Novembre 2016
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Ufficiali del disciolto corpo degli agenti di custodia: Esauriamo il ruolo ad esaurimento ?


Polizia Penitenziaria - Ufficiali del disciolto corpo degli agenti di custodia: Esauriamo il ruolo ad esaurimento ?

Notizia del 13/05/2010

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: General X

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Chi, come me, era in servizio negli anni ottanta ed ha seguito, almeno un po’, l’iter della riforma del Corpo degli Agenti di Custodia ricorderà sicuramente quanto è stata lunga e travagliata la gestazione del famigerato art. 25 della legge 395/90.
Lunga e travagliata gestazione, perché è stata lunga e travagliata la discussione su che cosa si voleva fare degli ufficiali degli agenti di custodia che, già allora, erano una categoria a margine del Corpo (sebbene organica ad esso) nel quale ricoprivano incarichi e funzioni sovraordinate gerarchicamente ma allo stesso tempo avulse dal vero e proprio servizio di istituto.
 
(Da un appunto dell’epoca: “Il Comandante del Corpo e gli altri Ufficiali, pur privi di codificati poteri d’intervento autonomo, fatta eccezione di quelli di principio ad essi riconosciuti dalla legge istitutiva (mai oggetto di regolamento, ancorché d’obbligo) potevano esercitare il sancito potere gerarchico e, per conseguenza, pretendere comportamenti di subordinazione senza limitazioni personali e territoriali privi, tuttavia, di retroterra sostanziale)
 
Il travaglio di allora fu, appunto, incentrato sul che cosa se ne voleva fare di quella categoria nell’indecisione tra l’inserimento gerarchico e funzionale nell’organico dell’istituendo  Corpo di Polizia Penitenziaria e la soppressione tout court del ruolo.
La storia ci ha consegnato, alla fine, la solita soluzione di compromesso contenuta, come detto, nell’art. 25 che si è rivelato un vero e proprio ossimoro giuridico laddove ha conciliato l’inconciliabile con l’improbabile istituzione di questo famigerato ruolo ad esaurimento degli ufficiali del disciolto corpo degli agenti di custodia, con status militare, progressione di carriera a ruolo aperto, ma senza l’attribuzione di specifiche mansioni e competenze nella Polizia Penitenziaria e, soprattutto, senza alcun sovraordinamento gerarchico al personale del Corpo.
In altre parole, l’articolo 25 della legge 15.12.1990, n. 395 è stato un aborto giuridico, frutto di un irrealizzabile compromesso tra chi voleva gli ufficiali dentro e chi li voleva fuori dall’amministrazione penitenziaria.
 
25. Ruolo ad esaurimento degli ufficiali del Corpo degli agenti di custodia.
 
1. Dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale gli ufficiali del Corpo degli agenti di custodia, compresi quelli del ruolo istituito ai sensi dell'articolo 4-ter del decreto-legge 28 agosto 1987, n. 356 , convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1987, n. 436, sono inquadrati in un ruolo ad esaurimento e nei loro confronti continuano ad applicarsi le norme in precedenza vigenti.
2. Gli ufficiali inquadrati nel ruolo ad esaurimento conseguono l'avanzamento al grado superiore a ruolo aperto. Le promozioni al grado superiore sono conferite nel rispetto dei periodi minimi di permanenza nei singoli gradi e degli altri requisiti previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 508 , come sostituito dall'articolo 3 della legge 4 agosto 1971, n. 607 .
3. Gli ufficiali già ritenuti idonei all'avanzamento, ma non promossi per mancanza di posti in organico, conseguono la promozione al grado superiore, ai soli fini giuridici, con decorrenza data della relativa valutazione.
4. La promozione al grado superiore a quello apicale di cui all'articolo 1 della legge 4 agosto 1971, n. 607 , è conferita con riferimento alla progressione dei gradi e delle corrispondenti qualifiche di cui alla tabella annessa alla legge 1° aprile 1981, n. 121 , e successive modificazioni e integrazioni, computando, ai fini dell'anzianità, anche con ricostruzione della carriera, periodi triennali decorrenti dalla data dell'ultima promozione nel Corpo degli agenti di custodia.
5. Agli ufficiali del ruolo ad esaurimento si applicano altresì le norme sullo stato giuridico di cui al titolo IV della legge 10 aprile 1954, n. 113 , e successive modificazioni. Ad essi sono estesi i benefici che saranno attribuiti ai corrispondenti gradi delle altre forze di polizia. Gli ufficiali del ruolo ad esaurimento conservano la sede di servizio e nei loro confronti si applicano le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6 della legge 3 novembre 1963, n. 1543 .
6. Gli ufficiali del ruolo ad esaurimento assumono le funzioni e gli obblighi dei funzionari direttivi o dei dirigenti dell'Amministrazione penitenziaria e possono essere preposti, a domanda, alla direzione dei servizi tecnico-logistici, del servizio di traduzione dei detenuti ed internati e del servizio di piantonamento dei detenuti ed internati ricoverati in luoghi di cura, secondo le modalità stabilite dal regolamento di servizio di cui all'articolo 29, nonché dei servizi di amministrazione. Possono altresì essere preposti, a domanda, alla direzione degli istituti e servizi dell'Amministrazione penitenziaria, sempre che siano in possesso dei requisiti previsti dalle leggi vigenti per il corrispondente profilo professionale.
7. Agli ufficiali del ruolo ad esaurimento, che cessino a domanda dal servizio entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è concesso, sia ai fini del compimento della anzianità necessaria per conseguire il diritto a pensione ed il trattamento economico previsto dai commi ventiduesimo e ventitreesimo dell'articolo 43 della legge 1° aprile 1981, n. 121 e successive modificazioni, sia ai fini della liquidazione della pensione e dell'indennità di buonuscita, un aumento di servizio di sette anni. Il periodo eventualmente eccedente è valutato per l'attribuzione delle successive classi di stipendio.
8. Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per disciplinare il passaggio ad altri ruoli degli ufficiali del disciolto Corpo degli agenti di custodia, con l'osservanza dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) consentire agli ufficiali che ne facciano domanda il passaggio, conservando le posizioni giuridiche ed economiche conseguite, in altre forze armate dello Stato o in altre forze di polizia, da individuarsi secondo modalità e criteri determinati con decreto del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri interessati, salvaguardando in ogni caso i diritti e le posizioni del personale delle amministrazioni riceventi;
b) consentire agli ufficiali che ne facciano domanda il passaggio, conservando le posizioni giuridiche ed economiche conseguite, ai ruoli del personale dell'Amministrazione penitenziaria o di altre pubbliche amministrazioni, mantenendo la qualifica funzionale o dirigenziale rivestita nell'amministrazione di provenienza e salvaguardando i diritti e le posizioni del personale appartenente ai ruoli delle amministrazioni riceventi;
c) stabilire, nei casi di cui alle lettere a) e b), la corrispondenza fra il grado rivestito e la qualifica da assumere, tenuto conto della anzianità già maturata nel grado militare.
 
D.Lgs. 21-5-2000 n. 146
Ufficiali del ruolo ad esaurimento del disciolto Corpo degli agenti di custodia
 
27. Ricollocamento del personale del ruolo ad esaurimento.
 
1. Ad integrazione e parziale modifica del comma 6 dell'articolo 25 della legge 15 dicembre 1990, n. 395, nell'àmbito dell'Amministrazione penitenziaria i predetti ufficiali, per la specifica professionalità e per la peculiare esperienza da essi maturata a livello operativo, sono applicati:
a) presso uffici e servizi tecnico-logistici, sia a livello centrale che periferico, con funzioni di direzione o di supporto alla direzione;
b) nel servizio di traduzione e piantonamento dei detenuti e degli internati, sia a livello centrale che periferico, con compiti di direzione o di supporto alla direzione;
c) presso i Provveditorati regionali, di supporto al Provveditore per i settori e per le problematiche di cui alle lettere a) e b), oltre che per gli aspetti organizzativi e di coordinamento relativamente all'impiego dei contingenti di polizia penitenziaria, alla idoneità delle caserme, delle mense e degli equipaggiamenti;
d) nelle articolazioni centrali, presso l'Istituto superiore di Studi penitenziari e presso le scuole, di supporto ai responsabili di dette strutture per l'attività didattica, di formazione e di addestramento del personale del Corpo di polizia penitenziaria. In tale àmbito sono preposti alla direzione ed alle connesse attività operative dei poligoni di tiro dell'Amministrazione.
2. Tale impiego è di norma disposto a domanda dell'interessato e con provvedimento da emanarsi tenendo conto dei criteri di cui all'articolo 90 del decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82. È comunque fatta salva la facoltà dell'Amministrazione penitenziaria, per sopravvenute esigenze e per il perseguimento di propri obiettivi prioritari, di disporre autonomamente l'impiego di ufficiali nei compiti di cui al comma 1.
3. Fermi restando il grado rivestito e l'anzianità posseduta, le funzioni, sia di livello direttivo che dirigenziale, attribuibili agli ufficiali del ruolo ad esaurimento sono quelle corrispondenti alle responsabilità ed agli incarichi ad essi effettivamente conferiti dall'amministrazione.
 
DOTAZIONE ORGANICA UFFICIALI AGENTI DI CUSTODIA 15.12.1990
Colonnello                       1
Ten.Colonnello            12
Maggiore                       15
Capitano                        16
Tenente                         22
----------------------------------
Totale                              66
 
Nonostante tutto questo, la categoria degli ufficiali è sopravvissuta a se stessa e attraverso una selezione naturale di tipo darwiniano, ha percorso qualche gradino della sua evoluzione arrivando, con alcuni esemplari di eccellenza della specie, ad assumere con profitto alcuni incarichi di grande rilievo.
 
Oggi, però, dopo vent’anni di malintesi e di ambiguità potrebbe essere  arrivato il momento di uscire dall’equivoco ordinamentale riformando sostanzialmente l’art. 25 della legge 395/90.
 
Allo stato attuale gli Ufficiali r.e. del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia risultano essere:
 
Generale                        21
Colonnello                     11
Ten. Colonnello              2
---------------------------------
Totale                            34
 
 
Ed è per questo che, oggi, domandiamo a noi stessi e a tutto il personale della Polizia Penitenziaria, se è arrivato il momento di integrare senza vincoli e senza condizioni gli Ufficiali nel Corpo ?
 
Non dimentichiamo, al riguardo, che fermo restando il diritto acquisito dagli stessi Ufficiali al ruolo ad esaurimento e alla progressione aperta di carriera senza vincoli di posti disponibili, l’eventuale integrazione non andrebbe ad occupare alcun posto in organico dei ruoli dirigenziali (allo stato attuale solo 12) ma, anzi, garantirebbe da subito al Corpo 34 dirigenti in più e, soprattutto, la possibilità di rivendicare uno o più posti da dirigente generale.
 
Del resto, il Corpo, allo stato attuale,  non potrebbe ottenere alcun dirigente se non prima di altri sei o sette anni, tempo necessario ai funzionari del ruolo ordinario per maturare l’anzianità minima prevista per accedere a quel ruolo.
 
E allora, apriamo questo dibattito.
 
(p.s.
Resta inteso che qualora si procedesse nella direzione di reintegrare gli ufficiali nel Corpo andrebbero garantite a tutti quelli di loro che non volessero aderire le stesse alternative che furono concesse nel 1991)
 
 
General  X

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Commenti Commenti dei lettori

n. 80


leggo con piacere l'interesse degli Ufficiali del disciolto Corpo AA.CC, ovviamente come in tutte le famiglie ci sono quelli bravi e quelli un po meno bravi e sopratutto tra questi c'è qualche cellula dormiente che quando sarà il momento si attaccherà alla sedia del potere.
comunque sia E' DI VITALE IMPORTANZA trovare è cercare una strada per farci uscire dall'oblio.
ve lo dice uno che ha 30 anni di esperienza, che ha fatto il sindacalista, il Comandante ecc. di sicura c'è solo una cosa gli attuali Dirigenti dell'Amm. P. non vogliono ne il nostro benessere ne il nostro sviluppo professionale e di immagine, anche se qualcuno di noi ogni tanto rimane colpito da qualche iniziativa del DAP e solo un gioco di luci e fumi, ma quando spengono l'interruttore rimangono solo loro i dirigenti seduti nel loro lussuoso scranno che percepiscono 130 mila euro di stipendio e a noi ci fanno smontare alle 14.00 per farci pagare 7 euro di mensa.
coloro che nei commenti precedenti dicono di non riconoscere gli Ufficiali probabilmente viene da SODOMA!
è arrivato il momento che tutti guardiamo oltre i pregiudizi e tutto ciò che è stato raccontato sugli Ufficiali, anche io a suo tempo mi ero scagliato sugli Ufficiali che avevano preferito abbandonarci per un futuro più roseo, ma non è stato cosi ne per loro ne per noi.
SPERO CHE LA POLIZIA PENITENZIARIA tutta e con i suoi SINDACALISTI, quelli che valgono ovviamente, chiedano A GRAN VOCE IL RITORNO DEI NOSTRI PADRI, ZII perchè anche loro fanno parte della nostra famiglia PIù DEI DIRETTORI PROVVEDITORI EDUCATORI E RAGIONIERI CHE ATTUALMENTE CI COMANDANO E PENSANO DI ESSERE SODOMA!!!!
a voi AMICI GENERALI la POLIZIA PENITENZIARIA vi ASPETTA!!

Di  hei  (inviato il 17/05/2016 @ 05:17:53)


n. 79


per me i generali non esistono...

Di  dido  (inviato il 27/01/2013 @ 01:39:28)


n. 78


@Bruno
Leggo, con piacere, che anche tu conosci bene dei particolari, dovresti allora, se lo riterrai opportuno venire in mio aiuto, per chiarire alcuni aspetti, che molti colleghi conosco marginalmente, o per sentito dire, oppure trasformati nel tempo da varie versioni con aggiunta od omissione di particolari importanti.
Della vicenda del famoso emendamento, mi piacerebbe leggere la versione che conosci, così per fare un piccolo esercizio accademico.
Chissà, magari, rendendo noti particolari, di importanza politico-amministrativa gestiti ad hoc all'epoca, si potrebbe giungere ad opinioni in parte convergenti.
Ti posso, intanto preannunciare, che il dopo Amato, poteva comunque, dare l'inizio ad una svolta, ovvero, la stesura del Regolamento del Corpo, (1991) prima bozza, inviato secondo l'iter procedurale, previsto dalle norme in vigore, al vaglio dei vari Dicasteri ed Organi competenti.
Quel Regolamento era nettamente all'avanguardia, e rispettava i principi della Legge di Riforma, essendo, poi, un D.P.R. avrebbe assunto all'atto della sua eventuale emanazione valore indiscutibile.
Apportate piccole modifiche di carattere secondario, evidenziate dagli Enti competenti, e avuto il consenso del Consiglio di Stato, di quel testo si persero stranamente le tracce..
Ovvero, ne venne rallentato l'invio con vari espedienti, fino al 1995, anno in cui l'estensore, (il quale aveva avuto l'incarico di curarne la stesura dal Presidente Nicolò AMATO), andò in pensione.
Il nuovo testo, venne curato dall'allora Ufficio (gli Uffici erano ancora Uffici Centrali e rispondevano per l'individuazione a dei numeri), 9° od 11°, ora non ricordo bene, comunque uno dei Funzionari che elaborò l'attuale testo, fu il Dott. REALI. Quindi, un Regolamento, già scritto in prima bozza l'anno dell'entrata in vigore della Legge, (11 gennaio 1991), è stranamente svanito nei meandri della Direzione Generale per gli Istituti di Prevenzione e Pena, ed è stato pubblicato, ovviamente, assolutamente difforme dalla prima bozza approvata, nel 1999.!!!!
Durante la gestione Adalberto CAPRIOTTI, sulla base di quella famosa prima bozza di Regolamento, venne elaborata una struttura, denominata “COORDINAMENTO STRUTTURALE della Polizia Penitenziaria”, la quale studiata nei minimi particolari, giuridicamente inattaccabile, tramite un Decreto Ministeriale avrebbe dato al Corpo l'Autonomia Funzionale necessaria, infatti non era altro che il famoso Ufficio del Corpo citato dalla Legge 395 articolo 9 il quale prevede espressamente IL DIRETTORE DELL'UFFICIO DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA, questo Ufficio, altro non era che l'antesignano progenitore degli attuali Uffici di Staff del Capo Dipartimento, il quale successivamente grazie alla riorganizzazione del Ministero della Giustizia avrebbe assunto sicuramente il Rango di Direzione Generale del Corpo.
Stranamente, anche quel progetto finì nel limbo..... perché “qualcuno convinse il Presidente Capriotti, che non era il caso di sottoporre al Ministro dell'epoca il progetto.
A questo, che definirei, “tragico”, evento concorsero anche le Organizzazioni Sindacali, le quali mal informate o volutamente tenute all'oscuro dei particolari salienti, non diedero il sostegno necessario all'iniziativa.
Ora, mi sembra di avere fatto abbastanza chiarezza, su quello che non è stato o poteva essere.
E', quindi, il caso, senza colpevolizzare nessuno di valutare una strada per arrivare nel più breve tempo possibile a quello che legittimamente ci spetta.

