Aprile 2018
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Un nuovo contratto di lavoro per ripensare il sistema sicurezza


Polizia Penitenziaria - Un nuovo contratto di lavoro per ripensare il sistema sicurezza

Notizia del 01/02/2018

in L''Editoriale

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Scritto da: Donato Capece

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Lo scorso 26 gennaio abbiamo firmato un Contratto certamente attesissimo, sia per la parte economica che per quella normativa e il cui inquadramento nell’attuale contesto sociale politico ed economico crea legittime aspettative in termini soprattutto di riappropriazione del potere di acquisto delle retribuzioni, mortificate da una vacanza contrattuale lunga, lunghissima.

Prioritaria pertanto la legittima quanto responsabile richiesta da parte del Sindacato di una immediata disponibilità delle risorse economiche stanziate con la legge di stabilità che, armonizzate con gli effetti della riparametrazione derivante dal riordino delle carriere,  possano determinare dignitosi aumenti contrattuali.

In tale ottica abbiamo proposto l’allocazione della maggior parte delle somme stanziate sulle voci fisse e continuative dello stipendio anche per colmare, sotto il profilo previdenziale, il gap determinatosi dal lungo blocco salariale.

Su espressa richiesta del Sappe, il Governo è giunto a prevedere il 90% degli stanziamenti su parametri ed indennità pensionabile ed il 10% sulle indennità accessorie. 

Abbiamo accolto positivamente la conferma che l’indennità di vacanza contrattuale verrà aggiunta rispetto alle somme disponibili, ed anche questo è un ulteriore elemento positivo e nuovo rispetto ai precedenti rinnovi contrattuali.

Altra apertura importante da parte del Governo, su proposta del Sindacato è stato l’impegno a concertare con i sindacati e le rappresentanze militari la destinazione degli ulteriori 150 milioni di euro stanziati per la produttività ed i servizi operativi nel prossimo triennio. In tal modo potrà registrarsi una garanzia della necessaria flessibilità che potrà consentire di finanziare anche un giusto riconoscimento al disagio dei servizi di controllo del territorio e dei pattuglianti attraverso la previsione di una specifica indennità che il Sappe reputa prioritaria.

Siamo fiduciosi per una rapida definizione degli aspetti sia economici che normativi e ci auguriamo che siano tempestivamente previste le liquidazioni delle somme arretrate spettanti per un giusto quanto atteso ristoro delle economie delle famiglie dei poliziotti e delle poliziotte.

Va stigmatizzato il fatto che le trattative di questo Contratto, scaduto ormai da quasi dieci anni, siano state riaperte a fine legislatura, dopo un incontro interlocutorio che si tenne a ridosso di Ferragosto (!), sì da adombrare il sospetto di un occhiolino alle Forze di Polizia ed alle Forze Armate per opportunismo elettorale in vista delle prossime consultazioni.

Una interpretazione forse forzata e maliziosa, ma i fatti vanno tutti in questa direzione: si è perso tempo per tante riforme (come, ad esempio, quella della Costituzione, sonoramente sconfitta dagli italiani con il referendum...) piuttosto che dare attenzione alle esigenze del Comparto Sicurezza e Difesa, anche in relazione alla chiara percezione di insicurezza che c’è nel Paese.

Come Sappe abbiamo detto e diciamo: Basta tagli alla sicurezza che ormai è al collasso!  

Chiediamo al Governo di tagliare gli sprechi e non la sicurezza, occorrono vere riforme per evitare sperperi e duplicazioni e subito destinare risorse per lo sblocco del turn over e per riprendere le assunzioni perché l’età media degli operatori della sicurezza è ormai troppo elevata per i compiti da svolgere, e questo ha gravi ripercussioni sull’efficienza dei servizi di sicurezza e di soccorso pubblico.

Ci auguriamo che il Governo presti  la dovuta attenzione al nostro personale evitando di dover giungere, come già accaduto anche in altri Stati Europei, allo sciopero delle divise, affinché qualcuno prenda atto che questo grido di dolore che stiamo lanciando è l’ultimo appello per la sicurezza del Paese prima che si giunga al punto di non ritorno. 

