Gennaio 2017
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Trasferimento migranti in strutture penitenziarie sarde: interrogazione parlamentare


Polizia Penitenziaria - Trasferimento migranti in strutture penitenziarie sarde: interrogazione parlamentare

Notizia del 18/06/2015

in Interrogazioni parlamentari

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Scritto da: Redazione

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Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05856
presentato da
PILI Mauro
testo di
Giovedì 18 giugno 2015, seduta n. 445

PILI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
il Governo avrebbe previsto secondo quanto l'interrogante ha appreso in Sardegna 2000 nuovi sbarchi di migranti da attuarsi con il metodo dell'emergenza; 
tale emergenza secondo quanto si apprende deve essere comunque preventivamente pianificata con un piano di smistamento e alloggiamenti dei migranti in strutture immediatamente disponibili; 
il piano a quanto consta l'interrogante non verrebbe concordato con nessuna autorità territoriale ma il Governo confida che dinanzi alle navi cariche di profughi e migranti nessuno potrà obiettare; 
il piano passerebbe attraverso una comunicazione tra Ministeri emanata nei giorni scorsi con la quale sarebbe data attivata un'azione concentrica e simultanea: liberare entro pochi giorni le strutture carcerarie di Iglesias e Macomer, sgomberare la scuola penitenziaria di Monastir e disporre verifiche per l'utilizzo immediato del carcere di Buon Cammino e di quello di Bancali a Sassari; 
il piano operativo riguarderebbe innanzitutto la Sardegna e la sua principale caratteristica: il suo essere isola e isolata; 
un'ipotesi che appare all'interrogante scandalosa e contro tutte le disposizioni internazionali; 
si vuole sostanzialmente replicare quello accaduto con l'ultimo sbarco di 900 migranti che sono stati trattenuti nell'isola sostanzialmente impedendogli di raggiungere il continente; 
il tentativo sarebbe quello di creare una vera e propria barriera fisica che isoli gli immigrati dal resto del continente e impedisca loro di muoversi nel territorio nazionale con troppa facilità; 
la Sardegna sarebbe di fatto un vero e proprio campo di isolamento; 
le azioni sono state già messe in atto con effetti immediati; 
i primi provvedimenti li avrebbe disposti il Ministro della giustizia; 
il piano secondo le conclusioni dell'interrogante prevederebbe 800/1000 nella scuola penitenziaria di Monastir, 300/400 carcere di Iglesias, 300/400 carcere di Macomer; 
sarebbe in corso di valutazione secondo quanto risulta all'interrogante l'utilizzo del carcere panoramico di Buon Cammino a Cagliari e del centralissimo carcere di San Sebastiano a Sassari; 
la disposizione sarebbe, a quanto risulta all'interrogante quella di predisporre il tutto, ma di utilizzare le carceri di Cagliari e Sassari solo come extrema ratio proprio per la loro ubicazione nel cuore delle città; 
si tratterebbe di un piano inaccettabile e frutto solo di un retaggio statale che vede la Sardegna come destinazione privilegiata, una volta per i mafiosi, una volta per i migranti; 
un atteggiamento dello Stato che pensa di poter isolare i profughi e migranti in genere in Sardegna con lo scopo di allentare la pressione sul resto del continente; 
la realtà, come si è dimostrato in questi ultimi giorni, è completamente diversa sottoponendo agenti e forze dell'ordine ad un impegno oltre misura per contenere i migranti nei porti, visto che l'unico loro obiettivo era quello di lasciare il territorio sardo; 
si tratta di un comportamento del Ministero che l'interrogante giudica davvero irrazionale e scandaloso; 
si spendono soldi per trasferire i migranti in Sardegna e poi dopo giorni di tensione si è costretti a spendere altri soldi per trasferirli dall'altra parte del mare. Uno spreco di risorse pubbliche inaudito; 
il piano che si vorrebbe mettere in atto secondo l'interrogante sarebbe articolato in varie operazioni: 
operazione Iglesias — due giorni fa è scattata l'operazione Iglesias. Una squadra di agenti penitenziari sarebbe stata mandata nella casa circondariale di Iglesias in località Sa Stoia. Il carcere era stato chiuso 5 mesi fa con la scusa del freddo e da allora non è stato mai riaperto. Gli agenti hanno caricato tutto quello che era utile per l'amministrazione penitenziaria. Registri, suppellettili, attrezzature informatiche e poche altre cose. La disposizione data al responsabile della squadra era tassativa: portar via tutto quello che riguarda la gestione del personale e dei detenuti. Il carcere deve passare di gestione. Dalla giustizia passa al Ministero dell'interno. Nel carcere di Iglesias, a quel che l'interrogante rileva nelle ipotesi del Ministero, si pensa di stivare tra i 3/400 migranti, utilizzando anche la caserma agenti; 