Cordiali saluti.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 03/06/2010 @ 20:51:27)


n. 77


un gran bel parlare, critiche e sproloqui, accuse e sentenze già ampiamente acclarate ma forse questo si vuole il parlare tanto non porta alla effettiva soluzione del problema, è tutto vero gli Ufficiali che ci troviamo border line sono a tutti gli effetti, e lo erano anche prima, nostri superiori gerarchici ( non a caso ho usato la maiuscola per nominarli) credo questo sia chiaro a tutti vero? be si può provare a stendere una bandiera bianca di comune distenzione e vedere di trovare una strada comune che porti la nostra gente ( agenti e sottufficiali del Corpo ) dall'altra parte del fiume insieme al lupo, il cavolo e la pecora. Diamo a loro l'ennesima prova di fiducia e laddove si riesca ad ottenere qulalcosa in più e sempre QUALCOSA IN PIU' e non sarà mai quello che abbiamo ora NIENTE
siamo in mano ai dirigenti che della nostra divisa (tranne alcuni anche lì) poco importa. o le critiche fanno bene ma rimbocchiamoci le maniche, ci stanno togliendo tutto ( vedi il provvedimento per la semplificazione etc ) ve ne siete accorti se si riesce a lavorare insieme ben vengano anche i Generali sempreche capiscano di essere comandanti di uomini riuscendo ogni tanto a guardarsi indietro vero Daniè un caro saluto da chi i gradi da ufficiale ( con la minuscola) li ha portati sulle spalle

Di  nando funari  (inviato il 03/06/2010 @ 17:47:38)


n. 76


Per Daniele Papi: quando ho fatto nomi e cognomi nelle mie relazioni di servizio, ho firmato con il mio nome e cognome. In questa sede non mi pare opportuno, come non mi pare opportuno fare nomi di singoli Generali quando si discute di un concetto e non delle singole persone.
Non mi pare il caso di elogiare le doti di questo o quello a riprova della bontà della proposta, quando la proposta, qui nell’articolo che stiamo commentando, non fa riferimento ai singoli, ma al blocco degli ufficiali in toto.
Premesso questo, ammetto che con i tuoi interventi ci stai permettendo di attingere a notizie utili per comprendere il passaggio dagli Agenti di Custodia alla Polizia Penitenziaria e sono disposto a fare un passo indietro e rileggermi i tuoi interventi in un'altra luce.
Magari, attingendo alle fonti di pima mano di cui sei in possesso, potresti scrivere degli articoli che ci parlino di quei mesi in cui Capriotti tornò al DAP, Amato presenziò al passaggio tra Agenti di Custodia e la Polizia Penitenziaria e poi venne cacciato dopo dieci anni di Re-ggenza, il tutto quando a Capo della Repubblica c'era un galantuomo che abitava (e ancora abita) a 100 metri dalla sede del DAP.
Anche l'aneddoto dell'emendamento che doveva essere presentato al Senato e poi tenuto nascosto, quello che prevedeva l'impiego degli Ufficiali in una sorta di ruolo tecnico salvando capra e cavoli, mi pare una storia che meriterebbe di essere raccontata.
Sicuro e contento di rileggerti presto, ti saluto con altrettanta cordialità ; - )

Di  Bruno  (inviato il 03/06/2010 @ 14:42:47)


n. 75


Ringrazio per l'intervento i due Ufficiali Generali intervenuti, leggo con piacere, che il Generale DE IOVANNA, rinforza una mia tesi riportata nel commento #61, dove ho cercato di far comprendere che lo spirito della legge “Ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria”, è di fatto stato lo strumento per riformare “rinnovare” tutta l'Amministrazione meno che il Corpo, il quale, è stato di fatto reso acefalo e privo dei suoi direttivi e dirigenti, nonostante la legge dicesse chiaramente che tutte le dotazioni (Organico... il quale comprendeva anche gli Ufficiali), passavano alla neonata Polizia Penitenziaria ad Ordinamento Civile, ho fatto notare, anche, che la legge ha espressamente previsto l'Ufficio della Polizia Penitenziaria (intervento #14).
In altro articolo, si parla di un progetto dell'allora Comandante del Corpo Colonnello SPINACI, non voglio entrare in contraddizione con alcuno, ma tengo a precisare, che: quel progetto, è stato elaborato dagli allora Maggiori Alfredo Gabrielli poi, Comandante del Corpo, succeduto al Colonnello Spinaci, ricoprendo il Comando ad interim sino alla promozione da Tenente Colonnello a Colonnello, unitamente all'allora Maggiore Nicola ALESSI.
Tale progetto venne riproposto anche nel 1986 dall'allora Comandante del Corpo Colonnello Alfredo GABRIELLI, il quale in una riunione con tutti gli Ufficiali tenuta presso la Scuola di Cairo Montenotte rappresentò e reiterò la necessità di portare avanti la tesi già avanzata nel lontano 1977.
Non voglio passare per saccente, o per latore di verità assolute, però, avendo avuto la fortuna ed il piacere di essere un collaboratore dell'allora Comandante del Corpo, e non anche il semplice autista, conservo, ricordi, e manoscritti che ho la possibilità di consultare.
La mia precisazione, è obbligatoria, non per difendere l'operato di persona personalmente stimata, ma per elencazione storica precisa dell'evoluzione storica del Corpo degli Agenti di Custodia.
Mi, rammarica, che appartenenti alla categoria, omettano, anche involontariamente di citare il personaggio, il quale, benché, forse scomodo è quello che ha dato all'organismo un assetto che ha costituito le basi per l'evoluzione degli Agenti di Custodia in Polizia Penitenziaria.
Infatti, negli anni '80 venne istituito: il Reparto Navale, Il Servizio Automobilistico, il così detto “Battaglione Mobile” e le Fiamme Azzurre.
@ Per Bruno, come vedi, ti do ulteriore dimostrazione che non sono il difensore ad personam di tizio, caio o dell'intera categoria, evidenziando, dei particolari che se esposti con garbo e con educazione differiscono dalla opinione o idea di qualche alto Ufficiale, pur mantenendo sempre il principio della mia identità.

Di  daniele papi  (inviato il 02/06/2010 @ 20:37:08)


n. 74


Condivido quanto affermato da Angelo De Iovanna. Tuttavia in democrazia occorre prendere atto anche delle altre opinioni che soggettivamente hanno sempre un fondamento nel pensiero di chi le esterna. Il Sig. Bruno fa delle osservazioni che fanno parte evidentemente della sua esperienza e della sua cultura penitenziaria. Chiunque può dissentire, accettare o condividere le opinioni espresse da altri. Bisogna rispettarle comunque. Ritengo che gli Ufficiali non abbiano bisogno di difese, nè considero il ruolo un'entità a sè stante. Sono persone come tutti gli altri. Chi come me si è arruolato allievo agente di custodia nel 1970 dopo 15 mesi di militare conosce ( un pò) l'Amministrazione penitenziaria. Ho prestato servizio negli istituti. Al Corpo veniva esteso ciò che prima era concesso alle altre Forze di Polizia. Una Riforma era necessaria. Ed ecco la 395/90. La predetta legge era il risultato di un compromesso. L'eliminazione del militarismo e quindi l'esaurimento degli Ufficiali a favore di una Dirigenza consolidata dall'art.40. Cioè una Dirigenza atipica per un Corpo militarmente organizzato. Per ovvi motivi non poteva coesistere una seconda Dirigenza per il Corpo ( quella degli Ufficiali). Era necessario, pertanto, dare forza all'unica categoria che rappresentasse più da vicino la dirigenza dell'istituto. Ricordo agli inizi degli anni '80 il tentativo di un arruolamento di 300 Ufficiali per le carceri ( decreto Sarti). Il quale credo sia stato osteggiato sia dai vertici militari di allora sia dagli stessi direttori. Era invece ben accettato dai super marescialli comandanti degli istituti. Poichè provengo dai marescialli , credo sia stato un grosso errore per il Corpo il fallimento di questo tentativo,in quanto sarebbe stato l' inizio per una futura dirigenza tipica. Purtroppo le cose sono andate diversamente, forse in parte per colpa anche degli Ufficiali comandanti di allora. Ricordo, però, che il D.G. Nicolò Amato aveva un elenco di Ufficiali da mandare negli istituti per determinati servizi. Da tenente fui assegnato in un istituto di massima sicurezza per sei mesi , ma il Direttore di quell'istituto fece di tutto per farmi revocare il distacco. Così mi era stato detto. Evidentemente non gradiva la presenza di un Ufficiale o pensava di poterne fare a meno. E' chiaro che da giovane certe cose non le sai e molte non te le fanno sapere. Posso affermare che molti di noi lavorano in silenzio per cui non appare ciò che fanno. Ma vi assicuro che spesso le difficoltà ci sono. La legge Meduri ha creato una dirigenza "senza divisa". Il nodo da scioglere è se un Corpo di Polizia possa avere una sua dirigenza o debba continuare ad essere organizzato e gestito da una dirigenza atipica. Gli Ufficiali fanno parte di questo Corpo ma non sono dirigenti generali. Sono di II fascia e quindi non rappresentano le decisioni di vertice proprie della dirigenza generale. Hanno un potere limitato. E' lì l'inghippo. E' inutile che ci giriamo attorno. Il vertice è sempre il Direttore Generale. Inoltre ci sono anche i Sindacati. Il resto è una guerra fra poveri. Gli Ufficiali poichè indossano una divisa, hanno interesse, per dignità professionale, operare per il progresso del Corpo. E' chiaro che anche fra di noi c'è quello che si impegna di meno. Le cause possono essere diverse ( salute, contesto ambientale, rapporti con i sindacati, con il direttore generale, ecc.). Ciò che conta è l'investitura piena che ti dà la legge. La sua giusta interpretazione, altrimenti vivi nel limbo con tanti se e tanti ma. La sentenza del Consiglio di Stato in effetti riconosce una gerarchia con gli Ufficiali anche se ad esaurimento. Tipo gli Ufficiali ad esaurimento della Polizia di Stato a seguito della 121/81. Solo che a differenza della Polizia di Stato il grado massimo è quello di Generale di Brigata. Quindi, comunque, un Corpo acefalo. In sintesi attualmente il Corpo dipende da diversi ruoli dirigenziali: Magistrati, Ufficiali, Dirigenti Meduriani, area 1, ecc.. C'è l'imbarazzo della scelta.
Distinti saluti.
Silvio Cau

Di  silvio cau  (inviato il 02/06/2010 @ 01:00:55)


n. 73


@Bruno
Dovresti gentilmente fare alcune cose.
1)Non devi rammaricarti, particolare risibile, perché non necessario, visto che non so con chi sto interloquendo;
2)Non ho utilizzato termini come “brave persone”... perché posso dirti che con qualcuno ho avuto anche scambi di opinione abbastanza divergenti, in alcuni che posso definire anche “poco cordiali”, questo non mi esime dal riconoscere in maniera obiettiva che alcuni hanno capacità professionali indiscutibili.
3)Evidentemente con chi hai collaborato o conosciuto personalmente non ti ha lasciato una buona impressione, ma è pur sempre, anche se rispettabilissima opinione personale, se tu avessi il coraggio di firmarti per esteso, sarebbe utile sapere cosa pensa/no loro di te.
4)Evidentemente, quando parli di decisioni che alcuni o la categoria potevano/dovevano mettere in discussione, o fingi di non conoscere la realtà dei fatti, oppure ti fa comodo disconoscerla.
5)Mi sembra, che qui si discuta sull'opportunità di consentirne l'ingresso, stabilendo dei criteri, per cui nulla vieterebbe di porre degli eventuali limiti, visto che il problema più importante dovrebbe essere l'autonomia funzionale del Corpo.
6)Non ho mai detto che i Commissari non sono in grado di dirigere, ho posto solo il limite temporale, che forse ne Io ne Te, avremmo la possibilità di vedere un nostro legittimo rappresentante al vertice dell'organismo.
7)Mai detto che i Direttori hanno fatto peggio di quanto avrebbero fatto i generali... e comunque non abbiamo ne Io ne Tu la possibilità di verificare il contrario.
8)Che i vertici dell'Amministrazione, non l'Amministrazione li abbiano a giusta ragione isolati, (saggiamente) mi sembra pura ipocrisia, infatti, siamo stati tanto bene rappresentati, che siamo inseriti di diritto in tutte le articolazioni Interforze, dove nostri rappresentanti tutelano l'immagine del Corpo e l'operato di tutti i colleghi.
Ultima, cosa, gradirei, che usassi la cortesia, se vuoi dialogare direttamente con me dandomi del servile “difesa” o del lecca culo “in un intervento hai parlato “dei soliti lecchinaggi” (già ampiamente spiegato che io non difendo nessuno se non la mia personale opinione), (mi preme oltremodo sottolineare che con certezza non sono simpatico a molti rappresentanti della categoria in discussione, per il semplice motivo che non ho mai avuto problemi a rapportarmi e a difendere le mie eventuali ragioni, come sono stato pronto a riconoscere miei sbagli), di farti identificare bene... nome e cognome.
Dubito, ovviamente, che tu lo faccia, ma sai, ad uno come me che crede in una svolta epocale, basta poco per illudersi di avere colleghi che mostrino almeno il coraggio delle proprie azioni.
Ti invio i miei più cordiali saluti.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 02/06/2010 @ 00:12:44)


n. 72


Daniele Papi, vedo (e mi rammarico) che le tue argomentazioni a "difesa" dei Generali continuano ad essere del tipo: "io li conosco da vicino, sono brave persone", "meglio un Generale oggi che un Commissario chissa quando", "i Direttori hanno fatto di peggio di quanto non farebbe un Generale"...
Per quanto mi riguarda, in questo modo, non riesco a convincermi.
Qualcuno l'ho consciuto pure io da vicino e tra loro e gli altri non mi sembra che si siano impegnati più di tanto per la Polizia Penitenziaria.
Altrimenti, per forza di cose, sarebbero andati in conflitto con l'Amministrazione, la quale (saggiamente) ha fatto di tutto per "metterli a tacere", donando loro una carriera senza ostacoli, posti senza problemi, incarichi "prestigiosi", nonostante le ripetute prove di inefficienza dimostrate in passato in altri posti.
E' vero che le decisioni le prende l'Amministrazione per mano dei Direttori/Dirigenti, ma non mi pare che queste decisioni siano state mai messe in discussione da uno dei Generali che invece (secondo me) in alcune occasioni avrebbero avuto la forza e la responsabilità di farlo.
Non so se i soliti nomi che si sono fatti qui, avranno la forza per scalare la classifica. Mi sembra che nelle prime posizioni ci siano persone che non hanno mai brillato per capacità.
Ma può darsi che dipenda dalla mia ignoranza.