 


Scritto da: Donato Capece
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Commenti Commenti dei lettori

n. 30


Ringrazio con stima il collega De Blasis per la risposta al mio post.

Di  Giulio  (inviato il 07/02/2018 @ 15:04:25)


n. 29


Per De blasis.
Prego! Rinnovo i miei Ringraziamenti e grazie a lei in particolare per aver tenuto in considerazione quanto esposto ringrazio anche il Dottor Capece
Il mio grazie e' per tutti voi del Sappe.
Un caro saluto a tutti voi.
W il Sappe e buon lavoro.


Di  Anonimo sempre per sempre solo Sappe  (inviato il 07/02/2018 @ 14:20:10)


n. 28


@ Anonimo sempre per sempre solo Sappe
grazie collega, davvero grazie ... sei troppo buono.
Sono contento, ogni tanto, sentire qualcuno che apprezza i nostri sforzi.
Ti garantisco che noi del Sappe ce l'abbiamo sempre messa tutta ... purtroppo non sempre riusciamo ad ottenere i risultati che auspichiamo ma non abbiamo mai e poi mai lesinato il nostro impegno.
Su questa pagina, in genere, rispondo io per il semplice fatto che mi occupo io del sito.
Un caro saluto

Di  GB de Blasis  (inviato il 07/02/2018 @ 08:53:17)


n. 27


La ringrazio Dottor De Blasis.
Lei ha sempre risposto,ringrazio anche tutti voi del Sappe Perche' io personalmente mi sento sempre uno di voi.
Ringrazio lei Perche' ho sempre visto cio' che lei con il Sappe e tutti quanti voi fate per tutti.
Siete stati gli unici ad aver preso in considerazione la questione dei Sovrintendenti collocati a riposo del 2002.
Questo e' tutto quello che fate da sempre per tutti,per il corpo,per i diritti,dimostra il vostro valore indiscusso.
Chi legge sicuramente capira' il valore che ha sempre avuto il Sappe,perche' ha sempre messo in risalto tutto,questo non e' da tutti.
Ci sono momenti nella vita che ti senti solo,escluso da tutti e da tutto ,questo perche' si e' in pensione ,con voi questo non e' accaduto perche' a noi pensionati ci avete sempre seguiti,naturalmente in quello che potevate.
Percio' onore a tutti voi della redazione e del sindacato.
Ancora grazie infinite,non dimentichero' mai come credo anche gli altri questa grande considerazione avuta solo da voi nei nostri confronti.
Grazie Dottor De Blasis lei e' un esempio per tutti.

Di  Anonimo sempre per sempre solo Sappe  (inviato il 07/02/2018 @ 08:06:17)


n. 26


@anonimo @Giulio
caro collega in pensione, abbiamo già risposto molte volte sulla questione e abbiamo anche pubblicato sul sito del sappe i numerosi interventi che sono stati fatti.
Comunque, ad ogni buon conto, abbiamo già preparato una proposta da portare al tavolo che si sta per aprire sui correttivi al riordino delle carriere che possono essere fatti entro il mese di luglio 2018.
In particolare, per quanto riguarda il corso sovrintendenti del 2002 chiediamo che venga retrodatata la decorrenza al primo gennaio 2000 (anzichè al 31 dicembre 2000) e che venga ricostruita la carriera anche a chi di quel corso è già andato in pensione.

Di  GB de Blasis  (inviato il 07/02/2018 @ 07:31:11)


n. 25


Dottor De blasis visto che solo lei risponde puo' dirci a noi collocati a riposo qualcosa inerente i due anni risanati ai Sovrintendenti del 2002.
Al dap lo sanno che hanno creato una disparita'.
Perche' nessuno fa niente per noi Sovrintendenti collocati a riposo del 2002.
La ringrazio Dottor De blasis.

