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Tu che ti lamenti ogni giorno: mi hai rotto le palle!


Polizia Penitenziaria - Tu che ti lamenti ogni giorno: mi hai rotto le palle!

Notizia del 25/08/2011

in Houston abbiamo un problema

(Letto 5034 volte)

Scritto da: Enzima

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Questa è una lettera per te che stai leggendo. Si, proprio te che ti lamenti ogni giorno contro i sindacati “ma perché non scrivete su questo e quest’altro argomento?”. E’ per te che mi fermi ogni mattina e mi fai i complimenti: “Fai bene a scrivere certe cose. E’ uno schifo, questa amministrazione è uno schifo!”. Ti rivolgo queste parole per chiederti di non scocciarmi più.

Per te prima provavo affetto. Ti consideravo una vittima. Ero costretto ad interessarmi a te e alle angherie che subivi. Mi costringeva quel senso di giustizia che mi hanno insegnato i miei genitori, con il loro esempio quotidiano. Confesso che riuscivi anche a fare leva sul mio senso di colpa per essere uno dei pochi oggettivamente più fortunati di te che sei costretto a lavorare sotto il giogo del tuo direttore o del tuo diretto superiore, senza poterti ribellare altrimenti “rischi” qualcosa. E tu tieni famiglia, non puoi permetterti di fare come ti pare.

Ecco, è da qualche anno che sta maturando in me un disagio che in questi giorni di calura estiva è fermentato ed è arrivato a maturazione. E’ per questo che oggi ho intenzione di rivolgerti questo mio sfogo: “mi avete rotto le palle, te e le tue lamentele da cane bastonato. Vai a lamentarti da un’altra parte!”.

Ora sono convinto che il problema maggiore in questa amministrazione (che è innegabile, ha qualche problemuccio di gestione) sei proprio tu che ti lamenti e basta. Il problema di una certa “inefficienza” dell’istituto sindacale è anche dovuto a te che ingolfi di richieste di aiuto il tuo rappresentante sindacale, ma non un aiuto per vederti riconosciuti i tuoi diritti. Nooooo, tu lo tartassi per chiedere favori, intercessioni, ambasciate.

A me, che hai capito lavoro anche per il sindacato, non fai altro che chiedermi di dire ai “capoccioni” del SAPPE di fare questo e fare quello, di dire così e di dire colà, ma quando ti invito a parlarne te di persona con quelli del sindacato, ti fai subito da parte. Fino ad ora ci passavo sopra e pensavo che effettivamente non avevi gli strumenti per poterti difendere o tutelare dai soprusi e le ingiustizie di cui ti lamenti. In realtà a te non interessa lottare né per i tuoi diritti né tantomeno per quelli degli altri. A te che ti disperi ogni giorno, interessa ottenere qualcosa in più del tuo collega.

Tu appartieni a due macro-categorie di piagnoni. La prima è di quelli che fino ad ora hanno subito di tutto perché così hanno potuto raccogliere le briciole del loro diretto e indiretto superiore. Fino ad ora hai potuto annusare il profumo che emana il potere del tuo dirigente e spesso, dalla tua postazione, ti sei goduto lo spettacolo sadico dello smembramento di chi non apparteneva alla cerchia degli amici degli amici e per questo veniva preso di mira dai “potenti”. Ora che, chissà per quale giustizia divina, sei stato estromesso dalla stanza dei bottoni, vieni a lamentarti. A te ti sopporto ancora un po’, se non altro perché mi fai accedere ad informazioni che non avrei potuto conoscere (anche se era facile intuirle). Anzi c’ho ripensato: a te, ho deciso di metterti a disposizione tutto quello che ho (se t’accontenti). Vieni e parliamone…

La seconda macro-categoria è quella dei piagnoni che non hanno mai alzato un dito per indicare chi li vessava, quelli che non hanno mai alzato la testa contro un’ingiustizia, quelli che delegano sempre gli altri per lottare contro i soprusi. Non mi riferisco a quelli che fanno buon viso a cattivo gioco dopo averci provato. Quelli li conosco e riconosco dalle mutilazioni che portano. C’è a chi manca una mano, a chi va in giro con la testa mozzata, chi non riesce più a camminare e poi c’è pure qualcun’altro che ha dovuto effettivamente chiedere un favore per non mettere in mezzo la propria famiglia. A questi ultimi li rispetto e continuerò a cercare di ascoltarli (solo quello posso fare).

