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Caso Cucchi: un referto del pronto soccorso potrebbe prosciogliere gli agenti penitenziari

Notizia del 25/05/2012 - ROMA

Caso Cucchi: un referto del pronto soccorso potrebbe prosciogliere gli agenti penitenziari

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Il caso Cucchi ha una svolta per i poliziotti penitenziari che sono stati indagati.

Da una perizia è emerso che alcune lesioni, che erano state imputate a maltrattamenti subiti durante la detenzione, erano ferite riportate anni prima. Una di esse, relativa ad una frattura della vertebra lombare, risale addirittura a 6 anni prima a causa di una caduta mentre il signor Cucchi era in stato di ebrezza.  (ndr)
 
 La frattura della vertebra lombare L3 riscontrata dai medici del Fatebenefratelli che visitarono Stefano Cucchi qualche giorno prima della sua morte, avvenuta il 22 ottobre del 2009 presso la struttura protetta dell'ospedale Sandro Pertini, era vecchia di almeno sei anni. 
La procura di Roma lo ha scoperto acquisendo un certificato del pronto soccorso dello stesso Pertini dove il geometra si presento' il 25 agosto del 2003, senza poi accettare il ricovero, "per una asserita caduta accidentale in seguito ad assunzione di bevande alcoliche".
Il Sappe interviene per fare chiarezza su questa delicata questione.
 "E' sicuramente importante e significativo il documento acquisito dalla Procura di Roma e del quale oggi si e' avuto notizia dal quale si accerta che Stefano Cucchi presentava delle lesioni alla schiena che si era procurato nel 2003 a seguito di una caduta accidentale per l'assunzione di alcoolici e per una crisi epilettica. 
Episodio del quale probabilmente neppure i familiari erano a conoscenza, visto che non ci sembra ne abbiano mai pubblicamente parlato. Certamente aiuta a fare piu' chiarezza sulle cause della morte del povero ragazzo. Attendiamo dunque con serenita' gli accertamenti della magistratura". 
 
Lo dichiara, in una nota, Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). "Ricordo che la rigorosa inchiesta amministrativa disposta dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Franco Ionta sul decesso di Stefano Cucchi escluse responsabilita' da parte del Personale di Poliziapenitenziaria - aggiunge - in particolare di quello che opera nelle celle detentive del Palazzo di Giustizia a Roma. La nostra convinzione e' che a Piazzale Clodio la Polizia Penitenziaria ha lavorato come sempre nel pieno rispetto delle leggi, con professionalita' e senso del dovere". 
 
"Ci auguriamo che anche gli approfondimenti giudiziari - prosegue Capece - confermino questa nostra convinzione. Di sicuro rigettiamo ogni tesi manichea che ha associato e associa piu' o meno velatamente al nostro lavoro i sinonimi inaccettabili di violenza, indifferenza e cinismo." "Confidiamo che la magistratura accerti, come sempre con serenita', equilibrio e pieno rispetto dei valori costituzionali, gli elementi di cui e' in possesso'' conclude Capece. 
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