Di  Anonimo  (inviato il 06/02/2018 @ 21:44:35)


n. 24


@Cremona
aumento di stipendio medio per i vigili del fuoco 85 euro lordi.
Quello che sono riusciti ad ottenere in più è il riconoscimento anche a loro dell'assegno di funzione (15 anni, 25 anni, 32 anni), che non avevano e che rivendicavano da vent'anni.
Alcuni giornali conteggiando anche questo parlano di un aumento medio di 250 euro lordi.
Ma in realtà l'aumento del rinnovo contrattuale è di 85 euro lordi.

Di  GB de Blasis  (inviato il 06/02/2018 @ 16:18:45)


n. 23


Signor De Blasis i vigili del fuoco euro 400,00 mensili aumento contrattuale decorrenza 2014 arretrati cosa può dire in merito grazie

Di  Cremona  (inviato il 06/02/2018 @ 16:07:37)


n. 22


Commento 21
Almeno che qualcuno capisca che quei due anni risanati ai Sovrintendenti del 2002 si dovevano risanare a tutto quel corso,perche' tutto quel corso ha subito una non giusta interpretazione.
Spero che Dottor Capece visto il nostro trascorso nel Sappe,possa sempre se vuole prendere in considerazione quanto si scrive per questa questione ingiusta.
Comunque il Sappe va sempre ringraziato perche' ci consente di scrivere.
Il dap non prende mai in considerazione quanto stiamo recriminando per questi famosi due anni,basterebbe un correttivo,basta poco per eliminare questa ingiusta disparita'.
Solo che purtroppo i pensionati non sanno a chi rivolgersi,oppure si spera che qualcuno prenda in considerazione quanto scritto e quanto ormai si scrive da tanto.
Pace un saluto al Dottor Capece e tutta la redazione,nelle vostre possibilita'se si puo' date una piccola mano ai Sovrintendenti collocati a riposo del 2002,visto che il Dap non prende in considerazione nulla riguardante questa disparita' dei due anni non risanati ai Sovrintendenti collocati a riposo del 2002 visto che a quel corso hanno frequentato anche loro

Di  W il Sappe,sempre con voi  (inviato il 06/02/2018 @ 11:36:41)


n. 21


Collega silenzio fa molto male commento n.20 .
Per noi in pensione sino al 31.12.2015 siamo esclusi dal rinnovo contrattuale e questo purtroppo e ufficiale .
Per quello che riguarda noi sovrintendenti del 2002 senza un serio intervento sindacale rimaremmo pane e acqua , vorrei una risposta dal sappe però non risponde alle nostre domande .
Non conosco nessuno che possa dire perché con questa nostra esclusione l'unico che conosco e Giovanni Battista Durante però purtroppo sarà sempre impegnato e non trova tempo per noi pensionati però io spero sempre in una sua risposta alle richiesta dei pensionati.
Una buona serata collega

Di   (inviato il 05/02/2018 @ 21:55:33)


n. 20


Per il commento 1 2 3.
Voi conoscete qualcuno che possa tutelare i diritti dei Pensionati?
Negli altri Corpi hanno gli uffici che si occupano direttamente dei pensionati e dei loro diritti noi ?
Questo e' un vero problema,specialmente quando si viene esclusi dai Diritti.
Siamo alle solite,siamo soli.
Es.contratto 2010/2015
Anni due risanati ai Sovrintendenti 2002 solo a chi e' in servizio.
Al dap nessuna considerazione per quanto scritto!


Di  Il Silenzio fa molto male  (inviato il 05/02/2018 @ 21:17:27)


n. 19


Ottimo commento Massimino!
Poi c'è da aggiungere al tuo commento che i Sovrintendenti che parteciparono al corso del 2002 quelli collocati a riposo sono stati esclusi dal risanamento dei due anni,come se non vi avessero partecipato ,nonostante i ricorsi fatti,nonostante la continua disparità che continua da 17 anni,chissà se qualcuno riuscirà ad impegnarsi restituendo a loro ciò che gli è stato levato ingiustamente ?
Se qualcuno vorrà impegnarsi per loro,gli stessi in attesa ringraziano.