Di  Bruno  (inviato il 01/06/2010 @ 20:49:55)


n. 71


Appunto.... sono passati 20 anni mica 20 giorni.... e le innovazioni.....?????????????
Poi se vogliamo aspettare altri 20 anni per vedere un Dirigente della Polizia Penitenziaria a Capo della Polizia Penitenziaria, allora è un altro discorso...
Poi, mi piacerebbe sapere chi, di tutti i colleghi che hanno scritto, veramente conosce personalmente questi “Dirigenti Militari dell'Amministrazione”; chi fa citazioni di numeri o nomi (2 o 3... tizio e caio), ha lavorato o collaborato direttamente con qualcuno di loro..; Quanti invece parlano “per sentito dire”....
Perché se la situazione degli Istituti, e grave, se i servizi sono male organizzati, i diritti sono regolarmente calpestati.. la colpa è degli Ufficiali... che nelle Direzioni non ce li hanno mai voluti... tranne un caso, a Santa Maria Capua Vetere... dove non mi sembra che le cose andassero poi cosi tanto male...
Non è che per caso c'è da dividere queste colpe con qualche altra categoria.... si parla di caserme fatiscenti... un esempio a caso spesso imputato agli Ufficiali... come la storia del vestiario...
Vi è noto, per caso, che in un Istituto Penitenziario, il Funzionario delegato dello Stato (cioè colui che è legittimato a stipulare contratti e il “Direttore dell'Istituto”... e allora, se nell'Istituto X... la caserma fa schifo, l'eventuale responsabilità.... a chi dovrebbe essere imputata.. senza escludere in alcuni casi la totale assenza di senso civico da parte dei fruitori stessi......
Stranamente, altre tipologie di alloggi.. annesse alle Direzioni... sembrano, a prima vista.. meno trascurate...
Dopo 25 anni....la mia “ostinatezza” sembra inguaribile.... mi dovrò rassegnare.... a non vedere la Polizia Penitenziaria, con pari dignità, pari diritti e stessa organizzazione di altre FF.PP.
P.S. Non recriminate se, su articoli di cronaca o servizi televisivi, ci chiamano o ci definiscono con nomi impropri... la Colpa è degli Ufficiali anche quella, l'Ufficio pubbliche relazioni è diretto da loro....

Di  Daniele PAPI  (inviato il 01/06/2010 @ 19:43:31)


n. 70


Dopo tutto quello che s’è scritto, ho deciso di esprimere anche io la mia opinione ed il mio sentimento in relazione al motivo del contendere. Ringrazio la redazione ed il moderatore per l’ospitalità e chiedo scusa per la lunghezza dello scritto.
Già tempo fa ebbi modo di proporre un mio intervento sulla questione che – mi sia consentito - riguarda anche me.
Una semplice lettura del testo di legge noto come legge di ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria, ma in realtà riforma della ex-Direzione Generale degli II.P.P., dimostra come tutto questo parlare si basa sul nulla. Mi permetto di richiamare l’attenzione dei lettori sul ciò che recita l’art. 2 della legge:
Art. 2. (scioglimento del corpo degli agenti di custodia e soppressione del ruolo delle vigilatrici penitenziarie)
1 . Il corpo degli agenti di custodia è disciolto ed il ruolo delle vigilatrici penitenziarie è soppresso.
2 . Il personale del disciolto corpo degli agenti di custodia e quello del soppresso ruolo delle vigilatrici penitenziarie entrano a far parte del corpo di polizia penitenziaria, secondo le modalità e in base alle norme di inquadramento indicate nella presente legge.
L’art. 25 fu il modo di inquadrare gli ufficiali. Dunque, non vi sono dubbi sulla appartenenza al Corpo di polizia penitenziaria degli ufficiali.
L’art. 25 costituiva il ruolo ad esaurimento semplicemente perché l’intendimento del Legislatore (cioè del Vertice dell’Amministrazione di quell’epoca, con la complicità di chi voleva un corpo – la “c” è volutamente minuscola – al servizio dell’Amministrazione e non già una Forza di polizia degna di questo nome e capace di esserlo) era quello di decapitare il Corpo, togliendo di mezzo ogni possibile futuro interlocutore “scomodo” capace di opporsi a quello che – lo vediamo tutti, o no? – sarebbe accaduto, così come E’ STATO. Lo sfascio che ci attornia!
La sentenza del Consiglio di Stato, al di là del merito della vicenda, chiarisce punti che artatamente erano stati resi oscuri, equivoci, dubbi, inesatti, possibili di mille interpretazioni diverse, da usare secondo i modi e le circostanze di convenienza. Da applicare per i nemici e interpretare per gli amici, secondo l’uso tipicamente italico.
Si contesta agli ufficiali, ruolo al quale appartengo nel bene e nel male, di non avere fatto nulla per opporsi. E’ vero. Fu scelto da pochi di quelli che all’epoca potevano scegliere di esprimere opinioni e pareri, di “salvarsi la pensione”. Il danno ricadde su tutti quelli che erano giovani e capaci di “fare” qualcosa di positivo e di utile per il nuovo Corpo; essi, anche se più vecchi di 20 anni rispetto a quel momento, ancora oggi potrebbero fare e dare tanto se solo fossero messi in condizione di lavorare per davvero e non di vegetare attendendo il giorno di paga.
Si contesta agli ufficiali di non avere fatto nulla, di essere parassiti, perché questo è il significato di tanti interventi pieni di acrimonia ed astio, che pure comprendo sotto il profilo umano e non mi sento di condannare o di censurare, sebbene personalmente mi facciano del male sia come uomo, che come fedele servitore (ma MAI servo) dello Stato che onestamente in ogni giorno della sua vita e della sua carriera ha sempre lavorato con onestà e senso etico dei rapporti e dei doveri verso le Istituzioni e nei confronti dei propri colleghi. I miei colleghi sono quelli che portano i miei stessi colori di uniforme, quelli che svolgono lo stesso lavoro, quelli che sopportano silenziosamente lo stillicidio e l’usura di una condizione penitenziaria da quarto mondo, strumentalizzata solamente per miseri interessi di bottega.
Forse la condanna può apparire giusta, fondata. Ma allora chiedo a me, ai lettori ed all’Amministrazione: perché invece di permettere che questi lavoratori ben pagati se ne stessero – e se ne stiano – a fare nulla (eccetto che in pochi casi) attendendo lo stipendio, non si è deciso di affidare loro compiti organici ai servizi del Corpo, responsabilizzandoli nell’incarico e perseguendo seriamente (come dovrebbe avvenire per tutti, e non solo per gli ufficiali o per il personale del Corpo di polizia penitenziaria) le mancanze ed il mancato raggiungimento dell’obiettivo assegnato? Non escludevo, e non escludo oggi, il comando di Reparti negli Istituti di pena.
La scelta di “toglierli di mezzo” passò sulla testa di quelli che chiamerei i giovani dell’epoca. Era senz’altro gradita ai vecchi ufficiali, e più che sicuramente a quelli che nell’Amministrazione vedevano aprirsi spiragli di leadership incondizionata e totale. Così come è inequivocabilmente avvenuto. Lo vede chiunque.
Non intendo polemizzare con nessuno, men che meno con categorie a cui non appartengo, ma la realtà dei fatti consegna alla storia una situazione che solo gli ignavi – o i collusi col sistema – negano o cercano di sminuire. Organico sottodimensionato già rispetto alla condizione penitenziaria di 10 anni fa, funzionari direttivi senza poteri e sforniti di qualunque capacità decisionale, un sovraffollamento critico che non ha precedenti nella storia del Paese, dalla data della sua unificazione.
La realtà è che a distanza di 8 anni dall’ingresso dei primi funzionari in attività di servizio ancora oggi non si è dato luogo al loro avanzamento in carriera. Che ancora oggi i funzionari attendono di sapere, dopo 8 anni da quella prima immissione, quali sono i loro compiti e le loro attribuzioni nei servizi di Istituto. Che la mancata presenza e partecipazione agli organismi interforze, in cui la Polizia penitenziaria NON è rappresentata, ha causato l’estromissione del Corpo dai provvedimenti di legge che riorganizzando le Forze di polizia hanno individuato quelle a cui ripartire i fondi per il loro potenziamento, cosi che oggi le Forze di polizia pienamente dette son 4, e per questa qui non sono disponibili quelle preziose risorse economiche utili alla sua sopravvivenza (salvo le poche briciole che residuano). La Polizia penitenziaria è stata abbandonata a sé stessa, è un fatto, non è una opinione. La mancanza di una sua dirigenza capace di rappresentarla ha permesso il resto.
Con questo non voglio dire che gli ufficiali rappresentano la salvezza, o che avrebbero evitato lo sfascio, ma dire solo che tutti – senza eccezioni, PERCHE’ NON FACCIO SCONTI A NESSUNO NEL DIRLO – hanno preferito credere che essi appartenessero al limbo, al nulla (come si possa appartenere al nulla ancora oggi nessuno me lo ha spiegato, visto che il Corpo degli AA.C. una volta disciolto non esisteva più).
Io appartengo al Corpo di polizia penitenziaria, l’ho affermato sempre ed in ogni contesto con qualunque interlocutore, sostenendo la mia dichiarazione con solidi argomenti che basavano sulla Legge e non sulle chiacchiere. Mai nessuno è riuscito a confutare le mie affermazioni.
E lo dico ancora qui. Io sono un dirigente, sebbene iscritto in un ruolo ad esaurimento, del Corpo di polizia penitenziaria. Tutti noi siamo pronti ad assumerci responsabilità verso un Corpo cui abbiamo sempre sentito di appartenere, ma dal quale siamo stati scacciati per miseri interessi di bottega di pochi o di chi in questo modo ha potuto ottenere ciò che altrimenti mai avrebbe ottenuto.
Io pretendo, noi pretendiamo, solo dignità e rispetto che si dimostra consentendoci di svolgere quel lavoro per il quale fummo arruolati, al fianco di chi portava e porta la stessa uniforme, gli stessi colori, ai quali sono, e siamo, uniti da quella solidarietà e colleganza che può sentire in cuor suo solo chi ha condiviso – e vorrebbe nuovamente condividere – lavoro e sacrificio.
So bene che si procederà ad un nuovo lancio di critiche, da parte di chi è avverso per motivi personali o di interesse. Ne sono consapevole, ma non mi arrendo. Finché avrò anche un solo giorno di servizio da svolgere non mi abbasserò a barattare la mia dignità ed il mio onore per un piatto di minestra, e sarò sempre disponibile a “fare” e non solo a “parlare”.
Ringrazio tutti dell’attenzione prestata.
Angelo De Iovanna, Generale di brigata r.e. PP

Di  Angelo De Iovanna  (inviato il 01/06/2010 @ 11:27:07)


n. 69


non riesco davvero a comprendere l'osytinatezza con la quale a tutti i costi i nostri bravi ufficiali dovrebbero oggi giorno, a distanza di 20 anni dalla riforma, dover far parte della polizia penitenziaria ( a parte un paio di generali di essi). Ma perchè non lasciare le cose come stanno ed optare per una svolta diversa ed investire su altri che nel Corpo ci sono. Non credo che un paio di essi possano purtroppo fare la differenza. Cerchiamo invece di valorizzare chi abbiamo e mi riferisco ai nostri commissari e metterli in condizioni di lavorare bene e serenamente . se on c'è compattezza già in questi commenti , qualcosa vorrà pure dire. leonardo nardino CC venezia

Di  leonardo nardino  (inviato il 31/05/2010 @ 21:00:54)


n. 68


Le risposte che cercate sono in questo articolo.
La conoscenza dei fatti e della loro evoluzione sarebbe obbligatoria prima di parlare a sproposito......
Continuate così... continuate a cercare di disunire invece che aggregare, otterrete sicuramente ciò che spetta al Corpo..
Un ringraziamento per l'articolo che forse servirà a molti per capire la nostra STORIA, come sia sempre stata "compressa" da chi non porta la nostra UNIFORME..

http://www.poliziapenitenziaria.net/public/post/ufficiali-degli-agenti-di-custodia-evoluzione-o-involuzione-del-sistema-organizzativo-del-corpo-456.asp

Di  Daniele PAPI  (inviato il 30/05/2010 @ 13:09:08)


n. 67


Salvando 2 max 3 Ufficiali, gli altri possono con leggiadra disinvoltura...CONGEDARRSI!!!.
Hanno visto i direttori sistemarsi la pensione, con la legge meduri, oggi ci vogliono far credere che salveranno il Corpo con fantomatici ruoli "X".
Basta lucrare sulla nostra pelle, molti di questi signori nei loro uffici, preferiscono avere gente che non abbia contatti con le sigle sindacali, sottobanco invece "inciuciano" con sindacati e politica per "sistemarsi la pensione".
Gran parte della mia carriera lo passata come AA.CC., quindi se mi inca..o, che dite posso?

Di  Mimmo Porcelluzzi  (inviato il 29/05/2010 @ 23:00:46)


n. 66


chiedo una risposta da uno di loro"gli ufficiali", ma perche'nn hanno scelto di passare con la riforma nelle funzioni civili e no' militari?

Di  pasquale  (inviato il 29/05/2010 @ 19:17:14)


n. 65


In merito al problema dei costi, sollevato da Claudio, non credo che sia un problema reale in considerazione del fatto che si tratta di posizionare diversamente 34 ufficiali che sono comunque già in servizio, non si tratterebbe di nuove assunzioni.. ma permetterebbe al Corpo un salto di qualità non indifferente.. ma in un prospettiva, purtroppo lontana visto che perderebbero il potre dirigenti - burocrati - civili che ci amministrano..

Di  alfred  (inviato il 23/05/2010 @ 09:42:34)


n. 64


@ Claudio
Forse i presupposti per una crescita c'erano tutti, se in fase di attuazione dei Decreti Delegati, si fosse fatto esattamente ciò che era nello spirito della Legge di riforma.
Questo non è avvenuto affatto.
La dimostrazione che ci sia stata una profonda speculazione è data da fatti inconfutabili

A) Il Titolo della Legge di Riforma “Legge 15 dicembre 1990, n. 395 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 300, del 27 dicembre). Ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria.”
mentre si è dato corso ad una riforma globale dell'Amministrazione, ovvero benefici per il personale del Comparto Ministeri che opera all'interno dell'Amministrazione Penitenziaria, agevolandolo nei confronti di tutti gli altri “statali” nello stesso comparto.

B) La mancata attuazione dell'articolo 17 della Legge lettera g) e h); che inviterei tutti a leggere con attenzione...... Si, perché questa era norma già prevista prima della riforma, ed era una norma che consentiva il passaggio nei ruoli direttivi ai Ragionieri... stranamente di questo tipo di concorso, ad esclusione di uno inizio anni '90 ma già in itinere all'entrata in vigore della LEGGE l'11 gennaio 1991, l'Amministrazione, ovvero i suoi vertici si sono guardati bene dal bandirne altri.

Art. 17. Istituto superiore di studi penitenziari.
g) previsione di un concorso riservato per l’accesso al corso di formazione di cui alla lettera h) per la nomina a direttore penitenziario, nel limite di un terzo dei posti disponibili del relativo ruolo, al quale possa partecipare il personale penitenziario di concetto, compreso quello appartenente al ruolo degli ispettori della polizia penitenziaria, che non abbia superato i quaranta anni di età e sia in possesso del diploma di scuola
secondaria superiore;
h) previsione che il corso di formazione per i vincitori del concorso riservato al personale di concetto dell’Amministrazione penitenziaria, di cui alla lettera g), abbia durata biennale; che gli allievi che abbiano superato gli esami previsti dal piano di studio siano ammessi a sostenere l’esame finale dinanzi ad una commissione composta da docenti delle materie universitarie e professionali e presieduta dal preside della facoltà di giurisprudenza dell’università
di Roma o da un docente universitario da lui delegato; che la commissione sia nominata annualmente con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia;

Come ho già detto “Lupus ovium non curat numerum....” detto alla romana al lupo non frega un caxxo di quante siano le pecore... prima o poi una alla volta le mangerà tutte...

Dobbiamo solo decidere se vogliamo essere LUPI o pecore.......

