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Una Repubblica che muore, per colpa di interpreti sempre più improbabili


Polizia Penitenziaria - Una Repubblica che muore, per colpa di interpreti sempre più improbabili

Notizia del 07/11/2013

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

(Letto 4262 volte)

Scritto da: Daniele Papi

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La delusione….

Sono stato uno dei primi a plaudire la nomina a Ministro della Giustizia di Anna Maria Cancellieri, già titolare del Dicastero dell’Interno ma, prima di tutto, già Prefetto della Repubblica.

Era proprio la provenienza dalla carriera Prefettizia che mi faceva ben sperare.

Le vicende degli ultimi giorni mi portano una ulteriore delusione, da parte di chi dovrebbe darmi un buon esempio, e che invece con regolare continuità mi delude sotto ogni profilo, professionale, tecnico ed umano.

Lo scempio che sta compiendosi, a causa di attori improbabili non ha eguali, neanche minimamente immaginati nel peggio del peggio della prima Repubblica.

Io, come tanti altri, che devo per amor di Patria rimboccarmi le maniche e stringere la cinta, dovrei prendere ad esempio chi?

Personaggi di uno squallore che rasenta il ridicolo, “piccoli uomini” che guardano esclusivamente all’interesse personale e che non lesinano proclami di unità nelle difficoltà, parlando di sacrifici collettivi senza mettersi mai in discussione per porsi una semplice domanda. “sto facendo la cosa giusta?”

La cosa più deprimente è la constatazione che questo squallore è distribuito a pioggia dall’alto verso il basso e che quelli che portano l’ombrello sono esclusivamente, quelli del pian terreno, che continuano in silenzio a sacrificarsi per un nulla che non porterà cambiamenti se non a vantaggio di chi alberga nei piani alti, i quali ci pisciano in testa e ci raccontano che piove.

Nel loro inconscio si presentano dall’alto del loro scranno con la coscienza in ordine, ben sapendo che invece è torbida come le acque reflue…

Allora, io mi interrogo con più di una domanda: 

Per chi lavoro? Per lo Stato ovvero per la Repubblica alla quale ho giurato fedeltà, oppure al soldo di una sorta di “signorotti” medievali dell’era moderna? 

Le risposte le conosco e, sono anche sin troppo facili da dare…


Scritto da: Daniele Papi
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n. 4


condivido in toto la riflessione.
quando un ministro, direttore, comandante, dirigente, superiore, perde di credibilità per fatti gravi ed oggettivamente confermati, i suoi subalterni sono poco motivati e, salvo pochissime eccezioni, non hanno interesse a portare avanti la baracca. ma a fermarla.
segue l'anarchia e la divisione tra la troupe dei fidati subalterni all'infedele capo e l'altra dei cani sciolti ed indignati che credevano nello Stato.

Di  Antonio  (inviato il 28/12/2013 @ 18:32:39)


n. 3


Bravo Daniele hai centrato alla perfezione i problemi reali del corpo. Qui c'è bisogno di fatti concreti, di una nuova alba per il corpo che ridisegni completamente una nuova amministrazione che abbia come base di partenza l'immedesimazione tra il vertice e la periferia. Basta con capi calati dalla'alto che non hanno il contatto con la realtà di periferia.

Di  Pasquale Quatraro  (inviato il 28/12/2013 @ 15:16:43)


n. 2


Ho sempre letto i tuoi articoli pregni di conoscenza e realismo ma questo... è il top, hai centrato al cuore, bravo, questa tua riflessione meriterebbe di essere conosciuta e letta anche al di fuori di questo piccolo grande spazio, sei l'interprete di quanto tutti mugugnano ma nessuno dice...

Di  Un Commissario di periferia  (inviato il 11/11/2013 @ 09:01:54)


n. 1


Cacchio .... che sberla .....
Divide et Impera

Di  Divide et Impera  (inviato il 07/11/2013 @ 13:39:06)




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