Novembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Novembre 2016  
  Archivio riviste    
Carceri auto gestite dai detenuti: il sistema penitenziario del Guatemala è collassato

Polizia Penitenziaria - Carceri auto gestite dai detenuti: il sistema penitenziario del Guatemala è collassato


Notizia del 19/09/2016 - ESTERO
Letto (1449 volte)
 Stampa questo articolo


Un mondo parallelo, dove la legge la impone il più forte minacciando, estorcendo e uccidendo, nel caso in cui il controllo sia messo in discussione. A patire lo strapotere delle bande che gestiscono le carceri guatemalteche non sono soltanto i detenuti, ma anche le guardie carcerarie, il cui numero è di gran lunga inferiore. Armi pesanti, granate, droga sono solo alcuni degli oggetti che usualmente circolano nei 21 penitenziari del paese latinoamericano. Se la condizione degli adulti appare critica e allo sbando, quella dei minori al seguito delle madri è agghiacciante.

20 mila sotto il giogo della “talacha”. Di “collasso e abbandono” ha parlato il ministro degli Interni, Francisco Rivas. Dall’inchiesta condotta da El Mundo emerge che qualunque detenuto, in Guatemala, può conseguire con facilità un’arma e, altrettanto facilmente, può consumare delitti efferati in un contesto di omertà e corruzione. Sono solo 3.469 le guardie carcerarie, al cospetto dei 20.729 detenuti: il 300% in più della capienza prevista. Infatti, i penitenziari guatemaltechi possono ospitare un massimo di 6.908 persone. Delle 20 mila presenti, 18.731 sono uomini e 1.998 donne, in alcuni casi accompagnate dai minori. La cosiddetta “talacha” è il prezzo da pagare per non essere uccisi: i leader delle pandillas garantiscono sicurezza a patto che ricevano denaro.

Estorsione e prostituzione. Le vittime dell’estorsione ricorrono, quando possibile, al sostegno economico delle famiglie. Laddove, invece, non si dispone del denaro necessario non gli resta che vendere il corpo delle donne più care. Le mogli e le sorelle dei detenuti, vittime di estorsione, sono obbligate a prestare servizi sessuali in cambio della vita dei loro parenti. Il tutto avviene nella noncuranza degli agenti, che talvolta risultano persino invischiati. Il procuratore dei Diritti Umani del Guatemala, León Duque, ha dichiarato a El Mundo che il sistema penitenziario del suo paese è “il peggiore del mondo”, a causa del totale stato di abbandono. E lo ha qualificato come il luogo in cui “si stanno pianificando e compiendo azioni delittuose contro la popolazione”.

Byron Lima: l’assassinio del “re”. Cinque sono le carceri in cui si concentra il 71% degli omicidi ai danni dei detenuti: al primo posto c’è la Granja Penal Canadá di Escuintla dove sono morte 34 persone nell’ultimo anno. Il rapporto pubblicato dal CIEN, Centro di Ricerche Economiche Nazionali (http://www.cien.org.gt/), rivela che sono 146 i detenuti uccisi da luglio 2015 a luglio 2016. Nel secondo penitenziario con maggior numero di omicidi, ovvero il Pavón, è deceduto lo scorso 18 luglio il “re” delle carceri guatemalteche, Byron Lima, ex-capitano dell’esercito condannato a 20 anni di reclusione per l’assassinio del vescovo Juan José Gerardi. Nel 1998 Gerardi aveva pubblicato un documento intitolato “Nunca más” (“Mai più”), che denunciava le violazioni commesse dall’esercito, di cui Lima, suo padre e suo nonno erano membri onorari, durante i 36 anni di guerra civile.

