Ottobre 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Ottobre 2017  
  Archivio riviste    
Boss tramite Facebook intratteneva contatti dal carcere con la moglie e altri da identificare

Polizia Penitenziaria - Boss tramite Facebook intratteneva contatti dal carcere con la moglie e altri da identificare


Notizia del 22/07/2013 - PADOVA
Letto (3830 volte)
 Stampa questo articolo


Boss rinchiuso nel carcere di Padova, intratteneva rapporti su Facebook con la moglie e altre persone da identificare. Sequestrati computer, tablet e schede sim/usb nel carcere di Padova.

Sono due i tarantini coinvolti nell’inchiesta avviata dal sostituto procuratore della Dda di Lecce Guglielmo Cataldi con l’ipotesi di associazione maffiosa. Due nomi di primissimo piano. Si tratta del boss 58enne Cataldo Catapano, già condannato definitivamente per i maxi processi «Orrilo» e «Due Mari», personaggio di primissimo piano della criminalità tarantina, e di sua moglie Lucia Labriola, 55 anni.

Cataldo Catapano è rinchiuso nel carcere di Padova, una casa circondariale moderna, all’interno della quale è consentito l’utilizzo del personal computer purché non connesso a internet. Ma l’indagine avviata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ipotizza che Catapano, grazie all’utilizzo di internet key - le chiavette usb messe in commercio praticamente da tutti i gestori di telefonia mobile - e con una modifica al computer, attraverso profili falsi creati su Facebook, e addirittura gruppi chiusi sullo stesso social network, praticamente ogni giorno dialogasse con la moglie e con altre persone. Il sospetto ha portato tre giorni fa ad una raffica di perquisizioni eseguite dalla polizia sia nel carcere di Padova, dove sono state sequestrate le chiavette usb per accedere a internet, che nell’abitazione della moglie di Catapano. Alla Labriola gli agenti hanno sequestrato computer, tablet e cellulare, strumenti di comunicazione ora al vaglio degli specialisti della Polizia Postale.

Le persone finite sul registro degli indagati sono dieci. Nell’elenco, oltre ai due tarantini, ci sono anche il boss leccese Cristian Pepe, 39 anni, ritenuto uno dei capi della salentina, recluso nel carcere di Padova per scontare la condanna definitiva all’ergastolo per omicidio; Ivan Firenze, 42 anni, di Castromediano di Lecce, condannato a gennaio scorso a 22 anni di reclusione in primo grado nel processo dell’operazione “Augusta” ed indicato da anni come l’erede del boss di Cavallino Giuseppe Lezzi; Luigi Buscicchio, 56 anni, di Lecce; Marco Firenze, 47 anni, di Lecce; Marco Pepe, 28 anni, di Surbo; Antonio Perrone, 30 anni, di Lecce; Giulia Striano, 19 anni, di Surbo; Emanuele Cataneo, 45 anni, originario di Noto (in provincia di Siracusa); Carmelo Salemi, 44 anni, originario di Catania.

Tutti, con ruoli e piani probabilmente diversi, avrebbero creato gruppi chiusi su Facebook per mantenere i contatti e dare disposizioni dal carcere a chi invece può continuare a curare gli interessi del clan. L’inchiesta è soltanto alle battute iniziali e indispensabile, per un possibile salto di qualità, si rivelerà il lavoro avviato sui personal computer sequestrati per scoprire chi faceva parte dei gruppi su Facebook e quale era il contenuto delle conversazioni via chat che gli indagati facevano, credendo di non essere scoperti.

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE VENETO
Statistiche carceri Regione Veneto







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Dimezzata la Banda musicale della Polizia Penitenziaria: lo prevederebbe decreto collegato alla manovra finanziaria

2 Il boss Michele Zagaria simula suicidio durante videoconferenza: ecco il filmato del TG2

3 Arrestati due Poliziotti penitenziari alla Dozza e altri due indagati: detenuti del carcere di Bologna controllati dalla ''ndrangheta e dai casalesi

4 Roberto Spada trasferito nel carcere di Tolmezzo in alta sicurezza: per il DAP è un detenuto ad elevata pericolosità

5 Gravissime affermazioni di Consolo sulla lotta alla mafia: Movimento 5 Stelle contro lo smantellamento di fatto del GOM e del 41-bis

6 E'' morto il mafioso Salvatore Riina

7 Detenuti navigavano su internet con la connessione del Comune: sessanta Agenti di Polizia Penitenziaria hanno setacciato l''istituto di Airola

8 Detenuto tunisino accusa dieci Agenti penitenziari di lesioni a San Vittore. E'' in carcere per tentato omicidio e accusò altri Agenti di Velletri

9 Arrestato Poliziotto penitenziario del carcere minorile del Beccaria: spacciava droga e affittava cellulari ai detenuti

10 Salvatore Riina in coma da giorni: è in fin di vita, ricoverato in ospedale a Parma


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Esuberi personale di Polizia Penitenziaria, dubbi sulla gestione del DAP. Interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri

2 Carceri, mille leggi per un solo risultato: torna il sovraffollamento

3 Il fallimento dell''amministrazione penitenziaria che si vuol far pagare alla Polizia Penitenziaria

4 Le grandi manovre per depotenziare la Polizia Penitenziaria: un gioco a somma zero che porterà alla sconfitta di tutti

5 Cari provveditori: la matematica non è un opinione

6 E'' meglio scegliere a chi dare la colpa che cercare le cause del disastro penitenziario

7 Impedire l’accesso e l’utilizzo dei telefonini in carcere è possibile. Perché il DAP non agisce?

8 Concorso vice ispettori di Polizia Penitenziaria. Interrogazione parlamentare sui ritardi del DAP

9 La legge è uguale per tutti ma per qualcuno è un po’ più uguale

10 Interpellanza parlamentare M5S: chi sta smantellando il 41-bis e perché?