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Una zappa al posto del computer?


Polizia Penitenziaria - Una zappa al posto del computer?

Notizia del 08/01/2016

in Accadde al penitenziario

(Letto 2118 volte)

Scritto da: Baldo degli Ubaldi

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E’ vero il mondo si evolve; e così come si evolve il mondo, si dovrebbe evolvere di pari passo il “mondo penitenziario”. Siamo nell’era di internet, della computer grafica, della digitalizzazione  e quindi sempre più Enti di Formazione propongono  corsi di computer grafica di digitalizzazione di documenti, di fotografia digitale, di interne … Ormai in molte carceri il computer viene autorizzato in cella, per motivi di studio, chiaramente con le opportune cautele ovvero disabilitando internet che potrebbe permettere ai detenuti di collegarsi con l’esterno ed avere rapporti fraudolenti con amici o familiari o affiliati, o nella peggiore delle ipotesi impartendo ordini e combinando una serie di reati.

Pochissimi direttori, consapevoli ai probabili rischi connessi all’uso del computer in cella, resistono NON autorizzando l’uso del computer in cella ma tutt’al più autorizzandone l’uso in una sala informatica comune NON abilitata ad Internet. Ma anche loro capitoleranno a breve, quando si leverà il grido di associazioni per la tutela dei diritti dell’uomo puntando il dito contro chi non permette ai poveri detenuti di acculturarsi nella conoscenza del computer.

E così assistiamo sgomenti a casi come Bolzano, dove detenuti che frequentano un corso di informatica riescono a collegarsi ad internet visitando siti inneggianti all’ISIS e all’estremismo islamico. Non entro nel merito di come ciò sia potuto accadere, mi limito solo a prenderne atto.

Ma non è che oltre a diventare ipergarantisti ci stiamo anche un po’ rincoglionendo? Perché ci ostiniamo nelle carceri a far seguire corsi di informatica, di fotografia, di yoga (sic!),  a detenuti che hanno uno scarsissimo livello culturale (e quindi senza prima alfabetizzarli) e non puntiamo su corsi intensivi di orticultura, giardinaggio, dissodamento dei terreni, potatura ecc. tutti lavori manuali che impegnerebbero i reclusi fisicamente, farebbero apprendere loro un duro mestiere e guardandosi le mani a fine giornata, le vesciche li inviterebbero a fare delle riflessioni critiche sul proprio passato criminale.

Quindi, il paventato pericolo di collegamento ad internet esterno da parte dei detenuti è esistente; non basta quindi il pericolo rappresentato dai telefonini, molto facili da far entrare in un Istituto, grazie anche al via vai continuo di personale civile, volontari che magari non ci vedono nulla di male nel procurare un cellulare ad un detenuto per farlo telefonare alla famiglia, o grazie a qualche collega infedele che per “trenta denari” si presta a questi giochetti.

Bisogna avere il coraggio di dire NO, all’informatica, per motivi di sicurezza, se la sicurezza rappresenta ancora un valore nelle carceri italiane. Diciamo invece un si convinto alla ZAPPA, alla VANGA e ai decespugliatori per i detenuti

 

Chiusa la sala web del carcere di Bolzano: detenuti contattavano ISIS

 

Internet Skype e computer per i detenuti anche nelle celle: diramata la circolare DAP con le linee guida

 


Scritto da: Baldo degli Ubaldi
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Commenti Commenti dei lettori

n. 4


(Detto alla siciiana)...."direttore stia attento pecchè se la sente Ollandoooo.....ihihihihihihi
Cmq complimenti per la linea

Di  Totò  (inviato il 08/01/2016 @ 21:21:53)


n. 3


Dott. Sardella, se nell'istituto da lei diretto è così, le faccio i complimenti.
Bravo Ubaldo mi piace il tuo articolo, hai ragione, molti si sono davvero rincogl.....
Nel nostro istituto piccino piccino, zappano così tanto che alla sera passando per la conta delle 21:00 senti solo un sublime....ruunf....ruunf....ruunf....ruunf.....
Ed alle 6 del mattino, il capoposto smontante dal turno di notte fa il giro ed è subito........SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAA caxxxooooooo!!!!
Raccolgono le uova, l'insalata, pomodori, finocchi, broccoletti e tanto altro ben di Dio che viene anche venduto.
Da noi la parola OZIARE, non si deve nemmeno pronunciare.
Parola d'ordine è: Lavorare, zappare, fare i corsi scolastici e stare al proprio posto, con la massima educazione!
Baci a tutti e buon inizio anno.

Di  Ass.te Capa  (inviato il 08/01/2016 @ 20:56:53)


n. 2


Continui così, Sig. direttore, non sta sbagliando mica.
Si troverà pronto, allineato e coperto allorquando Le chiederanno di fare un passo indietro.
Sa caro direttore, in questi anni ho imparato e pagato a caro prezzo, alcuni scambi di vedute, con alcuni suoi colleghi, ed altri più in alto. Molte volte ciechi del proprio ego e del proprio sapere. Mi spiace per loro, per quei voli pindarici, vorticosamente inutili che, presto o tardi di buttano con il cu...per terra.
Se in taluni contesti, si vede, serenità, unione ed abnegazione ciò non è solo attribuibile ai soliti noti, ma si deve soprattutto alla forza della personalità di taluni imbecilli, con tanti anni di carriera alle spalle, che si prestano nonostante tutto, con il cuore. Ma oggi è fin troppo facile fare il direttore, cerchi di comprendere.

I pensieri, ispirati dalla purezza d'animo e dal coraggio sono come le pedine negli scacchi, possono essere mangiati ma anche dare avvio ad un gioco vincente.
Goethe pensava pressapoco così. Guai se la pensassi diversamente!

Di  Natale 1984  (inviato il 08/01/2016 @ 20:17:32)


n. 1


Io sono "uno dei pochissimi direttori" che resiste a non concedere l'uso del computer in cella e continuerò a farlo finché la responsabilità connessa resterà in capo al dirigente locale.

Di  Luca Sardella  (inviato il 08/01/2016 @ 18:47:46)




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