Novembre 2016
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UCCIARDONE STORY. Il carcere borbonico che di notte è comandato da un Assistente.


Polizia Penitenziaria - UCCIARDONE STORY. Il carcere borbonico che di notte è comandato da un Assistente.

Notizia del 20/09/2010

in Accadde al penitenziario

(Letto 11132 volte)

Scritto da: Cesare Cantelli

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PROLOGO
I racconti dei giornali
 
 
3 dicembre 2008 – La Repubblica
(Autore Europarlamentare del PRC Giusto Catania)
 
L' Ucciardone, la vecchia fortezza borbonica diventata carcere nel 1832, anche per le sue caratteristiche strutturali è inadeguata a ospitare detenuti. è un edificio imponente e affascinante. I fusti delle le magnolie secolari rendono quasi bucolico l' ampio atrio attorno al quale si diramano a raggiera, a mo' di panopticon, le torri, i bracci con le celle dei detenuti, i cui piani sono costellati da robuste sbarre alle finestre. Ho visitato la casa circondariale guidato dal direttore e dalla commissaria della polizia penitenziaria. Il direttore è un uomo gentile che conosce uno per uno i detenuti. La commissaria è una donna dai tratti dolci e decisamente incompatibili con le caratteristiche letterarie dei carcerieri. Non è la prima volta per me all' Ucciardone. Stavolta l' iniziativa si inserisce nell' ambito della campagna internazionale per l' abolizione dell' ergastolo che dal primo dicembre è ricominciata con lo sciopero della fame a staffetta dei detenuti. Per tale ragione ho scelto di visitare i detenuti sottoposti al regime di «fine pena: mai» rinchiusi all' Ucciardone. Le condizioni di detenzione sono pessime. La casa circondariale non rispetta affatto gli standard previsti dal regolamento carcerario in vigore dal giugno 2000: non esistono le docce nelle celle, anzi tutti si lamentano del pessimo funzionamento dell' unica doccia situata in fondo al corridoio, il freddo traspira dalle robuste mura, l' umidità mangia le ossa, le celle non sono riscaldate. Mancano i corsi di formazione e la possibilità di studio. Tutti sanno (detenuti, direttore e forze di polizia) che in realtà la struttura non avrebbe le caratteristiche, formali e legali, per ospitare ergastolani. Eppure ne incontriamo sei. Hanno tutti voglia di parlare: «Io voglio pagare per i reati che ho commesso - ci dice un ragazzo con uno smaccato accento napoletano - ma vorrei essere recuperato nella società. Con l' ergastolo sono condannato alla pena di morte dentro questa cella». Ormai, la vecchia fortezza borbonica non è più il "Gran Hotel Ucciardone", il luogo dove i mafiosi potevano continuare a comandare inviando ordini verso l' esterno. Il carcere indurisce gli animi, ma da queste celle traspaiono tratti di umanità straordinari: è la storia di un vecchio signore che, dopo 43 anni di carcere, sogna di poter passeggiare per le strade del suo paesino, situato tra le pendici dell' Etna e il mar Ionio, tenendo per mano la sua nipotina. Una persona che ha evidentemente perso il contatto con la realtà e che si diletta nella pittura. Ci mostra i suoi disegni: ha una mano ferma e una propensione al ritratto. «Questa è mia nipote». Ci passa dalle sbarre della cella un cartoncino arrotolato: «Mi piacerebbe inviarle questo ritratto». Ma non può farlo perché le disposizioni ministeriali impediscono la trasmissione di disegni all' esterno: potrebbero esserci messaggi cifrati. Nonno Nino, così lo chiamano tutti, è un artista interessante. Un vecchietto apparentemente innocuo, condannato per vari omicidi dentro le carceri. Ha scontato una pena lunghissima ma, tuttavia, sembra destinato a dover terminare i suoi giorni nella cella umida dell' Ucciardone. La sua storia descrive l' assurdità della detenzione permanente, racconta l' orrore di una pena di morte, lenta e inesorabile, da consumare dopo aver perso le speranza di potersi redimere. Dal primo dicembre è ricominciata la protesta degli ergastolani in tutte le carceri italiane per chiedere che venga discusso il disegno di legge presentato da Maria Luisa Boccia per l' abolizione dell' ergastolo. Intanto, settecento detenuti, ergastolani di diverse carceri italiane, hanno avviato un ricorso alla Corte europea per i diritti dell' uomo di Strasburgo. Settecento ricorsi individuali per denunciare collettivamente il fatto che l' ergastolo, che in altri Paesi europei non esiste, rappresenta una violazione dei diritti fondamentali e del principio costituzionale secondo il quale la pena deve avere esclusivamente un carattere rieducativo.
 