Di  Daniele PAPI  (inviato il 23/05/2010 @ 08:38:54)


n. 63


Credo che il corpo debba continuare la sua crescita partita dal 1990. Ora dopo 20 anni è assolutamente inutile tornare indietro, poi per riprendere cosa? Per lo Stato Italiano, questa operazione inutile avrà sicuramente dei costi molto elevati, proprio in questi momenti di crisi..Fino a pochi anni fa si è lasciato al comando di un istituto penitenziario un semplice ispettore, Si è voluto i commissari, benissimo, allora questi dovranno acquisire i poteri che oggi rivestono figure di personale civile del tutto estranee al corpo degli agenti di Custodia ieri e alla Polizia Penitenziaria oggi.

Di  Cllaudio  (inviato il 21/05/2010 @ 22:37:35)


n. 62


Io credo che questa sentenza del consiglio di stato possa rappresentare qualcosa di veramente importante per il Corpo.
Gli ufficiali del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia, che entrerebbero a pieno titolo nel Corpo della Polizia Penitenziaria devono essere posti FINALMENTE a capo dei poliziotti penitenziari.
Occorrerebbe "in primis" istiruire una Direzione Generale della Polizia Penitenziaria, con a capo un Generale. Tale struttura dovrebbe, a mio modesto avviso, essere rispecchiata in ambito regionale con Generali e Colonnelli che potrebbero essere posti a Capo della Polizia Penitenziaria della Regione. Ciò, forse solo utopia, consentirebbe finalmente al Corpo di Polizia Penitenziaria di essere guidato da ufficiali che hanno una visione e conoscenza del mondo penitenziario, con tutte le problematiche che sono ad esse connesse.
Il Capo dell'Amministrazione Penitenziaria, i Direttori Generali, i Provveditori, i Direttori degli istituti penitenziari (tutti BUROCRATI), dovrebbero invece dirigere le altre aree: Amministrativo Contabile, Sanitaria, Beni e Servizi.
Ciò consentirebbe ai poliziotti penitenziaria di essere guidati da Ufficiali che hanno la stessa nostra divisa, che conoscono le nostre problematiche, aspettative ed esigenze.
Tale sogno, vedrebbe la sua piena realizzazione con l'istittuzione in ogni istituto penitenziario accanto ad un Comandante di reparto,di un Dirigente - anch'esso poliziotto penitenziario - Responsabile di tutta la sicurezza.
Gli attuali Direttori cosi sarebbero impiegati nelle altre aree ma non i quella della sicurezza. Ad oggi la legge attribuisce al Direttore dell'istituto pentieziario di Dirigere tutti i poliziotti penitenziari opernati nell'istituto. Un direttore che emana ordini e disposizioni di servizio cui dobbiamo tutti noi attenerci, con potere disciplinare, ma si tratta di un nostro superiore gerarchico che non ha la nostra divisa e NON L'HA MAI INDOSSATA.
Tale situazione determinerebbe la perdita del potere di quanti oggi dirigono l'Amministrazione, ecco perchè l'ho definita UTOPIA, ma potrebbe rappresentare l'inizio di una nuova ERA per la POLIZIA PENITENZIARIA, uno dei cinque Corpi di Polizia dello Stato che sarebbe rappresentato per la prima volta da un suo APPARTENENTE e e non da un esterno.

Di  alfred  (inviato il 20/05/2010 @ 13:57:21)


n. 61


Desidero fare due precisazioni:
La prima riguarda il d.lgs 146, il quale non soddisfa sotto molti aspetti, ovvero:
il numero di posti del ruolo direttivo e dirigenziale, essenzialmente per la mancata previsione di una adeguata proporzione rispetto all'organico del Corpo, la mancata previsione di Dirigenti Generali, “Funzioni” che andrebbero rivisitate non ultima la Funzione di “Ufficiali di Pubblica Sicurezza”, in luogo di quella di Sostituto, al riguardo proprio il Consiglio di Stato si espresse circa il possesso di detta qualifica per gli Ufficiali degli Agenti di Custodia, i quali non avendo uno stato giuridico proprio è stato sempre applicato per mutualità lo stato giuridico degli Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri, questa è una vecchia questione che si è trascinata negli anni, quando ancora il Comandante del Corpo non proveniva dal ruolo degli Ufficiali ma dall'Arma dei Carabinieri.
La questione si sarebbe dovuta sanare già con la Legge 5 Marzo 1963, n.284, ma non venne apportata alcuna modifica sostanziale, (se non l'unificazione del Ruolo degli Ufficiali), al Decreto Legislativo Luogotenenziale 21 Agosto 1945, n. 508, dove era previsto al massimo il grado di Maggiore, ne con la Legge 4 agosto 1971, n.607, la quale rideterminava l'organico e prevedeva un solo posto per il Grado di Colonnello, insomma una pregressa mancata revisione normativa che si trascina ormai da troppo tempo.

Per quanto riguarda il Generale Ragosa, mi permetto, avendo trattato per motivi d'Ufficio la di Lui promozione che non è proprio esattamente come la descrivete entrambi.
Non si tratta ne di una concessione per espressa volontà politica, ne di una qualifica già acquisita prima di rientrare in Amministrazione. Fermo restando che proprio in quanto proveniente dal Ruolo degli Ufficiali, vista la nota avversione verso la categoria da parte di tutti, civili e non, in quanto categoria tacciata di un presunto illegittimo privilegio (il quale come ho avuto modo di far notare in altro intervento), ha prodotto si delle agevolazioni ma estromettendoli, comunque dalla neonata Polizia Penitenziaria, agevolazioni, le quali, sono comunque concessioni di una norma di legge e non una sorta di appropriazione indebita.
A causa di questa avversione, la promozione è stata osteggiata, ostacolata e messa in dubbio con ogni mezzo, pur trattandosi di una promozione legittima ancorché dovuta, la quale avrebbe dovuto già far riflettere all'epoca sulla opportunità che la Polizia Penitenziaria meritasse un suo ruolo direttivo e dirigenziale molto prima dell'emanazione del d.lgs 146, il quale andrebbe abrogato di sana pianta, come gran parte della 395 che ci riguarda direttamente.
Allora, se invece di esplicarsi sull'opportunità o meno di una eventuale collocazione, credo sia più opportuno dire chiaramente se aspiriamo concretamente ad una nostra autonomia funzionale immediata e quindi nostri dirigenti che virtualmente non abbiamo.
Per cui partire con un organico dirigenziale immediato significa collocazione degli Ufficiali come conditio sine qua non nella Polizia Penitenziaria.
Oppure collocazione di quel ruolo nella dirigenza unica, accontentarci della ridicola percentuale del 15% della Dirigenza unica per la Polizia Penitenziaria e comunque nel frattempo continuare ad avere una categoria che volente o nolente ci è sovraordinata, alla quale è dovuta comunque dipendenza gerarchica quando le funzioni “esercitate jure” sempre fonte “Consiglio di Stato...” non espressione di un parere personale....

Di  Daniele PAPI  (inviato il 20/05/2010 @ 00:42:27)


n. 60


Ringrazio il Comm. Lamonaca per il contributo che ha voluto dare alla discussione, soprattutto per il fatto che rappresenta una qualificata opinione ascrivibile al ruolo ordinario dei funzionari (così come quella del collega Romano ha rappresentato un'altrettanto qualificata opinione del ruolo speciale).
Al fine di meglio delineare il ragionamento tengo, però, a precisare che il mio editoriale non aveva nessuna pretesa di assurgere a parere pro veritate, soprattutto per quello che attiene agli effetti sulle dotazioni organiche ex d.lgs. 146.
Le mie, in realtà, sono state semplicemente delle ipotesi evidentemente tutte da costruire finalizzate principalmente ad aprire prospettive (la dirigenza generale) ed aumentare posti dirigenziali in organico anche (e soprattutto) in alternativa a certe altre ipotesi tanto care alla nomenklatura del dap che teorizzano una dirigenza penitenziaria unica all’interno della quale (per gentile concessione) residuare il 15% per la Polizia Penitenziaria.
Peraltro, al di là della possibilità di ottenere alcuni dei benefici che io ho ipotizzato, il nocciolo del discorso orbitava intorno alla domanda “E’ opportuno o no reintegrare gli ufficiali nel Corpo di Polizia penitenziaria?”, prendendo anche spunto dalle strumentalizzazioni e dalla demagogia che è stata fatta intorno ad una recente sentenza del Consiglio di Stato in materia di disciplina e contrabbandata da qualcuno come pronuncia favorevole all’inclusione sic et simpliciter degli stessi ufficiali nel Corpo.
Per quel che riguarda, infine, la “vicenda Ragosa” credo che il dr. Lamonaca non ne conosca bene l’evolversi perché non vi è stata nessuna “volontà politica di elevare a dirigente generale un ufficiale superiore” ma lo stesso Ragosa per raggiungere un simile (meritato) traguardo ha dovuto prima lasciare l’amministrazione penitenziaria, andarsi a guadagnare la promozione in altri luoghi (servizi prima, presidenza del consiglio poi) e quindi rientrarvi con la qualifica di dirigente generale già acquisita.
Rilancio, quindi, ancora la domanda centrale:
Vogliamo recuperare o no gli Ufficiali nei ruoli della Polizia penitenziaria ?
General X

Di  General.X  (inviato il 19/05/2010 @ 19:48:46)


n. 59


Concordo pienamente con gli ultimi due interventi fatti,tra cui l'interveno di Daniele Papi a cui vorrei aggiungere,nella parte in cui sostiene che le aspettative di 43.000 uomini non possono essere disattese o ignorate,che proprio in virtù di ciò è doversoso che i Sindacati dichiarino definitivamente la loro posizione al riguardo...

Di  emilio  (inviato il 19/05/2010 @ 18:42:43)


n. 58


Ho appreso solo ora di questa discussione e mi piacerebbe fornire un contributo di tipo "tecnico", non volendo soffermarmi su questioni "altre".
In primo luogo, manifesto alcune perplessità (spero di sbagliarmi...) su alcune affermazioni rese da GeneralX.
Egli, infatti, afferma che <>.
Orbene, se si dovesse disporre il rientro degli ufficiali nel Corpo bisognerebbe capire prima di tutto dove collocarli (ruolo ordinario? speciale? altro ruolo?).
Inoltre, non sono convinto che l'integrazione abbia riflessi positivi sulla dotazione organica dirigenziale, perchè a questa solitamente si applica, salve diverse disposizioni, il c.d. principio dell'assorbimento.
In sintesi, non c'è alcuna automaticità tra l'acqusizione degli ufficiali e l'aumento della dotazione organica prevista nel d.lgs. n. 146, potendo accadere che i posti da dirigente rimangano 12 (8+4) anche dopo la quiescienza degli ufficiali e non anche 12.
L'unica possibilità potrebbe essere quella di prevedere esplicitamente con una "leggina" che l'impegno attuale di spesa per il mantenimento dei 34 ufficiali sia cristallizzato a favore del ruolo direttivo e dirigenziale e non stornato altrove...
Infine, non credo all'automaticità possibilità di rivendicare posti da dirigente generale solo per il ri-transito nel Corpo, poichè quando v'è stata la volontà politica di elevare a dirigente generale un ufficiale superiore (v. gen. Ragosa) lo si è fatto a prescindere, tenendo conto dei meriti soggettivi.
Un caro saluto a tutti.
Vincenzo Lamonaca

Di  Il giuslavorista  (inviato il 19/05/2010 @ 10:20:06)


n. 57


@Risolutore
Ho già espresso il mio pensiero circa la collocazione della Polizia Penitenziaria all'interno del Ministero della Giustizia.
Ovvero un Capo della Polizia Penitenziaria che risponda direttamente dei risultati tecnici, operativi ed amministrativi direttamente alla massima Autorità Politica. Quindi la perfetta Equiparazione di tale figura a quella di Capo Dipartimento.
Ora inquadrare l'organismo in un Dipartimento autonomo, o creare un Ufficio di Staff del Ministro cambia poco la sostanza.
La verità è che bisogna essere consapevoli che le aspettative di circa 43.000 persone non possono essere disattese, ne tantomeno ignorate.
La parte politica se sollecitata nella giusta maniera, non può non valutare che l'Amministrazione Penitenziaria si regge sul sacrificio e l'impegno profuso di chi mette maggiori forze in campo....

Di  Daniele PAPI  (inviato il 18/05/2010 @ 17:48:34)


n. 56


....caro amico DANIELE......condivido i tuoi interventi e il profondo pensiero che essi esprimono in così poche righe... ma vorrei stimolare ..... a tutti voi...... una discussione su come articolare la .....Direzione Generale del Corpo.... o il Comando Generale del Corpo..... o forse di un 5° DIPARTIMENTO del Ministero della Giustizia.....quello della POLIZIA PENITENZIARIA e questo .....secondo me è la giusta collocazione del CORPO..........perchè in una collocazione del genere il Corpo di Polizia Penitenziaria sarebbe veramente autonomo .......ma mi sorge il dubbio ?????? .......con tutti gli interessi di potere gestionale e funzionale che oggi sia i magistrai che i dirigenti hanno.......lascierebbero facilmente l'osso?????........perché all'attuale organizzazione del DAP togliendo la gestione amministrativa ed operativa del personale (assunzioni- trasferimenti- missioni)..... delle Scuole.......degli automezzi .....dei servizi navali........ del ced......e parte dell'ente di assistenza..... ed altro che al momento non mi sovviene.......cosa rimarrebe da gestire agli attuali dirigenti....... nulla ......e allora caro Daniele..... la vedo dura o per lo meno se dovesse passare un progetto di riforma del genere nascerebbe (come sempre accaduto già in passato) malformato.... e sono d'accordo che dobbiamo essere uniti sia gli Ufficiali con le stellette che senza (AA.CC e Funzionari PP) e Noi (la Base) .......altrimenti non si andrà mai da nessuna parte.........adesso a voi la discussione .....con l'augurio che sia la politica che le OO.SS. in particolare per facciano un passo indietro rispetto ad oggi per ripartire insieme e raggiungere l'obbiettivo.......
saluti...... Il Risolutore.......

Di  Il Risolutore  (inviato il 18/05/2010 @ 16:30:39)


n. 55


Ringrazio per i confortanti interventi fatti da alcuni appartenenti alla categoria degli Ufficiali, che saranno sicuramente stimolo per un proficuo confronto per arrivare alla tanto auspicata presa di posizione ufficiale di tutte le Organizzazioni Sindacali.
Mi permetto, però, di non essere pienamente in accordo sulla opportunità di confrontare qui le diverse posizioni giudicandole, in mancanza di una presa di posizione delle OO.SS. Come un'accademica e sterile discussione.
Infatti, questi spazi, sono l'unica opportunità per persone come me che firmo per esteso ogni mio intervento, di esprimere concetti e tesi che potrebbero, e dovrebbero far ricompattare le uniche due categorie (Polizia Penitenziaria ed Ufficiali), bistrattate e sfruttate secondo l'opportunità e la convenienza dai vertici di questa Amministrazione.
FACCIO NOTARE A TUTTI GLI INTERVENUTI E A COLORO I QUALI SI LIMITANO ALLA LETTURA UN SIGNIFICATIVO PASSAGGIO DELL'INTERVENTO FATTO DAL GENERALE MATTIELLO
(Il problema iniziale, che credo oggi sia il caso d’affrontare, è quello di sapere se il Corpo dovrà avere una sua struttura di vertice (parlo della Dirigenza) o se, come ritengono altre categorie, la Dirigenza dell’Amministrazione debba essere unica e si debba riservare solo al 15% dei direttivi del Corpo la possibilità di accedere ai vertici della dirigenza prevista dalla cd. Legge Meduri.
A tal proposito, credo che un Corpo di 45.000 unità non possa essere privato, per sempre, di una struttura di vertice che consenta di realizzare e raggiungere il principio dell’”autonomia funzionale” che già 30 anni fa era stato ritenuto il principale obiettivo da ottenere in caso di smilitarizzazione).