Ma a chi continua a lamentarsi senza farsi avanti allora no. Non meritate niente, anzi meritate il disprezzo di tutto il Corpo perché è per voi che stiamo in queste condizioni.

I direttori hanno un potere immenso (e pure qualche comandante) , non devono rendere conto a nessuno, spesso nemmeno alla Legge. Ma siamo prima di tutto noi poliziotti ad investirli di tale potere. Prima potevo essere d’accordo con voi “è inutile, non conviene esporsi, finisci male e basta”. Io a suo tempo mi sono ribellato per irruenza giovanile, per carattere, per testardaggine e non ho fatto una bella fine, avevate ragione voi. Ma ora qualche strumento in più ce l’abbiamo.

Faccio un esempio: da qualche mese, su questo sito, ognuno ha la possibilità di inviare (anche in forma anonima) un intervento, una riflessione, che contribuisca a denunciare quello che non va in questa amministrazione. Sapete quante lettere sono arrivate? Zero! Nessuno, ha mai scritto qualcosa che possa fare luce su una questione che pure è di interesse generale, che è sulla bocca di tutti. Nessuno.

Eppure ormai è parecchio che gente come me e Nuvola Rossa e qualcun altro scriviamo (al limite della querela) per evidenziare certe scorrettezze dei nostri amministratori. Questo avrebbe dovuto far capire che per la prima volta, tutti noi avevamo a disposizione un porto franco (sia pure palesemente diretto dal SAPPE) dove poter provare ad alzare la testa. Zero lettere ricevute. Zero dichiarazioni di impegno. Zero collaborazioni.

Ma tanti scocciatori in più, come te che ogni giorno mi chiedi favori ed intercessioni e che non fai altro che lamentarti.

Mi fai paura. Ho paura non tanto per me che m’è sempre andata bene e che continuerò a tenere alta la testa fino a quando non me la mozzeranno del tutto, ma per chi si aggira per le sezioni e gli uffici con le mutilazioni ricevute che di certo non potrà contare sul tuo aiuto, ma anzi si dovrà guardare le spalle proprio da gente come te. Mi fai paura anche per la sorte di chi verrà dopo di noi che erediterà questo stato di abbandono.

Una via d’uscita sono convinto che ci sia. Se vuoi da domani ne parliamo insieme, ma ti prego non lamentarti più quando mi incontri: mi ha rotto le palle!!!


Scritto da: Enzima
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Commenti Commenti dei lettori

n. 9


Bravo enzima , son daccordo con te , ma non perche' io mi sia sempre lamentato con i miei sindacalisti del sappe , anzi e' il contrario , per decenni ho ascoltato incamerato risolto i problemi dei colleghi , i futili motivi che dal mattino alla sera , e piu' di una volte anche di notte a casa , se non staccavo il telefono , venivano esternati senza riflessioni o limitazioni , e poi le minacce , le disdette , un vero macigno per chi opera attivamente e con dedizione nelle file del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria , con risultati sempre eccellenti .
Per carita' , non voglio dire che tutte le lamentele dei colleghi sono tormenti , anzi tanti sopprusi subiti dai colleghi son stati denunciati , anche in sedi diverse da quelle dell'amministrazioni con ottimi risultati i
ma ovviamente non e' bastato .
Non basta dare anima e corpo , non basta fare il servizio a turno per stare con la parte piu' disagiata dell'istituzione carcere ,, non basta rispettare l'accordo quadro ( 5 notti 7 prime 3 festivi dentro ), il sindacalista , deve dare l'ìesempio , deve essere come mago merlino in ogni posto e in ogni luogo .
Tutti si accorgono che sei importante che sei un friferimento cruciale , o che lo sei stato , quando lasci,
quando cambi atteggiamento , quando non vi e' piu' quel sindacalista che andava nell'uffico del direttore e sbatteva i pugni sul tavolo per difendere i diritti dei colleghi , che scriveva giorno e notte per denunciare le condizioni di lavoro, che ascoltava tutte ma tutte le lamentele , per poi rassicurare , e magari risolvere tutto.
E come perdere un punto di riferimento , un riferimento che tutti ricordano con pentimento di averlo perso.
Chissa' se cambiera' qualcosa .

