Febbraio 2017
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Vita da Commissario(a) di Polizia Penitenziaria: l'esempio di uno(una) che getta ombre su tutti


Polizia Penitenziaria - Vita da Commissario(a) di Polizia Penitenziaria: l'esempio di uno(una) che getta ombre su tutti

Notizia del 04/12/2012

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

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Scritto da: Geronimo

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Il Corpo di Polizia Penitenziaria può vantare tra le sue fila tanti Commissari validi, corretti, perfettamente in grado di guidare il personale alle loro dipendenze. Potremmo riportare tanti esempi. E sono sicuro che questi funzionari sono la stragrande maggioranza.

Proprio per questo, quando si incontra un(una) Commissario(a) che non ha ben compreso l'importanza del proprio ruolo e quanto conti l'esempio dei propri comportamenti sul morale del personale, allora da ancora più fastidio, fa ancora più male.

Se poi questo Commissario(a) viene assegnato in una della carceri più famose d'Italia ad un passo dal DAP, allora viene da chiedersi se valga la pena andare al lavoro.

Ti viene da chiederti perché questo Commissario(a) fa tanti sermoni sull'importanza del corretto uso dell'uniforme, quando poi lui(lei) si aggira per ore ed ore nel carcere in abiti borghesi e solo in tarda mattinata la indossa.

Ti fai domande sul perché chi si va a cambiare dopo una giornata di lavoro viene automaticamente considerato "fuori servizio" e deve tornellare, mentre chi ha le "stelle" sulla giacca può passare quanto tempo vuole negli spogliatoi per cambiarsi e solo quando gli è più comodo, può passare davanti ai tornelli e timbrare la fine della giornata lavorativa.

Ti interroghi sul perché il(la) Commissario(a) si senta in diritto di metter bocca, facendo anche la voce grossa, sulla veridicità del certificato medico presentato dal personale, guardandosi poi bene dal prendere qualsiasi tipo di decisione per rimandare tutto alla volontà del Provveditorato.

Ti domandi perché al DAP, con tutti i dati raccolti dai Centri Elaborazione e dalla Sala Situazioni, che tutto vedono e tutto controllano, non si siano ancora chiesti il perchè di tante assenze del personale nello stesso posto quando presta servizio quel(quella) Commissario(a).

Ma poi ti ricordi che sei un Poliziotto Penitenziario e che sei "amministrato" da gente che non ha alcuna intenzione di ascoltare le grida che provengono dalla periferia, nemmeno quando la periferia è due passi dal DAP, e sei gestito da Commissari(e) che, non solo si sentono al di sopra di tutto e di tutti, ma che continuano a dare un pessimo esempio. 


Scritto da: Geronimo
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Commenti Commenti dei lettori

n. 14


ciao colleghi anche quest'anno abbiamo ricevuto il pacco,detenuti.
ma perche' dobbiamo avere un pacco natalizio con materiale alimentare fornito da cooperative di detenuti.
ma ai nostri grandi dirigenti danno lo stesso pacco.
tanto oramai di pacchi ne abbiamo avuti tanti,uno in piu' non ci cambia la vita.vigilando redimere il motto lo ricordate,forse mantenerli piu' di quanto si faccia con le tasse,che loro non pagano rientra nella filosofia trattamentale. disgusto

Di  alfredo  (inviato il 13/12/2012 @ 10:22:57)


n. 13


Ragazzi, i commissari pur nella loro inesperienza e ingenuità devono per forza esistere nel corpo. Chi come me ha conociuto i marescialli comandanti non può , pur facendo i dovuti distinguo, dimenticare ciò che erano. Chi vanta questi elementi forse dimentica come si comportavano davanti ai direttori, parliamo di persone che pur di non andare contro loro andavano vigliaccamente contro al personale a prescindere. Perciò non enfatizziamo figure che per fortuna la storia ha cancellato. Oggi serve saper scrivere e sopratutto saper parlare davanti ad una telecamera, cosa che un commissario sa fare ed un maresciallo-ispettore no, quindi aiutiamo questi ragazzi a capire cosa è il carcere perche alla scuola gli hanno riempito la testa di cazzate con la pedagogia. Ovviamente non tutti riusciranno ad apprendere, però quelli che riescono possono dare lustro al corpo e ce ne sono tanti. Poi quelli che cercano il posto tranquillo al dap o al prap ci saranno sempre, come del resto anche tra la truppa, o mi sbaglio?

Di  cairo74°  (inviato il 07/12/2012 @ 23:57:31)


n. 12


il ruolo dei commissari nel Corpo è un vero è proprio fallimento...lo dicono i fatti.....poi..per una questione clientelare si è ancke incrementato il ruolo aprendo una famosa graduatoria.....molti di questi signori non sono in grado di gestire personale e/o popolazione detenuta.
ti senti dire da qst soggetti:io non parlo con gli ispettori...e/o...mi dia del lei.....non tollero il tu....poi quando si trovano nella mer....a..ti cercano.....isoliamo qst gente......forse imparerà a campare...!!!
cmq ci sono commissari..purtroppo pochi.....che possono dare ancora tanto al Corpo...come peraltro lo facevano anche quando non rivestivono tale ruolo....!!!

