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Troppi casi di suicidio nella Polizia Penitenziaria. Cosa aspetta lo Stato ad intervenire?


Polizia Penitenziaria - Troppi casi di suicidio nella Polizia Penitenziaria. Cosa aspetta lo Stato ad intervenire?

Notizia del 16/09/2017

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Sono tanti, troppi, i casi di suicidio tra la Polizia Penitenziaria.

Talmente tanti che credo sia del tutto paradossale la mancanza di un intervento preventivo da parte delle più alte cariche dello Stato. Non parlo dell’Amministrazione in senso stretto che, a torto o a ragione, ha fatto scelte gestionali rivelatesi inefficaci ed inefficienti, ma dello Stato in generale, intendendo per Stato l’intero apparato istituzionale che necessariamente dovrebbe intervenire in casi particolari come questi dove l’autorità politica/amministrativa ha dimostrato, nei fatti, di non avere quella giusta attenzione e sensibilità verso la sua forza di polizia, abbandonata a se stessa, e privata di ogni supporto e sostegno.

Il senso di abbandono, la poca riconoscenza sociale della professione, la totale assenza di una vera catena di comando nella quale tutti gli appartenenti al Corpo si riconoscano (a differenza delle altre Forze di Polizia che hanno un vero Capo o Comandante Generale) sono i veri problemi che, se uniti a disagi personali e/o familiari, scatenano nella mente umana quel tracollo e senso di abbandono che solo con la morte il poliziotto spera di vedere superato, glorificandosi solamente con il grande impatto emotivo e mediatico che il gesto estremo riesce ad avere.

 

Mario Novani

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 5


Concordo pienamente con Novani Mario. È ora che chi di dovere prenda dei provvedimenti.

Di  Anonimo  (inviato il 16/09/2017 @ 14:37:36)


n. 4


L'attenzione e valutazione di ogni cosa e situazione sono da sempre due fattori indispensabili.

Di  Anonimo  (inviato il 16/09/2017 @ 12:44:15)


n. 3


Dove nasce il disagio,cosa puo'averlo causato,questo e' molto importante.
Chiedersi ed esaminare chi ha causato il disagio esaminando le situazioni.
Lo stress ,l'ansia,con gli anni di servizio aumentano,poi ora ti vedi negata anche la causa di servizio.
Certo non e' il momento di parlare di questo argomento ma bisogna che qualcuno si impegni per esaminare bene le cause di servizio richieste .
Questo e' un lavoro usurante sei sempre sotto pressione che aspettano ad inserirlo nei lavori usuranti specialmente per chi lavora in reparto.

Di  Anonimo  (inviato il 16/09/2017 @ 09:11:41)


n. 2


Lo stato dovrebbe intervenire certamente,sarebbe la cosa piu' giusta.
Si dovrebbe creare un ufficio per studiare e risolvere il disagio dei colleghi,oltre un organo di controllo per verificare ogni situazione che viene segnalata da qualsiasi persona e anche dai comunicati sindacali.
Negli ultimi anni il disagio e' aumentato sara' un mio pensiero .
Tornando al discorso iniziale io fossi per lo stato farei un controllo ed accertamenti profondi sui gli ultimi 10 anni esaminando tutto quello che possa aver creato disagio non tralasciando nulla.


Di  Contano i fatti non le parole  (inviato il 16/09/2017 @ 08:52:58)


n. 1


Il senso di abbandono lo sento anche da pensionato , dopo 34 anni di onorato servizio vedersi i diritti cancellati e come se alla fine si viene dimenticati .
Uno pensa che dopo 34 anni di servizio finalmente si possa vivere serenamente da pensionato e invece non è così, assegni funzionali maturati e non goduti , decorrenza sola giuridica dei sovrintendenti del 2002 , pensioni contributiva e mista , tfs tassato e ridotto, blocchi stipendiali che si riversano sulla pensione riducendone la pensione.
Purtroppo neanche da pensionato si è sereni , aggiungo cause di servizio tutte negate e non riconosciute dal comitato di verifica.
Comunque spero sempre in miglioramenti per chi in servizio e non .
Che qualcuno spero si renda conto che la legge Fornero massacra i pensionati che non rientra nel retributivo .
Un caro sincero saluto e un abbraccio per tutti

Di  Pensionato abbandonato  (inviato il 16/09/2017 @ 08:39:40)




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