Il passaggio indica chiaramente, che se non si arriva ad una presa di posizione univoca delle OO.SS. C'è qualcuno che con il solito tentativo di sfruttare la Polizia Penitenziaria, destinerà alla Dirigenza del Corpo il 15% di una eventuale “unica dirigenza”.
Ora, potete tutti ben comprendere che il 15% sui posti totali dei Dirigenti di tutta l'Amministrazione Penitenziaria, è una percentuale ridicola, rispetto al numero totale della Polizia Penitenziaria in relazione ai “numeri” delle altre figure professionali che operano all'interno dell'Amministrazione.
Considerato l'enorme danno, se quanto prospettato si dovesse verificare, anche in danno per le prospettive di progressione in carriera degli appartenenti al Ruolo dei Commissari.
Sia più che mai auspicabile trovare un accordo, che porti immediatamente ad una Dirigenza Autonoma, dalla quale quale non può prescindere il ricorso all'apporto che può dare la categoria degli Ufficiali, i quali consentirebbero l'immediato conferimento di posti Dirigenziali alla Polizia Penitenziaria.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 18/05/2010 @ 13:53:24)


n. 54


IO MI AUGURO CHE VENGANO INQUADRATI NUOVAMENTE COSI'
E MAGARI AFFIDANDOGLI LA GUIDA DEL CORPO COME COMANDANTE GENERALE DELLA POL.PEN. COSI' POSSIAMO DIRE ANCHE NOI DI AVERE UN COMANDANTE GENERALE

Di  daniele  (inviato il 17/05/2010 @ 23:04:19)


n. 53


faccio un APPELLO al signor Ministro BRUNETTA,nn puo' dare un'okkiata a questa figura che all'interno dell'amministrazione Penitenziaria, nn sono utili per migliorare l'immagine del corpo, e guadagnano un bel gruzzolo di quattrini , mettendo il bastone tra le ruote a chi , ha voglia di fare cose positive , vedi il provveditorato del triveneto, e' fermo a 20anni fa'........

Di  Pasquale  (inviato il 17/05/2010 @ 17:11:38)


n. 52


io nn capisco a cosa servono ste figure in un corpo a statuto civile ormai.................si continua a parlare , invece di potenziare i commissari............ ed altre figure, e poi' mandiamo in pensione chi ha ormai raggiunto l'eta' anagrafica e pensionistica in pensione.............nessuno piu' li vuole o meglio sopporta le loro angherie.............

Di  Pasquale  (inviato il 17/05/2010 @ 17:06:17)


n. 51


Mi trovo pienamente d'accordo con quanto comunicato dai colleghi sull'impiego degli Ufficiali per migliorare l'organizzazione del Corpo. Resto in attesa di conoscere le intenzioni dei Sindacati e delle Associazioni dei Funzionari per portare avanti questo progetto alla luce anche della sentenza del Consiglio di Stato sull'appartenenza degli Ufficiali al ruolo ad esaurimento della P.P..
Distinti saluti.
Gen. Silvio Cau

Di  silvio cau  (inviato il 16/05/2010 @ 19:55:40)


n. 50


Ho letto con molto piacere le riflessioni esplicitate in ordine alla c.d. problematica degli Ufficiali, e in linea con il pensiero del collega Alfonso Mattiello, aggiungo solo un mio pensiero: il corpo di polizia penitenziaria, gli agenti in periferia negli istituti, hanno bisogno di punti di riferimento certi al di la delle risorse degli organici, e non di polemiche e dispute raffinate, quindi in tale ottica e appunto in estrema sintesi del pensiero del collega citato ,,,"noi ci siamo.." Col. nicola fiumara

Di  nicola fiumara  (inviato il 16/05/2010 @ 11:58:11)


n. 49


@Leonardo NARDINO
“a mio avviso è meglio lasciare le cose come stanno. I nuovi commissari, anche se ancora acerbi, sapranno fra qualche tempo farsi valere e pretendere il loro giusto inserimento in questa amministrazione.”
(E' esattamente ciò che si auspica chi vuole tenere compressa e livellata verso il basso la professionalità della Polizia Penitenziaria..)

Anche la polizia di stato ha impiegato molti anni prima di arrivare al risultato che tutti noi vediamo oggi giorno.
(La Polizia di Stato, ha con la riforma del 1981, sanato una situazione analoga alla nostra, Il Corpo delle Guardie di PS viveva una analoga situazione “ibrida” la riforma lo svincolò da una gestione e dipendenza Funzionale esterna a quell'organismo. Istituì un Ruolo ad Esaurimento per gli Ufficiali all'interno del nuovo organismo ad ordinamento civile, coinvolgendoli ed investendoli direttamente di oneri ed onori, quella riforma, inoltre, stabili chiaramente quale era il personale che svolgeva Funzioni di Polizia), all'interno del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Oggi, in un Istituto di Pena, la Sicurezza, ovvero le così dette “Funzioni di Polizia”, sono gestite dall'Autorità Dirigente, ovvero il Comandante di Reparto Funzionario della Polizia Penitenziaria ha meno e sottolineo MENO potere decisionale e funzioni meno rilevanti di quelle che aveva il Vecchio MARESCIALLO COMANDANTE

Cerchiamo di tenere i denti stretti e lasciamo che i generali del disciolto Corpo degli AA.CC. possano al meglio consigliare i nuovi funzionari della polizia penitenziaria, data la loro esperienza "in campo".
(Non vedo l'utilità di sfruttare solo i consigli di queste risorse umane, quando sarebbe più utile dare loro l'opportunità di dare un indirizzo gestionale preciso, considerato che oltre ad avere esperienza gestionale, hanno anche gradi militari che consentono di assumere subito la Direzione di Uffici che dovrebbero essere di esclusiva competenza di personale del Corpo, cito ad esempio i soli Settori CONCORSI FORMAZIONE DISCIPLINA SANITARIA TRASFERIMENTI.....
Senza tenere conto, che molti di questi Ufficiali hanno frequentato presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia un corso altamente qualificante, dove hanno sempre dato lustro ed onore al Corpo, acquisendo competenze professionali di alto profilo e riconosciute anche all'esterno, infatti anni fa, l'Amministrazione, tentò di inviare Funzionari Amministrativi (Direttori), a frequentare tali corsi, ma la Risposta del Ministero dell'Interno fu che era un Corso destinato Esclusivamente ad Appartenenti alle Forze di Polizia e che l'Amministrazione aveva gli Ufficiali del Ruolo ad Esaurimento....
Ma poi, tu daresti una consulenza senza poi goderne dell'eventuale successo....

Col tempo, arriverà anche una direzione generale tutta nostra fatta di soli appartenenti, ma non aspettiamoci miracoli.
Appunto... quindi la maggior parte di noi con queste prerogative sarà già pensionato da un pezzo....

Credo che la strada sia ancora tutta in salita e sterrata.

La strada è in salita, sterrata e forse anche molto dissestata... ma è obbligatorio avere il coraggio di affrontarla, altrimenti si rimarrà in una situazione di stallo.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 16/05/2010 @ 08:28:40)


n. 48


Caro Bruno, per quanto qualificato credo che il tuo intervento sia andato davvero oltre.
Ho tentato comunque di rispondere alle domande da te poste che qui sotto risporto.

Qual'è questo nuovo assetto organizzativo?
Allo stato attuale non vi è nessun assetto organizzativo visto e considerato che si sta semplicemente discutendo di un'ipotesi..

Lo decideranno autonomamente i Generali?
Credo che se avessero avuto il potere per farlo ora non saremmo qui a ragionare..

Sarà frutto di un compromesso con il Governo?
Qualora i sindacati si dichiarassero favorevoli spetterà a loro discuterne con gli interlocutori adatti

Oppure sarà una soluzione già concordata e i Generali saranno "sfruttati" ancora una volta per farcela digerire meglio?
Li reputi cosi fessi????

Quale sarà la soluzione al problema della maggioranza del Personale che proviene dal sud e lavora al nord?
Di certo i Generali non sono dotati di bacchette magiche,ma credo che nessuno come loro conosce davvero le esigenze e problematiche del personale,e di certo molto meglio degli attuali Dirigenti Generali,per i quali tu non rappresenti null'altro che un numero..

Siamo sicuri che basterà appiccicare un'etichetta su una porta del DAP con la scritta "Direzione Generale Polizia Penitenziaria" per risolvere i problemi?
Forse non basterà ma se non altro avrò il piacere, almeno per una volta, di leggere Corpo di Polizia Penitenziaria anzichè Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria...
La Dirigenza della Polizia Penitenziaria è un processo lento, che ancora oggi, con Commissari che si guardano in cagnesco tra ordinari e speciali, con Commissari che si dividono in 5 associazioni (peraltro sotto la cappella di qualche Sindacato), con Commissari che fanno da passacarte al DAP, è ancora lontana dal concretizzarsi.
La soluzione sono i Generali?
Fermo restando che non sono dotati di bacchete magiche, nessuno meglio di loro può essere in grado di prenderli per mano e di accompagnarli fino a quando non abbiano imparato a camminare da soli..
Non ho preconcetti al riguardo.
Ma sei molto prevenuto nei loro riguardi,io al contrario ho avuto come Papi la possibilità di apprezzarne da vicino le loro qualità e posso assicurarti che non solo ti senti più valorizzato ma anche più protetto..
Vorrei però conoscere quali sono le motivazioni e le soluzioni che ci spingono a prospettare una Dirigenza della Polizia Penitenziaria in mano ai Generali.
La motivazione più semplice è che a furia di continuare ad essere gestiti e comandati da Dirigenti Civili stiamo svestendo i panni della divisa per indossare quelli da educatore...
Chiediamo troppo se vogliamo essere considerati come Poliziotti????
Stiamo parlando di una trentina di persone non di un concetto astratto e purtroppo non si può non scendere al livello del giudizio personale.
Qualcuno dei migliori tra loro (i Generali) andrà in pensione fra poco.
Quelli validi saranno ancora meno.
Magistrati e Dirigenti vedono come un'atentica iattura una Polizia Penitenziaria con più margini di manovra e hanno ragione: cadrebbero tuti i loro privilegi, potere sulle persone, lecchinaggi vari.
Solo questo motivo potrebbe bastare a spingerci a farlo.....
Il DAP, secondo voi, quale Generale sceglierà come vertice della Polizia Penitenziaria? Quello più in gamba?
Sei arrivato all'arrivo senza fare nemmeno le prove....
Ammesso che sceglierà quello più in gamba, riuscirà il prescelto a mettersi a capo del suo "esercito" e ad imporre le sue soluzioni contro quelle decise fino ad ora dal DAP?
Prima di mettermi "in marcia" per sostenere un Generale (e lo farei), vorrei sapere prima qual'è la destinazione finale.

Altre soluzioni? Intanto lavorerei di più sull'unità del Corpo (compresi i Generali) e investirei di più sui Commissari che però oggi sono un Ruolo più proiettato all'esterno che all'interno del Corpo.
Decenni di mancanza di diritti e di regole certe, hanno creato 38mila (non siamo 45mila poliziotti) singole prese di posizione, molte delle quali hanno fatto ricorso (volenti o nolenti) a lecchinaggi vari.
Non vorrei che questa storia dei Generali fosse l'ultimo lecchinaggio.
Continuare con i Commissari???
Se lo facessimo ci ritroveremo nella situazione in cui oltre a sentirci frustati noi se sentirebbero cosi anche loro...
Si perchè stai pur tranquillo che il Direttore dell'area Sicurezza non verrebbe mai istituito cosi loro di fatto continuerebbero a stare sotto lo schiaffo dei Direttori,e nel frattempo scatenerebbero la loro frustazione nei confronti del Personale,cosi come sta già avvenendo in alcuni casi,e noi quindi ci troveremo nella situazione di "cornuti e mazziati"...




Di  emilio  (inviato il 15/05/2010 @ 22:24:27)


n. 47


a mio avviso è meglio lasciare le cose come stanno. I nuovi commissari, anche se ancora acerbi, sapranno fra quelche tempo farsi valere e pretendere il loro giusto inserimento in questa amministrazione. Anche la polizia di stato ha impiegato molti anni prima di arrivare al risultato che tutti noi vediamo oggi giorno. Cerchiamo di tenere i denti stretti e lasciamo che i generali del disciolto Corpo degli AA.CC. possano al meglio consigliare i nuovi funzionari della polizia penitenziaria, data la loro esperienza "in campo". Evito di fare cognomi di generali meritevoli o meno, nel rispetto di tutti coloro che comunque hanno dato un contributo alla amministrazione cui apparteniamo, anche se in una misura differente. Col tempo, arriverà anche una direzione generale tutta nostra fatta di soli appartenenti, ma non aspettiamoci miracoli. Credo che la strada sia ancora tutta in salita e sterrata. Buon lavoro a tutti .

Di  leonardo nardino  (inviato il 15/05/2010 @ 22:06:31)


n. 46


l'obbiettivo principale di tutte le oo.ss. dovrebbe essere l'autonomia funzionale del corpo di polizia penitenziaria.

Di  aldo calì  (inviato il 15/05/2010 @ 17:36:01)


n. 45


secondo voi all'amministrazione interessa inserire nei ruoli del corpo di polizia penitenziaria ?
gli ufficiali sono interessati al passaggio nei ruoli di polizia penitenziria ?
come mai al Dap non vengono affidati ai generali gli uffici che si occupano di gestione del personale di polizia penitenziaria ed altri uffici importanti ?

Di  aldo calì  (inviato il 15/05/2010 @ 17:17:33)


n. 44


Al General X, e a tutti gli altri colleghi, dico che se è necessario fare l’appello per un pronunciamento, io sono pronto sin da ora, con tutto ciò che poi ne consegue in termini di impegno, a chiedere insieme con determinazione gli interventi giusti per una seria riorganizzazione di questo Corpo del quale mi sono sempre sentito di appartenere, e di conseguenza, comportato. Concordo però pienamente con quanto il collega Mattiello afferma e cioè che è necessaria una pubblica dichiarazione di pari intenti dei sindacati, senza l’appoggio convergente dei quali tutto rimane allo stato di accademica, ma sterile, discussione.

Di  Gen. Giovanni Sanseverino  (inviato il 15/05/2010 @ 16:20:18)


n. 43


Prendo atto con piacere di aver stimolato un ampio dibattito sulla questione.
Vorrei, però, che la discussione si aprisse ad ambiti più ampi.
Il parere di qualche dirigente (anche generale) ?
E dove sono i miei colleghi ?
Apprezzabilissimo e molto qualificante il parere del Gen Mattiello... ma dove sono gli altri ?
Non può e non deve rimanere l'unica opinione illustre.
D'Amico ? De Iovanna ? Sanseverino ? Bernardini ?
... e i più giovani ?
e Ragosa (l'unico assurto a dirigente generale) ?
Mi piacerebbe sentire qualche parere di parte anche, e soprattutto, per stimolare ulteriori opinioni.