Di  Anonimo  (inviato il 05/12/2012 @ 20:53:23)


n. 11


sicuramente piero ha scritto con grande foga incartandosi un po' ,ma sono sicuro che ha scritto con il cuore di chi ama il nostro corpo di pol.pen., credo che non sia giusto attaccarlo , anzi è una persona da onorare.
ass.c. mike

Di  Anonimo  (inviato il 05/12/2012 @ 17:09:23)


n. 10


@ piero
Probabilmente è un problema di comunicazione, sono io a non aver capito ciò che intendevi dire. Tanti saluti e buone feste.

Di  sconcertato  (inviato il 05/12/2012 @ 16:56:38)


n. 9


Carissimi colleghi purtrotto è così, non solo da noi ma in tutti i corpi di polizia e militari. il comando è un dono che tutti non hanno, ma purtroppo ci sono persone che comandano senza avere nessuna cognizione e dono ma hanno i gradi. Questo succede tra agenti e assistenti....sovrintendenti....ispettori....e commissari. Finchè chi comanda( non tutti) in qualsiasi ruolo o competenza non capisce che la guerra la vincono i soldati e non il comandante ci saranno sempre situazioni come raccondate dal collega geronimo.
Un proverbio dice....comandare e meglio che fott....l'importanza e comandare anche se uno non è capace.
Purtroppo carissimi colleghi io sono sempre del parere che non tutti posso fare tutto, ma che ognuno di noi è predisposto per espletare un determinato compito o servizio.

Di  Aquila Bianca  (inviato il 05/12/2012 @ 15:10:54)


n. 8


caro sconcertato non voglio fare polemiche ............comunque per la prossima non mettere anonimato che ne sai tu della sardegna ma lo sai che i commissari degli altri corpi e arma cc compresa obbediscono senza fiatare a trasferimento in tutta italia lo sai che alla cr mamone il commissario è stato pregato e prende la forfettaria e in sardegna ci sono persone nel sulcis che fanno la fame? non ti permettere di dire a me sardegna essendo anche in varie asociazioni e metti nome e cognome ....dove rei nel 92 con me a pianosa o all'asinara al 41.? ci sono persone che sono state deferite da qualche commissario allag.....io amo il corpo non ho mai e poi mai rifiutato un trasferimento ........sai che io comandavo il supercare di nuoro poichè tanti commissari si erano rifiutati di venire in sardegna ........non immagini quanto io ami il corpo ed il sappe..................
certo che parlo di sardegna a nome di tantissimi colleghi poichè ascolto il personale ......ribadisco sconcertato possiamo avere anche delle opinioni diverse ma ho avuto personalmente problemi professionali............i vertici del sappe lo sanno poichè li stimo e apprezzo tantissimo forse mi ero spiegato male e ti chiedo scusa un abbraccio....

Di  piero  (inviato il 05/12/2012 @ 14:02:15)


n. 7


@ piero
E saresti anche, come scrivi tu " isp.sup.re", complimenti per le conoscenze, sopratutto per " tantissimi ufficiali della gloriosa arma dei carabinieri....". Se la prossima volta riesci anche a farci capire quello che vorresti dire saremmo felici tutti quanti.
P.S.
Quando parli di Sardegna, fallo solo a tuo nome.

Di  sconcertato  (inviato il 05/12/2012 @ 00:03:08)


n. 6


Dignità e valori morali sono due piccoli elementi essenziali per poter assumere il Comando nel Corpo della Polizia Penitenziaria , in mancanza di questi, è meglio, per coloro che la pensano come il/la commissario/a cui è oggetto di discussione, starsene a casa dietro i fornelli, semprechè sia in grado di starci.

Di  michele  (inviato il 04/12/2012 @ 22:42:43)


n. 5


Si è scritto molto, a ragione, sulle incapacità di alcuni direttori. Io personalemente, nella mia lunga attività di dirigente sindacale del sappe, ho avuto modo di confrontarmi con diversi direttori e con qualche comandante. Vi posso assicurare che di cernie in divisa, purtroppo, ne girano tante, e non vi nascondo che alcune questioni che poteveno essere risolte dal comandante sono state egregiamente risolte dal direttore, ed in favore del personale.Quando c'è, bisogna dirlo. Un consiglio ai neo commissari: quanto entrate in un istituto abbiate l'umiltà di ascoltare la memoria storica dell'istituto. Dall'agente all'ispettore.

