invece, ancora stiamo a discutere all’interno di una commissione o ci inventiamo i corsi per il benessere o i corsi sullo stress da lavoro correlato.

Siccome questi suggerimenti arrivano da persone che indossano una divisa o peggio da sindacalisti e non da consulenti super pagati con cifre a sei zeri, vanno scartati; meglio procedere con lo studio del fenomeno e con la consulenza di illustri psicologi e psichiatri.

Eppure credo che sarebbe bastato comprare 10 Land Rover in meno e destinare questo milione di euro ad un fondo economico per aiutare quel personale di P.P. in difficoltà. Sarebbe bastato destinare i 76.000 euro (tanto costa il corso da stress correlato riservato ai comandanti di reparto), ad alcuni Istituti al fine di sistemare alcune stanze in caserma da offrire, come aiuto concreto, a quei colleghi che, a causa di separazioni coniugali velenose, si vedono sprofondare ogni giorno di più nella povertà, poiché non riescono, tra alimenti e assegni divorzili, a pagare un affitto.

Basterebbe aiutare questi colleghi, o chi ne facesse richiesta (trovandosi in quelle condizioni) dando loro la possibilità di un alloggio : una stanza con il bagno in caserma, facendo pagare loro un affitto politico che permetta, a chi ha seri problemi economici, di non sprofondare nella disperazione.

Anziché perdere tempo nell’ideazione della vigilanza dinamica (o meglio: scendere a patti con i delinquenti) perché al Ministro non suggeriscono di far inserire nel prossimo contratto di lavoro (lo sa Iddio se ce lo faranno) la possibilità di accedere ad una parte della buonuscita al fine di venire incontro alle esigenze economiche di quel personale che, oggi anche a causa della profonda crisi economica, si trova in difficoltà.

Ecco, queste sono tre proposte concrete per contrastare il disagio del personale. Qualcuno potrà anche non essere d’accordo e liquidarle come proposte di un vecchio capo indiano un po’ rincoglionito, ma comunque sono proposte concrete; migliori sicuramente di un’analisi del fenomeno fatta da illustri sconosciuti che non hanno mai messo piede in galera, e che non hanno mai vissuto in prima persona gli attimi sconvolgenti di vedere con i propri occhi, un collega che si spara.

Continuate a crogiolarvi con le vostre commissioni di studio, a fare corsi di formazione per Comandanti di Reparto che ormai sono diventati, nell’ordine: Educatori, Psicologi, Preti confessori, padri di famiglia, capri espiatori…..

Continuate a comprare, tra l’indifferenza della politica, Land Rover da 100.000 euro ciascuna e che fanno 3 km. con un litro di carburante, mentre negli automezzi del NTP superstiti che non si trovano in officina per riparazioni varie manca la benzina, in molte carceri del sud manca l’acqua per i detenuti, manca una politica seria di gestione e manutenzione dei fabbricati.

A quanti suicidi dovremo ancora assistere prima che questa Amministrazione partorisca qualcosa di concreto?  

Leggi anche:

Suicidi nella Polizia Penitenziaria: Le Commissioni studiano, i colleghi muoiono

Uso e abuso di auto di servizio al Dap: la circolare Ionta finisce nel cestino e arrivano 30 Land Rover da centomila euro l’una


Scritto da: Nuvola Rossa
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Commenti Commenti dei lettori

n. 10


Caro Sciubert, sono un ex collega degli anni '70 e scusami se mi permetto. Anch'io ho sempre sostenuto: perché non si fa unico Corpo di Polizia con le varie specializzazioni, come tu dici?
Per me fare ciò, innanzitutto non lo vorrebbero in tanti di questi ...definiamoli "SIGNORI" della politica perché, (l'ho capito in fase successiva della mia vita), il "DIVIDI ED IMPERA" è il motto di coloro i quali non vogliono le cose "GIUSTE", perché ci devono "SGUAZZARE", perché si avrebbe soltanto "UN CAPO" e non si farebbe più politica. Lato più importante a mio avviso è quello che quei "SIGNORI" temerebbero di non poter più gestire il loro potere in quanto ..."L'UNIONE FA LA FORZA". Ciao

Di  Sebastiano  (inviato il 17/05/2013 @ 13:04:38)


n. 9


sono talmente stressato è deluso dal piano ferie estivo 2013 da capire cosa passava nella testa di quei colleghi anni or sono hanno sparato contro i loro comandanti e direttori

Di  cico  (inviato il 16/05/2013 @ 15:11:26)


n. 8


Come volevasi dimostrare combatteremo i suicidi con la brochure: Nuvola Rossa se ci sei batti un altroi colpo!!!!