Di  GeneralX  (inviato il 15/05/2010 @ 13:59:41)


n. 42


Lupus ovium non curat numerum....
Un Dipartimento o un Ufficio alle dirette dipendenze del Ministro se sostenuto da tutte le forze sindacali, le Quali dovrebbero fare gli interessi di tutti gli appartenenti non avrebbe difficoltà ad essere istituito.
Non bisogna avere paura di diventare grandi..
IMPOSSIBILE è una parola per "piccoli" uomini"

Di  Daniele PAPI  (inviato il 15/05/2010 @ 10:40:53)


n. 41


Per Emilio:
così come te non sei il difensore d'ufficio, io non sono il Savonarola di turno.
Riconosco che ci sono validissime persone nei Generali che meriterebbero di guidarci e sarebbe anche cosa auspicabile.
Però rimangono alcuni punti fermi che rischiano di essere messi in ombra dall'euforia che ci assale quando si parla di Direzione Generale della Polizia Penitenziaria.
Il Gen. Mattiello ci ha giustamente riportati alla realtà tirando in ballo l'aumento dei detenuti (unica direzione per cui sta lavorando il DAP e il Governo) e la congiuntura economica che non consentirà l'assunzione di altro personale.
Le due cose messe insieme sono una miscela esplosiva e ci siamo immersi fino al collo.
Urge un nuovo assetto organizzativo; concordo.
Qual'è questo nuovo assetto organizzativo?
Lo decideranno autonomamente i Generali?
Sarà frutto di un compromesso con il Governo?
Oppure sarà una soluzione già concordata e i Generali saranno "sfruttati" ancora una volta per farcela digerire meglio?
Quale sarà la soluzione al problema della maggioranza del Personale che proviene dal sud e lavora al nord?
Siamo sicuri che basterà appiccicare un'etichetta su una porta del DAP con la scritta "Direzione Generale Polizia Penitenziaria" per risolvere i problemi?
La Dirigenza della Polizia Penitenziaria è un processo lento, che ancora oggi, con Commissari che si guardano in cagnesco tra ordinari e speciali, con Commissari che si dividono in 5 associazioni (peraltro sotto la cappella di qualche Sindacato), con Commissari che fanno da passacarte al DAP, è ancora lontana dal concretizzarsi.
La soluzione sono i Generali?
Non ho preconcetti al riguardo.
Vorrei però conoscere quali sono le motivazioni e le soluzioni che ci spingono a prospettare una Dirigenza della Polizia Penitenziaria in mano ai Generali.
Stiamo parlando di una trentina di persone non di un concetto astratto e purtroppo non si può non scendere al livello del giudizio personale.
Qualcuno dei migliori tra loro (i Generali) andrà in pensione fra poco.
Quelli validi saranno ancora meno.
Magistrati e Dirigenti vedono come un'atentica iattura una Polizia Penitenziaria con più margini di manovra e hanno ragione: cadrebbero tuti i loro privilegi, potere sulle persone, lecchinaggi vari.
Il DAP, secondo voi, quale Generale sceglierà come vertice della Polizia Penitenziaria? Quello più in gamba?
Ammesso che sceglierà quello più in gamba, riuscirà il prescelto a mettersi a capo del suo "esercito" e ad imporre le sue soluzioni contro quelle decise fino ad ora dal DAP?
Prima di mettermi "in marcia" per sostenere un Generale (e lo farei), vorrei sapere prima qual'è la destinazione finale.

Altre soluzioni? Intanto lavorerei di più sull'unità del Corpo (compresi i Generali) e investirei di più sui Commissari che però oggi sono un Ruolo più proiettato all'esterno che all'interno del Corpo.
Decenni di mancanza di diritti e di regole certe, hanno creato 38mila (non siamo 45mila poliziotti) singole prese di posizione, molte delle quali hanno fatto ricorso (volenti o nolenti) a lecchinaggi vari.
Non vorrei che questa storia dei Generali fosse l'ultimo lecchinaggio.


Di  Bruno  (inviato il 15/05/2010 @ 09:47:33)


n. 40


Un Dipartimento della Sicurezza Penitenziaria autonomo? Una struttura della Polizia Penitenziaria sganciata dal D.A.P. con un suo Comandante che non sia gerarchicamente e funzionalmente subordinato al Capo del Dipartimento? "Utinam!" avrebbero detto al tempo di Cicerone: volesse il cielo! Se qualcuno riesce soltanto a proporlo come disegno di legge voglio far parte del comitato promotore, ma non mi nascondo le moltissime problematiche connesse ed il fuoco di sbarramento cui un tale progetto sarebbe sottoposto non solo dai vertici dell'Amministrazione ma anche di molta parte della politica. E' un sogno ad occhi aperti.

Di  Alfonso  (inviato il 14/05/2010 @ 23:03:42)


n. 39


x Bruno
Lungi da me fare il difensore d'ufficio degli Ufficiali che sin'ora si sono succeduti al Vestiario,anche perchè di cose da dire ce ne sarebbero davvero tante,ma evidentemente non sai che chi è preposto al SADAV subisce soltanto a direttive imposte dal Dap.
Proprio per questo io ho tirato in ballo la Dirigenza Generale del Personale e della Formazione..
Basta fare la differenza sulle materie e le modalità con cui gli altri Corpo di Polizia procedono alla formazione dei neo assunti e confrontarli con i nostri..
I corsi di formazione dei neo agenti sembrano del tutto simili a quelli degli educatori...
Nemerosissime ore per materie del tutto inutili,poco e male sull'autodifesa col risultato che beccano schiaffi in sezione,e poi???Nulla...
Nel mio precedente intervento non intendevo certo sostenere che vista la condizione può starci bene tutto,no,ma come diceva giustamente Daniele Papi non si tratta null'altro di responsabilizzare risorse esistenti e ben retribuite dall'Amministrazione,tanto vale la pena di provare a goderne i vantaggi,ammesso che vi siano..
Certo concordo col fatto che alcuni di loro pagano dazio proprio a causa delle malefatte e delle deficienze dei loro colleghi, ma credo anche che il DAP,prima ancora di noi,sappia realmente chi è in possesso di determinati requisiti...
Basta pensare che su una 40,o poco meno,quelli conosciuti si contano sulle dita di una mano..
Basta pensare a coloro i quali sono stati impiegati in momenti nevralgici della storia penitenziaria,il periodo delle brigate rosse,i superprocessi di mafia,le rivolte di Poggioreale, ma anche il terremoto a L'Aquila, per non risalire troopo indietro con gli anni.
Bisogna ripartire prorio da quei momenti,dai periodi di maggiore difficoltà per capire chi è stato davvero un vero Ufficiale-Comandante,vicino e schierato sempre dalla parte del Personale,in modo che ciò possa servire non solo a chi come me in questo momento si sente deluso e sfiduciato, ma valga come insegnamento anche per i Commissari nuove leve, affinchè ciò possa fargli capire che non serve a nulla porre le distanze,cosa che fanno quasi tutti i nuovi,perchè altrimenti non si fà altro che creare barriere interne ove si rischia di morire per "fuoco amico"

Di  emilio  (inviato il 14/05/2010 @ 22:23:28)


n. 38


Negli ultimi giorni ho constatato che si è riaccesa la discussione sugli Ufficiali del “disciolto” Corpo degli Agenti di Custodia, soprattutto in relazione alla pubblicazione di una sentenza che sembrerebbe aver chiarito la loro appartenenza ad un ruolo ad esaurimento della Polizia Penitenziaria.
Ora non voglio ritornare su considerazioni o su riflessioni già oggetto di un mio intervento su un forum nello scorso anno, ma vorrei ribadire il concetto che gli ufficiali del ruolo ad esaurimento, appartenenti o meno alla Polizia Penitenziaria, militari o civili, dovrebbero, in questo momento, essere considerati comunque una risorsa dell’Amministrazione Penitenziaria da impiegare in alcuni settori che oggi, a circa 20 anni dalla riforma, non vedono la presenza di appartenenti ai ruoli apicali del Corpo.
Sappiamo tutti benissimo che l’Amministrazione Penitenziaria e di conseguenza la Polizia Penitenziaria, devono oggi affrontare situazioni di assoluta emergenza dovute al numero elevatissimo di detenuti, alla carenza di strutture detentive adeguate e all’insufficienza degli organici.
Sappiamo altrettanto bene che la crisi economica internazionale non consentirà al nostro Paese di poter destinare al settore della sicurezza ingenti risorse per l’assunzione immediata di tutte le unità necessarie e quindi è assolutamente necessario rivedere gli attuali modelli organizzativi al fine di consentire un migliore impiego delle risorse umane e materiali a disposizione.
Il problema iniziale, che credo oggi sia il caso d’affrontare, è quello di sapere se il Corpo dovrà avere una sua struttura di vertice (parlo della Dirigenza) o se, come ritengono altre categorie, la Dirigenza dell’Amministrazione debba essere unica e si debba riservare solo al 15% dei direttivi del Corpo la possibilità di accedere ai vertici della dirigenza prevista dalla cd. Legge Meduri.
A tal proposito, credo che un Corpo di 45.000 unità non possa essere privato, per sempre, di una struttura di vertice che consenta di realizzare e raggiungere il principio dell’”autonomia funzionale” che già 30 anni fa era stato ritenuto il principale obiettivo da ottenere in caso di smilitarizzazione.
Allora, evitando di fare sterili polemiche con chi, ancora oggi, fa riferimento alle capacità di questo o quell’altro Ufficiale, vorrei dire che sarebbe opportuno che le Organizzazioni Sindacali più rappresentative, che conoscono benissimo tutte le vicissitudini che hanno portato all’attuale situazione, anche sotto il profilo normativo, dovrebbero pronunciarsi in modo definitivo e chiaro sulla necessità di rivedere, in tempi brevi, l’attuale modello organizzativo del Corpo inserito all’interno dell’Amministrazione Penitenziaria e dire, in modo altrettanto chiaro, se ritengono opportuno che, in questa prima fase di riorganizzazione, alcuni settori fondamentali siano affidati agli Ufficiali del Corpo degli Agenti di Custodia.


Di  Gen Mattiello  (inviato il 14/05/2010 @ 21:43:45)


n. 37


Noto con immenso piacere che il mio concetto non è stato travisato, e che non sono il solo ad aspirare ad una nostra dirigenza nel più breve tempo possibile.
Ho fatto due ipotesi, sulla futura organizzazione dell'organismo, oltre ad ipotizzare un eventuale ingresso degli Ufficiali, i quali secondo il mio modesto parere hanno bisogno di noi quanto noi abbiamo bisogno di loro.
Ora, non credo che sia difficoltoso, in cambio di una dirigenza autonoma trovare un accordo conveniente per entrambi gli attori, tenendo presente che noi dalla nostra parte abbiamo un potere contrattuale di circa 43.000 unità.....

Di  Daniele PAPI  (inviato il 14/05/2010 @ 21:31:34)


n. 36


Leggo i post dei Cooleghi (suppongo) e resto basito; é mai possibile che ancora, a 20 anni dal riordino, ci azzuffiamo su questioni che nulla hanno a che vedere con l'evolversi del Corpo? Quando una persona é valida, lo é a prescindere se é Ufficiale, Funzionario o altro; il cocetto mi sembra chiaro. Altra questione ridicola risulta essere quella della meritocrazia: ma di che cosa stiamo parlando? Qui in Italia? Il buon Totò parafrasava "ma fatemi il piacere". Io sono un'Ispettore del Corpo, orgoglioso di esserlo, e durante la mia carriera ho incontrato personaggi con la p minuscola volutamente) i quali ricoprivano ruoli apicali che definire grotteschi é un eufenismo: ubriaconi, ignoranti, saccenti, arroganti .... ma ho incontrato anche, e soprattutto, gente valida sotto ogni aspetto che malgrado tutto il marasma che regna molto hanno dato all'Amministrazione, ma soprattutto tanto hanno dato a me, e di questo li ringrazio infinitamente.
Io tra due mali ho scelto sempre il male minore, e se dovessi sceglire tra gli Ufficiali del disciolto corpo AACC e dirigenti meduriani, francamente non avrei esitazione a farmi impartire ordine dai PRIMI. Ciao da Condor

Di  Condor  (inviato il 14/05/2010 @ 19:59:50)


n. 35


REPLAY DI COMMENTO GIA'SCRITTO
.....basta .......non se ne...può più......chi sta di qua....! ....chi sta di là......chi sta con tizio....chi sta con caio .. la triste è inrrisolvibile vicenda dei fatti narrati è quella che su tutto ciò chi ci "AZZUPPA" è la dirigenza quella che la riforma e gli ufficiali non la volevano...!!!!!! siete d'accordo ??? e su tutto questa tramm tramm... chi ne paga le conseguente siamo noi (quelli della base della piramide ....!!! ) e quegli ufficiali capaci.....e solidali con il CORPO che però a causa di qualche loro collega diciamo poco capace (!!!!!!??????!!!!!!???) ne pagano tutti le conseguenze !!!!!! e lì il DAP ......ci AZZUPPA .....siete d'accordo o no????...... morale della favola non possiamo fare di tutta l'erba un fascio perchè anche io come qualcuno di voi accennava ho lavorato con gli ufficiali (anche con dirigenti) e vi posso garantire (sottoscrivendo davanti ad un notaio) che ci sono ancora tra NOI UFFICIALI DEGNI.........la soluzione???? .......LA DIREZIONE GENERALE DEL CORPO .........punto e basta.!!!!!!!!!!!!!!!!!
P.S. per gli Ufficiali incapaci........non saprei al momento la soluzione (!?) perchè ci stanno anche i dirigenti incapaci......o no?????
saluti

Di  Il Risolutore  (inviato il 14/05/2010 @ 18:41:32)


n. 34


@ Alfonso
Il vertice del Corpo ed una propria Dirigenza, non può prescindere dallo svincolare la Polizia Penitenziaria dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.
Potrebbero esserci due strade percorribili:
Un Dipartimento Autonomo
DIPARTIMENTO DELLA SICUREZZA PENITENZIARIA
oppure un Ufficio di Staff (di diretta collaborazione), del Ministro della Giustizia, come l'Ispettorato Generale per i Magistrati
Il cui Capo della Polizia Penitenziaria
risponda direttamente alla massima Autorità politica da cui dipende, in quanto Capo di un Organo di Polizia con compiti specifici.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 14/05/2010 @ 15:42:09)


n. 33


Sfortunatamente non ho partecipato a nessun concorso per accedere al ruolo degli Ufficiali, al contrario ho partecipato con esito negativo al primo concorso per il ruolo speciale dei Commissari, per intenderci quello degli arbitri che ci hanno fatto fare quel po' po' di bella figura, quello in cui non si sono fatti prigionieri, o vincitori o non idonei, infatti dopo aver superato lo scritto sono risultato inidoneo all'orale con 18/30 (evidentemente non mi ero preparato abbastanza): dovrei per questo avercela a morte con i Commissari? Al contrario conosco tanti anche di loro e vale l'identica considerazione fatta per gli ufficiali: ve ne sono di ottimi e di quelli che lasciano molto a desiderare come per tutte le categorie di questo mondo. La questione centrale è in realtà che anche se avessimo un Comandante del Corpo tutto nostro cambierebbe ben poco fino a quando la leadership nella gestione del Dipartimento e di tutto il sistema penitenziario sarà affidata a magistrati e dirigenti amministrativi, e siccome non mi sembra di ricordare vi sia, nel novero degli stati ad ordinamento democratico, un paese in cui il comandante della "custodia" sia anche il direttore del carcere o comunque sia a questi sovraordinato, accadrà puntualmente che, come dice il detto popolare, il primo sia "sotto la cappella" del secondo.
Ciò posto, io non sono comunque pregiudizialmente contrario all'ingresso degli ufficiali del r.e. nella Polizia Penitenziaria, ma ho delle forti perplessità per i rapporti che verranno ad instaurarsi con gli appartenenti al ruolo dei Commissari, che prevedo tutt'altro che idilliaci e si sa, quando chi comanda litiga a rimetterci è la truppa.

Di  Alfonso  (inviato il 14/05/2010 @ 14:48:10)


n. 32


@ Bruno
Stai attribuendo a chiunque proponga di valutare l'opportunità di reintegro degli Ufficiali, il ruolo di presentatori sostenitori ufficiali di quelli che tu indichi si voglia far passare per i salvatori della patria, quando mi sembra che qui si sostenga siano una delle strade percorribili per giungere subito ad una dirigenza della Polizia Penitenziaria.
Di contro, oltre ad esprimere legittime perplessità ed evidenziare situazioni di rilievo secondo te penale, non mi sembra di aver percepito la proposta di una alternativa che porti a breve termine a quello che tutti ci auguriamo, ovvero una Polizia Penitenziaria con vertici propri e svincolata da una gestione che tende a sopprimerne le funzioni, i compiti ma principalmente la dignità di tutti i suoi appartenenti.
Mi spiace, inoltre, che non ci siano pensieri espressi anche da donne, il cui parere non sarebbe sottovalutato, in quanto una eventuale immediata apertura alla dirigenza, aprirebbe la strada anche a quelle donne funzionario già in servizio.
Una tale venienza, non dovrebbe essere mal valutata a priori, in quanto sarebbero figure di sicuro stimolo e confronto professionale.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 14/05/2010 @ 14:33:36)


n. 31


Per Emilio:
proprio l'articolo che stiamo commentando riporta l'art. 27 del D.Lgs. 21-5-2000 n. 146 il quale indica proprio nella formazione, nei tiri, nel vestiario, nelle traduzioni, gli ambiti in cui possono essere impiegati (e sono stati impiegati) i Generali.
Presentarceli come salvatori della Patria mi sembra un po' un controsenso.
Non dimentichiamoci che molti di loro sono stati usati come jolly dall'Amministrazione, che li ha mandati in prima linea quando sapeva(no) benissimo che non si voleva risolvere la situazione.
Un esempio che mi viene in mente è il settore del vestiario: da anni di competenza di Generali, eppure sappiamo benissimo in quali condizioni versa.
Un Generale con le palle chiuderebbe il servizio e manderebe tutto alla Magistratura.