Di  nato scoglio  (inviato il 04/12/2012 @ 21:52:05)


n. 4


io caro geronimo ne conosco tantissimi essendo isp.sup.re tantissimi amici ma non solo conosco dal comm. al prefetto moltissimi v,questori della polizia di stato ,e tantissimi ufficiali della gloriosa arma dei carabinieri........ma ne ho conosciuto uno addirittura non capiva nulla di nulla suda e trema l'ho avuto come allievo incapace...invidioso dei sottoposti invidia .......ha la carcerite acuta meglio non scrivere cosa pensano di lui.....chiaramente pochi come lui sparlano dei direttori la forte convinzione ma non si è reso conto che è solo un commissario penitenziario poichè noi non abbiamo questure? deve lavorare in istituto...punto e sottostare al direttore.......chiaramente anche vorrei in futuro un dipartimento della Polizia Penitenziaria..............io attenzione non parlo per invidia ma la pianosa e l'asinara il 41 bis li conosco bene li vorrei vedere dormire per terra dopo le stragi .......bontà di qualcuno.......comunque questo commissario sarà sempre un logorroico uno che controlla varie volte le stesse cose è sintomo di insicurezza.........è lo rimarrà sempre......in sardegna li chiamiamo ballaloi....

Di  piero  (inviato il 04/12/2012 @ 20:36:38)


n. 3


Caro Mike mi sa che a questo punto sono almeno tre...

Di  Alessandro  (inviato il 04/12/2012 @ 19:53:11)


n. 2


Geronimo, ho letto con molta attenzione il tuo articolo, e condivido molti punti su cui ti sei soffermato, precisando ovviamente che bisogna fare sempre dei distinguo, parto comunque dalla mia esperienza in cui ho potuto constatare che le maggiori critiche della base sn rivolte non tanto ai Direttori ma appunto a questi SCERIFFI, sopratutto a coloro che non provenendo dal Corpo scendono dal cielo direttamente seduti sui troni del comando senza una ben chè minima esperienza e bruciatura quella che nell'arco del tempo di fà capire che alcune volte se ti scotti ti bruci. Alcuni Commissari tra l'altro hanno goduto e godono del periodo di crisi e di completa anarchia per occulatre la propria incompetenza, dando la colpa di ciò appunto al periodo nefasto che attraversa il pianeta carcere...se alcuni comportamenti sarebbero stati attuati in periodi di mare calmo...sicuramente si sarebberoa accesi i riflettori sulla loro completa incompetenza nel gestire il personale. Ovviamente il compito del Comandante non è assolutamente facile e và dato il merito a chi si impegna totalmente in questa missione dando se stesso con tutte le forze!
A questo punto permettimi di raccontare un breve episodio narrato nella storia di San Francesco che calza a pennello a riguardo di questa problematica da te descritta.
La Predica di San Francesco
Un giorno, uscendo dal convento, san Francesco incontrò frate Ginepro. Era un frate semplice e buono e san Francesco gli voleva molto bene.
Incontrandolo gli disse: "Frate Ginepro, vieni, andiamo a predicare".
"Padre mio" rispose, "sai che ho poca istruzione. Come potrei parlare alla gente?".
Ma poiché san Francesco insisteva, frate Ginepro acconsentì. Girarono per tutta la città, pregando in silenzio per tutti coloro che lavoravano nelle botteghe e negli orti. Sorrisero ai bambini, specialmente a quelli più poveri. Scambiarono qualche parola con i più anziani. Accarezzarono i malati. Aiutarono una donna a portare un pesante recipiente pieno d'acqua.
Dopo aver attraversato più volte tutta la città, san Francesco disse: "Frate Ginepro, è ora di tornare al convento".
"E la nostra predica?".
"L'abbiamo fatta... L'abbiamo fatta" rispose sorridendo il santo.

Se hai in tasca il profumo del muschio non hai bisogno di raccontarlo a tutti. Il profumo parlerà in tua vece.
La predica migliore sei tu.

e concludo dicendo NON è LA DIVISA CHE FA' L'UOMO MA VICEVERSA!
Auguri a tutti gli operatori Penitenziari ed allo staff sempre attivo ed attento, che il Santo Natale non sia solo il pretesto per brindare ed acquistare regali ma che sia vissuto nel sociale, una parola di conforto, asicugare una lacrima a chi piange è il più bel regalo che possiamo fare a chi ha bisogno ed a noi stessi, in una società dove sembra che la disperazione abbia preso il sopravvento Cristo sceso sulla terra è un punto fermo, un'ancora di salvezza una luce che ci guida nel buio..una luce di speranza e di fede.
Matteo

Di  Matteo  (inviato il 04/12/2012 @ 17:47:33)


n. 1


Non è unico/a questo commissario/a io ne conosco un altro/a che fa più o meno le stesse cose,che da dei pessimi esempi e poi abbassa le classifiche ai colleghi in maniera drastica,redige e fa redigere rapporti disciplinari assurdi,se un collega è assente per malattia e deve entrare in caserma perchè ha dimenticato un oggetto in camera deve essere accompagnato (ma siamo agenti o detenuti?)

Di  mike  (inviato il 04/12/2012 @ 12:23:03)




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