 
 
 
STORIE DI TUTTI I GIORNI
Dopo la cronaca giornalistica, ecco la cronaca reale
 
 
4 agosto 2010 – Relazione di Servizio (cronaca in prosa)
(Autore Un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria)
 
Alle ore 15.30 prendevo in consegna l'intero istituto, dopo pochi minuti venivo avvisato, dal collega preposto in una delle nostre sezioni, che un detenuto era affetto da "appendicopatia", giungevo subito sul posto, ed unitamente al medico si valutava la condizione del detenuto stando in attesa di ulteriori analisi, per valutare meglio se vi erano i presupposti dell'art. 17 O.P.
 Mentre eravamo impegnati in questa emergenza, il collega di un'altra sezione ci allertava sullo stato di salute di un altro detenuto. Pertanto unitamente al Medico ed ai due infermieri prontamente intervenivamo;  il detenuto presentava segni di "insufficienza respiratoria"e, nonostante la terapia medica infusionale e l'ossigenoterapia praticate, persisteva la sintomatologia dispnoica. Viste le condizioni cliniche critiche del detenuto, iniziate le manovre del BLS da parte del personale sanitario, visti i presupposti dell'art. 17 O.P., il Medico mi chiedeva di allertare la centrale operativa del 118, sempre nel contempo avvisavo l'A.D. e  il Comandante di Reparto che giungevano sul posto. Si lascia immaginare che in quel momento vi si trovavano in servizio in tutto l'istituto appena 25 unità di Polizia Penitenziaria (a fronte delle 45 previste) a causa della cronica carenza  di Agenti. Composta la scorta con n° 3 unità, (solo DIO può capire i posti che ho dovuto scoprire per fronteggiare l'emergenza), si inviava il detenuto presso il reparto di rianimazione di un locale Nosocomio, accompagnati da una nostra autovettura, consegnando anche al capo scorta un telefonino di servizio. Specifico ciò, per far capire il seguito. A questo punto si ritorna all'emergenza precedente, laddove  valutate da parte del sanitario le ultime analisi, lo stesso mi chiedeva di allertare nuovamente la centrale operativa del 118 poichè vi erano anche qui i presupposti dell'art. 17 O.P.; di conseguenza anche in questo caso ho dovuto scoprire ulteriori posti di servizio, cercando di ridurre al minimo il rischio della sicurezza dell'intero istituto. Tutto ciò è stato possibile soltanto grazie alla piena disponibilità di due colleghi preposti all'ufficio matricola, nonchè di un altro del locale spaccio e di tutto il personale operante in quel turno. Purtroppo, giunti al momento di utilizzare un altro automezzo dell'amministrazione, per accompagnare anche in questo caso l'ambulanza si scopre che non vi sono altri mezzi a disposizione tanto che,  d'accordo con il collega degli autisti della A.D., deve essere utilizzato l'automezzo a targa civile. Ma le disgrazie non vengono mai da sole e si pone infine il problema di quale  telefonino possa essere fornito al capo scorta visto che ne abbiamo solo uno ed è stato utilizzato per la prima emergenza.
Interviene in nostro aiuto la buona vecchia arte d’arrangiarsi e così ci siamo messi d'accordo con il capo scorta che avevo individuato, in questo modo: lui mi faceva delle brevi chiamate con il telefonino personale, io gli dicevo di staccare e lo richiamavo con il telefono dell'istituto, ed altre volte per avere notizie lo chiamavo direttamente.
 Nel frattempo, e scendendo nei particolari, si evidenzia che  alcuni componenti delle due scorte, visto l'orario di uscite delle ambulanze, non hanno potuto cenare, considerando la carenza cronica del personale sia in quel momento, che sempre, non è stato possibile mandare il cambio.
Sempre di comune accordo con la scorta, ho fatto pervenire dei panini imbottiti prelevati dalla locale M.O.S.. Con quale mezzo ho fatto arrivare i panini alle scorte? Ad una scorta una volta rientrato l'autista dopo il ricovero ha portato i panini ai colleghi con la propria autovettura per fine turno, mentre per l'altra scorta è venuto a prelevarle l'autista con il mezzo dell'amministrazione nel frattempo che il ricovero non era ancora avvenuto.
Tutto questo, ovviamente, è stato portato a buon fine grazie alla collaborazione di tutti i colleghi che si trovavano in quel turno.
 