Di  Bruno  (inviato il 14/05/2010 @ 12:41:15)


n. 30


“Il Comandante del Corpo e gli altri Ufficiali, pur privi di codificati poteri d’intervento autonomo, fatta eccezione di quelli di principio ad essi riconosciuti dalla legge istitutiva (mai oggetto di regolamento, ancorché d’obbligo) potevano esercitare il sancito potere gerarchico e, per conseguenza, pretendere comportamenti di subordinazione senza limitazioni personali e territoriali privi, tuttavia, di retroterra sostanziale

Per ciò che concerne la citazione del virgolettato, mi permetto di fare una correzione all'autore del presente articolo, non si tratta di un passaggio di vecchio appunto, trattasi di passaggio fondamentale della relazione illustrativa di un progetto di riforma della polizia penitenziaria presentato la prima volta nel 2001, dall'On.le NERI, tale articolato, presentato anche al senato, era accompagnato da un'altra proposta di legge recante il titolo “interpretazione autentica dell'articolo 25 della Legge 395/1990”, tali proposte, sono state ripresentate nella Legislatura successiva dall'On.le Ascierto
Conosco perfettamente tali proposte, per averle pensate e materialmente scritte a quattro mani con altra persona, la quale non cito per perché so che non ama avere questo tipo di ribalta.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 14/05/2010 @ 12:05:51)


n. 29


Daniele t'assicuro che non vivo di rancori, sto bene dove sto e non ho avuto (e non ho) problemi a fare passi indietro ; - )
Torniamo ai punti in comune che abbiamo così vediamo di capirci meglio:
1) la situazione è molto difficile
2) la Polizia necessita di una propria Direzione Generale...
3) ...perché fino ad ora i Dirigenti civili hanno dato prova di scarso interesse per il nostro lavoro e i nostri problemi
4) i Commissari sono ancora troppo giovani (?) e rischiamo di stare in questa situazione per altri x anni.
Da questo punto in poi le nostre strade divergono perché io ho dei dubbi che persone che fino ad ora si sono dimostrate "vicine" all'Amministrazione, possano disinteressatamente traghettarci fino a quando i Commissari non raggiungano la maggiore età.
Non mi sembra di avere una posizione che possa essere sbrigativamente archiviata come posizione di un rancoroso.
Io sono disposto a cambiare idea, ma spiegatemi perché proprio oggi i Generali oggi sono diventati la panacea a tutti i nostri problemi.
Se la spiegazione è "perché così è meglio", "perché uno lo conosco ed è una brava persona", "perché un ex è sempre meglio di un civile", sinceramente, continuo a dire: "No, grazie!".
Non mi sembrano motivazioni valide.
Che si presentino con un programma valido e pure io li voterò : - ))

Di  Bruno  (inviato il 14/05/2010 @ 12:00:24)


n. 28


@ Bruno
Che tu faccia fatica a seguirmi lo dubito, il tuo sembra più un risentimento personale verso la categoria che basato sulla reale volontà di vedere la Polizia Penitenziaria dotata di una sua dirigenza.

Non mi sembra che siano i Generali intanto a volere questo reintegro, ma quanto sembra più forte la necessità di svincolare l'organismo dall'attuale dipendenza gerarchica verso figure professionali che non ci rappresentano.
Sono stato da te ripreso per aver citato alcune persone, delle quali ho conoscenza personale, e l'ho fatto nella consapevolezza di firmare per esteso ogni mio intervento sulla questione.
Avere subito un ruolo dirigenziale, non determina a prescindere che tutti coloro i quali entrano in quel ruolo, abbiano poi diritto ad essere avanzati ad oltranza.
Mi spiego, la nomina dei dirigenti, è vagliata dal Consiglio d'Amministrazione, infatti, questo principio ha consentito ad un ex Ufficiale di essere nominato Dirigente Generale, il quale vero è che ha usufruito di un momento storico particolare, ma principalmente in forza ad un pregresso escursus professionale di alto profilo, senza il quale non avrebbe mai avuto la possibilità di diventare Dirigente Generale.
Un eventuale immediato ruolo dirigenziale, assodato che tutti gli Ufficiali godono di tale trattamento economico, anche quelli che ricoprono il grado di Tenente Colonnello o Maggiore, non vedo il motivo per cui non debbano essere investiti di responsabilità congrue al trattamento economico percepito.
Ogni Amministrazione dello Stato, non esclusi gli organismi militarmente organizzati ad ordinamento civile e le Forze Armate dello Stato, possono secondo un principio di autodeterminazione assegnare, conferire incarichi e proporre promozioni secondo valutazioni insindacabili, se non oggetto di ricorso verso gli organi preposti.
Secondo questo principio, stai pur certo che sicuramente la Polizia Penitenziaria avrà tra i sui vertici uomini meritevoli.
Non mi sembra, poi, di aver detto che le passate leggi di cui hanno beneficiato alcune categorie siano una buona giustificazione, o semplicemente messo in risalto, che in particolare i destinatari della Legge MEDURI, hanno dimostrato più unità tra loro per perseguire un risultato utile, il così detto Spirito di Corpo che qui sembra latitare.
Ora, spero di non offenderti, ma la tua personale avversione mi sembra molto simile a quella di nostri colleghi, i quali in passato tentarono la strada del Concorso interno per divenire Ufficiali, ma fallita l'opportunità hanno, poi, covato odio per l'intera categoria.
Spero e sono sicuro di sbagliare, però la mia onestà intellettuale e il mio parlar chiaro, il fatto che io mi firmi per esteso, non mi permette di nascondere ciò che percepisco, ripeto spero di sbagliare, altrimenti quelle che sono sensazioni diverrebbero delle mezze certezze.
Ti ringrazio, comunque per consentirmi ulteriormente di diffondere un pensiero, secondo il quale anche chi non ha avuto la fortuna che ho avuto io, ovvero di vivere direttamente certe dinamiche, senza filtri o le tipiche notizie fuorvianti che il centro tende a far giungere in periferia , possa comprendere quella che attualmente è una realtà.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 14/05/2010 @ 11:31:58)


n. 27


La crisi profonda del sistema penitenziario che grava soprattuto sulle spalle della Polizia Penitenziaria, non dovrebbe gettare nello sconforto le persone tanto da far loro accettare acriticamente una soluzione come quella che ci viene sbandierata oggi.
Sono convinto della necessità di un ruolo dirigenziale del Corpo, ma non per questo bisogna calare le braghe di fronte al primo che si presenta.
D'Amico e Pelliccia ormai sono acclamati a furor di popolo, ma il primo è in 15esima posizione nella loro graduatoria e l'altro non è ancora Generale (mi pare).
Se vogliamo discutere della possibile guida dei Generali, vorrei sapere in quale direzione vogliono andare e non fare loro largo solo perché siamo disperati.
Senza contare che così si aprirebbe un altro fronte con i Commissari...

Di  Bruno  (inviato il 14/05/2010 @ 09:18:20)


n. 26


La nascita di questa discussione da un lato mi fà gioire perchè penso che finalmente ci si sta svegliando da questo stato di coma in cui versa il Nostro Corpo,e qualcuno pensa che sia fianalmente giunto il caso di darsi una mossa,dare una scossa a questo Corpo che allo status quo risulta di fatto civilizzato.
Leggere poi il commento negativo di qualcuno mi ha riportato subito alla realtà,evidentemente a più di qualcuno sta bene essere considerati tra i Corpi di Polizia come figli di un Dio minore,forse perchè ha interessi personali da difendere,d'altronde basta pensare alla piccola Forestale che seppur con un organico di 10 mila uomini vanta un organigramma decisamente superiore al nostro,evidentemente avranno pensato di fare prima la testa e poi tutto il resto...
Personalmente ritengo che gli Ufficiali vadano reintegrati quanto prima,allo stato attuale il Corpo non farebbe altro che beneficiarne.
Certo, è vero come ha detto qualcuno che tra di loro sono pochi coloro che si sono distinti per le proprie capacità,ma non mi sembra che fin'ora tali criteri siano stati rispettati quando si è trattato di nominare vari Dirigenti Generali.
Basta pensare per un attimo alle figure che sin'ora si sono alternate alla Direzione Generale del Personale e della Formazione...
Riflettete per un attimo all'importanza che ricopre il suddetto ufficio che si trova a gestire la fase della selezione, formazione e successivo aggiornamento del Personale del Corpo, e alla cui guida è assegnato però un Civile.....
Cosa volete che ne sappia costui di armi,ed infatti l'armamento è uno degli aspetti sempre più tralasciato,ci sono colleghi che hanno persino dimenticato o che non hanno mai esattamente compreso come si maneggia davvero un'arma da fuoco..
Pensate all'approvvigionamento di vestiario,un Civile o una commissione da esso costituita, dove la maggioranza è sempre composta da personale civile,deve scegliere aspetti fondamentali riguardanti un vestiario che loro non indosseranno mai...
Purtroppo potrei continuare per ancora molto tempo con simili esempi,a partire dagli automezzi per poi passare alle caserme ed altro ancora...
Proprio in considerazione di questi aspetti io sarei propenso a concedere,quantomeno come ultima ed extrema ratio, ai pochi Ufficiali rimasti la possibilità di riappropriarsi di competenze che sono loro proprie e di dare,o quantomeno tentare,di ridare coraggio e dignità ad un Corpo di Polizia stanco di subire ordini sbagliati adottati da superiori incompetenti.


Di  emilio  (inviato il 14/05/2010 @ 09:08:54)


n. 25


Fortunatamente, anche se solo in questo forum, si affronta un argomento importante la mancanza di un ruolo dirigenziale nella Polizia Penitenziaria. Un Direttore magari laureato in una disciplina che nulla a che vedere con il nostro lavoro può comandarci? Si!!! questo e ciò che avviene oggi. Credo che dovremmo sfruttare ciò che abbiamo e Ufficiali che indossano una divisa come noi sono coloro i quali possono capire maggiormente i nostri problemi.

Di  Iezzi  (inviato il 14/05/2010 @ 08:04:48)


n. 24


Assodato che elementi validi come D'amico e Pelliccia ci sono non comprendo come da parte di alcuni ci sia una profonda frattura e divergenza di vedute sul fatto di avere gli AACC nel corpo. Meglio avere direttori e civili che ci comandano?

Di  Filippo  (inviato il 14/05/2010 @ 07:58:39)


n. 23


Daniele, faccio fatica a seguirti. Argomentare che il riordino dei vice sovrintendenti catapultati ad ispettori superiori (ce ne sono molti) e che la legge Meduri, insieme, abbiano “promosso” una percentuale x di persone poco valide, non mi sembra una buona motivazione per giustificare un riassorbimento dei Generali prima della loro definitiva estinzione, anzi, mi sembra un argomento svantaggioso da affrontare.
Io non contesto la necessità di dotarci di un nostro ruolo dirigenziale.
Ma faccio alcune mie personalissime considerazioni: i Generali ora, tutto d’un tratto, vogliono prendere le redini del comando e traghettarci verso un futuro migliore? Benissimo. Ma fino ad ora dov’erano? Come categoria intendo. Non si venga ad elogiare le doti dell’uno o dell’altro. Potrei portare decine di esempi di Agenti che non sfigurerebbero in confronto allo stesso Capo del Diaprtimento in quanto a competenze, senso dello Stato e capacità, eppure nessuno si sognerebbe di promuoverli a Dirigenti. Eppure hanno dato tanto, hanno rischiato tanto, hanno fatto il loro dovere e sono stati pagati per questo, proprio come i Generali.
Di “furti” ce ne sono stati tanti in passato, di errori pure, ma anche questa non mi sembra una motivazione valida per il riassorbimento dei Generali.
Anche perché queste persone sono le stesse che hanno barattato (come giustamente hai detto tu in precedenza) tutto questo per la loro carriera senza ostacoli, per i loro privilegi, per tanto altro. Perché proprio ora si ricordano della Polizia Penitenziaria?
Adesso non m’interessa tornare a discutere degli errori dell’81 o del 1990. Adesso è ora che chi ha le capacità e le possibilità di arginare il tracollo, si faccia avanti a carte scoperte, altrimenti: no grazie!
Un vantaggio della smilitarizzazione è quello di discutere di certe cose, apertamente, su un sito di una rivista di un sindacato... Più di uno dei Generali considera il personale come mero oggetto in proprio possesso. Sono quelli che fino ad ora non sono emersi, è vero, ma è pure vero che quelli tanto acclamati stanno per andare in pensione. Non vorrei ritrovarmi di fronte a tutti gli altri e doverli pure stare a sentire.

Di  Bruno  (inviato il 13/05/2010 @ 21:24:39)


n. 22


@ Bruno
Infatti, mi sembra che generalizzare porti ad estremizzare un concetto secondo cui una categoria ha beneficiato di un qualcosa, peraltro concesso dalla Legge e non derivato da una sorta di appropriazione indebita, si debba sacrificare il vantaggio che trarrebbero circa 43.000 persone, la loro dignità e la loro professionalità solo perché perché in mezzo a 66 persone ce ne sono una percentuale "X" che non è in grado.. (tra l'altro concetto da verificare, secondo quale parametri è stato deciso che debba essere esclusivamente così).
Io sarei molto felice, che mi si possa smentire con i fatti, mi spiego, dimostratemi o dimostrami che (quando abbiamo usufruito noi di un riordino e mi ci metto pure IO che da vice sovrintendente mi sono ritrovato nel ruolo superiore), quando la casta dei Direttori ha usufruito della Legge Meduri e dell'ex art 40 della legge 395, tutti i beneficiari meritassero tale trattamento giuridico.... e tale beneficio...
Ti vorrei far semplicemente notare, che se la dirigenza Penitenziaria, può permettersi tot posti da “dirigente generale”, tot posti da “dirigente”, tot da “funzionario”, lo ha ottenuto solo ed esclusivamente per la forza contrattuale determinata dall'organico della Polizia Penitenziaria.
Dimmi perché la Polizia Penitenziaria debba avere solo 200 direttivi ed attendere non si sa quanto fino a che non venga partorito un “dirigente”.
Spiegami, perché non mi è chiaro dove è il vantaggio di continuare a rinunciare alla prerogativa di avere subito una propria dirigenza, la quale, in forza del suo organico aprirebbe immediatamente le porte agli attuali Commissari, perché i posti dirigenziali sono calcolati in percentuale sull'organico di ogni singolo ruolo...
Ripeto, non è una difesa a spada tratta di una categoria, è la semplice espressione secondo la quale per ottenere dei benefici si debba fare delle scelte obbligate, ovvero tra due mali è opportuno scegliere quello minore... e che gli ufficiali siano il male minore, è dimostrato dal fatto che quando ha fatto comodo per determinare una certa situazione in una memoria scritta al Consiglio di Stato l'Amministrazione ha dichiarato che erano da considerare Dirigenti o Funzionari dell'Amministrazione Penitenziaria, in altra circostanza, si è rimarcato il fatto che appartenessero al disciolto Corpo degli Agenti di Custodia... ora se un Corpo militare è disciolto è chiaro che non esista più, quindi non può essere rappresentato in alcun modo anche perché così facendo si creerebbe un sesto Corpo di Polizia ed una forza armata in quanto figure giuridicamente con status militare se pur formato da soli ufficiali e di numero assai ridotto. Tale eventualità non è prevista dalla Legge 121/81 Riforma della Pubblica Sicurezza, la quale stabilisce anche quali sono gli altri Corpi di Polizia enunciandoli chiaramente. Tra questi è indicato il Corpo degli Agenti di Custodia, il quale è stato appunto disciolto e tutte le sue dotazioni sono passate alla Polizia Penitenziaria.
Un altro vero e proprio furto ai danni del Corpo è stato perpetrato trasformando le Scuole degli Agenti di Custodia in Scuole di Formazione dell'Amministrazione Penitenziaria, il Fondo Assistenza del Corpo degli Agenti di Custodia in Ente Assistenza dell'Amministrazione Penitenziaria.. (ma la 395 dice che tutte le dotazioni degli Agenti di Custodia passano alla Polizia Penitenziaria).
Ora spiegatemi quali vantaggi abbiamo realmente avuto dalla smilitarizzazione...........
Invito tutti ad una riflessione senza pregiudizi, forse sarebbe il viatico per ottenere ciò che realmente ci spetta.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 13/05/2010 @ 19:30:26)