Di  sappone  (inviato il 08/09/2011 @ 09:51:59)


n. 8


Egregio Il Conte di Montecristo, scrivo solo di cose di cui conosco appieno i risvolti o cose sui cui ho cercato di documentarmi. L'argomento a cui ti riferisci mostri di conoscerlo. Non capisco perché ti rivolgi a me e non a tutti i nostri colleghi, magari scrivendo qualcosa in questo blog (i commenti non tutti li leggono). Di scorretteze se ne sono e se ne fanno tante, anche grazie alla complicità dei sindacati. Io ho fiducia e segnali che almeno nel Sappe il vento tira nella direzione giusta. Se non altro per il fatto che questo blog vive e cresce nonostante le "minacce" dall'alto. Ce ne sono tanti di argomenti da approfondire: ognuno faccia la sua parte e in un paio d'anni ci faremo riconoscere i nostri diritti.

Di  Enzima  (inviato il 30/08/2011 @ 23:15:43)


n. 7


Caro Enzima, io non mi lamento ma ti do uno spunto per scrivere su questioni sindacali. Ecco il mio titolo: “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”.

L’articolo 7 del DPR 254/1999 stabilisce che “l'Amministrazione, valutate le esigenze di servizio, può concedere al personale che ne abbia fatto domanda, per gravissimi motivi di carattere familiare o personale adeguatamente documentati, l’assegnazione anche in sovrannumero all'organico in altra sede di servizio per un periodo non superiore a sessanta giorni, rinnovabile”. E’ una disposizione che consente al personale di essere provvisoriamente assegnato in una sede diversa dalla propria per fronteggiare particolari situazioni, per “gravissimi motivi di carattere familiare o personale”. Ma cos’è che rende tale norma inapplicabile per molti e favorevolmente interpretabile per pochi fortunati? Sicuramente l’eccessiva discrezionalità affidata all’amministrazione grazie alle seguenti parole inserite nella norma: “valutate le esigenze di servizio”, “adeguatamente documentati” e “ non superiore a sessanta giorni rinnovabile”. Vorrei analizzare i tre concetti:

1."Valutate le esigenze di servizio". Con tale espressione qualsiasi situazione, anche banale, potrebbe essere considerata un’esigenza di servizio. Il legislatore, infatti, non ha posto limiti all’attività discrezionale affidando ampia possibilità di scelta. Il DAP non ha problemi ad individuare le c.d. “esigenze di servizio” e pertanto, ogni esigenza e buona per rigettare il distacco.
2."Adeguatamente documentati". L’adeguatezza viene affidata alla buonafede o malafede. Molte istanze vengono rigettate o non prese in considerazione per una supposta inadeguatezza documentale. Ad esempio, il certificato rilasciato dal medico di base non sembra avere la stessa prova legale di un certificato rilasciato dall’Asl. La malafede fa perdere di vista il fatto che nel “traffico giuridico” il certificato del medico di base ha una pubblica considerazione di misura uguale del certificato rilasciato dall’Asl. Non si vede, allora, il motivo per il quale il certificato del medico di base non debba possedere lo stesso valore giuridico formale del certificato dell’Asl. Ma non finisce qui perché la malafede va oltre. Il certificato deve essere rilasciato dall’Asl e non da cliniche private. Quindi, andate all’Asl perché ciò che attesta il vostro medico di fiducia potrebbe non essere considerato. Che assurdita!
3."Non superiore a sessanta giorni, rinnovabile". Il legislatore ha posto un limite temporale di sessanta giorni all’assegnazione, consentendo però di rinnovarla senza alcun limite. Infatti, non c’è scritto “rinnovabile per ulteriori sessanta giorni”. In sostanza si lascia ampia discrezionalità e quindi, un’assegnazione temporanea può durare un mese ma anche oltre dieci anni. Ci sono tantissimi casi di assegnazioni che hanno perso da molto tempo il requisito della “temporaneità”. E’ forse un privilegio oppure è stato dimenticato il fascicolo nei cassetti?