 
... E quello che non si è potuto scrivere nella relazione di servizio:
 
Dopo tutto pensate che sia finita qui ?
Nemmeno per sogno perché nel frattempo arrivano nuovi giunti, accadono problemi vari in tutto l'istituto ecc.ecc. ...
Allora mi domando cosa deve fare di più un Assistente Capo?
Perchè da Roma non interviene nessuno sulle condizioni critiche dell'istituto?
Alla fine del turno di servizio come coordinatore della Sorveglianza Generale sono crollato fisicamente e mentalmente, tanto che il giorno seguente sono dovuto ricorrere alle cure del sanitario. Inoltre per il turno notturno seguente mi avevano incaricato nuovamente della Sorveglianza Generale.
Mi domando come mai nessuno si impegna ad elogiare il lavoro che viene svolto all'interno dell'Ucciardone, da parte degli Assistenti.
Per finire mi farebbe tantissimo piacere se si parlasse di noi sia sul blog che sulla rivista, anche per dare qualche merito a tutti i colleghi dell'Ucciardone,  che in questo periodo stanno attraversando una profonda crisi con aumento di detenuti e poco personale di qualsiasi qualifica.
(Lettera firmata)
 
Cerchiamo di capire meglio di che cosa stiamo parlando.
 
Chi è l’Assistente Capo ?
Assistente Capo, assume la qualifica dopo quindici anni di servizio, 110,50 di parametro stipendiale (ex quinto livello retributivo, ex quinta qualifica funzionale), carriera esecutiva, circa 1600 euro di stipendio e nessuna speranza di progressione in carriera fino alla pensione, perché all’apice del proprio ruolo.
Nella catena di comando della Polizia Penitenziaria sono sovraordinati gerarchicamente all’Assistente Capo ben tre qualifiche del ruolo dei sovrintendenti, cinque qualifiche del ruolo degli ispettori e quattro qualifiche del ruolo dei commissari (senza tener conto degli ufficiali del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia e dei direttori e dirigenti dell’amministrazione penitenziaria).
In altre parole, sopra all’assistente capo (per qualifica, profilo professionale e stipendio) sono previste dodici figure professionali (sempre senza tener conto degli ufficiali del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia e dei direttori e dirigenti dell’amministrazione penitenziaria).
Ma all’Ucciardone, di notte, comanda un Assistente Capo !
 
 
Cesare Cantelli

Scritto da: Cesare Cantelli
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Commenti Commenti dei lettori

n. 13


Ringrazio tutti per i consigli che mi date. Speriamo che al DAP qualcuno lo prenda in seria considerazione la situazione critica dell'Ucciradone.
Il malcapitato di quel turno.

Di  Peppe  (inviato il 10/10/2010 @ 13:23:18)