n. 21


Daniele: cerco sempre di fare un discorso in generale senza scendere nel particolare perché altrimenti si sfocia nel giudizio sulle singole persone e non mi pare corretto né quando se ne parla bene, né quando le si elogiano.
Il mio "pregiudizio" nasce dalla mia opinione che i Generali fino ad ora avranno anche dato tanto, ma mi pare abbiano anche ricevuto parecchio. Forse in qualche singola occasione c'hanno rimesso, ma nel complesso nessuno secondo me si può lamentare.
E' chiaro che in una amministrazione come la nostra una persona che fa il proprio dovere con un minimo di raziocinio, spicca e "rischia" la beatificazione.
Se vogliamo inquadrare il discorso secondo l'ottica per cui alla Polizia Penitenziaria serva una guida che la traghetti verso la Direzione Generale allora siamo d'accordo.
La massa non ne ha la forza né la capacità. Il Ruolo degli Ispettori è annacquato e svuotato dopo l'arrivo dei Commissari. I Commissari ancora devono capire cosa vogliono fare (5 Associazioni per 200 persone...).
Con questa situazione allora si potrebbe pure chiedere l'intervento dei Generali, ma con patti chiari e precisi intenti da raggiungere.
Stavolta devono stare dalla parte della Polizia Penitenziaria "contro" un'amministrazione inefficiente, incapace, inadeguata e chi più ne ha più ne metta.
E' questo quello che vogliono fare?
Altrimenti: no grazie!

Di  Bruno  (inviato il 13/05/2010 @ 18:22:28)


n. 20


@ Bruno

Io non do consigli (quelli li riservo a mia figlia), ma esprimo un personale parere che è gentilmente ospitato da questo sito e dai suoi amministratori.
Ho fatto una considerazione su come si sono svolti fatti all'epoca ed ho fatto la semplice considerazione che non dovremmo permetterci a cuor leggero di rinunciare a tutta una categoria, all'interno della quale c'è chi ci può dare una identità ben definita... Tutto qui.
Anche perché, e vorrei mi fosse dimostrato il contrario, nel neonato ruolo direttivo, sono transitati, purtroppo, anche appartenenti al Ruolo degli Ispettori, i quali non mi sembra denotino capacità e doti migliori di “Certi Ufficiali” come invece ci sono altri, per nostra fortuna che invece hanno capacità assimilabili ad “Altri Ufficiali”. Non mi sembra che all'epoca, si sia rinunciato a dare tale opportunità di transito a nessuno, anche perché se così vogliamo ragionare saremmo probabilmente ancora in attesa dei Funzionari del Corpo.
Visto che si tratta di sfruttare le opportunità avere il “bonus” di partire già con potenziali Dirigenti Generali del Corpo non mi sembra male, e forse giustificherebbe anche chiamiamolo qualche “NEO”.
Di fatto, la legge “MEDURI” ha “regalato” a molti funzionari dell'Amministrazione Penitenziaria la qualifica “Dirigenziale”, e non mi sembra che di questo beneficio ne abbiano usufruito soli chi meritava quel “Ruolo”, non mi sembra neanche che all'interno di quella categoria ci si sia scandalizzati poi così tanto se loro colleghi direttori, peggiori di tanti Ufficiali abbiano beneficiato di ciò. Hanno, cioè, barattato una posizione di rilievo per tutta la categoria consapevoli di doversi trainare dietro qualche peso morto, senza litigare tra loro e senza ostruzionismi.
Forse dovremmo imparare da questi fatti, essere più scaltri per arrivare allo scopo che tutti vorremmo, ovvero la piena autonomia della Polizia Penitenziaria diretta da un proprio vertice apicale e con i suoi naturali Dirigenti e Direttivi..
Ti ringrazio per avermi dato l'opportunità di fare questo inciso, il quale senza il tuo intervento mi sarebbe senza dubbio sfuggito dalla logica espressione di un semplice concetto.
Mi rammarica il fatto che si sia travisata la lettura di come si svolsero i fatti con una presa di posizione in favore di una categoria, alla quale non serve certo il sostegno del sottoscritto, ma ha nei fatti concreti dimostrati da alcuni suoi rappresentanti (Enrico RAGOSA, Alfonso MATTIELLO, Mauro D'AMICO, Bruno PELLICCIA, cito questi solo, per averne apprezzato direttamente i meriti e le capacità), la forza di dimostrare la legittimità di aspirare ad un RUOLO ben definito nella Polizia Penitenziaria.

Di  Daniele PAPI  (inviato il 13/05/2010 @ 15:18:56)


n. 19


Per Daniele Papi: quindi ci stai consigliando di riprenderceli tutti, per usufruire delle capacità di quei quattro o cinque che meritano (e che fra qualche anno/mese andranno comunque in pensione)?

Non mi pare un buon affare...

Anche tra i Commissari vedo parecchi collusi, ma se non altro, per un semplice calcolo statistico, ci saranno almeno una dozzina della caratura dei "super generali" o no?
Diamo loro tempo e modo di dimostrare quanto valgono.

Poi è chiaro che a certi livelli ognuno lavora per il proprio tornaconto personale, la differenza è che i Generali l'hanno ottenuto, la Polizia Penitenziaria ancora aspetta...

Di  Bruno  (inviato il 13/05/2010 @ 14:40:11)


n. 18


Prima il tanto agognato e dovuto riallineamento a Commissario Capo e poi potremmo iniziare a parlarne. A mio parere tranne due o tre, gli altri non sarebbero nemmeno in grado di fare il Capoposto in Sezione o coordinare un nucleo, benchè siano messi a capo dell'ufficio sicurezza nei PRAP (e difatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti).

Di  Peppe Romano  (inviato il 13/05/2010 @ 13:27:23)


n. 17


Leggo con piacere che tutti sono esperti in "RIFORME" ed innovazioni, che maledicono un eventuale ingresso nella Polizia Penitenziaria degli Ufficiali de disciolto Corpo degli Agenti di Custodia.
Intanto forse una conoscenza più approfondita di cosa realmente accadde, sarebbe opportuna.
Presumo e voglio sperare che la maggior parte degli interventi, siano di colleghi post riforma, o di colleghi che non hanno avuto la fortuna "sfortuna" di vivere le vicende di riforma all'interno dell'allora Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena.
Tutto nacque da due sostanziali fatti concreti.
Il primo che in fase di emanazione dei Decreti Legislativi, necessari ad attuare la Riforma vennero volontariamente estrusi dalla neonata Polizia Penitenziaria gli Ufficiali, i quali se tutto si fosse svolto come doveva avrebbero dovuto avere un Ruolo ad Esaurimento nel Corpo, e non poter andare oltre il grado di Tenente Colonnello (come avvenne nel 1981 nella Polizia di Stato), chi optava per entrare nel Ruolo Ordinario avrebbe avuto un progressione in carriera ben diversa sostenuta sostanzialmente da dati oggettivi circa il possesso di determinati requisiti, i quali non potevano all'epoca essere ricondotti al semplice possesso del titolo di Laurea, titolo non previsto per l'accesso iniziale al Ruolo con una legge del 1971.
Infatti, secondo tale principio, venne istituito il Ruolo ad Esaurimento per una determinata fascia di personale, il quale usufruiva di una ricostruzione di carriera ed era iscritto all'interno di tale ruolo a domanda se non ricordo male....
Con questa operazione, che ai più fece comodo, (Funzionari Amministrativi, Ragionieri, Assistenti Sociali ed Educatori), venne di fatto reso il Corpo acefalo, consentendo tutta una serie di operazioni che hanno portato alla situazione attuale.
L'articolo 9 della legge di riforma, infatti prevede espressamente IL DIRETTORE DELL'UFFICIO DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA, Ufficio mai creato e volutamente mai previsto per agevolare la progressione in carriera e l'ascesa al potere di tutti tranne che dei rappresentanti legittimi della Polizia Penitenziaria.
Tanto è vero, che il ruolo direttivo e dirigenziale del Corpo rivenne formalizzato solo nel 2000, ed ancora una volta venne reso un Corpo acefalo, prevedendo la massima qualifica quale quella di Dirigente Superiore e non quella di Dirigente Generale, che avrebbe consentito a tutti gli effetti di avere il tanto agognato CAPO della POLIZIA PENITENZIARIA.
Il secondo fatto concreto, fu che purtroppo la categoria più rappresentativa del Corpo degli Agenti di Custodia, ovvero gli ufficiali, venne giocoforza fagocitata dal l'organismo stesso.
Ovviamente questo stato di cose portò loro innegabili vantaggi, i quali furono a mio modesto parere giustamente barattati con il divieto di accesso nel Corpo, e di questi benefici ne hanno usufruito anche i due oggetto di pubblico elogio da parte di molti.
Ora, credo che i due, MA NON SOLO QUESTI DUE, avrebbero comunque raggiunto le posizioni di rilievo che occupano, per le indubbie capacità dimostrate in più occasioni, anzi, forse uno dei due ancora non ha quello che se il Corpo avesse avuto avuto un suo vertice definito la qualifica di Dirigente Generale nella Polizia Penitenziaria, con metodo meritocratico vero statene pur certi che quelli che valgono poco o nulla sarebbero costretti a farsi da parte o sarebbero comunque isolati.
Beh. Rinunciare a priori a tutta una categoria, all'interno della quale ci sono e ci sono stati (RAGOSA) UOMINI che potrebbero dare la vera svolta a tutto l'organismo mi sembra un suicidio di massa annunciato

Di  Daniele PAPI  (inviato il 13/05/2010 @ 13:17:30)


n. 16


...no comment! Ho il voltastomaco...
Il Consiglio di Stato ha sancito che possono essere integrati nella Polizia Penitenziaria?
Bene..."La Polizia Penitenziaria" non li vuole!

Di  Desolato  (inviato il 13/05/2010 @ 12:46:42)


n. 15


Come per tutte le categorie ci sono i buoni ed i meno buoni. In 27 anni di carriera ho avuto modo di conoscere molti ufficiali del r. e. e di lavorare con loro: ho incontrato splendide persone e gente cui non affiderei le chiavi di una sezione.Il punto è che la quasi totalità di essi sono nati e sono stati temprati nel militarismo più assoluto, cosa che non sempre è disdicevole sia chiaro, ma come la mettiamo con i rapporti con il ruolo direttivo che, pur all'interno di un corpo militarmente organizzato, è nato con dei presupposti e con una formazione del tutto diversi?
E ancora, siamo ormai in un sistema in cui conta l'attenzione nei confronti delle persone, la capacità di recepirne le difficoltà e di valorizzarne le attitudini colloquiando con esse (numerose sono le esortazioni in tal senso ad ogni livello): siamo sicuri che vogliamo tornare indietro?

Di  Alfonso  (inviato il 13/05/2010 @ 12:17:27)


n. 14


...BASTA, BASTA, BASTA, BASTA, BASTA!

..."In pratica: dopo essere rimasti ad ordinamento militare (avete fatto bene) con carriera aperta, dopo aver ricoperto incarichi dirigenziali alla faccia dei vostri ex colleghi che sono transitati nella Polizia Penitenziaria, dopo aver gestito tali incarichi in assoluta connivenza con l'Amministrazione penitenziaria (e oggi ne raccogliamo i frutti), dopo esservi resi conto che site arrivati effettivamente al discioglimento finale, in pratica, state cercando di riciclarvi ancora una volta facendoci annusare la carota del ruolo dirigenziale della Polizia Penitenziaria?

No grazie."

HO COPIATO IL COMMENTO DI "BRUNO" CHE CONDIVIDO IN PIENO E SPERO CHE ALTRE CENTINAIA DI COLLEGHI LO FACCIANO CON ASSOLUTA URGENZA!

Di  Alexander  (inviato il 13/05/2010 @ 12:17:08)


n. 13


BASTEREBBE CHE CONFRONTASSERO LE LORO RESPONSABILITA' CON QUELLE DEI LORO PARI GRADO DELLE ALTRE FORZE DI POLIZIA PER DECIDERE (SE HANNO UN BRICIOLO DI DIGNITA') DI ANDARSENE.
SOLO IN DUE MERITANO IL DOVUTO RISPETTO (MATTIELLO E RAGOSA)

Di  ANTONIO  (inviato il 13/05/2010 @ 11:45:05)


n. 12


Dipende dalle intenzioni come gli ufficiali si affacciano a questa innovazione ... è pur vero che se ne sono stati sempre da parte a fare i militaristi pero'chissà magari col tempo le cose possano cambiare e possano essere degni a rappresentare il corpo di polizia penitenziaria comandato da direttori ..---

Di  tullio  (inviato il 13/05/2010 @ 10:44:07)


n. 11


Non credo proprio che il Corpo abbia bisogno degli Ufficiali ! Non hanno fatto mai nulla per il Corpo ma hanno pensato solo ai loro interessi (vedi legge di riforma ed incarichi successivamente ricoperti). Salvando qualcuno di loro che si è distinto rispetto agli altri (Mattiello, Ragosa) sono solo dei parassiti nullafacenti. Si togliessero una volta per tutte dalle scatole!

Di  esposito francesco  (inviato il 13/05/2010 @ 10:34:37)


n. 10


La Polizia Penitenziaria ha bisogno di vertici che non siano collusi con il DAP.

Di  Bruno  (inviato il 13/05/2010 @ 10:30:35)


n. 9


La polizia penitenziaria ha bisogno di vertici apicali che proteggono l'immagine e il nome del corpo, benvengono i nostri ufficiali del disciolto corpo, è già stato fatto una volta lo sbaglio, non facciamo che si ripeta x la seconda volta, senza alti ufficiali e come avere una famiglia senza "Padre", viva la polpen..

Di  Mauro  (inviato il 13/05/2010 @ 10:07:10)


n. 8


In pratica: dopo essere rimasti ad ordinamento militare (avete fatto bene) con carriera aperta, dopo aver ricoperto incarichi dirigenziali alla faccia dei vostri ex colleghi che sono transitati nella Polizia Penitenziaria, dopo aver gestito tali incarichi in assoluta connivenza con l'Amministrazione penitenziaria (e oggi ne raccogliamo i frutti), dopo esservi resi conto che site arrivati effettivamente al discioglimento finale, in pratica, state cercando di riciclarvi ancora una volta facendoci annusare la carota del ruolo dirigenziale della Polizia Penitenziaria?

No grazie.

Di  Bruno  (inviato il 13/05/2010 @ 10:00:11)


n. 7


ANCORA? NON BASTANO TUTTI I GUAI CHE HANNO COMBINATO FINORA? SPERO CHE SIA SOLTANTO UNO SCHERZO DI UN VECCHIO BURLONE CHE HA SCAMBIATO IL 13 MAGGIO CON IL 1 APRILE E NON IL SOLITO MODO PER COMINCIARE A FAR DIGERIRE QUALCOSA CHE STA GIA' ACCADENDO. IL DAP CI HA ABITUATO A QUESTE COSE!!!!

Di  FAUSTO  (inviato il 13/05/2010 @ 09:22:05)




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