Tutto questo succede al piano terra del DAP (primo corridoio a destra dall’ingresso) dove pare il diritto al c.d. “distacco” spesso si trasforma in una “concessione” e dove all’ingresso del corridoio bisognerebbe costruire una lastra con su scritto: “lasciate ogni speranza o voi che entrate”.

Di  Il Conte di Montecristo  (inviato il 30/08/2011 @ 13:49:08)


n. 6


@ iscritto sappe - per questa tua richiesta non posso fare niente. Primo perché il mio lavoro al Sindacato è diverso da quello tradizionale, secondo perché, credimi, non ho voce in capitolo su niente. Ma ho qualche capacità, qualche conoscenza sul mio settore e quando ho capito che lamentarmi da lontano non sarebbe servito a niente, mi sono fatto avanti e ho fatto le mie proposte. Le ho fatte anche ad altri: all'Amministrazione, agli altri Sindacati (Ditte Individuali). Al Sappe ho trovato sempre porte aperte. La differenza sta tutta qua. Non credo che i "pro tempore" siano in grado di "arginare" uno in grado di fare bene il suo lavoro da sindacalista. E non credo nemmeno che al Sappe farebbero ostruzionismo nei confronti di uno del genere. Magari ce ne fossero... Ma la maggior parte di quelli che hanno la soluzione in tasca, se ne stanno in disparte. E rompono le palle!

Di  Enzima  (inviato il 26/08/2011 @ 21:32:53)


n. 5


Enzima, sebbene l'elenco delle richieste sarebbe lungo, mi limito a richiedere al mio sindacato che, le elezioni dei segretari locali, provinciali e regionali si tenessereo regolarmente quando previsto.
Oggi è tutto un pro tempore, che poi in Italia sai bene significa ogni morte di papa.
Su questa misera richiesta pensi di poter fare o dire qualcosa?

Di  un iscritto sappe  (inviato il 26/08/2011 @ 19:46:07)


n. 4


Caro Amico Enzima, non posso che congratularmi con quanto hai riportato anche se hai omesso, forse intenzionamente, di dire che quel "rompi balle" non è iscritto, e probabilmente non si iscriverà, ad alcun Sindacato. Se ho ben capito il o i "soggetto/i" sono sempre a criticare l'operato altrui, soprattutto quando tocca loro, e ad adularti quando hanno bisogno di qualcosa. Però su una cosa ti sbagli. Non sono rombi balle, ma dei parassiti.

Di  Patasata  (inviato il 25/08/2011 @ 23:43:59)


n. 3


@Tex @iscritto sappe - il giornalismo d'inchiesta è un'altra cosa, decisamente più serio e più difficile. Io mi limito a fare 1+1 soprattutto su certe tematiche che conosco meglio e di cui, quindi, riesco a cogliere anche qualche sfumatura che alla maggior parte sfugge. Ma sono arci-convinto che in giro nel nostro Corpo ci sono moltissime altre persone che conoscono altri aspetti altrettanto bene come io conosco i miei. Basterebbe che ognuno svolgesse il suo compito e iniziasse a fare l'enzima del suo settore e in poco tempo quei pochi che sfruttano i molti, abbasserebbero la cresta spontaneamente. Chi non la farebbe spontaneamente, sarebbe semplicemente messo alle strette da quel concetto che è compreso sotto il termine di "Legge".