Di  Anonimo  (inviato il 05/02/2018 @ 17:18:27)


n. 18


Ce differenza in tutto e per tutto tra la polizia di stato e la penitenziaria mi riferisco al ruolo sovrintendenti del 2002 in polizia di stato i loro diritti sono diritti e da noi invece sempre disuguaglianze su tutto . Ma come possibile i.nostri sindacato sono capaci di risolvere i problemi dei sovrintendenti 2002 . I sovrintendenti della polizia di stato sono riusciti ottenendo riparametrazione anticipo decorrenza giuridica economica mentre noi siamo allo doppio 00 ma almeno il mio seppe potrebbe dare qualche accenno di interessamento. Grazie

Di  Massimino  (inviato il 05/02/2018 @ 14:04:39)


n. 17


Tony ti ringrazio di cuore sei stato gentilissimo , condivido i tutto il tuo post sei una persona in gamba .
Ti saluto con stima

Di  Aldo  (inviato il 04/02/2018 @ 20:34:48)


n. 16


@Aldo
Ciao collega, dalla domanda che mi poni intuisco che tu, come me, appartieni al ruolo Agenti/Assistenti. Ebbene io credo che coloro che hanno affrontato un concorso per accedere ai ruoli superiori al nostro - con relativa formazione, attribuzione della qualifica di P.G. e, non ultimo, parametri salariali più elevati – dovrebbero essere il ‘faro’ all’interno degli Istituti Penitenziari. Penso che, soprattutto per la loro preparazione, dovrebbero essere di guida, supporto e stimolo per il personale del turno che riveste una qualifica inferiore.
Questo nel mondo dei sogni; nella realtà chi rimane quasi sempre con il ‘cerino in mano’ sono proprio gli Assistenti perché, quasi ovunque, nei turni pomeridiani, notturni e festivi, di Sovrintendenti e – soprattutto - di Ispettori non c’è traccia. Ed allora i tanto vituperati Assistenti ricoprono i compiti superiori, sovente con risultati migliori di quanto farebbero i c.d. sottufficiali. La cosa fastidiosa e insopportabile è che mentre gli Assistenti sono chiamati sia ad assolvere le loro mansioni che quelle previste per i ruoli superiori, non è nemmeno ipotizzabile che accada il contrario. Ed allora vediamo che nei turni infrasettimanali mattutini in gran parte degli Istituti è presente un gran numero di Ispettori e – in misura minore – di Sovrintendenti, spesso impegnati a passeggiare indisturbati o a frequentare il bar; costoro, come per magia, scompaiono negli altri orari di servizio e nei giorni festivi. Solo per tacere di quante volte si chiede il loro intervento e poi si è costretti a far fronte alla situazione da soli, perché nessuno con i gradi è arrivato. Discorsi vecchi (io ho 30 anni di servizio, tutti svolti in carcere), che conosce solo chi è in prima linea. La beffa è che con il riordino e l’attribuzione della nuova qualifica di Assistente Capo Coordinatore non possiamo più reclamare; la trappola è scattata ed il cerchio si è chiuso….a noi il lavoro, ai sottufficiali il bar.
Una annotazione del tutto personale: io quando smonto ho la coscienza pulita perché mi sono guadagnato la paga facendo il mio dovere. Non baratto la mia dignità con nessun grado o qualifica, la mia dignità non è in vendita.
Un abbraccio fraterno.

Di  Tony  (inviato il 04/02/2018 @ 16:08:17)


n. 15


Il problema del sovraffollamento delle carceri è qualcosa che riguarda sia i detenuti sia gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria. Carenze d'organico, suicidi anche tra poliziotti e una situazione che ha portato anche la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo a condannare l'Italia...Poliziotti e detenuti
La situazione incresciosa in cui versano le carceri italiane è qualcosa che ormai sa di allarme anche per gli operatori della Polizia Penitenziaria, circa 45000 persone che lavorano in condizioni di degrado strutturale e di condizioni generali. Dal 2000 ci sono stati circa cento suicidi tra i poliziotti, un numero che testimonia drammaticamente quali sono le difficoltà inascoltate in mezzo alle quali la Polizia Penitenziaria si trova ad operare.