Di  assistente capo senza speranza  (inviato il 01/08/2012 @ 19:24:10)


n. 7


accorpare la polizia penitenziaria alla polizia di stato sarebbe la cosa più legale di questo mondo visto che nella polizia di stato ci sono la polizia ferroviaria, la polizia stradale, la polizia postale, la polizia di frontiera perchè non deve avere la polizia penitenziaria? riflettete e troverete le domande i vertici non vogliono perchè i direttori che comandono i poliziotti penitenziari italiani sono civili e non hanno funzioni di p.g. ma vi rendete conto che i civili comandano i poliziotti anche nella disciplina basta non parlo più ne avrei cose da dire vi ricordo che sono corteggiato da molti sindacati ma io il sindacato con questo sistema penitenziario non lo farò mai piuttosto consiglio a chi fa del sindacato tipo LEGA NORD dico ritiratevi perchè qualchè giorno ne sentiremo delle belle.

Di  sciubert  (inviato il 01/08/2012 @ 18:43:07)


n. 6


volevo solo comunicare, a scanso di eventuali equivoci, che l'intervento n. 02 a firma Rico, non è attribuibile allo scrivente. isp. rico massimo.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 01/08/2012 @ 11:44:03)


n. 5


Completamente d'accordo con Nuvola Rossa!!!! E' vergognoso un sistema che vuole solo sottomettere il Poliziotto Penitenziario a favore di un sistema penitenziario diventato garantista solo per il povero detenuto che se è tale è perchè ha commesso reato penale. Solo la magistratura stabilisce e stabilirà in futuro se il detenuto è incolpevole per il fatto-reato contestato!!! Se la magistratura sbaglia deve pagare non con i soldi dei contribuenti, ma come giudice a livello economico e disciplinare. Il resto è ormai affermare quanto siamo ridicoli sotto tutti gli aspetti come sistema Italia.

Di  Sixfort  (inviato il 31/07/2012 @ 12:56:29)


n. 4


perchè in tanti non vogliono portarsi le famiglia a seguito nella sede di servizio ? alcuni dicono costa molto , puo' anche darsi, ma affittarsi un allogio lontano e spendere un patrimonio in spese di viaggio e di soggiorno quanto costa ? e sommando spese viaggio +affitti o mutui , sicuramente si avrà la stessa spesa di affittarti un locale in sede guadagnandoci in benessere, e meno stress, di fare il pendolare di viaggiare smontante di notte e quant'altro . che ne pensate ?
ass.c. la pantera rosa

Di  Anonimo  (inviato il 31/07/2012 @ 08:42:53)


n. 3


Le vostre osservazioni sono ottime; comunque anche queste da valutare se attuabili. E comunque sia sono proposte concrete e non accademia.

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 30/07/2012 @ 21:49:46)


n. 2


A mio avviso andrebbe valutata anche l'obbligo di lasciare aperte per tutto il giorno le sale convegno degli istituti, ottimi aggregatori per chi dopo una giornata di lavoro o per una piccola pausa pranzo o facile ritrovo per molti colleghi accasermati...sInvece di porre sempre al primo posto i benessere dei detenuti...saluti

Di  Rico  (inviato il 30/07/2012 @ 20:56:48)


n. 1


ottimo intervento e giuste osservazione circa le proposte, solo una piccola indicazione, le maggior parte dei divorzi e dovuto alla distanza che c'e' tra il Poliziotto/a e la propria famiglia, quando dico la maggior parte uso un termine che deriva da esperienza sul campo, tanti troppi colleghi si vedono distruggere la famiglia solo perchè il lavoro ci porta distanti, i costi dell'affitto nelle città del nord sono al di fuori della portata del nostro stipendio gli interventi di edilizia agevolata per le forze dell'ordine e pari a zero, tanti colleghi sprofondano nella miseria per il pagamento del mantenimento di figli e moglie o marito, servono assunzioni regionali per le sedi del nord con bando di concorso nazionale e permanenza nella prima sede decennale cosi che il nuovo assunto a priori sa che in quella sede ci deve stare 10 anni e di conseguenza si organizza la vita, i trasferimenti in ambito regionale devono essere predisposti da graduatoria regionale e il Poliziotto una volta trasferito in una sede regionale deve aspettare 4 anni per poter richiedere il trasferimento, solo cosi si può trovare soluzione adeguata al problema del pendolarismo una cosa e lavorare nella regione di residenza della famiglia e una cosa e lavorare a 1000km di distanza.

Di  Domenico  (inviato il 30/07/2012 @ 20:50:51)




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