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Tamburino e Pagano: cosa volete ancora dalla Polizia Penitenziaria? Parte seconda


Polizia Penitenziaria - Tamburino e Pagano: cosa volete ancora dalla Polizia Penitenziaria? Parte seconda

Notizia del 30/04/2014

in Ma mi faccia il piacere ...

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Scritto da: Nuvola Rossa

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In un Paese come l’Italia che ha dato i natali a grandi Statisti, dove grandi professori universitari e “perdenti di lusso” hanno fatto i Ministri della Giustizia è davvero mortificante, oggi, prendere atto che, fondamentalmente, il sistema carcerario è rimasto pressochè immutato per oltre un secolo.

Conventi e fortezze riadattate a carceri, carceri costruite con la concezione della massima sicurezza e quindi decine di cancelli divisori nei corridoi, cancelli e blindati pesantissimi nelle celle, muri di cemento altissimi, pochi spazi per la socialità. Quattro ore d’aria al giorno, ridotte a due per i più pericolosi. Poi l’epoca delle carceri d’oro, un business che ha disseminato carceretti mai utilizzati e che oggi cadono a pezzi ma che hanno arricchito i soliti politici potenti di turno.

Il sovraffollamento, poi, e la carenza d’organico degli agenti di custodia prima e della Polizia Penitenziaria dopo, c’è sempre stato; basta leggere vecchie relazioni di servizio, consultare brogliacci dell’epoca (per chi ne avesse voglia e tempo) e si scoprirebbe che le celle erano sempre stracolme e il personale ridotto all’osso con turni massacranti e addirittura lo smontante si allungava fino all’apertura dei passeggi e talvolta anche oltre.

In questo pianeta carcerario, fuori dall’orbita politica sempre impegnata a risolvere i problemi ad personam o quelli della casta, si levava solo qualche voce nel deserto, come quella dei radicali di Pannella, che chiedevano maggiore dignità per la detenzione e per i diritti dei detenuti che in quel clima venivano costantemente calpestati.
Ma un giorno, il detenuto Mino Torreggiani, spalleggiato da altri detenuti che avevano fatto una orribile carcerazione, con l’impossibilità talvolta di sedersi tutti insieme nella cella, ma facendo i turni, con le doccie con l’acqua fredda, costretti a defecare di fronte agli altri compagni di cella, decise che era ora di dare una lezione allo Stato Italiano (capiamoci, non al Direttore del Carcere o al Ministro che pensava ad altro, ma direttamente allo Stato).

E fu così che questo uomo che aveva affinato una particolare abilità nel derubare i camionisti del proprio carico, vinse la sua battaglia per una detenzione umana, presentandosi a Strasburgo di fronte a quella Corte fatta di alti magistrati abituati ad avere a che fare con carceri tedesche o olandesi, e a pensare alla detenzione come privazione della libertà e non anche della dignità, addirittura senza avvocato. E vinse Mino e lo Stato Italiano perse. Perdemmo tutti quel giorno. Persero soprattutto quelle persone che noi votammo convinti di una svolta e che adesso vorrebbero farci pagare il prezzo della condanna ovvero una sanzione megamiliardaria.

Ed ecco che entrano in scena i nostri super Manager Tamburino e Pagano che senza un soldo, promettendo prefabbricati, schede Skype per telefonare, e colloqui pomeridiani, ma soprattutto senza agenti in periferia, senza funzionari (sono tutti distaccati al DAP) senza direttori (molti sono distaccati a fare altro, i superstiti dirigono due – tre carceri alla volta) credono di ingannare l’Europa imponendo alla periferia le otto ore d’aria al giorno e i tre metri quadrati a testa per detenuto.

In mezzo c’è la Polizia Penitenziaria. Ma tanto ormai non contano più le esigenze del Corpo. Non ci sono straordinari ma per assicurare le otto ore bisogna fare ricorso allo strumento dello straordinario. Il personale al sud invecchia e da di matto mettendosi a disposizione per un anno un anno e mezzo delle CMO per poi congedarsi. Non ci sono soldi per le telecamere, per assicurare i colloqui si fanno salti mortali e straordinario, non si riescono più a garantire i corsi né le attività scolastiche per mancanza di personale, non ci sono lavorazioni perché mancano i soldi e forse anche la volontà per riadattarle; non si è calcolato il gravissimo rischio di prevaricazione dei detenuti più in vista nei confronti degli altri, mentre per un secolo lo abbiamo combattuto a colpi di trasferimenti e 14 bis. Insomma d’un tratto è bastata una sentenza per farci scoprire che in fondo la Torreggiani altro non è che l’applicazione dell’Ordinamento Penitenziario.

Grazie Tamburino e Pagano ci avete illuminato. 

Tamburino e Pagano: cosa volete ancora dalla Polizia Penitenziaria? (prima parte)

  


Scritto da: Nuvola Rossa
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n. 3


Sempre parole, parole, parole. Ma i fatti questa Amministrazione non li farà mai.
Una bella parola " SORVEGLIANZA DINAMICA", anzi progetto SPAGNOLO, oppure adeguiamoci all'Europa, sappiamo tutti che dal 1975 (ord.penit.) i grandi giuristi Italiani conoscevano le patrie galere ed ora è arrivato TORREGIANI per far si che si cambiasse il tutto e guarda caso il balurado chi sarà? sempre e solo il Poliziotto Penitenziario, al quale si chiederà: devi fare il turno.... devi sostituire.... devi cambiare il...... Ma basta siamo nel 2014 abbiate il buon senso di farci lavorare con dignità e rispetto della Legalità, anche perchè l'Istituto Penitenziario è considerato Luogo Pubblico.

Di  Antonio  (inviato il 08/05/2014 @ 22:43:02)


n. 2


Ho letto con molta attenzione il post ed anche se fondamentalmente sono quasi d'accordo con il contenuto mi permetto di aggiungere un mio punto di vista. Che ci sono responsabilità sulle alte sfere sia centrale che periferica, questo è senza ombra di dubbio. Sulla Torreggiani, se da un lato è giusto che la detenzione debba essere improntata sul recupero e nella dignità della persona, anche questo è più che giusto, penso che siamo tutti d'accordo. Però, spesso mi chiedo:" ma quante volte uno Stato deve offrire la possibilità di recupero a chi ha commesso un reato?" E colui che ha commesso un reato, quindi ha danneggiato la società, perché deve soltanto ricevere offerte di recupero e mai risarcire la società stessa? E' vero ed è giusto che squallide situazioni detentive devono essere al più presto eliminate ma penso anche che chi delinque non può stare soltanto ad oziare, a fare palestra, a stare fuori dalla cella dalla mattina alla sera, pranzare e cenare con gli amici. Potrebbero benissimo fare lavori socialmente utili, senza retribuzione, ripagando la società del danno causato (ad es. pulire le spiagge-pulire i boschi- pulire le cunette delle strade etc.etc.)e poi, alla fine, se ti comporti bene ti concedo la liberazione anticipata. Purtroppo sappiamo che oggi non è così, sono tutti bravi, si comportano tutti bene, la maggior parte di loro ottiene il beneficio e.....con la Torreggiani....adesso...vanno ancora più a nozze.
Buona fortuna a tutti noi.

Di  Pasquale  (inviato il 30/04/2014 @ 19:14:28)


n. 1


Solo una parola: GRANDE!

Di  ass. capo Mulas Egidio  (inviato il 30/04/2014 @ 16:38:59)




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