Di  Anto  (inviato il 04/02/2018 @ 15:14:15)


n. 14


Tony ciao visto che sei determinato in tutto ti chiedo cosa ne pensi del ruolo assistente comandati di sorveglianza generale.
Grazie Tony

Di  Aldo  (inviato il 04/02/2018 @ 13:27:04)


n. 13


@Tony
in realtà non abbiamo affatto eluso il problema e ti abbiamo risposto in maniera chiara ed esaustiva.
Non sfugge a nessuno, però, che tu non dai alcuna importanza alle spiegazioni e alle ragioni degli altri perchè il tuo fine è solo quello di criticare e sminuire il lavoro degli altri.
Se non sei un troll poco ci manca.
Pur tuttavia, per nostra linea editoriale, continuiamo lo stesso ad ospitare i tuoi commenti nichilisti e distruttivi.
Non puoi pretendere, però, di ricevere plauso e complimenti.
Chi semina vento raccoglie tempesta.
Il fatto, poi, che tu non sia iscritto a nessun sindacato non ci sorprende affatto. E' tipico di chi preferisce rimanere in finestra ad urlare piuttosto che scendere in strada ed affrontare la situazione.
Ognuno è padrone di vivere la propria vita, sociale e lavorativa, come meglio crede.
Un caro saluto, collega e speriamo che un pò di ottimismo arrivi anche da te ...

Di  Redazione  (inviato il 04/02/2018 @ 11:22:33)


n. 12


Polizia penitenziaria. Il Corpo di Polizia Penitenziaria è stato istituito nel 1817 ed è posto alle dipendenze del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Garantisce la sicurezza e le condizioni di legalità all’interno degli istituti penitenziari e collabora alle attività di reinserimento sociale delle persone condannate. Attualmente, l’organico consta di 38.884 unità, di cui 35.100 uomini e 3.784 donne. La forza armata, però, è in sottorganico. Mancano, infatti, 7.000 agenti rispetto ai parametri fissati dalla Legge n. 117 del 2014 per cui l’organico dovrebbe essere di 45.325 unità.

Per loro lo Stato spende 2,3 miliardi di euro all’anno di cui il 70% per l’amministrazione penitenziaria (bilancio di previsione 2014).

Di  Anto  (inviato il 04/02/2018 @ 10:22:49)


n. 11


@Redazione
Non è certo distogliendo l'attenzione dal focus del problema che riuscirete ad evitare di affrontarlo. Dal punto di vista meramente economico il rinnovo é semplicemente deludente; invece per come la trattativa é stata portata avanti non posso non provare vergogna. Mi aspettavo ben altro, sia in termini dialettici che retributivi. Credevo, ingenuamente, che il fronte sindacale sarebbe stato in grado di rimanere compatto nel tutelare gli appartenenti alla PolPen, ma gli interessi di 'bottega' hanno prevalso ancora una volta. In tale contesto sono ben contento di non essere iscritto ad alcuna soglia e di non versare il relativo 'obolo'.

Di  Tony  (inviato il 03/02/2018 @ 19:43:41)


n. 10


@Tony
rinnoviamo l'invito a metterti in gioco in prima persona.
Se riuscissi a fare soltanto il dieci per cento di quello che sostieni ne arriverebbero benefici enormi per tutti.
Ti riconosciamo che a chiacchiere sei uno dei migliori sindacalisti che abbiamo mai conosciuto.
Facci vedere alla resa dei fatti ...