operazione Monastir – Analoga operazione è in corso di svolgimento nella scuola penitenziaria di Monastir. Una scuola gioiello chiusa di punto in bianco e che in queste ore viene letteralmente svuotata da ogni tipo di attrezzatura ulteriore dell'amministrazione penitenziaria. Resta per il momento in piedi il poligono di tiro perché mancano i soldi per lo smantellamento. La struttura costata qualche milione di euro rischia di restare inutilizzata e in totale abbandono. Dentro la struttura di Monastir si calcola di stivare non meno di 800/1000 migranti. I requisiti dovrebbero essere quelli che all'interrogante risulterebbero essere indicati nel piano trasmesso alla prefettura: fuori dai centri abitati, monitorabili e autonomi nella gestione, dalle cucine agli alloggi. La struttura in questo caso è stata quasi del tutto svuotata e il decreto di chiusura già adottato. Nelle prossime ore il lavoro dovrà essere terminato. Saranno adibite ad ospitare migranti tutte le strutture dedicate agli allievi e al personale docente. Ma si sta pensando anche all'allestimento di brande anche nelle strutture collettive didattiche; 
operazione Macomer — struttura carceraria già smantellata. Portati via gli ultimi registri dopo l'intervento dell'autorità giudiziaria in seguito alla scandalo che aveva visto filmati da una troupe televisiva i registri delle telefonate dei terroristi islamici detenuti sino a poco tempo fa in quella struttura carceraria. Anche in questo caso le previsioni che l'interrogante avrebbe dovuto sono per eccesso stimate per 300/400 migranti. Da utilizzare sia gli spazi detentivi che quelli connessi del personale; 
operazione Buon Cammino — il piano prevederebbe un possibile utilizzo solo come extrema ratio ma dispone che tutto sia pronto per l'eventuale emergenza. E considerato il tipo di atteggiamento dello Stato, non c’è da farsi troppe illusioni. Il carcere di Buon Cammino che sarebbe dovuto passare alla regione per la cessazione della sua funzione statale in base all'articolo 14 dello statuto è rimasto in mano all'amministrazione statale che spostato all'interno della struttura alcuni uffici del Dap. Una sorta di capello sulla struttura per evitare che passasse alla regione. Ora l'operazione migranti è dietro l'angolo. Ordine di valutare l'ipotesi e comunque di tenersi pronti. L'unica remora di questo piano è quello della centralità della struttura. La disposizione romana, però, non la esclude, anzi; 
operazione San Sebastiano – il carcere di San Sebastiano di Sassari è anch'esso nell'elenco con le stesse prescrizioni per Buon Cammino in considerazione dell'alta criticità dell'essere al centro della città. In questo caso si parla solo di alcune parti del vecchio carcere. Alcune risulterebbero totalmente inagibili e probabilmente impossibili da utilizzare anche in emergenza anche se dopo il caso di Palmadula niente si può escludere visto l'atteggiamento dello Stato verso le norme di sicurezza; 
si tratta di un piano grave e inaccettabile; 
pensare alla Sardegna come ad un campo di isolamento, com’è avvenuto con l'ultimo sbarco è semplicemente incredibile; 
si tratta di un atteggiamento dello Stato che va respinto proprio per l'atteggiamento con il quale agisce e soprattutto in dispregio di comuni e comunità locali –: 
l'accoglienza è ben altra cosa rispetto a questa condotta dello Stato che pensa solo a stivare immigrati senza porsi nessun problema sulla gestione degli stessi; 
se non ritengano di bloccare e revocare qualsiasi disposizione che preveda questa a pianificazione dell'emergenza che vede la Sardegna regione isola e isolata da utilizzare come un vero e proprio campo di isolamento con tutto quello che ne consegue; 
se non intenda bloccare qualsiasi ulteriore trasferimento di migranti in Sardegna proprio in considerazione della illogicità dello stesso considerato che tutti coloro che vengono condotti in Sardegna raggiungono dopo 24 ore i porti per poter lasciare l'isola; 
se intendano far conoscere i costi del trasferimento in Sardegna e del conseguente rientro nel continente. (5-05856)


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