n. 12


IO NON SO COME FUNZIONA IL VOSTRO ISTITUTO UCCIARDONE? MA IL COMANDANTE DI REPARTO CHE FINE HA FATTO? L'ASSISTENTE CAPO HA PRESSENTATO UN ESPOSTO ALLA PROCURA,DI TUTTO QUELLO CHE E' ACADUTO,ALL'INTERNO DEL PENITENZIARIO,NON BASTA UNA RELAZIONE DI SERVIZIO PER SALVARSI IL C......BISOGNA AGIRE DIVERSAMENTE ,DENUNCIANDO IL DIRETTORE CHE IL COMANDANTE : IO AL SUO POSTO AVREI CHIAMATO IL MAGISTRATO DI TURNO,SPIGANDO LA SITUAZIONE VENUTASI A CREARE,MANCANZA DI PERSONALE,E DI MEZZI ,MESSO IN PERICOLO IL PENITENZIARIO,PER MANCANZA DI SICUREZZA.IN QUEL MOMENTO QUANTI DETENUTI ERANO PRESENTI IN ISTITUTO,QUANTI AGENTI ERANO DI SERVIZIO,QUANTI AGENTI MANCANTI,QUANTI POSTI DI SERVIZIO ERANO SCOPERTI.CARO COLLEGA TI E ANDATA BENE LA PROSSIMO VOLTA,SCARICA TUTTO SU CHI TI DA COMPITI CHE ASPETANO AD UN SOTTUFFICIALE,UN ISPETTORE O UN SOVRIT.

Di  MIK  (inviato il 05/10/2010 @ 22:38:14)


n. 11


Ho letto quanto acaduto nel penitenziario siciliano, e mi sorge spontanea una domanda dettata forse dalla non conoscenza del Vostro Corpo. Nei turni di notte con sorveglianza generale un assistente capo (agente di polizia giudiziaria) chi effettua l'attività di ufficiale di P.G.? Nel caso di costituzione di persona latitante o di morte in cella quali sono le attività a firma dell'assistente capo di sorveglianza genenrale?
Saluti e buon lavoro.

Di  AMICO POCO INFORMATO  (inviato il 04/10/2010 @ 01:09:56)


n. 10


bravo peppe, sempre in gamba.

Di  michele bonafede  (inviato il 02/10/2010 @ 20:52:24)


n. 9


i piatta i lavavu, nuvola rossa, voglio delle conferme chi era costui e/o costoro ? è in servizio ancor oggi ?

Di  Anonimo  (inviato il 01/10/2010 @ 16:00:42)


n. 8


Carissimo Anonimo, vorrei capire cosa c'entra chi era direttore negli anni 80? Vuoi che dica che è l'attuale provveditore faramo? Embè? Che attinenza ha oggi l'Ucciardone con uno che ha fatto il direttore negli anni 80? E poi perchè proprio a me questa domanda? U sai chi ti ricu: va lavati i piatta.....

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 30/09/2010 @ 20:42:33)


n. 7


hai tutta la mia solidarieta collega

Di  mirko  (inviato il 30/09/2010 @ 16:40:35)


n. 6


chi era direttore negli anni 80 ? nuvola rossa rispondi

Di  Anonimo  (inviato il 29/09/2010 @ 11:26:45)


n. 5


andrà sempre peggio, in primavera perderemo altri
600 uomini per il concoro da ispettore.la domanda sorge spontanea: ma questi uomini da chi saranno sostituiti nei reparti detentivi? poveri noi.......

Di  marco  (inviato il 28/09/2010 @ 18:17:42)


n. 4


quello raccontato succede in molti carceri anche a s,m.c.v.(ce).

Di  rita  (inviato il 27/09/2010 @ 06:59:46)


n. 3


Voglio ringraziare il collega Curaba, per avermi elogiato, io sono uno dei colleghi della matricola che ha tradotto il detenuto all'Ospedale Civico.
Con la presente voglio rappresentare che all'Ucciardone anche nel turno di pomeriggio non ci sono Ufficilia di P.G., le scarcerazioni e tutte le altre incombenze vengono svolte dagli Agenti di P.G., che come sappiamo non possono firmare le scarcerazione.-
Nico66

Di  Nico66  (inviato il 23/09/2010 @ 18:00:31)


n. 2


Intanto ringrazio tantissimo Giovanni De Blasis per avermi dato la possibilità di rendere pubblico l'evento accadutomi e di far conoscere a tutti i problemi che affliggono la struttura dell'intero UCCIARDONE, ringrazio inoltre il carissimo Peppe Romano per gli elogi a tutti gli ASSISTENTI.
Peppe CURABA

Di  Anonimo  (inviato il 21/09/2010 @ 18:52:42)


n. 1


Che dire? W gli assistenti capo dell'Ucciardone, avete le palle quadrate. Non merotate di essere bistrattati così!

Di  Peppe Romano  (inviato il 21/09/2010 @ 00:13:18)




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