Di  Redazione  (inviato il 03/02/2018 @ 19:12:52)


n. 9


@Redazione.
Noto, non senza sorpresa, che per pubblicare gli interventi relativi a questo articolo avete aspettato qualche ora, tempo presumibilmente utilizzato per elaborare delle risposte sensate riguardo un argomento così delicato. Dal mio piccolo osservatorio registro un malcontento generalizzato, la cui eco non giunge alle vostre orecchie probabilmente perché viene espresso all'interno delle sezioni, luoghi in cui rarissimamente prestano servizio coloro che ricoprono ruoli apicali nelle OO.SS. La trattativa sul rinnovo contrattuale ha dimostrato ancora una volta lo scarsissimo peso specifico dei sindacati della PolPen, presentatisi come una sorta di armata Brancaleone e disponibili ad accettare qualsiasi condizione pur di potersi fregiare del merito (!) dell'aumento di pochi spicci. Mi dispiace vedere che siamo sempre e solo a traino del COCER e dei sindacati della P.S., ma tant'è e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Forse io sono troppo schizzinoso, ma certe espressioni (pochi, maledetti e subito) e taluni accostamenti (l'aumento delle mercedi) mi danno un fastidio enorme, perché indicativi di una pochezza che travolge tutto il Corpo e che non meritiamo. In quel consesso ben diverso biglietto da visita doveva essere mostrato.....

Di  Tony  (inviato il 03/02/2018 @ 16:29:37)


n. 8


@Tony
caro collega, come sempre apprezziamo molto i tuoi interventi critici e sferzanti.
Li apprezziamo perchè nonostante tutto ci stimolano a fare sempre meglio il nostro dovere di rappresentanti.
Pur tuttavia, crediamo sia opportuno informarti che il tuo dissenso non rispecchia quello della stragrande maggioranza dei colleghi o, almeno, di quelli iscritti a questa organizzazione sindacale.
La maggioranza dei nostri iscritti, ai quali dobbiamo per mandato fare riferimento, non considerano "pochi, maledetti e subito" una questua mutuata da linguaggio da bar di paese ma la cosa più ragionevole da fare in un momento politico e sociale come quello che stiamo attraversando.
Se tu sei in grado di fare meglio e di ottenere di più saremmo davvero felici se ti mettessi in gioco in prima persona e ci rappresentassi alla prossima imminente tornata contrattuale.
Farebbe comodo anche a noi qualcuno che riuscisse a chiudere un contratto con somme che non siano una "miseria che offende e mortifica gli appartenenti al Corpo".

Di  Redazione  (inviato il 03/02/2018 @ 14:58:05)


n. 7


Il rinnovo contrattuale sottoscritto il 26 gennaio rappresenta una delle più grandi delusioni che i lavoratori della Polizia Penitenziaria abbiano mai provato. Dopo un'attesa di 10 anni ci è stata concessa una miseria che offende e mortifica gli appartenenti al Corpo. Ed oltre al danno la beffa: i mass media, con la complicità delle OO.SS., hanno pubblicizzato aumenti molto più consistenti, frutto della somma (lorda) del rinnovo e delle riparametrazioni previste dal riordino delle carriere (altra oscenità...). Tutta la vicenda legata al rinnovo è fortemente deludente e demoralizzante. L'audio online dell'intervento dell'autore di questo articolo nelle fasi prodromiche alla sottoscrizione, mostra come, con tono questuante ed espressione da bar di paese ('pochi, maledetti e subito'), si sia presentato in nostra rappresentanza al cospetto dei rappresentanti delle altre FF.OO., del COCER e dei delegati governativi (ministro della Funzione Pubblica e sottosegretari vari). Nell'intervento non si è persa l'occasione di fare riferimento all'aumento salariale dei detenuti lavoranti, come se questa circostanza fosse in qualche modo paragonabile (financo giustificatrice) delle nostre rivendicazioni. Non sia mai scostarsi, soprattutto culturalmente, da tale immonda vicinanza, altrimenti si rischia di cambiare, di crescere, di evolversi, anche e innanzitutto dal punto di vista dell’immagine che si proietta all’esterno della nostra realtà lavorativa!! Un sindacato degno di tale nome dovrebbe in via principale tutelare i lavoratori, non certo calpestarne la dignità. A questo punto credo che l’unica possibilità di reale cambiamento sia essere accorpati alla P.S., non fosse altro che per liberarci – finalmente - da certe catene ideologiche.