Molta della responsabilità di quanto stiamo subendo ricade sui Sindacati (ovviamente con i distinguo tra Sindacato e Sindacato e tra sindacalista e sindacalista), ma questo, a mio parere, è solo un estensione di quanto ho scritto sui rompipalle: non ti sta bene come si comportano i Sindacati o il tuo Sindacato? La responsabilità è ancora tua! Non ti sei mai iscritto ad un Sindacato? Allora non rompere... Questo per ora è il sitema e io starei bene attento a sputare "a prescindere" sull'istituzione sindacale solo perché ritengo che i sindacati fanno tutti schifo. Sono due concetti diversi. Se i Sindacati fanno tutti schifo la responsabilità la sento pure mia. Per questo qualche anno fa ho iniziato ad occuparmi e ad avvicinarmi al Sindacato. Io ho scelto il Sappe: il più grande, quello con più persone gia "affermate" e quindi quello con meno sbocchi di carriera da sindacalista, ma anche quello più democratico e con le potenzialità maggiori per migliorare il Corpo (se non altro per gli amici che ci lavoravano/no e di cui conoscevo già la correttezza intellettuale e la passione che ci mettono nel loro lavoro). Nel mio piccolo cerco di contribuire a migliorare il Sappe perché non vedo altri in grado di accettare di essere "migliorati". Questo sito per esempio ne è la dimostrazione "vivente": in quale altro sito web degli altri "Sindacati" (ma faremmo meglio a chiamarli Ditte Individuali) ci sono tante persone che scrivono interventi ed opinioni diverse? In quali altri si da la possibilità a tutti di intervenire? Sono convinto che una scelta bisogna farla. Bisogna schierarsi e migliorare il proprio schieramento se dall'interno ci si accorge che qualcosa non va, ma una scelta va fatta. Ad ognuno il suo schieramento preferito a patto che sia una scelta di impegno e non di convenienza.

Non "rompete le palle" voi due: fate qualcosa! Scrivete cosa volete dal Sindacato e scrivetelo adesso!

Di  Enzima  (inviato il 25/08/2011 @ 21:58:02)


n. 2


Bravo Enzima che ti rivolgi a quel numeroso popolo di rompip....
Finalmente uno che dice le cose come stanno, chiamandole con nome e cognome (Rompi-Palle).
Adesso però rispondimi.
Secondo te queste persone, diciamolo molti dei quali iscritti, chi li ha educati a tutto questo?
Nella risposta, che non potrà che essere una, ed una sola, non vedo nel tuo scritto alcun riferimento. Errò?

Di  un iscritto sappe  (inviato il 25/08/2011 @ 19:58:52)


n. 1


caro enzima innanzitutto ti faccio i complimenti per quanto scrivi e denunci. Anche in quest'ultimo blog secondo me hai ragione, anche io sono convinto che parte dei nostri mali provengono dall'atteggiamento di questi "colleghi" ma non sono daccordo quando scrivi che a causa di questa mentalità nessuno denuncia, anche se in forma anonima, quanto di sbagliato accade nei penitenziari e nei servizi ad essi correlati. Se mi permetti, io rifletterei sul fatto che c'è una sfiducia generalizzata verso i sindacati come dire, se è vero che parte del personale si rivolge ai sindacati solo ed esclusivamente per ottenere favori personali è perchè, almeno in talune realtà è questo il messaggio che passa e le denunce che tu ed altri come te giustamente fanno, sono considerate come quelle trasmissioni di giornalismo d'inchiesta che da qualche anno proliferano in TV vedi la Gabbanelli, Santoro Lerner ed altri che spesso o sempre denunciano la verità ma alla fine rimangono sempre e solo delle trasmissioni perchè non riescono a scardinare il sistema

Di  Tex  (inviato il 25/08/2011 @ 16:12:57)




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