Omicidi in aumento. L’assassinio del più potente dei detenuti, il cui movente secondo InSight Crime sarebbe legato ai segreti di Stato di cui Lima era detentore, piuttosto che alla contesa di un ingente quantitativo di droga, non è stato il solo. Il 18 luglio, infatti, sono morte altre 12 persone, fra le quali una giovane volontaria argentina. Lo studio condotto dal CIEN pone l’accento sull’incidenza delle morti nei penitenziari con maggior numero di detenuti, denunciando che sono circa 12 gli omicidi che si consumano ogni mese. Il drastico aumento è dovuto alla diminuzione delle perquisizioni, che favorisce l’introduzione di ogni sorta di oggetto – incluse le armi – all’interno delle carceri. La violenza cresce durante le rivolte. I tumulti, organizzati dai detenuti per affermare il loro potere, spesso degenerano in conflitti a fuoco, strangolamenti e decapitazioni.

Minori: instabilità e malnutrizione. In questo contesto vengono ospitati i familiari in visita. In alcuni penitenziari guatemaltechi, donne e bambini convivono con i reclusi durante il fine settimana. E, nonostante il Governo assicuri di inaugurare con i fondi europei, entro la fine dell’anno, una nuova struttura per donne con prole al seguito, il ministro degli Interni ha  reso noto a El Mundo che “il problema del sistema penitenziario non si risolverà in quattro anni”. A suo avviso, ne serviranno 12. Nel frattempo, la condizione dei minori che vivono nelle carceri con le madri, fino all’età di 4 anni, è disastrosa. Sono 86 in tutto e crescono in celle sovraffollate, manifestando instabilità psicologiche e carenze alimentari. Passano direttamente dal latte materno ai cibi solidi. Meno di due dollari al giorno, secondo El País, è il costo speso per alimentare madri e figli, costretti a dividere i pasti.

Nelle succursali dell’inferno. Inoltre, i minorenni reclusi, una volta liberi, riescono a reintegrarsi nella legalità soltanto quando non affiliati alle pandillas. E risulta difficile che ciò avvenga, dato che le carceri sono gestite dalle pandillas e dai narcotrafficanti in condizioni deplorevoli. A questo proposito, María Fernanda Galán di Asíes, Associazione di Ricerca e Studi Sociali (http://www.asies.org.gt/), ha dichiarato a El País che “i detenuti sono costretti a fare a turno per sdraiarsi per terra, senza materassi, senza
coperte, né cuscini. E i pochi che li hanno a disposizione, data la sporcizia, contraggono malattie della pelle”. Non c’è definizione più calzante di quella usata dal popolo guatemalteco: se si vuole conoscere l’inferno, basta andare nelle sue succursali.

repubblica.it

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma

2 Attentato in Vaticano sventato dalla Polizia Penitenziaria: detenuto marocchino voleva fare una strage

3 Rivolta nel carcere di Velletri: Polizia Penitenziaria sul limite di usare la forza

4 Detenuto si libera dal controllo della Polizia Penitenziaria e muore gettandosi dal quinto piano durante un sopralluogo fuori dal carcere

5 Informativa DAP: ai mujaheddin kosovari è arrivato ordine di attaccare l''Italia

6 La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie

7 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

8 Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata

9 Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini

10 Santi Consolo: senza la Magistratura di Sorveglianza potremmo spostare tutte le madri detenute in pochi giorni


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 La vecchia Zimarra di Regina Coeli a cena intorno al proprio Comandante Francesco Ventura

2 Commozione per la morte di due detenuti, ma la stampa omette di dire che uno aveva stuprato una bambina disabile e l''altro ucciso i genitori adottivi

3 Tre buoni motivi per cui la Polizia Penitenziaria non può essere sciolta come la Forestale

4 Rosario Di Bella, Sovrintendente Capo della Polizia Penitenziaria è deceduto. Lavorava nel carcere di Imperia

5 Come mi mancano gli Agenti di Custodia … allora non c’erano suicidi tra di noi … perché?

6 Focus su: batteri, virus e malattie infettive nella carceri. Poliziotti e detenuti a rischio contagio

7 Bologna: poliziotto penitenziario di 44 anni lotta tra la vita e la morte dopo essersi sparato un colpo di pistola alla testa

8 La sanzione disciplinare nei confronti del poliziotto penitenziario

9 Qualcuno ci aiuti a fermare la strage!

10 Statistiche delle carceri in Italia: i polli di Trilussa e i polli del DAP