Di  Tony  (inviato il 03/02/2018 @ 13:40:33)


n. 6


Gentile redazione , vorrei che si portasse l’attenz Sui nuovi distintivi di qualifica perché la polizia e tutte le ffaa sanno quali adotteranno avendo le amministrazioni convocato le ooss mentre la polizia penitenziaria non sa nulla e tutto tace anche da parte dei nostri sindacati . Grazie

Di  Gradi  (inviato il 01/02/2018 @ 17:15:25)


n. 5


Ritengo che il rinnovo contrattuale appena sottoscritto sia vergognoso sia per il contenuto che per come è stato propagandato sui mass media. Sono state riportate, anche da fonti sindacali, notizie distorte riguardanti sostanziosi (!?) aumenti salariali, frutto della somma (lorda) tra la riparametrazione e l'adeguamento legato al rinnovo vero e proprio. A conti fatti gli importi corrisposti per il nuovo contratto sono ridicoli, se si considera il decennio di vacanza. Una manciata di spiccioli, sollecitati con un'espressione da osteria "pochi, maledetti e subito", quasi che si stesse chiedendo l'elemosina per una categoria di indigenti. A completamento della ottima rappresentazione della Polizia Penitenziaria, non poteva mancare il riferimento all'aumento delle mercede dei lavoranti. Un colpo da maestri della dialettica, utilizzato in un consesso in cui erano presenti i rappresentanti governativi, quelli delle FF.AA. e delle FF.OO. e, giustamente, invece di paragonarci per richieste e problematiche agli altri Corpi di Polizia, l'autore dell'articolo ci ha accostato ai detenuti. Un grande salto di qualità a livello di immagine, non c'è che dire. Che delusione...che squallore....

Di  Tony  (inviato il 01/02/2018 @ 16:31:29)


n. 4


Si tratta di voto di scambio legalizzato. Avendo l'immunità parlamentare possono strasgredire.

Di  antonio  (inviato il 01/02/2018 @ 12:22:18)


n. 3


Caro Donato ti ricordo che io come molti altri colleghi siamo stati accantonati dimenticati con superficialità vostra con tutte le organizzazioni sindacali. Noi pensionati al 31 12 2015 siamo rimasti esclusi dal rinnovo del contratto eppure al 31.12.2015 eravamo anche noi sottoposti al blocco stipendiale , oggi ti dico grazie per avere dimenticato noi pensionati e grazie da parte di tutti i sovrintendenti del 2002 . So che non dirai una sola parola al riguardo. Ti saluto con stima

Di  Antonio  (inviato il 01/02/2018 @ 10:20:52)


n. 2


Ritengo ingiusto l'esclusione dei colleghi in pensione da inizio blocco stipendiale sino al 31.12.2015 . Dispiace che non ci sia stata volontà impegno per i pensionati.
Non è facile rassegnarsi alla perdita subita , un vecchio detto dice piangi con un occhio e ridi con l'altro , rido si ma solo perché dal settembre 2015 sono libero

Di  Anonimo  (inviato il 01/02/2018 @ 09:03:42)


n. 1


Caro Donato, mi complimento dei seppur scarno risultato ottenuto,certamente perchè non poteva farsi di meglio, ma hai colleghi in servizio è andata certamente meglio dei colleghi già in pensione, e parlo di tutti quelli come me, congedati nell'arco temporale 2010-2014 che sono rimaste vittime del tetto salariale e non si sono trovati e non hanno nella pensione gli scatti, le promozioni gli assegni maturati durante quel periodo. La fregatura maggiore l'ha avuta quel collega congedato il 30.12.2014 poichè, come è noto, dal 1.1.2015 si è usciti dal buco nero. Sarebbe bello se qualcuno pensasse pure a noi. Saluti,auguri e buon lavoro. Michele Giambra.

Di  michele giambra  (inviato il 01/02/2018 @ 08:08:37)




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